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Il biglietto vincente [The Winner - it]

Электронная книга - «Il biglietto vincente [The Winner - it]». Краткое содержание книги:

l destino sembra sorridere a LuAnn, giovane disoccupata: il misterioso signor Jackson le offre infatti il biglietto vincente di una lotteria che vale milioni di dollari. Ma prima di riuscire a godere della sua grande occasione, la ragazza trova a casa il cadavere del suo uomo in un lago di sangue e si scopre braccata dalla polizia, preda di una trappola mortale.
Un intrigo micidiale, costruito come un congegno a orologeria.
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— Per ora, John, mi sa che dovrai rassegnarti alla mia di compagnia, almeno per un po’ — disse Charlie sorridendo a sua volta.

— Compagnia quanto mai piacevole — fece Pemberton con l’automatismo di una macchinetta a gettone.

Charlie posò la tazza del caffè, allontanando il piatto vuoto. Cristo, quanto aveva voglia di una sigaretta. — Matt Riggs sta facendo dei lavori per noi.

— La recinzione e i sistemi di sicurezza — ribatté Pemberton. — L’incarico più grosso che abbia mai avuto.

Charlie lo fissò dritto negli occhi, senza parlare.

— Sai com’è — si affrettò ad aggiungere Pemberton quasi scusandosi — sotto un’apparenza cosmopolita, Charlottesville è ancora una piccola città. Tutti sanno più o meno tutto di tutti.

A quelle parole Charlie si sentì sprofondare. Forse Matt Riggs aveva già sbandierato l’incidente della Honda nera ai quattro venti? Avevano commesso un catastrofico errore a stabilirsi lì, invece di seppellirsi nell’anonimato di una metropoli come New York?

Charlie fece uno sforzo per scrollarsi di dosso quei pensieri paralizzanti. — Esatto. E Riggs aveva referenze di prima classe.

— Nessun dubbio in merito. Un uomo competente, affidabile e molto professionale. Non è qui da molto, almeno secondo gli standard locali, meno di cinque anni. Ma non ho mai sentito una sola parola negativa su di lui.

— Di dov’è?

— Washington. — Pemberton fece cenno al cameriere di portargli dell’altro tè. — Proprio della capitale.

— Costruttore anche là?

— No, la licenza l’ha avuta qui in Virginia.

— Forse però il mestiere lo sapeva già.

— È un carpentiere di prim’ordine, questo sì, ma ha fatto due anni alle dipendenze di Ralph Steed, uno dei più grossi costruttori di queste parti. Quando Ralph è morto, Riggs si è messo in proprio. Gli è andata bene. Un gran lavoratore. E con l’incarico di Wicken’s Hunt gli andrà anche meglio.

— Arrivare in un’altra città e ricominciare daccapo — disse Charlie. — Ci vogliono le palle per farlo. Quando l’ho incontrato, non mi ha dato l’idea di un ragazzino fresco di liceo.

— Non lo è — replicò Pemberton gettando un cauto sguardo alla piccola sala da pranzo del ristorante, quindi si protese verso Charlie. — Sono girate certe voci in merito a Riggs… — Accennò a bassa voce.

— Quali voci? — Charlie si protese a sua volta, con aria da cospiratore. — Ah, gli oscuri meandri di Charlottesville.

— Non quelli di Charlottesville, quelli di Washington. — Pemberton non appariva più tanto divertito. — Naturalmente sono solo voci, tu capisci, però sembra che Riggs fosse un pezzo grosso… — fece una pausa a effetto — nei servizi segreti.

Charlie si mantenne impassibile, ma avrebbe voluto alzarsi e scappare a gambe levate. LuAnn era stata infinitamente fortunata a essere fra i prescelti di Jackson per vincere la lotteria, ma dopo questa rivelazione pareva che una dose di sfortuna non meno grande le fosse piovuta sulla testa.

— Servizi segreti — ripeté lentamente Charlie. — Tipo Cia, Fbi?

— E chi lo sa? — Pemberton corrugò la fronte. — Quella è gente che manda giù una pillola di cianuro piuttosto che dirti che ore sono. E se fai troppe domande…

Charlie respirò a fondo. — Ti pianta una pallottola in testa.

Quando Riggs vide che si trattava di Catherine Savage, abbassò il fucile.

— Cosa diavolo ci fa lei qui?

LuAnn fece per passargli davanti, ma lui la afferrò per un braccio. Lei si divincolò immediatamente. — Lei mi ha spaventata a morte.

— Mi dispiace. Ma ripeto: cosa diavolo ci fa qui?

— Quindi è così che lei accoglie gli ospiti inattesi?

— Gli ospiti, inattesi e non, di solito passano dalla porta principale. E solo dopo che io sono andato ad aprire.

— Ho bussato alla porta principale — disse LuAnn con voce apparentemente ferma — ma nessuno è venuto ad aprire.

LuAnn si scostò leggermente e si guardò intorno. — Carino questo posto, che ne direbbe di costruire qualcosa di simile anche a Wicken’s Hunt?

Riggs si appoggiò alla parete. La canna del fucile era abbassata, ma dava l’impressione di poter essere messa in posizione di sparo in una frazione di secondo. — Forse prima di darmi un altro incarico lei dovrebbe aspettare di vedere i risultati del lavoro sulla recinzione, signorina Savage.

LuAnn sobbalzò impercettibilmente al suono del suo nome ma non abbastanza come avrebbe sperato Riggs.

— A proposito, trovato qualcosa d’interessante nel mio ufficio?

— Diciamo che sono un po’ paranoica riguardo alla mia privacy.

— Lo vedo — disse Riggs accennando alla tasca del soprabito di lei. — È per questo che va in giro armata?

LuAnn abbassò lo sguardo sulla propria tasca: una parte della calibro 38 era visibile. — Lei ha una buona vista, signor Riggs.

— Una pallottola di .38 ha scarso potere d’arresto. Visto che lei tiene così tanto alla sua privacy, signorina Savage, le suggerirei di passare alla 9mm Parabellum, una di quelle semiautomatiche con caricatori a elevata capacità. E adesso, signorina Savage, usando solo il pollice e l’indice della mano sinistra, lei toglierà la sua pistola dalla tasca. Tenendola per la canna.

— Non ho la minima intenzione di spararle.

— Lo so — rispose lui con tutta calma. — Faccia come le ho detto. Poi la svuoti e metta i proiettili in una tasca e la pistola nell’altra.

LuAnn ubbidì, ma alzando la voce disse: — Non sono abituata a essere trattata come una criminale, Riggs!

— Lei si è intrufolata in casa mia con una pistola.

— Non mi sono intrufolata. La porta era aperta, gliel’ho già detto.

— Perché non prova a raccontarlo a un giudice, signorina Savage?

Riggs respirò a fondo, fissandola negli occhi, quindi posò il fucile su uno degli scaffali.

— Ora si sieda — le disse e quando LuAnn finalmente si accomodò sulla poltrona di pelle, incrociò le braccia e prese a studiarla in silenzio, contraccambiato.

Fu LuAnn a parlare per prima. — La mia cerchia di amici è molto ristretta, e quando qualcuno s’intromette, tendo a volerne sapere di più.

— Dia un’occhiata al dizionario, signorina Savage. Quella di stamattina non si definisce intromissione, ma soccorso, ovvero dare una mano a qualcuno in difficoltà.

LuAnn si tolse i capelli dalla fronte e guardò altrove. — Mi stia a sentire, signor Riggs…

— Gli amici mi chiamano Matt. Noi non siamo amici, signorina Savage, ma credo che le lascerò comunque il privilegio.

— Preferisco chiamarla Matthew. Non è mia intenzione godere abusivamente di tale privilegio.

Riggs si strinse nelle spalle: — Faccia come le pare.

— Secondo Charlie, lei era un poliziotto.

— Questo è Charlie a dirlo, non io.

— Allora era un poliziotto sì o no?

— Non sono fatti di Charlie. Né suoi. E sto sempre aspettando, signorina Savage, che lei mi dica che cosa è venuta a fare in casa mia.

LuAnn passò la mano sul levigato cuoio del bracciolo, senza rispondere.

Riggs non si scompose. Non aveva fretta.

— L’episodio di questa mattina — si decise infine a dire LuAnn — è molto più complicato di quanto possa esserle sembrato. — I loro sguardi s’incontrarono. — La ringrazio per essermi venuto in aiuto, Matthew. Dico sul serio. È per questo che sono qui, per ringraziarla.

— Non c’è bisogno che mi ringrazi, signorina Savage — replicò Riggs, rilassandosi leggermente. — Si chiama solidarietà umana. Niente di più, niente di meno. Questo mondo sarebbe un posto decisamente migliore se ci fosse un po’ più di solidarietà in giro.

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