Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]
Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]

Электронная книга - «Le argentee teste d'uovo [The Silver Eggheads - it]». Краткое содержание книги:

Presentazione tratta dai Classici Urania:
Quali mutamenti possono attendere il mondo della cultura nel prossimo secolo? Fritz Leiber ce ne offre un assaggio nel suo romanzo più caustico e divertente. Agli scrittori toccherà firmare soltanto le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole, e recitare in pubblico i ruoli scelti per loro dalle controcopertine. Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo, fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggono tutti i mulini-a-parole, per dover poi affrontare una grave crisi di creatività. Solo presso l’Editrice Razzi nessuno sembra scaldarsi molto; forse perché qui si custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. In una nursery segreta, infatti, vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe scuotere il mondo intero… per il bene di tutti i lettori.
1 ... 31 32 33 34 35 36 37 38 39 ... 55
Перейти на страницу:

Zane Gort la stava osservando con grande attenzione. Dopo un po’ il robot disse, esitante: — Scusate signorina, ma… mi permettereste di tenerne uno?

La ragazza girò su se stessa, sbalordita. Poi il suo volto fu rischiarato da un ampio sorriso.

— Naturalmente — disse, porgendogli l’uovo argenteo che aveva fra le mani.

Zane se lo strinse al petto d’acciaio azzurro, senza muoversi, facendo lievemente le fusa. L’effetto era bizzarro, a dir poco, e Gaspard ricordò l’enigmatica allusione che Zane aveva fatto, poco prima, alla riproduzione dei robot. Che un robot desse vita a un altro robot, eccetto che nel senso di costruirne uno, pareva il colmo dell’impossibilità o per lo meno dell’assurdità, eppure…

— Se un essere umano e un robot potessero unirsi — disse sommessamente Zane — la loro creatura potrebbe assomigliare a questo, per lo meno nello stadio iniziale, non vi sembra? — Poi cominciò a cullare l’uovo, con molta delicatezza, canterellando la ninnananna di La ragazza del mulino di Schubert.

— Basta così, — disse la signorina Bishop con fermezza, mostrando un po’ di apprensione. — Non sono bambini, vedete, ma gente molto vecchia.

Zane annuì, e sotto la supervisione di lei posò con cautela l’uovo sul cercine nero, sul nuovo piedestallo. Poi lo sguardo del robot vagò sulle altre uova.

— Vecchi o neonati sembrano comunque un ponte tra umani e robot — disse, pensoso. — Se soltanto…

Si udì all’improvviso un frastuono di grida confuse, di squittii e di passi affrettati.

La signorina Blushes entrò come una saetta nella Nursery. Sfuggendo freneticamente le braccia aperte di Zane Gort, si gettò con furia isterica sulla signorina Bishop, che rabbrividì ma sopportò eroicamente la sua stretta d’alluminio.

Dietro la signorina Blushes spuntò babbo Zangwell, che agitava il caduceo e urlava, con voce spessa: — Fuori per Anubi! Non voglio robot giornalisti qui dentro!

— Zangwell! — gridò con voce sonante la signorina Bishop. Il vecchio barbuto si girò verso di lei come un pesce preso all’amo. — Fuori di qui — continuò la ragazza in tono gelido — prima che l’atmosfera sia completamente etilizzata e che il vostro fiato ammorbi le uova. Questa non è un robot giornalista. Avete un attacco di delirium tremens. Zane, avete dimenticato di chiudere la porta interna.

— Chiedo scusa.

Babbo Zangwell batté le palpebre e cercò di mettere a fuoco lo sguardo socchiudendo gli occhi.

— Ma, signorina Bish — gemette — proprio ieri mi avete detto di montare di guardia contro i robot giornalisti… — La voce gli si spense quando il suo sguardo passò ondeggiando dalla signorina Bishop alla signorina Blushes. Cominciò a squadrarla come se solo in quel momento la vedesse veramente. — Robot rosa, questa volta! — gemette disperato. Si tolse dalla tasca una grossa bonaccia, fece l’atto di buttarla via, poi se la portò alle labbra, mentre indietreggiava verso l’atrio.

La signorina Bishop si liberò dall’abbraccio della signorina Blushes.

— Cercate di ricomponi — disse secca — Cos’è successo all’Editrice Razzi?

— Niente, che io sappia — disse con alterigia la robicchia rosea. — Quel vecchio ubriacone mi ha spaventata, ecco tutto.

— Ma avevate detto a Zane che avreste custodito Mezza Pinta e gli altri…

— Oh, credo proprio di averlo detto — continuò la signorina Blushes nello stesso tono. — Ma poi il signor Cullingham mi ha detto che disturbavo e mi ha pregato di uscire nel corridoio. Il signor Flaxman mi ha detto di montare di guardia alla porta che aveva la serratura elettrica rotta, in modo che nessuno potesse fare irruzione all’improvviso. Ho lasciato la porta socchiusa per poter guardare. — Esitò un attimo, poi proseguì: — Vedete, signorina… oh, non è successo niente del tutto, non pensate questo… ma io non credo che quei tre cervelli siano molto felici là all’Editrice Razzi.

— Cosa intendete dire? — scattò la signorina Bishop.

— Ecco non mi sembravano molto felici — disse la robicchia.

— Cosa intendete dire, non sembravano? — domandò la signorina Bishop. — Se stavano facendo i capricci e discorsi di autocommiserazione, non è niente per cui valga la pena di agitarsi. Li conosco bene… si lagneranno per un pezzo, prima di arrendersi e di ammettere che vogliono tornare a scrivere.

— Ecco, non so niente in proposito — disse la robicchia. — Ma quando uno di loro cominciava a lamentarsi, il signor Flaxman gli disinseriva l’altoparlante… per lo meno, è ciò che ho visto io.

— Qualche volta è necessario farlo — disse la signorina Bishop, un po’ imbarazzata. — Ma se quei due… Avevano giurato di seguire le Regole di Zukie: gliene ho lasciato una copia. Che cos’altro avete visto, signorina Blushes?

— Non molto. Il signor Cullingham è venuto a chiudere la porta quando si è accorto che io sbirciavo. Immediatamente prima di questo, ho sentito un uovo che diceva: “Non resisto più. Non resisto più. Per amor di Dio, smettetela. Ci fate impazzire. È una tortura”.

— E poi…? :- La voce della signorina Bishop era dura e acuta.

— E poi il signor Flaxman gli ha disinserito l’altoparlante e il signor Cullingham ha chiuso la porta, e io sono venuta qui e quel vecchio ubriacone mi ha spaventata.

— Ma cosa stavano facendo alle uova Flaxman e Cullingham?

— Non ho potuto vedere. Il signor Flaxman aveva un trapano sulla scrivania.

La signorina Bishop si strappò la cuffietta bianca, si slacciò il camice e lo lasciò cadere sul pavimento, senza preoccuparsi troppo del fatto che così era rimasta con un corto pagliaccetto bianco.

— Zane — disse — chiamerò immediatamente la signorina Jackson. Non voglio che voi lasciate la Nursery fino al suo arrivo. Custodite le uova. Signorina Blushes, prendetemi una gonna e il maglioncino dal lavatoio… quella porta. Poi restate con Zane. Venite, Gaspard, andremo subito a fondo di questa storia.

Si toccò il fianco e per un attimo Gaspard vide profilarsi, sotto al pagliaccetto, una pistola nella relativa fondina.

Anche senza quel particolare, e nonostante il suo spettacoloso sviluppo anteriore, aveva un’aria straordinariamente sinistra.

29

Il Viale del Lettorato non era precisamente brulicante di attività, ma ne era liberalmente cosparso: ed era sempre un’attività di tipo imbarazzante.

Subito all’inizio del loro rapido tragitto, Gaspard vide una macchina scoperta carica di apprendisti scrittori che incrociava lentamente per il viale. Per fortuna era tallonata da un furgone della polizia governativa. Dietro, veniva una macchina senza carrozzeria con tre robot dall’aria dura agganciati per le costole alla sua nuda ossatura metallica. Passò un camion carico di rifiuti.

Nel momento in cui raggiunsero l’Editrice Razzi, un grosso elicottero scese obliquamente verso il tetto dell’edificio; sul muso recava scritto, a grandi lettere: GENTE DI PENNA. Dalla cabina si intravedevano giovanotti dai maglioni neri e dai capelli scompigliati dal vento e, accanto a loro, vecchie megere vestite d’oro e d’argento. Dalla chiglia pendeva un cartello: IN GUARDIA, ROBOT! MULINI-A-PAROLE E SCRITTORI SONO FINITI! ADESSO SPETTA AI DILETTANTI IL DIRITTO DI SCRIVERE!

Gaspard e la signorina Bishop furono introdotti nelEditrice Razzi da un fattorino dalla faccia di topo che il meccanico dei mulini-a-parole non riconobbe e da un robot-portiere alto due metri e mezzo e dalla doratura scrostata: probabilmente, pensò Gaspard, facevano parte del nuovo sistema difensivo approntato da Flaxman, poiché quella coppia era degna di Joe la Guardia.

1 ... 31 32 33 34 35 36 37 38 39 ... 55
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)