Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it]
L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it]

Электронная книга - «L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it]». Краткое содержание книги:

“Touching as well as hilariously lewd . . . Roth is vibrantly talented . . . as marvelous a mimic and fantasist as has been produced by the most verbal group in human history.” Alfred Kazin, New York Review of Books
“Deliciously funny . . . absurd and exuberant, wild and uproarious . . . a brilliantly vivid reading experience.” The New York Times Book Review
“Roth is the bravest writer in the United States. He’s morally brave, he's politically brave. And Portnoy is part of that bravery.” Cynthia Ozick, Newsday
“Simply one of the two or three funniest works in American fiction.” Chicago Sun-Times
Portnoy’s Complaint, a long monologue narrated by a young Jewish man while in analysis, is prefaced by a definition of “Portnoy’s Complaint” as a disorder in which “strongly felt ethical and altruistic impulses are perpetually warring with extreme sexual longings, often of a perverse nature.” The book focuses on Portnoy’s parents, his endless adolescent experimentation with masturbation, his youthful sexual encounters with girls, his varied sexual experiences with a model named Monkey, and his pilgrimage to Israel—all of which are punctuated by frequently obscene outcries against the guilt he feels for his sexual obsessions. Roth, who has defended himself and the book many times, claims it is full of dirty words because Portnoy wants to be free: “I wanted to raise obscenity to the level of a subject.”
The book became a cause célèbre in 1969, commented on by social critics and stand-up comedians alike. Most objections to it came from Jewish groups and rabbis who called it “anti-Semitic” and “self-hating” and protested against libraries that put it on their shelves. It was seized in Australia in 1970 and 1971 by Melbourne officials, who filed obscenity charges against it and the bookseller who sold it.
1 ... 29 30 31 32 33 34 35 36 37 ... 59
Перейти на страницу:

L’elevazione al Quarto Circolo, e tutto quello che ciò comportava (e anche qualcosina di più), era una ricompensa che giustificava il rischio. Non poteva esserci peggior sorte di dover avere a che fare con le menti limitate e timide dei sacerdoti dei primi due circoli. Ma ciò non significava che non dovesse usare il buon senso e cercare di ridurre al minimo i rischi.

Per cui fu con mente vigile e occhi aguzzi che Jarles si decise a seguire Sharlson Naurya nel distretto abitato dai cittadini comuni. Notò con un certo piacere le intense sfumature di luce che i raggi rossi del sole riuscivano a strappare da quei muri grezzi. In quegli ultimi giorni era iniziata una nuova vita per lui, infinitamente più piacevole e gratificante di quella precedente. I suoi sensi, la vista, il tatto, l’olfatto e altri più intimi, gli regalavano emozioni mai sperimentate prima di allora. Perché finalmente lui aveva capito quale fosse la sua vera identità: era io puro, assoluto, libero per un certo periodo di assaporare i piaceri del mondo e di imporre al mondo la sua volontà. Una volta capito quello, tutto diventava chiaro come il sole e ogni istante prezioso.

Un vago idealismo aveva reso cieco quell’altro Jarles e incapace di godere di ciò che aveva a portata di mano. Ma adesso quell’altro Jarles non poteva più dargli fastidio… se non nel sonno.

Quando furono abbastanza lontani dalla Grande Piazza, Jarles si affiancò a Sharlson Naurya e da quel momento in poi procedettero appaiati. Gli sembrò saggio dire, a fior di labbra: — Adesso sono con voi fino in fondo. Ho riflettuto a lungo, mentre ero da Madre Jujy e alla fine ho preso la mia decisione.

Come risposta gli giunse la calda, amichevole stretta di mano di Naurya. Quel contatto, così rapido eppur così intimo, ebbe l’effetto di fargli riaffiorare alla mente un dubbio che lo tormentava fin da quando aveva parlato con Goniface.

Goniface aveva dato istruzione molto precise riguardo a Sharlson Naurya, sia a lui sia a Cugino Deth. Se nel corso dell’azione fossero riusciti a catturarla, avrebbero dovuto ucciderla subito.

Naturalmente, se non gli fosse rimasta altra via d’uscita l’avrebbe sacrificata… l’avrebbe soppressa con le sue stesse mani, se fosse stato assolutamente inevitabile. Ma se, senza attirare troppi sospetti su di sé, fosse riuscito a farla sparire misteriosamente, be’ quella sarebbe stata senz’altro la soluzione migliore.

Ma perché a Goniface premeva tanto la sua morte? Era chiaro che lei doveva essere a conoscenza di un paio di segretucci sul suo conto che il caro arciprete preferiva rimanessero tali, ma che forse a lui sarebbero tornati utile per fare carriera più in fretta… Per cui adesso aveva non più una ma due buone ragioni per salvarle la vita, se solo ne avesse avuto l’opportunità.

La luce intensa del tramonto aveva ceduto il posto a quella più tenue del crepuscolo. A un tratto, la sua guida piegò in direzione di un minuscolo tempio in cui, presumibilmente, i cittadini comuni si riunivano a pregare. Nell’oscurità, Jarles riuscì a discernere l’immagine del Grande Dio, l’altare, e alcune piccole panche. Il tempio era vuoto. Sharlson Naurya si avvicinò a una delle pareti a fianco dell’altare, e tastò la cornice di plastica decorata.

Un pesante pannello scivolò di lato e la ragazza oltrepassò rapidamente il varco che si era aperto nel muro. Jarles. invece, indugiò per qualche istante suite soglia, in modo che la valvola dei traccianti radioattivi, che portava legata all’avambraccio sinistro, potesse lasciare in quel punto un segno più marcato e facilitare così la ricerca di Cugino Deth. Con un moto di impazienza, Sharlson Naurya gii fece segno di affrettarsi.

Il pannello si richiuse alle sue spalle. Si ritrovarono in una stretta galleria, scarsamente illuminata da rare e minuscole lampadine. La ragazza tastò di nuovo la cornice, che da quella parte era liscia, per ripristinare il sistema di allarme che aveva disattivato pochi istanti prima. Senza dare nell’occhio, Jarles studiò i suoi movimenti e, quando lei si voltò e si avviò lungo il cunicolo, ne approfittò per allungare la mano nel punto in cui l’aveva vista armeggiare, trovare il pulsante e premerlo. Poi, lesto come un fulmine, la raggiunse.

Alla fine del corridoio, discesero alcuni scalini. Un altro corridoio. Altri scalini. I sensi di Jarles erano tesi allo spasimo.

— Questi passaggi sotterranei risalgono all’Età dell’Oro — gli spiegò Naurya.

A un tratto si fermò.

— L’ingresso alla Camera della Convegno è più avanti, dopo una doppia curva — disse. — Adesso entreremo insieme e io proporrò subito che tu venga accolto come nuovo adepto della Stregoneria. La riunione è già cominciata. Questo — aggiunse toccando il muro — è uno degli ingressi secondari. Li usiamo in caso di emergenza.

Le sue dita fecero scattare un meccanismo e un pannello si aprì.

Il nuovo Jarles pensò e agì rapidamente. Dopo aver regolato il raggio dell’ira, che portava legato al braccio destro, sulla funzione “paralisi”, ne diresse il getto, adesso invisibile e accompagnato soltanto da un debole sibilo, contro il busto della ragazza. Sharlson Naurya si irrigidì: contrasse convulsamente il diaframma, aprì la bocca per urlare, ma neppure un flebile suono uscì dalle sue labbra.

Dopo averla afferrata per un braccio, Jarles la lasciò cadere gentilmente nel cunicolo laterale che lei aveva appena aperto. Poi. contando i secondi, azionò con freddezza il raggio contro la sua testa, e quando ritenne che sarebbe rimasta priva di conoscenza per un sufficiente periodo di tempo, chiuse il pannello e si avviò verso l’ingresso principale della Camera del Convegno.

Tenebra sfumata di rosso e una voce potente e imperiosa. Stagliato contro l’oscurità lievemente meno intensa della parete di fondo, un nutrito cerchio di sagome umane ascoltava la voce. Un trono fosforescente contro la parete e, assisa in esso, una figura pseudo-umana, nera come la pece. Era da quella figura che proveniva la voce.

Nella mente di Jarles riaffiorò il ricordo vivido della prima volta che aveva messo piede in quel luogo. Un ricordo così vivido che per un attimo le due esperienze si sovrapposero, benché adesso lui fosse una persona completamente diversa. Il potere infallibile della memoria di colmare qualsiasi vuoto.

Senza far rumore, indossò gli occhiali per la conversione dei raggi ultravioletti che, dietro suo suggerimento, Cugino Deth gli aveva procurato. Fu come se all’improvviso una pallida luce gialla avesse inondato l’intera stanza. E, contemporaneamente, ogni mistero svanì. Jarles si guardò attorno e quello che vide gli parve della massima normalità, con due sole eccezioni. La Camera del Convegno era una banale stanza lunga e bassa; il cerchio di sagome umane era un gruppo di uomini e donne intenti ad ascoltare, con profonda attenzione, un oratore seduto su un trono completamente disadorno e per nulla imponente. A quella vista, Jarles provò un gratificante senso di superiorità.

Le uniche due presenze di cui non riusciva a comprendere la natura, le due eccezioni per l’appunto, erano l’oratore e una cosa alta che si ergeva dietro al trono.

L’oratore era rimasto una semplice sagoma umana fatta di tenebra: era chiaro che doveva essere avvolto da un campo in grado di assorbire tutte le radiazioni.

La cosa alta che si profilava alle sue spalle sconcertò Jarles a tal punto che indugiò a fissarla confuso, senza nemmeno prestare orecchio alle parole della figura nera. Era sicuro che la volta precedente quell’oggetto non fosse presente nella stanza. Per altezza e conformazione, assomigliava a un angelo; ma il suo viso largo, scuro e senza vita, era di un’incredibile bruttezza, aggravata dalle corna maligne che spuntavano sulla fronte. Per braccia aveva zampe di rettile, che terminavano in lunghi artigli. Era un monolito luciferino, immobile, alto due volte un uomo e un po’ più alto della stanza, cosicché le sue corna si estendevano in quella che sembrava un’ampia nicchia circolare o un orifizio del soffitto.

1 ... 29 30 31 32 33 34 35 36 37 ... 59
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)