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Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
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Sangue e dannate ceneri.

«Correte!» gridò Mat.

«In che direzione?» chiese Noal allarmato.

«Qualunque!» urlò Mat. «Sempre che sia lontano da loro!»

55

Chi lasciare indietro

Un fragoroso boato scosse i corridoi, facendo rimbombare l’intera struttura. Mat barcollò, appoggiandosi contro il muro per reggersi in piedi mentre fumo e pezzi di roccia schizzavano via dall’apertura dietro di loro.

Abbassò la testa, voltandosi e guardando indietro mentre Thom e Noal correvano avanti, con Thom che teneva stretta Moiraine. Noal aveva gettato da parte la sua torcia e aveva tirato fuori un tamburo per cercare di placare gli Aelfinn. Quello non aveva funzionato, così Mat era passato ai cilindri esplosivi e ai fiori notturni.

Luce, quanto erano letali i cilindri! Vide cadaveri di Aelfinn sparpagliati per il corridoio, la loro pelle luccicante lacera e squarciata, un fumo dall’aria maligna che si levava dai loro corpi. Altri scivolarono fuori da porte e alcove, spingendosi attraverso il fumo. Camminavano su due gambe, ma parevano strisciare nel farlo, ondeggiando avanti e indietro per il corridoio, i loro sibili che diventavano sempre più adirati.

Con il cuore che gli martellava in petto, Mat caricò dietro Thom e Noal. «Ci stanno ancora seguendo?» urlò Noal.

«Tu cosa pensi?» disse Mat, raggiungendo gli altri due. «Luce, quanto sono veloci quei serpenti!»

Mat e gli altri irruppero in un’altra stanza, identica a tutte le altre. Mura squadrate vagamente sghembe, vapore che si levava dagli angoli, piastrelle nere triangolari. Non c’era nessuna apertura triangolare al centro per farli uscire. Sangue e dannate ceneri.

Mat lanciò un’occhiata alle tre vie d’uscita, impugnando con mani sudate la sua ashandarei. Non potevano usare lo stesso trucco di prima, rimbalzando avanti e indietro tra le stesse due stanze. Non con gli Aelfinn dietro di loro. Aveva bisogno di invocare la sua fortuna. Si preparò a ruotare e...

«Dobbiamo continuare a muoverci!» urlò Noal. Si era fermato presso la porta, balzellando da un piede all’altro con apprensione. «Mat! Se quei serpenti ci prendono...»

Mat poteva sentirli dietro, sibilanti. Come il flusso di un fiume. Scelse una direzione e corse.

«Tira un altro cilindro!» disse Thom.

«Quello era l’ultimo!» replicò Mat. «E abbiamo solo tre fiori notturni.» Sentiva il suo zaino leggero.

«La musica non funziona su di loro» disse Noal, gettando via il suo tamburo. «Sono troppo arrabbiati.»

Mat imprecò e accese un fiore notturno con un bastoncino di fuoco, poi se lo gettò sopra la spalla. I tre si precipitarono in un’altra stanza, poi continuarono attraverso la porta dal lato opposto.

«Non so da quale parte andare, ragazzo» disse Thom. Suonava così affaticato! «Ci siamo persi.»

«Ho scelto direzioni a caso!» disse Mat.

«Solo che non puoi andare indietro» disse Thom. «Probabilmente quella è la direzione in cui la fortuna vuole che andiamo.»

Il fiore notturno esplose e lo scoppio riecheggiò per i corridoi. Non era grosso come quello dei cilindri. Mat arrischiò un’occhiata sopra la spalla, vedendo fumo e scintille volare per il cunicolo. Il fuoco rallentò gli Aelfinn, ma presto i membri più temerari del gruppo strisciarono attraverso il fumo.

«Forse possiamo negoziare!» annaspò Thom.

«Sembrano troppo arrabbiati!» disse Noal.

«Mat,» disse Thom «hai detto che sapevano del tuo occhio. Hanno risposto a una domanda al riguardo.»

«Mi dissero che avrei dannatamente rinunciato a metà della luce del mondo» disse Mat, il cranio che gli pulsava ancora. «Non volevo sapere, ma loro me lo dissero comunque.»

«Cos’altro dissero?» chiese Thom. «Qualunque cosa che possa essere un indizio? Come uscisti l’ultima volta?»

«Mi gettarono fuori» disse Mat.

Lui e gli altri irruppero in un’altra stanza — nessun portale — poi scattarono verso l’uscita di sinistra. Quello che Thom aveva detto prima era giusto. Probabilmente era necessario che tornassero indietro. Ma non potevano, non con quel covo di vipere che li seguiva così da vicino!

«Mi hanno gettato fuori dal portale nel reame degli Aelfinn» disse Mat, sentendosi affaticato. «Conduce al seminterrato della Pietra di Tear.»

«Allora forse possiamo trovare quello!» disse Thom. «La tua fortuna, Mat. Fa’ in modo che ci porti al reame degli Aelfinn.»

Poteva funzionare. «D’accordo» disse, chiudendo l’occhio e ruotando.

Mat indicò una direzione e apri l’occhio. Stava puntando direttamente verso la banda di Aelfinn, che serpeggiavano nel corridoio verso di loro.

«Dannate ceneri!» imprecò Mat, voltandosi e correndo via da loro, scegliendo un altro corridoio a caso.

Thom si unì a lui, ma sembrava molto spossato. Mat poteva portare Moiraine per lui, ma Thom sarebbe stato così stanco da non essere in grado di combattere. Gli Aelfinn li avrebbero inseguiti fino a sfiancarli, come avevano fatto con Birgitte secoli prima.

Nella stanza successiva, Thom si arrestò di colpo, chinandosi anche se reggeva ancora Moiraine. Come tutte le camere, questa aveva quattro vie d’uscita. Ma l’unica che importava era quella che puntava dritto verso gli Aelfinn. L’unica che non potevano prendere.

«Non c’è modo di vincere a questo gioco» disse Thom annaspando. «Perfino se imbrogliamo, non c’è modo.»

«Thom...» disse Mat in tono urgente. Porse a Thom la sua ashandarei, quindi raccolse Moiraine. Era così leggera. Era una buona cosa, altrimenti Thom non avrebbe mai resistito così a lungo.

Noal lanciò un’occhiata a loro, poi lungo il corridoio. Gli Aelfinn sarebbero stati su di loro a momenti. Noal incontrò l’occhio di Mat. «Dammi il tuo zaino. Ho bisogno di quei fiori notturni.»

«Ma...»

«Niente storie!» disse Noal. Si precipitò da lui e afferrò uno dei fiori notturni. Aveva una miccia molto corta. Lui la accese e gettò il fiore nel corridoio. Gli Aelfinn erano tanto vicini che Mat poté sentirli urlare e sibilare mentre vedevano il fuoco artificiale.

Giunse il boato, con scintille che schizzavano fuori dal corridoio e illuminavano la stanza buia. Dove le scintille giungevano vicino a una delle colonne di vapore, quel vapore si ritraeva, danzando via dalle fiamme. L’aria odorava fortemente di fumo e zolfo. Luce, la sua orbita stava pulsando di nuovo.

«Ora, Mat,» disse Noal, mentre le orecchie di Mat rimbombavano ancora per lo scoppio «dammi lo zaino.»

«Cosa stai facendo?» disse Mat cautamente mentre Noal prendeva lo zaino, poi tirava fuori l’ultimo fiore notturno.

«Riesci a capirlo, Mat» disse Noal. «Ci serve più tempo. Dovete arrivare abbastanza avanti rispetto a quelle vipere da poter tornare indietro alcune volte, per fare in modo che la tua fortuna vi porti fuori di qui.»

Noal fece un cenno col capo verso uno dei corridoi. «Questi corridoi sono stretti. Buoni colli di bottiglia. Un uomo potrebbe star qui e doverne combattere solo uno o due alla volta. Resisterebbe forse per qualche minuto.»

«Noal!» disse Thom, stando con le mani sulle ginocchia, vicino all’ashandarei di Mat appoggiata contro il muro. «Non puoi fare questo.»

«Sì che posso» disse Noal. Si diresse verso il corridoio, al di là del quale gli Aelfinn si stavano radunando. «Thom, tu non sei in condizioni di combattere. Mat, tu sei l’unico la cui fortuna può trovare la via d’uscita. Nessuno di vuoi due può rimanere. Ma io sì.»

«Non potremo tornare indietro a prenderti» disse Mat in tono cupo. «Non appena torneremo indietro, questo stramaledetto posto ci porterà da qualche altra parte.»

Noal incontrò il suo occhio, determinato in volto. «Lo so. Un prezzo, Mat. Sapevamo che questo posto avrebbe preteso un prezzo. Be’, io ho visto parecchie cose, fatto parecchie cose. Sono stato usato, Mat, fin troppe volte. Questo è un posto buono come un altro per incontrare la fine.»

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