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L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it]

Электронная книга - «L'alba delle tenebre [Gather, Darkness! - it]». Краткое содержание книги:

“Touching as well as hilariously lewd . . . Roth is vibrantly talented . . . as marvelous a mimic and fantasist as has been produced by the most verbal group in human history.” Alfred Kazin, New York Review of Books
“Deliciously funny . . . absurd and exuberant, wild and uproarious . . . a brilliantly vivid reading experience.” The New York Times Book Review
“Roth is the bravest writer in the United States. He’s morally brave, he's politically brave. And Portnoy is part of that bravery.” Cynthia Ozick, Newsday
“Simply one of the two or three funniest works in American fiction.” Chicago Sun-Times
Portnoy’s Complaint, a long monologue narrated by a young Jewish man while in analysis, is prefaced by a definition of “Portnoy’s Complaint” as a disorder in which “strongly felt ethical and altruistic impulses are perpetually warring with extreme sexual longings, often of a perverse nature.” The book focuses on Portnoy’s parents, his endless adolescent experimentation with masturbation, his youthful sexual encounters with girls, his varied sexual experiences with a model named Monkey, and his pilgrimage to Israel—all of which are punctuated by frequently obscene outcries against the guilt he feels for his sexual obsessions. Roth, who has defended himself and the book many times, claims it is full of dirty words because Portnoy wants to be free: “I wanted to raise obscenity to the level of a subject.”
The book became a cause célèbre in 1969, commented on by social critics and stand-up comedians alike. Most objections to it came from Jewish groups and rabbis who called it “anti-Semitic” and “self-hating” and protested against libraries that put it on their shelves. It was seized in Australia in 1970 and 1971 by Melbourne officials, who filed obscenity charges against it and the bookseller who sold it.
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Doveva trattarsi di una specie di scultura rituale, concluse Jarles. Quelle persone avevano molta fantasia, questo era indubbio; e, forse, erano anche molto intelligenti, ma era altrettanto innegabile che fossero sprovveduti e ingenui come dei bambini. Come si spiegava, altrimenti, la facilità con cui gli avevano permesso di infiltrarsi in una loro riunione segreta?

Paradossalmente, in quel momento l’oratore stava proprio esprimendo quello stesso concetto. Jarles si mise ad ascoltare la voce imperiosa.

— Finora voi avete semplicemente giocato a fare le streghe. È stato un gioco a volte duro e pericoloso, ma comunque, per molti di voi, soltanto un gioco. Siete diventati membri della Stregoneria per lo più per spirito di ribellione, e per un desiderio birbone di esercitare un potere segreto in un mondo in cui la Gerarchia detiene il potere assoluto. Quando io e i miei collaboratori abbiamo concepito e fondato la Stregoneria, abbiamo tenuto conto anche di questo fatto. Sapevamo che per attrarre nuovi seguaci non bastava conquistarli a una grande causa o a un nobile fine. Sapevamo che avreste obbedito ai nostri ordini soltanto se aveste avuto anche la possibilità di divertirvi. Ed è per questo motivo che tutte le volte che uno di voi indulgeva in qualche tiro mancino contro un proprio personale nemico, noi lo abbiamo lasciato fare.

La voce tacque. Con impazienza, una delle persone sedute in circolo ad ascoltare intervenne con una domanda.

— Quello che dici è vero. Ma che cosa vuoi che facciamo adesso, o Asmodeo?

Jarles trasalì. Asmodeo! Ma quello era il nome del capo della Stregoneria! Questo significa che, grazie a lui, quella sera la Gerarchia avrebbe fatto prigionieri illustri. Ma in questo caso, l’elevazione al Quarto Circolo non era più una ricompensa adeguata. Meritava almeno di venir promosso sacerdote del Settimo Circolo! Per fortuna aveva ancora Sharlson Naurya da usare come arma di ricatto contro Goniface, se l’arciprete lo avesse ostacolato.

— Adesso — riprese la voce imperiosa — il gioco è finito. O meglio, è entrato in una fase più delicata. Fino a oggi, nonostante la vostra negligenza e la vostra incoscienza, siete riusciti a riportare successi sorprendenti. Ma, cosa ancora più importante, la Gerarchia ha risposto ai nostri attacchi con estrema lentezza. È un’organizzazione di stampo conservatore, che dal giorno della sua costituzione non si è mai dovuta misurare con un’opposizione degna di tale nome. In più oggi è anche travagliata da dissensi intestini. Così, un po’ per conservatorismo, un po’ per astuzia, un po’ per esigenze di compromesso al suo interno, finora ha adottato una politica di attesa!

“Ma non per questo noi dobbiamo sottovalutarla! Perché adesso la Gerarchia si sta rendendo conto, anzi si è già resa conto del pericolo che la minaccia. Ha allertato tutte le sue numerosissime spie e in migliaia di santuari i sacerdoti ricercatori del Quinto Circolo stanno per scoprire e riprodurre i segreti scientifici della Stregoneria. Inoltre ci sono segnali inequivocabili che i dissensi all’interno della Gerarchia verranno presto sanati… grazie a un drastico intervento di chirurgia.

“Non sottovalutate la Gerarchia! Il suo potere è così grande che può permettersi di indugiare prima di rispondere al nostro attacco. Non è vana millanteria quella dei sacerdoti quando minacciano di invocare aiuti dal cielo!”

Ormai, l’irruzione di Cugino Deth nella sala doveva essere imminente, pensò Jarles. Secondo i suoi calcoli, il diacono doveva aver già raggiunto la galleria sotterranea, eppure, a quanto sembrava non era scattato alcun allarme. Buon segno. Ciò nonostante, una paura improvvisa si impadronì di lui. Non era paura per la propria incolumità, per la quale temeva a ogni secondo (e per questo era in costante allerta). Si trattava di un sentimento più vago, informe, di cui si sforzò di comprendere la natura.

— In guerra il fattore tempo è fondamentale — proseguiva intanto la voce proveniente dal trono. Faceva pensare istintivamente a un paio di occhi pieni di luce maligna, ma capaci anche di allegria e di compassione. — Potete immaginare quanto sia ancora più importante nella guerra psicologica che stiamo combattendo! La paura è la nostra unica arma e ha un grande difetto: la sua efficacia è limitata. Grazie a un’ondata di terrore attentamente calibrata siamo riusciti a spaventare enormemente i sacerdoti dei circoli inferiori e a diffondere il timore di un’offensiva di tipo soprannaturale nelle alte sfere. Ma se adesso ci fermassimo, perderemmo tutto il vantaggio che abbiamo conquistato. Dobbiamo sferrare un attacco su vasta scala.

“È per questo motivo che vi ho convocato qui e che, per la prima volta, ho deciso di mostrarmi a voi di persona. Dopo tutto voi siete i capi delle congreghe.”

Di bene in meglio, pensò Jarles. Tutti i capi della Stregoneria messi nel sacco contemporaneamente. E insieme ad Asmodeo! Ciò nonostante l’oscura, vaga paura che si era impossessata di lui continuava a opprimerlo. Se soltanto Deth si fosse deciso ad arrivare!

— Sono venuto qui per discutere insieme a voi i piani delle nostre ultime operazioni. Gli ordini trasmessi attraverso i nastri registrati non bastano più e non sono più sicuri. Al termine della riunione ne parlerò con ciascuno di voi personalmente.

“Ma prima di affrontare questo argomento devo avvertirvi dell’enorme responsabilità che presto potrebbe ricadere sulle vostre spalle. Il problema riguarda me e i miei collaboratori. Noi, che siamo i capi supremi dell’organizzazione, ci troviamo in una posizione di grande vulnerabilità ed è possibile che veniamo scoperti e annientati prima che si giunga all’azione finale. In questo caso spetterà a voi, che siete i principali agenti della Stregoneria nella città chiave di Megateopoli, il compito di assumere il comando.”

Jarles serrò i pugni con impazienza. L’oscura paura che lo attanagliava da alcuni minuti si era trasformata in una sensazione più strana e sgradevole. Aveva l’impressione che stesse per accadere qualcosa che gli avrebbe nuociuto, ma che lui avrebbe potuto evitare se solo avesse saputo di che cosa si trattava. Si sentiva la testa calda e pesante, come se avesse la febbre.

— I piani per far fronte a una simile eventualità esistono da tempo, ma erano stati affidati a uno di voi che di recente è scomparso… Presumibilmente è morto o è prigioniero della Gerarchia. Di conseguenza sarà necessario prendere nuovi accordi.

Quell’accenno all’Uomo Nero avrebbe dovuto interessare Jarles, ma lui aveva quasi smesso di ascoltare Asmodeo, perché ormai quella strana paura non gli lasciava tregua. Aveva la gola secca e intorpidita, e quando si portò una mano alle labbra si rese conto che erano diventate insensibili al tatto.

Eppure, se solo avesse saputo quello che stava per succedere, era sicuro che sarebbe riuscito a evitarlo. Gli sembrava di impazzire. Se il suo stato fosse peggiorato, sarebbe stato costretto ad attivare i suoi traccianti radioattivi e chiamare Deth, anche se gli accordi erano che avrebbe dovuto farlo solo in caso di cattura da parte del nemico.

— …si avvicina il momento cruciale. — Ormai non sentiva quasi più le parole di Asmodeo. — …d’ora in poi, qualsiasi mossa farete… di importanza enorme… Non solo la vostra salvezza… il destino del mondo intero… questa città… fondamentale… il futuro dell’umanità…

In quell’istante, uno spasmo convulso percorse gli organi vocali di Jarles e, con immenso orrore e sconcerto, udì la propria voce urlare: — Tradimento! Questa è una trappola della Gerarchia! Fuggite finché siete in tempo!

Con uno sforzo supremo, Jarles riuscì a riacquistare il controllo dei propri muscoli e, ringhiando per la rabbia e la vergogna (mai aveva odiato qualcuno come odiava l’altro Jarles in quel momento), attivò i traccianti che aveva fissati al braccio sinistro e li regolò a un’intensità così alta da far saltare gli strumenti di Deth, se solo si fosse trovato nelle vicinanze.

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