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La Caduta di Hyperion [The Fall of Hyperion - it]

Электронная книга - «La Caduta di Hyperion [The Fall of Hyperion - it]». Краткое содержание книги:

In un lontano futuro di straordinaria complessità fantastica, la maggior parte dei pianeti della galassia è collegata da una Rete che permette di trasferirsi in pochi secondi da un mondo all’altro. Ma anche in questo universo, apparentemente perfetto, l’umanità è minacciata da pericoli di sconvolgente portata. Ai margini dell’Egemonia si stanno infatti radunando gli Sciami di migrazione degli alieni Ouster, mentre gruppi dotati di sofisticatissimi strumenti tecnologici e strane sette esoteriche premono per conquistare un potere divino. Paradossalmente, per gli uomini, l’unica speranza di salvezza è un piccolo gruppo di pellegrini sperduti su Hyperion, il mondo nei cui insondabili recessi si nasconde il crudele, onnipotente e misterioso Shrike. Dopo Hyperion, dalla magistrale penna di Dan Simmons un altro grande classico della fantascienza moderna, un romanzo affascinante in cui si fondono l’avventura classica e i temi più inquietanti del cyberspazio.
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Le maree s'interruppero un momento, come una risacca violenta che recedesse tra un'ondata e l'altra; Duré si ritrovò in piedi, si pulì la bocca con il dorso della mano ed entrò incespicando nella tomba buia.

Non aveva portato una torcia; trovò a tentoni la strada, atterrito dalla duplice fantasticheria di toccare nel buio qualcosa di viscido e freddo o di incappare nella stanza dov'era rinato e di trovarvi il proprio cadavere in via di decomposizione. Duré urlò, ma il grido si perse nel ruggito da tornado delle proprie pulsazioni, mentre le maree del tempo tornavano in forze.

La camera dove avevano dormito era buia, di quel terribile buio che significa totale assenza di luce, ma gli occhi di Duré si adattarono e il prete capì che il cubo di Moebius stesso riluceva debolmente, fra un palpitare di spie luminose.

Attraversò inciampando la stanza ingombra, afferrò il cubo e con un improvviso flusso di adrenalina riuscì a sollevarlo. Le note del Console avevano parlato di quel misterioso bagaglio di Masteen durante il pellegrinaggio e del fatto che si credeva contenesse un erg, una delle creature aliene composte di campi di forza e usate per fornire energia alle navi-albero dei Templari. Duré non aveva la minima idea del perché l'erg fosse importante in quella situazione, ma afferrò la scatola e la strinse al petto, mentre ripercorreva faticosamente il corridoio, usciva, scendeva i gradini, s'inoltrava nel cuore della valle.

— Da questa parte! — chiamò il Console, dalla prima Grotta alla base della parete rocciosa. — Qui va meglio.

Duré risalì barcollando il sentiero, quasi lasciò cadere il cubo, per la confusione e per l'improvviso sfinimento. Il Console lo aiutò negli ultimi trenta metri.

Dentro la tomba andava meglio. Duré sentiva il flusso e riflusso delle maree del tempo appena al di là dell'ingresso, ma in fondo, dove la fredda luce dei fotoglobi rivelava complicate sculture, la situazione era quasi normale. Il prete si lasciò cadere accanto a Sol Weintraub e posò il cubo di Moebius accanto alla figura silenziosa di Het Masteen, che guardava con occhi fissi.

— Si è svegliato, mentre lei si avvicinava — mormorò Sol. Gli occhi della piccina erano spalancati e scurissimi, nella debole luce.

Il Console si lasciò cadere accanto al Templare. — A cosa ci serve, il cubo? Masteen, a cosa ci serve?

Lo sguardo di Het Masteen non vacillò; il Templare non batté ciglio. — Nostro alleato — bisbigliò. — Unico alleato contro il Signore della Sofferenza. — Le parole erano sottolineate dalla particolare cadenza del mondo dei Templari.

— In che modo è nostro alleato? — domandò Sol; con tutt'e due le mani afferrò il Templare per la veste. — Come lo usiamo? Quando?

Lo sguardo del Templare fissava qualcosa d'infinitamente remoto. — Abbiamo fatto a gara per avere l'onore — mormorò, con voce rauca. — La Vera Voce della Sequoia Sempervirens fu il primo a mettersi in contatto con il cìbrido Keats… ma io ebbi l'onore della luce del Muir. Fu la Yggdrasill, la mia Yggdrasill, a essere offerta in espiazione dei nostri peccati contro il Muir. — Chiuse gli occhi. Il lieve sorriso parve fuori luogo, sul suo viso severo.

Il Console guardò Duré e Sol. — Sembra più terminologia del Culto Shrike che il dogma dei Templari.

— Forse è l'uno e l'altro — mormorò Duré. — Sono esistite coalizioni assai bizzarre, nella storia della teologia.

Sol posò la mano sulla fronte del Templare. Scottava di febbre. Sol frugò nell'unico medipac alla ricerca di derma analgesico o di un antistaminico. Ne trovò uno, ma esitò. — Non so se i Templari rientrano nelle norme mediche standard — disse. — Non vorrei che un'allergia lo uccidesse.

Il Console prese l'antistaminico e lo applicò al fragile avambraccio del Templare. — Rientrano nella norma — disse. Si chinò più vicino. — Masteen, cos'è accaduto sul carro a vela?

Il Templare aprì gli occhi ma non li mise a fuoco. — Carro a vela?

— Non capisco — mormorò padre Duré.

Sol lo prese da parte. — Masteen non ha raccontato la sua storia, durante il pellegrinaggio — bisbigliò. — Scomparve la prima notte sul carro a vela. Lasciò solo sangue, sangue in abbondanza, e i bagagli e il cubo di Moebius. Ma niente Masteen.

— Cos'è accaduto sul carro a vela? — bisbigliò ancora il Console. Scosse leggermente il Templare per destarne l'attenzione. — Rifletta, Vera Voce dell'Albero Het Masteen!

Il viso dell'uomo cambiò, gli occhi si misero a fuoco, i tratti vagamente asiatici ripresero la solita espressione severa. — Ho liberato dalla prigione l'elementale…

— L'erg — bisbigliò Sol al prete confuso.

— … e l'ho legato con la disciplina mentale imparata nei Rami Superiori. Ma allora, senza preavviso, il Signore della Sofferenza scese su di noi.

— Lo Shrike — bisbigliò Sol, più a se stesso che al prete.

— Era suo, tutto quel sangue? — domandò il Console.

— Sangue? — Masteen si calò sugli occhi il cappuccio, per nascondere la propria confusione. — No, non era mio. Il Signore della Sofferenza stringeva un… un officiante. L'uomo lottava. Tentava di sfuggire alle spine dell'espiazione…

— E l'erg? — insistette il Console. — L'elementale. Cosa si aspettava che facesse, per lei? Che lo proteggesse dallo Shrike?

Il Templare si accigliò e si portò alla fronte la mano tremante. — Non… non era pronto. Io non ero pronto. L'ho rimesso nella prigione. Il Signore della Sofferenza mi toccò la spalla. Fui… compiaciuto… che la mia espiazione avvenisse a un'ora di distanza dal sacrificio della mia nave-albero.

Sol si sporse verso Duré. — La nave-albero Yggdrasill fu distrutta in orbita, quella stessa sera — mormorò.

Het Masteen chiuse gli occhi. — Stanco — mormorò, con voce sempre più fievole.

Il Console lo scosse di nuovo. — Com'è arrivato fin qui? Masteen, com'è giunto qui dal mare d'Erba?

— Mi sono svegliato fra le Tombe — mormorò il Templare, senza aprire gli occhi. — Risvegliato fra le Tombe. Stanco. Devo dormire.

— Lo lasci riposare — disse padre Duré.

Il Console annuì e distese per terra il Templare, perché dormisse.

— Niente ha senso — mormorò Sol. I tre uomini e la piccina rimasero seduti nella fioca luce e sentirono le maree del tempo fluire e ritrarsi, all'esterno.

— Perdiamo un pellegrino, ne troviamo un altro — borbottò il Console. — Come se fosse in atto un gioco bizzarro.

Un'ora dopo, udirono gli spari echeggiare nella valle.

Sol e il Console si accovacciarono accanto alla figura silenziosa di Brawne Lamia.

— Ci servirebbe un laser, per tagliare questa roba — disse Sol. — Sparito Kassad, sparite anche le nostre armi.

Il Console toccò il polso della donna. — Tagliare il cavo rischia di ucciderla.

— Secondo il biomonitor, è già morta.

Il Console scosse la testa. — No. C'è in ballo qualche altra cosa. Forse quel cavo è collegato al cìbrido Keats che Brawne porta in sé. Forse alla fine ci restituirà Brawne.

Sol si portò alla spalla la figlia di tre giorni e guardò la valle che brillava debolmente. — Che gabbia di matti. Niente va come pensavamo. Se solo la tua maledetta nave fosse qui, avrebbe utensili adatti, nel caso fossimo costretti a liberare Brawne da questa… da questa roba. E lei e Masteen avrebbero una possibilità di sopravvivere, nel reparto chirurgia.

Il Console rimase in ginocchio, guardando il vuoto. Dopo un momento disse: — Aspetta qui con lei, per favore. — Si alzò e scomparve nelle fauci tenebrose dell'ingresso della Sfinge. Cinque minuti dopo era di ritorno, reggendo la grossa sacca da viaggio. Tolse dal fondo un tappeto arrotolato e lo stese sul gradino di pietra.

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