Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 978-88-04-33638-9
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per il premio Nebula per il miglior romanzo in 1984.
Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1985.
Iniziai a lavorare. Durante l’intervallo dalle quattro alle sei, tornai alla missione… e scoprii che anche Margrethe aveva un lavoro.
Era un lavoro temporaneo, tre sole settimane, ma cadeva al momento giusto. La cuoca della missione si era presa una vacanza per andare a Flagstaff a trovare la figlia, che aveva appena avuto un bambino. Durante la sua assenza, Margrethe l’avrebbe sostituita in cucina, e avrebbe occupato la sua stanza.
Fratello e sorella Graham si trovavano a meraviglia… per il momento.
14
Possibile che non ci sia mai stata una scuola di filosofia legata alla lavatura dei piatti? Le condizioni sarebbero perfette per dedicarsi alla risoluzione dell’imperscrutabile. È un lavoro che tiene occupato il corpo, ma che non richiede proprio niente al cervello. Ogni giorno, avevo otto ore a disposizione per cercare di trovare risposta alle domande. Che domande? Be’, tutte. Cinque mesi prima, io ero un prospero, autorevole esponente della professione più rispettata, in un mondo che comprendevo (o credevo di comprendere) pienamente. Oggi non ero più sicuro di niente, e non possedevo niente.
Mi correggo: avevo Margrethe, che non avrei scambiato con tutto l’oro del Catai. Ma anche Margrethe era un impegno che non riuscivo ad assolvere, perché non ero in grado di mantenerla.
Certo, avevo un lavoro, ma in realtà era lei stessa a mantenersi. Quando il signor Cowgirl mi aveva assunto, non avevo badato alle parole “minimo sindacale e nessun aumento”. L’idea di guadagnare dodici dollari e mezzo all’ora mi aveva lasciato senza fiato… a Wichita (la mia Wichita) molte famiglie vivevano con $ 12,50 dollari la settimana.
Non avevo pensato che laggiù, con $ 12,50, non ci si comprava neppure un sandwich tonno e maionese… e non si trattava neppure di un ristorante di lusso: anzi, era un locale economico. Avrei incontrato meno difficoltà ad abituarmi all’economia di quel mondo strano ma familiare se il suo denaro avesse avuto un nome diverso: scellino, corona, marco, ma non “dollaro”. Io ero abituato a pensare a un dollaro come a una cifra abbastanza grossa; l’idea che cento dollari al giorno fossero un salario minimo, a livello di sussistenza, mi era difficile da mandare giù.
Dodici dollari e mezzo l’ora, cento dollari il giorno, ventiseimila dollari l’anno un livello di sussistenza? Nel mondo da cui venivo, era una ricchezza quasi inconcepibile.
Ma quello di abituarsi a ragionare in termini di dollari che non erano dollari era solo l’aspetto più appariscente di quel nuovo mondo; il vero problema era come rimanere a galla e mantenere moglie e figli (e uno, se non mi sbagliavo, doveva essere già in arrivo) in un mondo in cui non avevo titoli, amici, referenze. Alec, che cosa sai fare… oltre che lavare i piatti?
Solo a riflettere su questo problema, avrei potuto lavare un altro “faro” di piatti. Del resto, dovevo risolverlo. Oggi potevo lavare i piatti senza troppe preoccupazioni, ma presto avrei dovuto trovare qualcosa di meglio. La paga minima non era sufficiente.
E adesso si può arrivare alla domanda più importante. Come interpretare tutti quei segni e quei portenti che il Signore aveva posto su di me, suo umile servitore?
Erano i segni e portenti ingannevoli inviati dall’Anticristo per sedurre gli stessi eletti?
O erano i veri segni del giorno del giudizio?
O ero pazzo come Nabucodonosor e tutto quel che avevo visto erano dei semplici vapori della mia mente malata?
Una sera, nel tornare alla missione, vidi un cartello che pareva dare la risposta ai miei dubbi: “Milioni di uomini che oggi vivono non moriranno mai”. Il cartello era in mano a un uomo, e accanto a lui c’era un bambino che distribuiva volantini.
Io non presi un volantino. Conoscevo bene quel cartello, ma avevo sempre cercato di evitare i Testimoni di Geova. Sono così sussiegosi e ostinati che è impossibile lavorare con loro, mentre le Chiese Unite per la Decenza erano necessariamente un’organizzazione ecumenica. Nella ricerca di fondi e nell’azione politica occorre (anche se, naturalmente, bisogna evitare quanto possibile l’eresia) lasciar perdere le discussioni sui punti dottrinari più ostici. Certi teologi che spaccano il capello in quattro rovinerebbero l’efficienza di qualsiasi organizzazione. Se partiste con l’intenzione di ottenere qualche risultato pratico, includereste una setta che afferma di essere la sola depositaria della verità, e che chi non è d’accordo con lei è un eretico destinato al fuoco dell’inferno?
Impossibile. Perciò i Testimoni di Geova non avevano mai fatto parte delle Chiese Unite. Eppure… che questa volta avessero ragione?
Questo mi riporta al problema più urgente: come ricondurre Margrethe alla chiesa, prima della tromba del giudizio?
Il “come” dipendeva dal “quando”. Come già detto, i teologi millenaristi non sono affatto d’accordo tra loro sulla data del Giudizio.
Io mi baso sul metodo scientifico. Quando incappo in differenze di opinione, c’è sempre una risposta infallibile: cercare nella Bibbia. E così feci, adesso che abitavo alla missione dell’Esercito della Salvezza ed ero finalmente in grado di farmi prestare una bibbia. La consultai avanti e indietro… e l’unico risultato fu quello di capire perché i millenaristi fossero in disaccordo.
La Bibbia è la parola letterale di Dio; su questo non ci sono equivoci. Ma il Signore non ci ha mai promesso che fosse facile leggerla.
Molte volte, Dio — ossia la sua incarnazione nella persona del Figlio, Gesù di Nazaret, il Messia — promette ai discepoli che la loro generazione (primo secolo d.C.) vedrà il suo ritorno. In altri punti si trova la promessa che Cristo ritornerà dopo mille anni, o prima che ne siano passati duemila, o in qualche altro momento, dopo la predicazione del Vangelo a tutte le genti.
Quale profezia è vera?
Sono vere tutte, a leggerle bene. Gesù ritornò veramente durante la generazione dei suoi discepoli: lo fece con la Resurrezione, il giorno di quella prima Pasqua cristiana. Fu il primo ritorno di Cristo: un ritorno palese, per dimostrare che era il figlio di Dio.
Cristo ritornò di nuovo sulla terra dopo mille anni, senza mostrarsi, e, dopo avere contemplato il nostro mondo, nella sua misericordia decise di dare ai suoi figli un ulteriore tempo di grazia, un nuovo periodo di prova, perché altrimenti i peccatori sarebbero immediatamente finiti tra le fiamme dell’inferno. La misericordia di Dio è infinita.
Le date di questi avvenimenti sono difficili da calcolare, ed è comprensibile che sia così, perché Dio non ha mai voluto incoraggiare i peccatori a continuare a peccare con la scusa che, tanto, il giorno del giudizio era stato rimandato… Quello che viene ripetuto molte volte nel Vangelo è che Dio si aspetta che i suoi figli vivano ogni istante come se fosse l’ultimo. Quando sarà la fine del tempo? Quando suonerà la Tromba? Quando sarà il giorno del giudizio? È adesso! Non verrà dato alcun preavviso. Non ci sarà il tempo di pentirsi in punto di morte. Occorre vivere in stato di grazia… altrimenti, quando sarà il momento del giudizio, sarete scagliati nel lago di fuoco, dove brucerete nei tormenti per tutta l’eternità.
Così si deve leggere la parola di Dio.
Ma io non avevo un ulteriore periodo di grazia in cui ricondurre Margrethe all’ovile: il giudizio poteva avere luogo quello stesso giorno.
Come fare?
Un mortale, quando il suo problema è troppo grande, ha una sola soluzione: pregare.
E così feci io. Le preghiere hanno sempre risposta. Ma è necessario saper riconoscere la risposta… e non sempre è la risposta voluta.
Nel frattempo occorreva dare a Cesare quel che era di Cesare. Naturalmente io decisi di lavorare sei giorni la settimana invece di cinque ($ 31.200 l’anno!), dato che mi serviva ogni soldo. Margrethe aveva bisogno di tutto… e così io, ma un uomo può fare a meno di molte cose, mentre una donna no. Soprattutto ci servivano scarpe. Quelle che portavamo quando il terremoto aveva colpito Mazatlán erano ottime scarpe… per dei contadini di Mazatlán. Ma si erano rovinate nei due giorni di scavo dopo il terremoto, e da allora in poi le avevamo sempre avute addosso; ormai erano da buttare.