La mano sinistra di Dio [=Dexter il vendicatore / Darkly Dreaming Dexter - it]
- Автор: Линдсей Джеффри
- Год: 2004
- Язык: итальянский
- Год: Sonzogno
- ISBN: 88-454-1247-4
- Переводчик: A. C. Cappi
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «La mano sinistra di Dio [=Dexter il vendicatore / Darkly Dreaming Dexter - it]». Краткое содержание книги:
Anche pubblicato come “Dexter il vendicatore”.
«È una ragazza», aggiunse LaGuerta. «Sembra assonnata e soddisfatta. Hai una ragazza, Dexter?» C’era uno strano tono di sfida nella sua voce.
«Sai come vanno le cose. Oggigiorno le donne sono così dirette. Quando vedono un ragazzo carino come me, perdono subito la testa.» Forse non era una felice scelta di parole. Mentre lo dicevo, mi tornò in mente la testa di donna che mi era piovuta addosso non molto tempo prima.
«Occhio», consigliò LaGuerta. «Prima o poi qualcuna ti resterà incollata.»
Non avevo idea di cose intendesse, ma era un’immagine piuttosto inquietante. «Sono certo che hai ragione. Fino a quel giorno, carpe diem.»
«Cosa?»
«È latino. Significa ‘lamentati al mattino’.»
«Che cosa mi dici del fatto di ieri notte?» se ne venne fuori lei all’improvviso.
Le mostrai il dossier. «Stavo leggendolo proprio adesso.»
«Non è lo stesso assassino», fece lei, accigliata. «Non m’importa cosa dice quello stronzo di reporter. McHale è colpevole. Ha confessato. Questo non è lo stesso.»
«A dire il vero sembra un po’ grossa, come coincidenza. Due assassini brutali contemporaneamente.»
LaGuerta si strinse nelle spalle. «Siamo a Miami, che cosa pretendono? È qui che tutti vengono in vacanza. Ce ne sono un sacco di assassini, là fuori, non posso prenderli tutti io.»
Per la verità, lei non sarebbe riuscita a prenderne neanche uno, a meno che un assassino non si gettasse da un tetto e atterrasse direttamente sul sedile del passeggero della sua auto, ma quello non mi sembrava il momento adatto per farglielo notare.
LaGuerta mi si avvicinò e sollevò una pagina del dossier con un’unghia rosso scuro. «Ho bisogno che mi trovi qualcosa qui dentro, Dexter. La prova che non è lo stesso.»
Un’illuminazione: LaGuerta era sotto pressione, probabilmente da parte del capitano Matthews, un uomo pronto a credere a tutto quello che leggeva sui giornali, a patto che scrivessero correttamente il suo nome. Dunque, alla detective servivano munizioni per respingere l’attacco. «Certo che non è lo stesso», dissi io. «Ma perché lo chiedi a me?»
Lei mi guardò per un istante con gli occhi semichiusi. Un effetto curioso. Credo che fosse lo stesso sguardo che avevo visto nelle attrici di alcuni dei film che Rita mi trascinava a vedere, ma perché mai la detective LaGuerta mi guardasse così, non l’avrei saputo dire. «Ti faccio entrare alla riunione. Anche se Doakes ti vuole morto, sei mio invitato.»
«Grazie mille.»
«Perché a volte tu hai un sesto senso per queste cose. I delitti seriali. Lo dicono tutti: ogni tanto Dexter ha un sesto senso.»
«Oh, ecco, ci ho solo azzeccato un paio di volte.»
«E mi serve qualcuno in grado scoprire qualcosa in laboratorio.»
«Perché non lo dici a Vince?»
«Perché lui non è altrettanto carino», rispose lei. «Trova qualcosa.» Era ancora vicina, in modo imbarazzante. Così vicina che sentivo l’odore del suo shampoo.
«Troverò qualcosa», promisi.
Lei accennò con la testa alla segreteria telefonica. «Pensi di richiamarla? Non hai tempo per correre dietro alla passera.»
Non aveva ancora fatto un passo indietro. Mi ci volle qualche secondo per capire che si stava riferendo al messaggio sulla mia segreteria. Lei rivolsi il mio sorriso più diplomatico. «Può darsi che sia lei a correre dietro a me, detective.»
«Ah! Forse hai ragione.» Mi soppesò con un’ultima occhiata, poi si voltò e uscì dall’ufficio.
Non so perché, ma la seguii con lo sguardo. Non mi veniva in mente nient’altro da fare. Prima che scomparisse dalla vista dietro l’angolo, si lisciò la gonna sulle anche e si voltò verso di me. Quindi scomparve nei misteriosi meandri politici della Squadra Omicidi.
E io? Il disperato, devastato Dexter? Che cosa potevo fare? Mi abbandonai sulla sedia e premetti il tasto PLAY della segreteria.
«Ciao, Dexter, sono io.» Certo che era lei. E, per quanto strano sembrasse, da quella voce calma e roca si sarebbe detto che «io» stesse per «Rita». «Mmm… stavo pensando a ieri notte. Chiamami, mister.»
Come aveva osservato LaGuerta, sembrava assonnata e soddisfatta. A quanto pareva, ora avevo davvero una ragazza.
Come sarei finito, di questo passo?
18
Rimasi per un po’ a meditare sulle crudeli ironie della vita. Dopo tanti anni solitari in cui avevo contato esclusivamente su me stesso, mi ritrovavo improvvisamente circondato da donne che contavano su di me. Deb, Rita, LaGuerta sembravano non poter vivere senza Dexter. Eppure l’unica persona con cui avrei voluto trascorrere il mio tempo libero si faceva desiderare, limitandosi a lasciarmi una Barbie in frigorifero.
Misi la mano in tasca e sentii il vetrino, al sicuro nella bustina di plastica. Per il momento mi fece stare meglio. Se non altro stavo facendo qualcosa. L’unico dovere della vita, dopotutto, era di essere interessante, e non potevo negare che la mia lo fosse, in quelle circostanze. «Interessante», non rende nemmeno l’idea. Avrei barattato un anno di vita per scoprire qualcosa di più sull’assassino fantasma che mi solleticava impietoso con l’eleganza del suo operato. In effetti, con l’interludio di Jaworski, avevo rischiato ben più di un anno di vita.
Sì, le cose erano certamente interessanti. E davvero al Dipartimento si diceva che avevo un sesto senso per gli omicidi seriali? Questo era preoccupante. Poteva mettere a repentaglio la mia diligente copertura. Ero stato troppo bravo, troppe volte. Poteva diventare un problema. Ma quali alternative avevo? Dovevo fare lo scemo per un po’? Non ero sicuro di sapere come fare, malgrado tutti i miei anni di studio della natura umana.
Ah, be’. Aprii il dossier su Jaworski, pover’uomo. Dopo averlo esaminato per un’ora, giunsi a un paio di conclusioni. Prima, e più importante: l’avrei passata liscia, a dispetto della mia impulsività. E, seconda, c’era l’opportunità di far guadagnare meriti a Deb. Se lei avesse potuto dimostrare che questa era opera del Nostro Originale Artista, mentre LaGuerta puntava sulla teoria del copycat, Deb avrebbe potuto trasformarsi da ultima ruota del carro in Poliziotta del Mese. Certo, non era proprio opera della stessa mano, ma a questo punto sembrava un dettaglio irrilevante. E dal momento che sapevo senza possibilità di dubbio che presto si sarebbero trovati altri cadaveri, non valeva la pena di preoccuparsene.
Ma, nel frattempo, dovevo procurare alla fastidiosa detective LaGuerta corda sufficiente per impiccarsi. Il che, mi venne da pensare, sarebbe potuto tornarmi utile su un piano più personale. Messa all’angolo e costretta a fare la figura dell’idiota, la reazione naturale di LaGuerta sarebbe stata dare la colpa a quel cretino di tecnico di laboratorio che l’aveva spinta all’erronea conclusione: il dannato, deficiente Dexter. Così la mia reputazione sarebbe stata ridimensionata a una conveniente mediocrità. Dopotutto, da me ci si aspettava che analizzassi le macchie di sangue, non che stilassi profili degli assassini. Ma intanto LaGuerta si sarebbe rivelata per l’inetta che era, mentre le azioni di Deborah sarebbero risalite.
È bello quando tutti i dettagli vanno al loro posto.
Chiamai Deborah.
All’una e trenta del giorno successivo, incontrai Deb in un ristorantino qualche isolato più a nord dell’aeroporto, non troppo lontano dalla centrale di Miami-Dade. Era un posto che conoscevamo bene, incastrato tra un negozio di pezzi di ricambio per autoveicoli e una rivendita di armi, dove si preparavano i migliori sandwich cubani del mondo. Potrà sembrare poco, ma ci sono momenti in cui non c’è niente come un medianoche e il Café Relampago è l’unico posto in cui mangiarlo. I Morgan ci andavano dal 1974.
E in ogni caso avevo la sensazione che un tocco di allegria ci volesse: se non una vera e propria celebrazione, almeno la presa di coscienza che il futuro cominciava a sorridere. Forse ero di buon umore per avere alleviato la tensione col mio caro amico Jaworski. In ogni caso, mi sentivo incredibilmente bene. Ordinai persino un batido de mamé, un frullato dal sapore unico, un misto di anguria, pesca e mango.