Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]
- Автор: Иванович Джанет
- Серия: Stephanie Plum (it) #6
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Rizzoli
- ISBN: 88-17-86790-X
- Переводчик: Annalisa Garavaglia
- Жанр: Криминальные детективы
Электронная книга - «Cacciatrice di taglie [Hot Six - it]». Краткое содержание книги:
Rimasi sdraiata, immobile, con il cuore che batteva furiosamente e i polmoni bloccati come in un fermo immagine. Non avevo sentito rumore di passi sul tappeto. Nell’aria attorno a me non sentivo l’odore del corpo di un uomo impazzito e sconvolto. C’era solo l’irrazionale consapevolezza che qualcuno si trovava nel mio spazio. E poi, senza preavviso, delle dita si posarono sul mio polso, e io fui improvvisamente in azione. L’adrenalina ebbe un’impennata e mi catapultai giù dal divano addosso all’intruso.
Entrambi fummo colti di sorpresa e inciampammo sul tavolino del salotto, finendo per terra in un groviglio di braccia e gambe. E in un attimo io mi ritrovai bloccata sotto di lui, la qual cosa non fu un’esperienza del tutto spiacevole non appena mi resi conto che si trattava di Ranger. Eravamo bacino contro bacino, petto contro petto, le sue mani allacciate ai miei polsi. Passò un istante durante il quale non facemmo altro che respirare.
«Bel placcaggio, bambina» disse. E poi mi baciò. Nessun dubbio sull’intenzione, questa volta. Non il tipo di bacio che si darebbe a una cugina, per esempio. Più il genere di bacio che un uomo darebbe a una donna quando muore dalla voglia di strapparle di dosso i vestiti e darle una buona ragione per cantare l’Alleluja.
Mi baciò ancora più profondamente e infilò le mani sotto la mia T-shirt, appoggiando i palmi aperti sulla pancia. Una scarica di calore elettrico mi contrasse i capezzoli. Grazie a Dio li avevo ancora tutti e due!
La porta della camera da letto si aprì rumorosamente e la nonna mise fuori la testa. «Va tutto bene, qui?»
Grandioso. Adesso si sveglia!
«Sì. Tutto perfetto» dissi.
«È Ranger quello sopra di te?»
«Mi stava mostrando una mossa per la difesa personale» tentai di giustificarmi.
«Non mi dispiacerebbe imparare un po’ di difesa personale» disse la nonna.
«Be’, abbiamo quasi finito.»
Ranger rotolò giù da me, sdraiandosi sulla schiena. «Se lei non fosse sua nonna le sparerei.»
«Accidenti» disse la nonna «mi perdo sempre la parte migliore.»
Balzai in piedi e misi a posto la T-shirt. «Non ti sei persa molto. Stavo giusto per fare un po’ di cioccolata calda, ne vuoi?»
«Certo» disse la nonna. «Vado a mettermi la vestaglia.»
Ranger sollevò lo sguardo su di me. Nella stanza era buio, solo una lama di luce veniva dalla porta aperta della camera da letto. E tuttavia c’era abbastanza illuminazione perché potessi vedere che la sua bocca sorrideva ma gli occhi erano seri. «Salvata dalla nonna.»
«Vuoi della cioccolata calda?»
Mi seguì in cucina. «Passo.»
Gli diedi il foglietto con il disegno della casa. «Qui c’è lo schizzo che volevi.»
«C’è nient’altro che vuoi dirmi?»
Sapeva di Alexander Ramos. «Come lo sai?»
«Stavo sorvegliando la casa sulla spiaggia. Ti ho vista far salire Ramos in macchina.»
Versai il latte in due tazze e le misi nel forno a microonde. «Che cos’è questa faccenda? Mi ha fermato per mendicare una sigaretta.»
Ranger sorrise. «Hai mai provato a smettere di fumare?»
Scossi la testa.
«Allora non puoi capire.»
«Tu fumavi?»
«Io ho fatto di tutto.» Prese il rivelatore di movimento dal mobile e se lo rigirò in mano. «Ho visto che la catena di sicurezza è rotta.»
«Non sei stato l’unica visita di stanotte.»
«Che cosa è successo?»
«Uno che non si era presentato all’udienza in tribunale ha fatto irruzione nel mio appartamento. Gli ho sparato a un piede e se n’è andato.»
«Evidentemente non hai letto il Manuale del cacciatore di latitanti. Noi dovremmo soltanto prendere i brutti ceffi e trascinare il loro fottuto culo in galera.»
Mescolai il cacao al latte caldo. «Ramos vuole che io ritorni oggi. Mi ha offerto un lavoro come contrabbandiere di sigarette.»
«È un lavoro che non devi accettare. Alexander può essere molto impulsivo, e stravagante. E paranoico. È sotto cure mediche, ma non sempre le segue. Hannibal ha assunto delle guardie del corpo per tenere d’occhio il vecchio, ma lui le sta facendo sembrare dilettanti: sgattaiola via sotto il loro naso ogni volta che ne ha la possibilità. Tra lui e Hannibal si sta svolgendo una battaglia molto dura e tu non devi rimanere intrappolata in mezzo al fuoco.»
«Non è bellissimo?» disse la nonna, entrando in cucina e prendendo la sua tazza di cioccolata. «È molto più divertente vivere con te. Noi non ricevevamo mai visite di uomini nel bel mezzo della notte, quando vivevo da tua madre.»
Ranger ripose l’allarme sul mobile. «Devo andare. Godetevi la cioccolata calda.»
Lo accompagnai alla porta. «C’è altro che devo fare? Controllare la tua posta? Dar l’acqua alle piante?»
«La mia posta viene rispedita all’avvocato e a dar l’acqua alle piante ci penso io stesso.»
«Perciò ti senti al sicuro nella tua tana?»
Gli angoli della bocca gli si curvarono in un accenno di sorriso. Si chinò e mi baciò alla base del collo, proprio sopra il bordo della T-shirt. «Sogni d’oro.»
Prima di andarsene salutò la nonna, che era rimasta in cucina.
«Che bel giovane educato» disse la nonna. «E ha un eccellente involucro.»
Andai dritta all’armadio, trovai la bottiglia di alcolico e ne versai un po’ nella cioccolata calda.
La mattina successiva la nonna e io avevamo i postumi di una sbornia.
«Devo smetterla di bere cioccolata calda nel bel mezzo della notte» disse la nonna. «Mi sembra che gli occhi mi stiano per esplodere. Forse dovrei andare a fare un controllo per il glaucoma.»
«Meglio ancora, perché non fai un controllo per il livello di alcol nel sangue?»
Presi un paio di aspirine e mi trascinai fino al parcheggio. Habib e Mitchell erano là, seduti ad aspettare, in un piccolo furgone verde con due seggiolini per bambini sul sedile posteriore, ma non c’era alcun bambino.
«È un’ottima auto per un pedinamento» dissi. «Proprio adatta.»
«Non cominciare» replicò Mitchell. «Non sono di buon umore.»
«È l’auto di tua moglie, vero?»
Mi gettò un’occhiata tetra.
«Giusto per rendervi la vita più semplice, in modo che non vi perdiate, tanto vale dirvi che per prima cosa andrò in ufficio.»
«Odio quel posto» disse Habib. «È maledetto! Porta male!»
Mi diressi in ufficio e parcheggiai giusto davanti all’ingresso. Habib rimase un isolato più indietro e tenne il motore acceso.
«Ehi, ragazza» disse Lula. «Dov’è Bob?»
«È con la nonna. Oggi dormono fino a tardi.»
«Sembra che anche tu avresti avuto bisogno di dormire ancora un po’. Hai un aspetto orribile: se il resto della tua faccia fosse nero come i cerchi sotto gli occhi potresti trasferirti nel mio quartiere. Certo, c’è di buono che con le occhiaie scure e gli occhi iniettati di sangue a mala pena si nota quel grosso e brutto brufolo.»
E ciò che c’era davvero di buono era che in quel momento non me ne fregava niente del brufolo. È curioso il modo in cui una cosa da nulla come rischiare la vita possa far guardare a un brufolo da una prospettiva completamente diversa. Quello di cui mi importava quel giorno era inchiodare Munson. Non volevo affrontare un’altra notte insonne, a preoccuparmi di andare a fuoco.
«Ho la sensazione che Morris Munson questa mattina sia di nuovo a casa sua» dissi a Lula. «Ci sto andando e ho intenzione di saltargli addosso una volta per tutte.»
«Vengo con te» disse Lula. «Non mi dispiacerebbe mettere le mani su qualcuno oggi. In effetti, sono proprio dell’umore giusto.»
Presi la pistola dalla borsa. «Sono un po’ giù di munizioni» dissi a Connie. «Ne hai qualcuna di scorta in giro?»