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L'anno del sole quieto

Электронная книга - «L'anno del sole quieto». Краткое содержание книги:

Brian Chaney, esperto dell’antica Palestina e di manoscritti biblici, viene reclutato per una missione molto rischiosa: la prima esplorazione fisica del futuro, resa possibile dall’invenzione del Veicolo per la Dislocazione nel Tempo, un progetto coperto dal più assoluto segreto. Chaney possiede tutti i necessari requisiti, ma soprattutto uno di essi lo rende l’individuo ideale per un simile compito: egli è infatti l’autore del più completo ed esauriente studio estrapolativo sul nostro futuro. La prima missione è quella di spostarsi di pochi anni per scoprire l’esito di un’imminente elezione presidenziale, tuttavia quest’epoca a noi vicinissima già comincia ad assumere inquietanti connotati, tra cui la degenerazione di una città come Chicago, sconvolta da sanguinosi disordini e divisa a metà da una sconcertante muraglia. Ma il vero obiettivo di Chaney è uno spostamento temporale di vari decenni, dove sarà testimone di un futuro ancora più tragico e disperato, al di là delle sue più pessimistiche previsioni: qui infatti un clima di paura e desolazione, segnato da violentissimi scontri razziali e da una vera e propria guerra civile, dipinge il crepuscolo degli Stati Uniti. Si è forse avverato ciò che aveva preconizzato un profeta ebraico sugli antichi documenti trovati nel Mar Morto, l’Eschatos o “la fine delle cose”, e che Chaney conosce fin troppo bene perchè ne è stato il traduttore? E sarà ancora possibile cambiare il corso di un futuro già annunciato da millenni? Lucido e vibrante, ma al tempo stesso profondamente toccante e umano, questo capolavoro di Wilson Tucker, maestro indiscusso delle avventure temporali, narra di un futuro in cui si ritrovano in una sintesi di rara forza espressiva tutti i temi d’inquietudine del nostro presente.
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— Ecco fatto — disse il giovane. — Sessantuno, perfetto e controllato. — Lanciò un’occhiata a Chaney e aggiunse, a mo’ di spiegazione: — Sessantuno secondi, signore.

— È buono?

— È il meglio che possiamo ottenere.

— Magnifico. Cosa sta succedendo?

— Collaudi. Collaudi, collaudi, collaudi, sempre e solo collaudi. Perfino le scimmie cominciano a stufarsi. — Lanciò una rapida occhiata a Kathryn Van Hise, come per chiederle: È al corrente?

L’altro giocatore studiò Chaney, con espressione piena di riserve, evidentemente cercando di infilarlo in uno schema conosciuto. Era più anziano del suo compagno.

— Lei si chiama Chaney — ripeté, in tono severo. — Ed è stato… che cosa?

— Arruolato. A forza — replicò Chaney, e lo vide sobbalzare.

La giovane donna si affrettò a dire:

— Signor Chaney?

Si voltò, e vide che si era alzata in piedi.

— Signorina Van Hise?

— L’aspettavamo prima, signor Chaney.

— Vi aspettavate troppo, da me. Ho dovuto aspettare qualche giorno, per ottenere il posto riservato in cuccetta, e mi sono fermato a Chicago per fare visita a dei vecchi amici. Non ero particolarmente ansioso di lasciare la spiaggia, signorina Van Hise.

— Cuccetta? — domandò l’uomo più anziano. — La ferrovia! Ma perché non è venuto in aereo?

Chaney si sentì imbarazzato.

— Ho paura degli aerei.

L’uomo dai capelli color sabbia esplose in una risata profonda, e puntò l’indice sul suo austero compagno.

— Aviazione — spiegò a Chaney. — Nato nell’aria e capace di volare sul cavallo dei pantaloni. — Colpì il tavolo con una pacca vigorosa, facendo sobbalzare le carte, ma nessuno parve disposto a condividere la sua allegria. — Davvero un magnifico inizio, signore!

— Devo buttare olio sul fuoco della mia vergogna? — chiese Chaney.

— Signor Chaney, per favore! — disse la giovane donna.

Chaney le dedicò la sua attenzione, e la donna gli presentò i due giocatori.

L’ufficiale di carriera dell’Aviazione, dall’aria di disapprovazione e dai modi severi, era il maggiore William Theodore Moresby, un uomo di circa quarantacinque anni, stempiato e dagli occhi grigio-verdi grandi e penetranti. Aveva il naso schiacciato da un’antica frattura, ma a parte questo, diritto e sottile. Aveva un accenno di doppio mento, e s’intuiva la presenza di un ventre prominente sotto la camicia senza maniche che portava fuori dei pantaloni. Il maggiore Moresby pareva privo di senso dell’umorismo, e strinse la mano del nuovo venuto con l’aria di chi stringe la mano a un renitente alla leva appena ritornato dal Canada.

L’uomo più giovane, con il corpo abbronzato e muscoloso e il vistoso dente d’argento, era il tenente di vascello Arthur Saltus. Si congratulò con Chaney, per il suo buon senso nel dimostrarsi riluttante a lasciare il mare, e gli disse di essere entrato in marina fin dall’età di quindici anni. Aveva mentito a proposito della sua età, e aveva esibito dei documenti falsificati per suffragare la menzogna. Anche in quella stanza senza finestre i suoi occhi erano socchiusi, come per proteggersi dal riverbero scintillante dell’acqua dell’oceano. Era simpatico.

— Un civile? — domandò in tono grave il maggiore Moresby.

— Qualcuno deve pure restare a casa a pagare le tasse — replicò Chaney, nello stesso tono.

La giovane donna si affrettò a intervenire, diplomaticamente.

— Politica ufficiale, maggiore. Abbiamo ricevuto l’ordine di creare una squadra equilibrata. Guardò con aria di scusa Chaney. — Diversi membri del Senato non trovano soddisfacente la vecchia politica della NASA, di scegliere solo personale militare per le missioni orbitali; e così noi abbiamo ricevuto la raccomandazione di reclutare una squadra più equilibrata per… per evitare le conseguenze di una possibile inchiesta successiva. L’Ufficio è molto sensibile al giudizio del Congresso.

— Traduzione: quei fondi devono continuare ad arrivare. — Saltus.

— Maledizione! Anche qui c’entra la politica? — Moresby.

— Sì, signore, temo proprio di sì. La sottocommissione senatoriale che si occupa della supervisione del nostro progetto ha delegato un suo rappresentante, il quale resterà qui per mantenere i collegamenti. È deplorevole, signore, ma alcuni senatori credono di ravvisare qualcosa di molto simile al vecchio Progetto Manhattan, e perciò insistono sulla necessità che tra noi e il Congresso esista un continuo collegamento.

— Un continuo controllo, vuole dire — fece Moresby, scuro in viso.

— Oh, andiamo, William, si rassereni! — Arthur Saltus aveva raccolto le carte disseminate sul tavolo, e stava rimescolando il mazzo. — Questo civile solo e sperduto non potrà farci alcun male; noi siamo in netta maggioranza, due contro uno, e pensi ai vantaggi che ci offre! Non ha un grado; non è un nostro superiore. L’ultimo della squadra, l’ultima ruota del carro, il semplice civile tra due ufficiali… e lo costringeremo a compilare tutte le scartoffie! — Si rivolse al civile. — Lei cos’è, Chaney? Un astronomo? Un cartografo? Qualcosa d’altro?

— Qualcosa d’altro — rispose Chaney, con disinvoltura. — Ricercatore, traduttore, statistico, un po’ di questo e un po’ di quello.

Kathryn Van Hise disse:

— Il signor Chaney è l’autore del rapporto Indic.

— Ah — annuì Saltus. — Quel Chaney.

— Il signor Chaney è l’autore di un libro sui rotoli di Qumran.

Il maggiore Moresby reagì.

— Quel Chaney?

Brian Chaney disse:

— Ora il signor Chaney uscirà di qui, mortalmente offeso, e farà saltare in aria l’edificio. Il signor Chaney non gradisce la parte del microbo sotto il microscopio.

Arthur Saltus lo fissò, spalancando gli occhi.

— Ho sentito parlare di lei, signore! William ha il suo libro. Vogliono appenderla per i pollici al ramo più alto.

— Succede, di quando in quando — disse Chaney, in tono amabile. — San Gerolamo sconvolse la Chiesa con la sua traduzione rivoluzionaria, nel quinto secolo, e tutti avevano una gran voglia di tirargli qualcosa di più dei pollici, prima che qualcuno li calmasse. San Gerolamo aveva curato una nuova traduzione latina dell’Antico Testamento, ma i suoi critici non ne furono proprio entusiasti, a quell’epoca. Poco male… il suo lavoro è sopravvissuto ai critici. I loro nomi sono dimenticati.

— Buon per lui. È stato un successo?

— Sì. Forse lei conosce la Volgata.

Saltus parve trovare il nome vagamente familiare, ma il maggiore arrossì, schiumando di collera.

— Chaney! Non vorrà certo paragonare quella sua mistificazione alla Volgata?

— No, signore — disse Chaney, in tono blando, per placare l’altro; ora conosceva la religione del maggiore, e sapeva che l’uomo aveva letto il suo libro superficialmente. — Voglio soltanto sottolineare che, dopo quindici secoli, le idee rivoluzionarie vengono considerale la norma. Oggi la mia traduzione dell’Apocalisse sembra la rivoluzione. Può darsi che io abbia la stessa fortuna, anche se non mi aspetto di essere canonizzato.

Kathryn Van Hise esclamò, in tono inesistente:

— Signori. — Tre teste si voltarono e guardarla.

— Per favore, signori, sedetevi. Dobbiamo proprio cominciare questo lavoro.

— Adesso? — domandò Saltus. — Oggi?

— Abbiamo già perduto troppo tempo. Accomodatevi.

Quando furono tutti seduti, l’irreprimibile Arthur Saltus si girò.

— Scoprirà che sul lavoro è tremenda, signore. Disciplina ferrea, una vera despota… ma si fa perdonare, perché è precisa e graziosa. Una vera ragazza borghese, con tutte le carte in regola, e non soltanto una normale funzionaria governativa. La differenza c’è e si vede. La chiamiamo Katrina… sa, è olandese.

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