Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it]
L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it]

Электронная книга - «L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it]». Краткое содержание книги:

Il ciclo del “Libro del Nuovo Sole” di Gene Wolfe è ambientato in un futuro estremamente remoto, su una Terra trasformata in modi misteriosi e meravigliosi, e in un tempo in cui la cultura attuale non è nemmeno un lontano ricordo.
Nel primo romanzo della serie avevamo fatto la conoscenza di Severian, il giovane torturatore mandato in esilio per essersi innamorato di una delle sue vittime e aver disobbedito alle ferree regole della corporazione cui apparteneva. Entrato per caso in possesso dell’Artiglio del Conciliatore, una gemma dai poteri miracolosi appartenuta a una leggendaria figura di proporzioni mitiche, Severian continua il suo viaggio verso Thrax, la città del suo esilio, in compagnia della sua spada Terminus Est. Molte sono le meraviglie che l’attendono sul suo cammino: creature scimmiesche dotate di intelligenza umana e di corpi pelosi e lucenti; un bizzarro rituale cannibalesco che gli riporterà le memorie e i pensieri della sua amata e scomparsa Thecla; la stanza delle superfici specchianti in cui svanirà Jonas, il suo compagno strano e non del tutto mortale.
Evocativo, profondo, ipnotico nella sua lirica potenza, L’artiglio del conciliatore si rivela un vero capolavoro di grandiosa e raffinata maestria letteraria.

Vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo in 1981.
Vincitore del premio Locus per il miglior romanzo fantasy in 1982.
Nominato per i premi Hugo e World Fantasy in 1982.
1 ... 37 38 39 40 41 42 43 44 45 ... 71
Перейти на страницу:

Mentre salivo, udii un debole rumore provenire dall’alto e lo attribuii a qualche roditore; ma quando sollevai la testa e la candela sopra il pavimento del soppalco, scorsi l’ometto che era in compagnia di Hethor sulla strada, inginocchiato in atteggiamento supplichevole. Era Beuzec, logicamente: non ero riuscito a ricordarmene il nome finché non l’avevo visto.

— Hai trovato qualcosa lassù, onorevolissimo?

— Stracci. Ratti.

— Esattamente come pensavo — disse il maggiordomo mentre scendevo l’ultimo scalino. — Dovrei salire anch’io a dare un’occhiata, prima o poi, ma alla mia età non è piacevole arrampicarsi su quella cosa. Vuoi andare tu stesso al corpo di guardia, o devo svegliare un paggio?

— Andrò io.

Il maggiordomo assentì con aria saccente. — È meglio così. Probabilmente non si fiderebbero di un paggio e non riconoscerebbero nemmeno di averla. Come credo tu sappia, ti trovi nell’Apogeo Apotropaico. Se non intendi essere fermato da tutte le pattuglie, ti conviene procedere all’interno, perciò ti consiglio di salire per tre piani la scala sotto la quale ci troviamo e poi girare a sinistra. Segui la galleria per mille passi, fino a quando arriverai all’ipetrallo. Dal momento che fuori è buio, potresti non vederlo, perciò fai attenzione alle piante. Arrivato là svolta a destra e prosegui per altri duecento passi. C’è sempre una sentinella davanti alla porta.

Lo ringraziai e riuscii a precederlo sulla scala avviandomi mentre era ancora occupato con la serratura. Quindi mi fermai in un corridoio vicino al primo pianerottolo e lo lasciai passare oltre. Dopo che si fu allontanato, ritornai nel corridoio dell’anticamera.

Ero convinto che, se veramente la mia spada era stata portata nel corpo di guardia, sarebbe stato molto difficile riuscire a riprenderla se non ricorrendo alla circospezione o alla violenza, e intendevo assicurarmi che non fosse stata lasciata in un luogo più accessibile prima di fare ricorso a una di quelle due soluzioni. D’altra parte, era possibile che Beuzec l’avesse notata mentre scappava e si nascondeva di qua e di là, e volevo domandarglielo.

Nello stesso tempo ero molto preoccupato per i prigionieri dell’anticamera. Ero sicuro che ormai dovevano aver scoperto la porta che io e Jonas avevamo lasciato aperta e di certo si stavano aggirando in quell’ala della Casa Assoluta. Non sarebbe trascorso molto tempo prima che uno di loro venisse preso e iniziassero le ricerche degli altri.

Quando arrivai alla porta del ripostiglio avvicinai l’orecchio nella speranza di sentire Beuzec muoversi. Niente. Lo chiamai per nome, a bassa voce, augurandomi che mi rispondesse e cercai di aprire la porta facendo forza con la spalla. Non cedette e temevo di fare rumore colpendola con più violenza. Infine riuscii a incuneare tra la porta e lo stipite l’acciarino che mi aveva donato Vodalus e feci sobbalzare la serratura. Beuzec era scomparso. Dopo una breve ricerca trovai un buco che si apriva in una parete cava. Da lì doveva essersi infilato nel ripostiglio per distendere un pochino le gambe e poi era scappato ancora. Si dice che quei recessi della Casa Assoluta siano abitati da una specie di lupo bianco che molto tempo fa abbandonò le foreste circostanti. Forse Beuzec cadde preda di questi animali; non l’ho più rivisto.

Non cercai di seguirlo, ma richiusi la porta del ripostiglio e mascherai come potevo il danno provocato alla serratura. Solo allora feci caso alla simmetria del corridoio: l’entrata dell’anticamera era al centro, le porte inchiodate sui due lati e le scale alle estremità. Se quell’ipogeo apparteneva veramente a Padre Inire, tale simmetria doveva essere legata, almeno in parte, alla qualità speculare. In tal caso, doveva esserci un secondo ripostiglio sotto l’altra scala.

XX

QUADRI

Mi chiesi per quale motivo Odilo, il maggiordomo, non mi avesse mostrato anche quello; comunque non mi soffermai a pensarci mentre percorrevo velocemente il corridoio e quando arrivai alla porta il motivo mi balzò agli occhi: la porta era sfondata da tempo, non solo nella serratura, e soltanto due frammenti di legno scolorito appesi ai cardini rivelavano che una volta lì c’era stato un uscio. La lampada interna era spenta e si vedevano solo oscurità e ragni.

Avevo voltato le spalle e mi ero già allontanato di un paio di passi quando mi arrestai, spinto da quella coscienza di aver sbagliato che a volte ci assale prima ancora di capire in cosa consista l’errore. Io e Jonas eravamo stati rinchiusi nell’anticamera a pomeriggio avanzato. Durante la notte erano venuti i giovani esultanti con le fruste. La mattina seguente era stato catturato Hethor e contemporaneamente, a quanto pareva. Beuzec era sfuggito ai pretoriani ai quali il maggiordomo aveva consegnato le chiavi perché lo cercassero nell’ipogeo. Quando Odilo mi aveva incontrato e io gli avevo detto che era stato un pretoriano a prendere Terminus est, lui aveva pensato che io fossi giunto nell’arco di quella giornata, dopo la fuga di Beuzec.

Ma non era vero e quindi il pretoriano che aveva preso la mia spada non poteva averla messa nel ripostiglio chiuso sotto la seconda scala.

Tornai verso la porta sfondata. La debole luce proveniente dal corridoio rivelava che un tempo le pareti dello stanzino erano state ricoperte di scaffali, esattamente come l’altro: ma l’interno era spoglio, i ripiani erano stati tolti per essere usati diversamente e restavano solo i sostegni che sporgevano dai muri. Non distinguevo nessun oggetto, ma capivo anche che nessun soldato, destinato a superare delle ispezioni, si sarebbe avventurato fra quella polvere e quelle ragnatele. Senza nemmeno entrare con la testa, allungai la mano oltre lo stipite della porta sfondata e, con una sensazione impossibile da descrivere che era un misto di trionfo e di familiarità, sentii la mia mano chiudersi intorno all’amata impugnatura.

Ero nuovamente un uomo completo. O piuttosto, più che un uomo: un artigiano della corporazione. Là, nel corridoio, mi accertai che la lettera si trovasse ancora nella tasca del fodero, quindi sguainai la lama lucente, la strofinai, la oliai e la strofinai un’altra volta, provando i fili con il pollice e l’indice mentre mi incamminavo. Ormai il cacciatore delle tenebre poteva anche avvicinarmi.

Il mio primo obiettivo, decisi, sarebbe stato ritrovare Dorcas, ma non sapevo dove si trovasse la compagnia del dottor Talos; sapevo solo che si sarebbe esibita in un tiaso organizzato all’interno di un giardino… uno dei tanti giardini. Se mi fossi avventurato fuori in quel momento, al buio, forse i pretoriani non mi avrebbero notato avvolto nelle mie vesti di fuliggine, ma anche per me sarebbe stato difficile vederli. Comunque era improbabile che trovassi qualcuno disposto ad aiutarmi e quando l’orizzonte orientale fosse sceso sotto il sole, sicuramente sarei stato subito catturato come era successo quando io e Jonas eravamo entrati nei terreni della Casa Assoluta. Se fossi rimasto all’interno, l’esperienza avuta con il maggiordomo mi faceva sperare che nessuno mi avrebbe interrogato e che forse avrei trovato qualcuno pronto a darmi indicazioni. Decisi che avrei detto a tutti di essere stato convocato per la festa (credevo che un supplizio fosse verisimilmente parte delle celebrazioni) e che, essendomi allontanato dall’alloggio destinatomi, mi ero perso. In tal modo avrei saputo dove si trovavano Dorcas e gli altri.

Misi a punto il piano salendo la scala e arrivato al secondo pianerottolo girai in un corridoio che in precedenza non avevo notato. Era molto più lungo e più riccamente arredato dell’altro. Alle pareti erano appesi quadri scuri con le cornici dorate e sui piedestalli erano posati urne e busti e oggetti che non avevo mai visto. Le porte che davano su quel corridoio erano distanti fra loro cento passi o più, rivelando così che dietro i loro battenti si aprivano sale immense. Ma erano tutte chiuse a chiave e quando provai a far girare le maniglie mi accorsi che sia la loro forma sia il metallo di cui erano fatte mi erano ignoti: non sembravano adatte alle dita umane.

1 ... 37 38 39 40 41 42 43 44 45 ... 71
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)