L'uomo di Siviglia [The Blind Man of Seville - it]
- Автор: Уилсон Роберт
- Серия: Javier Falcon (it) #1
- Год: 2004
- Язык: итальянский
- Год: Longanesi
- ISBN: 88-304-2141-3
- Переводчик: Paola Merla
- Жанр: Криминальные детективы
Электронная книга - «L'uomo di Siviglia [The Blind Man of Seville - it]». Краткое содержание книги:
Un'ondata di tristezza gli si riversò nel petto.
«Visto niente?» domandò Ramírez.
«Niente di importante. Non so che cosa stiamo cercando.»
«Forse questo tío ci sta prendendo in giro?»
«Il gioco è suo e noi stiamo alle regole, perché ogni volta impariamo qualcosa su di lui. Passiamo alla numero quattro.»
Ramírez fece tornare indietro il nastro, premette play. Iniziava con una festa in un appartamento. Suonavano alla porta, la telecamera seguiva lungo un corridoio una ragazza in pantaloncini stretti e top che le lasciava la schiena nuda. La ragazza apriva e faceva entrare due uomini e due donne. Ramírez appoggiò il dito tozzo sullo schermo.
«La guardi bene», disse.
Era la ragazza con i capelli ricci e scuri e il pugno stretto che non guardava mai la telecamera.
«È una parrucca», disse ancora Ramírez.
La telecamera riprese il gruppetto lungo il corridoio fino alla festa che ormai si era trasformata in un'orgia scatenata: tutti nudi a darsi un gran da fare. I quattro nuovi arrivati, invece di scappare a gambe levate dall'appartamento, si univano ai bagordi.
«Eccola di nuovo», disse Ramírez.
Questa volta era nuda fino alla vita e, seduta su un divano, fissava il rigonfiamento nei pantaloni di un uomo. La telecamera le si avvicinò per riprenderla mentre allungava la mano verso la cerniera.
«Ha visto chi è?» domandò Ramírez.
«Incredibile.»
«Vero?» La soddisfazione di Ramírez era palpabile. «È più giovane e un po' più grassottella, ma senza ombra di dubbio è Doña Consuelo Jiménez.»
XVII
Martedì 17 aprile 2001, Jefatura, calle Blas Infante, Siviglia
Di nuovo in ufficio. Falcón, seduto alla scrivania, contemplava la cassetta mentre Ramírez, in piedi davanti aña finestra, tamburellava con l'anulare sul vetro, guardando il parcheggio come se gli fosse stato chiesto di vendere tutte le auto entro la fine della settimana.
«Perlomeno sappiamo che non è vergine», osservò.
«Sa che cosa ha ottenuto l'assassino con questa?» disse Falcón sferrando un colpo alla cassetta che scivolò sull'altro lato della scrivania. «Ha ottenuto esattamente lo scopo che si era prefisso. Confondere tutto.»
«Lo scopo era di insegnarci qualcosa. Era una lezione di vista», protestò Ramírez, raddrizzando le spalle e scuotendo la testa in direzione delle automobili, un compito davvero impossibile.
«Provi a dirmi come si sente ora a proposito dell'accusa che sta costruendo contro Consuelo Jiménez.»
«Non so», rispose l'altro, voltando le spalle alla finestra, «questa cassetta in un certo senso la conferma e in un altro la distrugge.»
«Appunto. Dimostra che quella donna è capace di varcare i limiti, ma perché mai l'assassino, che si presume pagato e istruito da lei, perché mai dovrebbe mandare a noi questa registrazione?»
«A meno che non l'abbia mandata qualcun altro.»
«Senta: Lezione di vista numero uno. Raúl Jiménez con le palpebre asportate. Chi altri potrebbe essere stato? Sa troppe cose.»
Ramírez attraversò la stanza, agitando il dito. «Lei dice che ha voluto confonderci, è così? Be', la signora Jiménez è sotto pressione, lei le ha parlato a lungo quasi quotidianamente dal giorno del delitto.»
«Pensa che sia stata lei a spedirci la cassetta o che l'abbia fatta spedire?»
«Consideri la nostra reazione», insistette Ramírez, «non riusciamo a credere che sia disposta a esporsi fino a questo punto. Ma rifletta, la signora è comparsa in un film pornografico vent'anni fa. Che gran cosa. Probabilmente aveva le sue ragioni, quasi certamente mancanza di liquidi. Voglio dire, che cosa faremmo al suo posto? Lavorare come cameriera per dieci anni o succhiare qualche cazzo? Solo se spedissimo questo filmetto ai suoi amici di Siviglia, con un cerchietto rosso intorno alla faccia e la scritta 'Consuelo Jiménez' che lampeggia sullo schermo, la sua vita potrebbe essere sconvolta. E se non ci sono i fondi per farla sorvegliare, figuriamoci se ci sono per fare una cosa del genere.»
Ramírez non riusciva a trattenersi, la sua combattività irruenta e irreprimibile trovava sempre il modo di affermarsi.
«Forse c'è un altro livello per interpretare questa 'lezione di vista'», osservò Falcón. «A me è parso che fosse la scena sullo schermo mentre l'assassino riprendeva Raúl Jiménez con Eloisa Gómez. Che cosa ci dice questo di Raúl Jiménez… nel caso sapesse chi stava guardando?»
«Che era un uomo molto strano.»
Falcón contemplò la rete di binari della mente umana, le sue inesauribili possibilità. Era così o così? Che cosa trascinava l'istinto a operare sempre la scelta sbagliata, al punto che invece di essere a letto con la propria moglie, a riflettere sulle gioie del matrimonio e dei figli, si preferiva scopare una prostituta guardando la propria moglie esibirsi sullo schermo? Raúl Jiménez aveva un sesto senso per l'indegnità.
«Se poi si considera la somiglianza di Consuelo Jiménez con la moglie morta… è quasi impossibile intuire che cosa passasse per la testa di quell'uomo», soggiunse Falcón.
«Senso di colpa», suggerì Ramírez.
«Il senso di colpa richiede sensibilità.»
«Mi arrendo», disse Ramírez, che si annoiava facilmente. «Allora, che cosa facciamo della cassetta?»
«La mostriamo a Consuelo Jiménez… vediamo come reagisce.»
«Bene, questa è roba per me!»
«Dobbiamo anche andare dal Juez Calderón prima di colazione», lo informò Falcón. «Non ritengo produttivo che intorno a Consuelo Jiménez messa a confronto con il suo vergognoso passato stiano due poliziotti. Voglio che lei mi prepari il materiale per l'incontro con il giudice Calderón. Voglio anche che riferisca a Baena, se è ancora alle Mudanzas Triana, di vedere se gli lasciano dare un'occhiata aña roba di Raúl Jiménez in magazzino. O perlomeno si faccia consegnare una copia dell'inventario.»
La faccia di Ramírez si rabbuiò per un moto interno di rabbia: non gradiva vedersi rivoltare contro le sue stesse macchinazioni e non voleva essere escluso dall'umiliazione di Consuelo Jiménez. Falcón si decise a telefonare alla vedova. La signora Jiménez disse che lo aspettava prima che cominciassero a servire il pranzo nei ristoranti.
Nella toilette Falcón prese un alt ro Orfidal, stupito della sua efficacia e tentato di passare il resto della sua vita a trangugiarne. Guidò l'auto nel traffico controllato delle vie cittadine, riflettendo che forse il dottore aveva ragione, che si trattava semplicemente di stress. Viviamo in un'epoca di attenuata ma costante ansietà, si disse. Non essendoci più eventi significativi di sconvolgimenti mondiali, noi concentriamo la nostra attenzione sulle minuzie della vita quotidiana, ingolfandoci nel lavoro e nell'attività, per sopprimere l'ansia che accompagna la relativa sensazione di pace. Sì, concluse, prenderò queste pillole ancora per qualche settimana e, appena chiuso il caso, me ne andrò in vacanza.
Trovò un paio di spazi liberi sul retro dell'Edificio de los Juzgados e, dopo aver parcheggiato, si diresse al barrio Santa Cruz attraverso i jardines de Murillo. Rallentò il passo ricordando le parole del dottore — la più bella città della Spagna — e si guardò intorno come se fosse la prima volta. Il cielo, al di sopra dell'aria limpida, lavata e delle palme svettanti, era assolutamente ceruleo; il sole andaluso brillava sul fogliame verde dei platani che gettavano trame di luce e di ombra sul selciato liscio. Torri di buganvillee color fucsia, spettacolari dopo la pioggia, ricadevano in cascate lungo i muri bianchi e ocra; il rosso vivo dei gerani ammiccava tra le nere ringhiere di ferro battuto; l'aroma del caffè e del pane appena sfornato permeava le vie quiete. Il fresco cavernoso degli stretti vicoli sfociava nel calore delle piazze, dove le pietre dorate delle antiche chiese regnavano nel silenzio.