Il Volo Dell'angelo Di Pietra
- Автор: О'Коннелл Кэрол
- Язык: итальянский
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «Il Volo Dell'angelo Di Pietra». Краткое содержание книги:
A volte la violenza esplode quando e dove meno te l'aspetti. Come a Dayborn, graziosa cittadina sprofondata nella calda, languida atmosfera della Louisiana. E' lа che, diciassette anni fa, la dottoressa Cass Shelley и morta sotto i colpi di una folla inferocita, lapidata senza pietа per una colpa immaginaria. Da allora, tutti a Dayborn hanno fatto del loro meglio per dimenticare. Tutti tranne Tom Jessop, lo sceriffo che da quasi vent'anni si interroga sul destino della piccola Kathy Shelley, scomparsa subito dopo l'omicidio della madre. Quella bambina oggi и una donna, a tutti nota con il nome di Kathy Mallory, detective della Crimini Speciali di New York. Messo da parte il distintivo e la sua nuova vita, Kathy torna a Dayborn decisa a ottenere non semplice giustizia, ma 'vendetta'. Per stanare gli assassini di sua madre deve affrontare un'indagine intricata e rischiosa, ai margini della legalitа. Solo quando la veritа verrа a galla in tutto il suo orrore, Cass Shelley potrа riposare in pace nella tomba vegliata dall'angelo di pietra.
Una O'Connell in splendida forma per un thriller da non perdere. (Booklist)
Ancora una volta Carol O'Connell avvince il lettore fino all'ultima pagina. (Publishers Weekly)
Brava da morire. (Richard North Patterson)
Tom Jessop si sentì di colpo molto stanco. Era l'ultima persona che si sarebbe aspettato. «Avevi ragione, Lilith. Ha i tratti distintivi dei Laurie. È il nipote di Babe.»
Jimmy chinò il capo per nascondere il viso.
Lo sceriffo mise una mano sulla spalla del giovane e gli diede una scrollata. «Hai visto Cass Shelley morire e non mi hai mai detto una parola?»
«Ha contribuito a ucciderla» precisò Riker, porgendo allo sceriffo una grossa busta rigonfia. «È tutto qui dentro. La confessione firmata e tutti i nomi.»
Lo sceriffo respinse la busta con la mano e si allontanò dal prigioniero. «Voglio sentirlo dalle sue labbra. Lilith, accompagna il ragazzo nella sala riunioni.» Jimmy aveva trent'anni, ma Tom Jessop continuava a considerarlo un ragazzino scappato di casa. Non si fidava a toccarlo, non ancora.
Percorsero il corridoio e varcarono la porta sul fondo. Lo sceriffo restò in piedi mentre gli altri prendevano posto sulle sedie di metallo disposte intorno al tavolo. Quella stanza non aveva il calore antiquato della sala d'attesa. Sulle pareti color ghiaccio erano appesi bollettini e moderne carte stradali. Riker era seduto a capotavola, fiancheggiato da Lilith e Charles. Jimmy Simms sedeva da solo sull'altro lato.
Lo sceriffo si portò alle spalle di Jimmy. «Parla, ragazzo.» Il giovane fissava l'estremità opposta del tavolo, su cui Riker stava sistemando tutte le carte. Lo sceriffo posò una mano sulla sua spalla: «L'hai raccontato a Riker, ora farai lo stesso con me».
Il sergente Riker estrasse un foglio azzurro dalla busta e lo mostrò al prigioniero.
Jimmy parlò come se stesse leggendo.
«Cass mi portò alla riunione della New Church. Mi trascinò fin dentro la stanza. Era così arrabbiata, sventolava quella lettera e urlava come un'ossessa.»
Lo sceriffo si chinò fin quasi a sfiorare la testa di Jimmy. «Perché Cass era arrabbiata?»
«Non ricordo quel che diceva. Volevo solo strisciar via e morire.» Jimmy guardò Riker, che sorrise comprensivo e gli fece cenno di proseguire. Jimmy obbedì. «Lei l'avrebbe detto a tutto il paese. Gridava: "Lo sceriffo tornerà domattina, bastardo".»
«A chi si rivolgeva?»
«A mio zio.» Si accasciò sulla seggiola, coprendosi il volto con le mani.
Riker intervenne. «Tom, non interromperlo ora, o comincerà a piangere e ci vorrà un'ora per calmarlo.» E al testimone disse: «Continua, ragazzo».
«Mio padre doveva aver capito tutto, perché mi guardava come si guarda un verme appena sbucato da sotto un sasso. Quando Cass se ne fu andata, papà mi ordinò di aspettare fuori mentre i grandi parlavano.»
«Parlavano di che cosa?»
Riker gli porse due fogli azzurri: i risultati degli esami del sangue di un ragazzo di dodici anni. «Il numero di identificazione corrisponde a quello nell'archivio della dottoressa Shelley. Si riferisce a Jimmy.»
Lo sceriffo lesse la prima riga. «Epatite?» Guardò Riker. «Sapevo che l'aveva avuta. Cass lo curò quando lo riportai a Dayborn da New York.» Ma a quel che sembrava lo aveva curato anche per un male molto più serio. L'altro foglio azzurro riportava il risultato positivo di un test per le malattie veneree. «Cristo…» Questo spiegava perché la vita del ragazzo fosse andata in malora dopo che Tom l'aveva riconsegnato alla famiglia.
«C'è dell'altro» disse Riker.
Jimmy stava fissando la lettera azzurra e piagnucolava.
«Avanti, ragazzo, non ti fermare.»
Di nuovo Jimmy guardò Riker per ricevere istruzioni, e il detective annuì.
«Andammo tutti a Casa Shelley. Al momento non mi chiesi perché. Ricordo di aver scalciato inavvertitamente una pietra dell'aiuola davanti all'ingresso. Mi piegai e la rimisi a posto. La dottoressa Cass teneva molto ai suoi fiori.»
Adorava le piante. Fiorivano tutt'intorno alla casa, in ogni stagione.
«Poi vidi di nuovo la lettera azzurra. La gente intorno a me bisbigliava. Avremmo sistemato tutto, così nessun altro avrebbe saputo.»
Uccidendo Cass, che non ti aveva mai fatto del male né te ne avrebbe mai fatto.
«Qualcuno tirò un sasso e la colpì alla testa. Lei non pianse, non disse una parola. Era come guardare la televisione senza audio. Un'altra pietra la colpì alla spalla. Poi qualcuno mi mise in mano un sasso. Era lì, nella mia mano, e una voce mi sussurrava all'orecchio: "Tiralo, tiralo". E io lo tirai, mirando al ginocchio. Quel colpo la fece cadere. Si accasciò in silenzio.»
«E poi cosa accadde?»
Jimmy guardò lo sceriffo con una certa sorpresa. «Tornai all'aiuola a prendere un'altra pietra.»
Lo disse come se fosse la risposta più ovvia, la cosa più naturale da fare, perché aveva scagliato la sua pietra e gliene serviva un'altra. Jimmy si rivolse a Riker. «E quella seconda pietra le spezzò i denti.»
Riker sorrise e approvò con un cenno del capo.
Dietro la testa di Jimmy, la mano dello sceriffo si era levata minacciosa come una mazza. L'odio di Jessop era palpabile, saturava l'aria. Charles Butler fece per alzarsi. Riker lo afferrò per la manica della camicia. «Restane fuori, Charles.»
Jimmy guardò in su e vide il grosso pugno dello sceriffo sospeso su di lui. Poi si fissò le mani raccolte in grembo. Irrigidì le spalle, in attesa delle botte. La sua voce era calma quando disse: «Mi dispiace, ma non volevo che loro sapessero quel che lui mi aveva fatto».
La mano dello sceriffo non si mosse.
Con la stessa voce ragionevole Jimmy disse: «Il cane mi ha perdonato».
Riker raccolse un altro mazzetto di fogli azzurri. «Jimmy era stato ripetutamente stuprato. Dallo zio, secondo la sua testimonianza.» Fece scivolare i documenti lungo il tavolo. «Babe abusò di lui fino ai tredici anni. Ma la stessa sorte toccò anche ad altri bambini.»
Ecco perché il ragazzo era scappato. E lui, Tom, lo aveva riacciuffato e ricacciato all'inferno. Lo sceriffo lesse il referto degli esami del sangue di un bambino di sei anni, identificato solo da un numero.
«Un altro caso di epatite.» Poi guardò un altro foglio che riguardava lo stesso bambino. La data era posteriore, e il piccolo era risultato positivo alla sifilide. «Perché Cass fece testare per la sifilide un bambino di sei anni? Avevamo già avuto casi di epatite nelle scuole. Era un fatto relativamente comune.»
Charles disse: «Non la varietà che si trasmette col sangue. I bambini piccoli possono contrarre una forma di epatite molto contagiosa usando il gabinetto senza le necessarie precauzioni igieniche. Ma anche questa forma si incontra raramente tra i ragazzini dell'età che Jimmy aveva allora. Per rientrare in un gruppo ad alto rischio per l'epatite B, bisogna essere sessualmente attivi, oppure bucarsi. L'epatite B riscontrata in un bimbo di sei anni è un chiaro indicatore di abuso sessuale.»
Lo sceriffo prese l'ultimo foglio, il test positivo alla sifilide di un diciannovenne. Guardò Charles. «Non c'è il nome. È sicuro che si tratti di Babe?»
Charles annuì. «Il codice numerico coincide con quello attribuitogli da Cass in occasione di un precedente esame.»
Jessop scorse di nuovo i referti, confrontandoli. Il bambino di sei anni era stato l'ultimo a contrarre la sifilide. I valori del test di Jimmy portavano a escludere l'ipotesi che potesse averla contratta durante la sua breve fuga da casa.
«Babe era in uno stadio molto più avanzato della malattia,» disse Riker «già all'epoca della festa per la prima malattia venerea al Dayborn bar & grill.»
«Dobbiamo dedurre che non si sia curato» concluse Charles. «Ciò spiega le sue condizioni di salute al momento della morte.»
Riker riprese a parlare, illustrando ulteriori prove a supporto del movente dell'omicidio di Cass: dalle attività illegali di Babe alla sua natura di pedofilo con un debole per i bimbi molto piccoli.
Lo sceriffo non lo ascoltava. Stranamente, non provava rancore mentre leggeva la confessione di Jimmy Simms. In fondo all'ultima pagina c'era l'elenco degli assassini di Cass Shelley. Gli occhi di Jessop andarono da un nome all'altro, distrattamente, poi i fogli gli caddero di mano finendo sul tavolo.