Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Le Torri di Mezzanotte
Le Torri di Mezzanotte - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le Torri di Mezzanotte

Электронная книга - «Le Torri di Mezzanotte». Краткое содержание книги:

Аннотация

Rand al’Thor, il Drago Rinato, si è confrontato con sé stesso, comprendendo finalmente il suo ruolo nello scontro finale con il Tenebroso. Ora tutto ciò che gli resta da fare prima dell’ultima Battaglia è riparare quanti più danni possibile nel mondo per poi radunare le truppe.
Anche Perrin sta cercando di ricongiungersi con lui, ma sulla sua strada si frappongono ostacoli provenienti dal suo passato, e per superarli dovrà innanzitutto trovare la pace con il lupo dentro di lui. E mentre Egwene, ormai stabilmente Amyrlin Seat, deve confrontarsi con Mesaana, una dei Reietti che da tempo si nasconde all’interno della Torre Bianca, Elayne sta consolidando il suo potere nell’Andor. È qui che arriva Mat, con la sua Banda della Mano Rossa, costretto da un giuramento ad attendere a Caemlyn prima di imbarcarsi in un’impresa impossibile per salvare una persona che tutti credevano morta. Dopo tante peripezie, tutti i protagonisti si ricongiungeranno per affrontare Tarmon Gai’don. Il penultimo episodio di un ciclo che con la sua potente ed essenziale visione del Bene e del Male ha appassionato milioni di lettori.
1 ... 251 252 253 254 255 256 257 258 259 ... 267
Перейти на страницу:

Noal corse al fianco di Mat, con Thom che lo seguiva con più cautela, ancora reggendo Moiraine.

«Mat?» chiese Noal.

Con i denti ancora serrati contro il dolore, Mat si costrinse ad allungare una mano dietro di sé e afferrare il suo cappello dal pavimento bianco. Non avrebbe lasciato il suo cappello, dannazione a lui. Era un cappello maledettamente buono.

Barcollò.

«Il tuo occhio, Mat...» disse Thom.

«Non importa» disse Mat. Che io sia folgorato se sono uno stupido. Un dannato imbecille. Riusciva a malapena a pensare attraverso il dolore.

L’altro suo occhio pianse lacrime di dolore. Sembrava davvero che avesse perso metà della luce del mondo. Era come guardare attraverso una finestra con una metà annerita. Malgrado il dolore lancinante nella sua orbita sinistra, gli sembrava di riuscire ad aprire l’occhio.

Ma non poteva. Non c’era più. Nessuna Aes Sedai avrebbe potuto rimpiazzarlo incanalando.

Indossò il cappello, ignorando il dolore come una sfida. Tirò la tesa giù sulla sinistra, mettendo in ombra l’orbita vuota, poi si chinò e raccolse la sua ashandarei, barcollando ma riuscendoci.

«Avrei dovuto pagare io il prezzo» disse Thom, la voce amara. «Non tu, Mat. Tu non volevi nemmeno venire.»

«È stata una mia scelta» disse Mat. «E dovevo farlo, comunque. È una delle risposte che mi diedero dagli Aelfinn la prima volta che venni qui. Avrei dovuto rinunciare a metà della luce del mondo per salvarlo. Maledetti serpenti.»

«Per salvare il mondo?» chiese Thom, abbassando lo sguardo sul volto pacifico di Moiraine, il suo corpo avvolto nel mantello a toppe. Thom aveva lasciato il suo zaino sul pavimento.

«Lei ha ancora qualcosa da fare» disse Mat. In qualche modo il dolore si stava attenuando. «Abbiamo bisogno di lei, Thom. Che io sia folgorato, probabilmente ha qualcosa a che fare con Rand. Comunque, questo doveva accadere.»

«E se non fosse accaduto?» chiese Thom. «Lei ha detto di aver visto...»

«Non importa» disse Mat, voltandosi verso il portale. Gli Eelfinn erano ancora sopraffatti. Si poteva pensare che fossero loro quelli che avevano perso un occhio, a giudicare dalle espressioni che avevano. Mat si mise il suo zaino in spalla, lasciando quello di Thom per terra dov’era. Non poteva portarne due, non se voleva essere in grado di combattere.

«Ora ho visto qualcosa» disse Noal, passando in rassegna la stanza e i suoi occupanti. «Qualcosa che nessun uomo ha mai visto, ci scommetto. Dovremmo ucciderli?»

Mat scosse il capo. «Potrebbe invalidare il nostro accordo.»

«Lo manterranno?» chiese Thom.

«Non se possono trovare una scappatoia» disse Mat, poi trasalì di nuovo. Luce, quanto gli faceva male la testa! Be’, non poteva starsene lì seduto a piangere come se avesse perso il suo puledro preferito. «Andiamo.»

Si diressero fuori dalla sala grande. Noal portava una torcia, anche se aveva lasciato indietro il suo bastone, preferendo la spada corta.

Stavolta non c’erano aperture nel corridoio, e Mat udì Noal borbottare per quello. Sembrava giusto. Lui aveva chiesto una via diritta per tornare. Gli Eelfinn erano bugiardi e imbroglioni, ma parevano esserci bugiarde e imbroglione anche tra le Aes Sedai. Mat aveva formulato le sue richieste con attenzione stavolta, piuttosto che farfugliare la prima cosa che gli era venuta in mente.

Il corridoio procedette per un bel po’. Noal stava diventando sempre più nervoso; Mat continuò ad andare avanti, i suoi passi a ritmo col pulsare del suo cranio. Come sarebbe cambiato il suo modo di combattere avendo un occhio solo? Avrebbe dovuto prestare più attenzione a quel lato sinistro. E avrebbe avuto problemi a valutare la distanza. In effetti li aveva già: lo preoccupava come le pareti e il pavimento fossero difficili da giudicare.

Thom serrò Moiraine al petto, come un miserabile che teneva stretto il suo oro. Cos’era lei per lui, comunque? Mat aveva presunto che Thom fosse venuto per la sua stessa ragione: perché aveva la sensazione che andasse fatto. Quella tenerezza sul volto di Thom non era quello che Mat si era aspettato di vedere.

Il corridoio terminò all’improvviso in un arco a cinque lati. La stanza al di là pareva essere quella con le scorie fuse sul pavimento. Non erano visibili segni dello scontro, niente sangue sul pavimento.

Mat trasse un profondo respiro e fece strada attraverso. Si tese nel vedere degli Eelfinn lì, accucciati o in piedi nelle ombre, sibilanti e ringhianti. Non si mossero, non colpirono, anche se alcuni uggiolarono piano. Le ombre li facevano sembrare più simili a volpi. Se Mat guardava dritto uno di essi, poteva quasi scambiarlo per un uomo o una donna comune, ma il modo in cui si muovevano nell’oscurità, a volte carponi... Nessun uomo camminava così, con la tensione ansiosa di un predatore incatenato. Come un segugio arrabbiato, separato da te da uno steccato e ferocemente desideroso di arrivare alla tua gola.

Ma si attennero al loro patto. Nessuno attaccò e Mat iniziò ad avere una buona sensazione su sé stesso una volta raggiunto l’altro lato della stanza. Li aveva sconfitti. L’ultima volta erano stati loro ad avere la meglio, ma questo solo perché avevano combattuto come codardi, prendendo a pugni un uomo che non sapeva che il combattimento era cominciato.

Stavolta era stato pronto. Aveva mostrato loro che Matrim Cauthon non era uno sciocco.

Entrarono in un corridoio con il bianco vapore vagamente luminescente in cima. Il corridoio era fatto di quei triangoli neri interconnessi, curvi ai lati come scaglie. Mat iniziò a respirare più facilmente quando entrarono in una delle stanze con il vapore contorto che si levava dagli angoli, anche se la sua orbita gli faceva ancora male come le parti basse di uno stallone appena castrato.

Si fermò al centro della stanza, ma poi continuò ad avanzare. Aveva richiesto una via dritta. Quello era ciò che avrebbe ottenuto. Niente avanti e indietro stavolta. «Sangue e dannate ceneri!» disse Mat, rendendosi conto di qualcosa mentre camminava.

«Cosa c’è?» chiese Thom, alzando gli occhi da Moiraine allarmato.

«I miei dadi» disse Mat. «Avrei dovuto includere i miei dadi nell’accordo.»

«Ma abbiamo scoperto che non ne hai bisogno per guidarci.»

«Non si tratta di questo» borbottò Mat. «Mi piacciono quei dadi.» Abbassò di nuovo il suo cappello, guardando lungo il corridoio più avanti. Era movimento quello che vedeva? Giù in lontananza, a una dozzina buona di camere di distanza? No, doveva essere un trucco delle ombre e del vapore semovente.

«Mat» disse Noal. «Ti ho detto che la mia Lingua Antica non è come un tempo. Ma penso di aver capito cos’hai detto. Il patto che hai stipulato.»

«Sì?» disse Mat, ascoltando solo in parte. Aveva parlato di nuovo nella Lingua Antica? Che fosse folgorato. E cos’era quella cosa in fondo al corridoio?

«Be’,» disse Noal «tu hai detto — come parte dell’accordo — qualcosa come 'voi volpi non potete tramortirci o tentare di ucciderci o nulla del genere’.»

«Certo che l’ho fatto» disse Mat.

«Hai detto volpi, Mat» disse Noal. «Le volpi non possono farci del male.»

«E ci hanno lasciato passare.»

«Ma gli altri?» chiese Noal. «Gli Aelfinn? Se gli Eelfinn non possono nuocerci, anche agli Aelfinn è richiesto di lasciarci stare?»

Le ombre nel corridoio distante si rivelarono figure che impugnavano spade di bronzo lunghe e sinuose con lame ricurve. Alte sagome che indossavano strati di stoffa gialla, i capelli sulle loro teste dritti e neri. A dozzine, che si muovevano con una grazia innaturale, gli occhi fissi in avanti. Occhi con pupille che erano fessure verticali.

1 ... 251 252 253 254 255 256 257 258 259 ... 267
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)