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Mutazione pericolosa

Электронная книга - «Mutazione pericolosa». Краткое содержание книги:

Un uomo che ha buone probabilità di morire per una malattia ereditaria del sistema nervoso. Uno scienziato premio Nobel che è forse un ex-torturatore nazista. Una società di assicurazioni interessata ai clienti con difetti genetici. Ce n’è quanto basta per capovolgere il mondo normale di Pierre Tardivel e il suo lavoro al Progetto Genoma Umano. E il figlio che Pierre sta per avere sarà il primo, concreto annuncio dell’incubo biologico... Ritorna Robert J. Sawyer, l’acclamato autore di Starplex, con un romanzo di straordinaria suspense.
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— Era in ritardo al lavoro. Ho pensato di dare una controllata.

— Perché? La cosa la riguardava?

— Era mia amica. Ed era diabetica. Ho pensato che potesse aver avuto una reazione all’insulina.

— Che stava facendo sul retro della casa?

— Be’, non rispondeva al campanello, e così…

— Così se n’è andato a ficcare il naso in giro?

— Be’, io…

— Il coltello che l’ha uccisa è svanito, ma a giudicare dal taglio che ha fatto, era molto simile a quello che ha ucciso Chuck Hanratty.

— Aspetti un minuto… — disse Pierre.

— E a lei è capitato di trovarsi sulla scena di entrambi I delitti.

— «Aspetti un dannato minuto»…

— Penso che dovrebbe venire in città con noi, a fare un’altra deposizione.

— Non sono stato io. Era morta quando l’ho trovata. Guardatela… è cadavere da ore.

Munroe aggrottò le lunghe sopracciglia. — Come fa a saperlo?

— Sono laureato in biologia molecolare; so quanto tempo ci mette il sangue a farsi così scuro.

— E tutto per coincidenza, giusto?

— Sì. Sì.

— Ha detto che lavoravate insieme?

— Esatto. All’Human Genome Center, Lawrence Berkeley National Laboratory.

— Qualcuno tenta di uccidere lei, e ora, quattro mesi dopo, qualcuno riesce ad ammazzare questa donna. È così?

— Credo.

Munroe sembrò poco convinto. — Dovrà restar qui finché non arriva il coroner; poi andremo tutti alla Centrale.

Pierre era seduto su una sedia di legno in una piccola stanza per gli interrogatori, alla Centrale di polizia di Berkeley. La stanza sapeva di sudore; Pierre avvertì anche l’odore del caffè dell’agente Munroe. Le luci sulla sua testa erano fluorescenti, e uno dei tubi, leggermente intermittente, dava a Pierre il mal di testa.

La porta metallica aveva una finestrella. In un lampo Pierre vi vide dei capelli biondi, poi la porta si aprì, e…

— Molly!

— Pierre, io…

— Salve, signora Tardivel — disse l’agente Munroe, mettendosi fra loro. — Grazie per essere venuta. — Fece un cenno al sergente che aveva scortato Molly nella stanza.

Molly non corresse di riflesso l’agente riguardo il suo nome; era un segno di quanto fosse sconvolta. — Che sta succedendo? — chiese.

— Era con suo marito la sera scorsa, fra le cinque e le sette? — I primi rilevamenti del coroner indicavano che la morte di Joan Dawson si fosse verificata tra quelle ore.

Molly indossava una maglietta arancione e blue jeans. — Sì — disse. — Eravamo fuori a cena insieme.

— Dove?

— Chez Panisse.

Sentendo nominare quel costoso ristorante, Munroe alzò le sopracciglia. — Che occasione festeggiavate?

— Abbiamo appena scoperto che stiamo per avere un bimbo. Guardi, che cos…

— E siete stati lì dalle cinque in poi?

— Sì. Siamo dovuti andare tanto presto per entrare senza aver prenotato. Decine di persone ci hanno visti lì.

Munroe imbronciò le labbra, pensando. — Va bene, va bene. Fatemi fare una telefonata. — Uscì dalla stanza. Molly si precipitò verso Pierre, abbracciandolo. — Che diavolo sta succedendo? — disse.

— Sono andato a casa di Joan Dawson stamattina. È stata assassinata…

— Assassinata! — Molly sbarrò gli occhi. Pierre annuì. — Assassinata… — ripeté Molly, come se quella parola fosse altrettanto straniera delle frasi in francese che occasionalmente fuoriuscivano dalle labbra di Pierre. — E sospettano te? È pazzesco.

— Lo so, ma… — Pierre si strinse nelle spalle.

— Che stavi facendo da Joan, comunque? Lui le raccontò la storia.

— Dio, è orribile — disse Molly. — Era…

Proprio allora, Munroe rientrò nella stanza. — Okay — disse. — È una fortuna che lei abbia quell’accento, signor Tardivel. Tutti da Chez Panisse l’hanno ricordata. È libero di andare, ma…

Pierre sospirò esasperato. — Ma cosa? Se sono libero…

Munroe alzò la mano carnosa. — No, no. Lei è pulito. Solo, be’, stavo per dirle di guardarsi il culo. Forse è tutta una coincidenza, ma…

Pierre annuì con espressione torva. — Già. Grazie.

Molly e Pierre lasciarono la stazione di polizia; Molly aveva preso un taxi per arrivare. Si infilarono nella Toyota di Pierre, il caldo era soffocante, dato che per due ore era stata al sole nel parcheggio della polizia. Mentre tornavano all’università, Pierre le chiese quale delle biblioteche del campus potesse avere «People» o «Time».

— La Doe, probabilmente… al quarto piano. Perché?

— Lo vedrai.

Si diressero lì. Pierre rifiutò di dire a Molly cosa stesse cercando, e fu attento a continuare a pensare in francese, per evitare che glielo leggesse nella mente. Un bibliotecario portò a Pierre gli arretrati che voleva. Li sfogliò rapidamente, trovò quel che cercava, poi aprì una copia di «People» su un tavolo e prese dei moduli per chiedere i libri in prestito, usandoli per mascherare tutto tranne una piccola immagine: una foto del 1942 di John Demjanjuk.

— Va bene — disse Pierre, indicando il tavolo. — Vai a dare un’occhiata a quella foto e dimmi se riconosci la persona che raffigura.

Molly si chinò e fissò la foto. — Non…

— È una vecchia fotografia, del 1942. È qualcuno che conosci?

— È molto tempo fa, ma… oh, vedo. Certo, è Burian Klimus, no? Ehi, dev’essersi fatto sistemare le orecchie.

Pierre sospirò. — Andiamo a fare due passi. C’è qualcosa di cui dobbiamo parlare.

— Non dovresti dire a quelli del laboratorio dell’omicidio di Joan?

— Più tardi. Questo non può aspettare.

— Quella foto non era di Burian Klimus — disse Pierre mentre uscivano dalla Doe Library e si dirigevano a sud. Era un bel pomeriggio d’inizio autunno, e il sole scivolava giù verso l’orizzonte. — È di un uomo di nome John Demjanjuk.

Oltrepassarono un gruppo di studenti che si dirigevano in senso opposto. — Un nome vagamente familiare — disse Molly.

Pierre annuì. Gli israeliani l’hanno processato per essere Ivan il Terribile, l’operatore della camera a gas nel campo di sterminio di Treblinka, in Polonia.

— Sì, sì. Ma era innocente, non è vero?

— Giusto. Era un caso di scambio d’identità. Il vero Ivan il Terribile era qualcun altro che somigliava un sacco a Demjanjuk. Ed è ancora in giro.

— Oh — disse Molly.

— Esattamente: Burian Klimus somiglia a Demjanjuk, almeno un po’.

— Eppure, non c’è la minima ragione per sospettarlo di essere un criminale di guerra.

Pierre alzò lo sguardo. La scia di un aeroplano aveva diviso il cielo senza nubi in due esatte metà. — Ricordi che ti avevo detto che un agente federale era venuto a vedermi, dopo che Chuck Hanratty mi aveva aggredito? Be’, ho scoperto oggi che sta con quel settore del Dipartimento della Giustizia che si dedica alla caccia dei nazisti.

— Trovo difficile credere che un uomo che ha vinto un Premio Nobel potrebbe essere tanto malvagio.

— Be, Klimus non ha vinto il Nobel per la Pace, dopotutto. In ogni caso, l’uomo che faceva funzionare le camere a gas… Ivan Marchenko… era stato lui stesso prigioniero di guerra prima dì offrirsi volontario per servire i nazisti. Chissà cosa ha fatto prima o dopo la guerra? Chissà quale grado di istruzione aveva?

— Ma un vincitore del Nobel…

— Sai chi era William Shockley? — chiese Pierre.

— Uhmm… l’inventeur del transistor? Pierre sorrise. — Stai barando. Molly arrossì un po’.

— Ma, comunque, sì, Shockley inventò il transistor, e vinse un Premio Nobel per questo nel 1956. Era anche un razzista sfegatato, farneticante. Affermava che i neri erano geneticamente inferiori ai bianchi, e gli unici neri in gamba erano in gamba perché avevano del sangue bianco in loro. Propugnò la sterilizzazione dei poveri, come anche di chiunque avesse un quoziente intellettivo inferiore alla media. Credimi, ho letto abbastanza biografie di premi Nobel da sapere che non tutti erano brava gente.

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