Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)
- Автор: Вазари Джорджо
- Язык: итальянский
- Жанр: Картины, альбомы, иллюстрированные каталоги
Электронная книга - «Le vite dei più eccellenti pittori, scultori e architetti: 9 (Classici) (Italian Edition)». Краткое содержание книги:
Fece poco tempo dopo un'altra tavola dirimpetto a quella la quale è tenuta buona, dentrovi la Nostra Donna et altri Santi intorno. Meritò lode straordinaria avendo introdotto un modo di fummeggiar le figure, in modo che all'arte aggiungono unione maravigliosa talmente che paiono di rilievo e vive, lavorate con ottima maniera e perfezzione. Sentendo egli nominare l'opre egregie di Michele Agnolo fatte a Roma così quelle del grazioso Raffaello, e sforzato dal grido che di continuo udiva de le maraviglie fatte dai due divini artefici, con licenza del priore si trasferì a Roma dove trattenuto da fra' Mariano Fetti, frate del Piombo, a Monte Cavallo e San Salvestro luogo suo, gli dipinse due quadri di San Pietro e San Paolo; e perché non gli riuscì molto il far bene in quella aria, come aveva fatto nella fiorentina, atteso che fra le antiche e moderne opere che vide, et in tanta copia, stordì di maniera che grandemente scemò la virtù e la eccellenza che gli pareva avere, deliberò di partirsi: e lasciò a Raffaello da Urbino che finisse uno de' quadri il quale non era finito; che fu il San Piero il quale, tutto ritocco di mano del mirabile Raffaello, fu dato a fra' Mariano. E così se ne tornò a Fiorenza, dove era stato morso più volte che non sapeva fare gli ignudi. Volse egli dunque mettersi a pruova e con fatiche mostrare ch'era attissimo ad ogni eccellente lavoro di quella arte, come alcuno altro. Laonde per prova fece in un quadro, un San Sebastiano ignudo con colorito molto alla carne simile, di dolce aria e di corrispondente bellezza alla persona parimente finito, dove infinite lode acquistò appresso agli artefici. Dicesi che, stando in chiesa per mostra questa figura, avevano trovato i frati nelle confessioni, donne che nel guardarlo avevano peccato per la leggiadria e lasciva imitazione del vivo, datagli dalla virtù di fra' Bartolomeo; per il che levatolo di chiesa, lo misero nel capitolo, dove non dimorò molto tempo che, da Giovan Batista della Palla comprato, fu mandato al re di Francia.
Aveva preso collera fra' Bartolomeo con i legnaioli che gli facevano alle tavole e quadri gli ornamenti i quali avevan per costume come hanno anche oggi di coprire con i battitoi delle cornici sempre uno ottavo delle figure, là dove fra' Bartolomeo deliberò di trovare una invenzione di non fare alle tavole ornamenti et a questo San Bastiano fece fare la tavola in mezzo tondo e vi tirò una nicchia in prospettiva che par di rilievo incavata nella tavola; e così, con le cornici dipinte a torno, fece ornamento a la figura di mezzo; et il medesimo fece al nostro San Vincenzio et al San Marco che si dirà di sotto al San Vincenzio. Fece sopra l'arco d'una porta per andare in sagrestia in legno a olio un San Vincenzio dell'ordine loro che figurando quello predicar del giudizio si vede negli atti e nella testa particularmente quel terrore e quella fierezza, che sogliono essere nelle teste de' predicanti quando più s'affaticano con le minacce de la giustizia di Dio di ridurre gli uomini, ostinati nel peccato, a la vita perfetta; di maniera che non dipinta, ma vera e viva apparisce questa figura a chi la considera attentamente, con sì gran rilievo è condotto; et è peccato che si guasta e crepa tutta, per esser lavorata in su la colla fresca i color freschi, come dissi dell'opere di Piero Perugino, nelli Ingesuati.
Vennegli capriccio, per mostrare che sapeva fare le figure grandi, sendogli stato detto che aveva maniera minuta, di porre ne la faccia, dove è la porta del coro, il San Marco Evangelista, figura di braccia cinque in tavola condotta con bonissimo disegno e grande eccellenzia. Tornato poi da Napoli Salvador Billi, mercatante fiorentino, inteso la fama di fra' Bartolomeo e visto l'opere sue, li fece fare una tavola, dentrovi Cristo Salvatore, alludendo al nome suo, et i quattro Evangelisti che lo circondano, dove sono ancora due putti a' piè che tengono la palla del mondo, i quali di tenera e fresca carne benissimo sono condotti come l'altra opera tutta; sonvi ancora due profeti molto lodati. Questa tavola è posta nella Nunziata di Fiorenza sotto l'organo grande, che così volle Salvadore; et è cosa molto bella e dal frate con grande amore e con gran bontà finita, la quale ha intorno l'ornamento di marmi, tutto intagliato per le mani di Piero Rossegli. Dopo, avendo egli bisogno di pigliare aria, il priore allora amico suo lo mandò fuora ad un lor monasterio, nel quale, mentre che egli stette, accompagnò ultimamente per l'anima e per la casa l'operazione de le mani alla contemplazion de la morte. E fece a San Martino in Lucca una tavola dove a' piè d'una Nostra Donna è uno agnoletto, che suona un liuto, insieme con Santo Stefano e San Giovanni, con bonissimo disegno e colorito, mostrando in quella la virtù sua. Similmente in San Romano fece una tavola in tela, dentrovi una Nostra Donna de la Misericordia, posta su un dado di pietra et alcuni Angeli che tengono il manto, e figurò con essa un popolo su certe scalee, chi ritto, chi a sedere, chi in ginocchioni, i quali risguardano un Cristo in alto, che manda saette e folgori a dosso a' popoli. Certamente mostrò fra' Bartolomeo in questa opera possedere molto il diminuire l'ombre della pittura e gli scuri di quella con grandissimo rilievo operando, dove le difficultà dell'arte mostrò con rara et eccellente maestria e colorito, disegno et invenzione; opra tanto perfetta quanto facesse mai.
Nella chiesa medesima dipinse un'altra tavola pure in tela dentrovi un Cristo e Santa Caterina martire insieme con Santa Caterina da Siena ratta da terra in spirito, che è una figura de la quale in quel grado non si può far meglio. Ritornando egli in Fiorenza, diede opera alle cose di musica e di quelle molto dilettandosi alcune volte per passar tempo usava cantare. Dipinse a Prato dirimpetto alle carcere una tavola d'una Assunta e fece in casa Medici alcuni quadri di Nostre Donne et altre pitture ancora a diverse persone, come un quadro d'una Nostra Donna che è in camera di Lodovico Caponi, e parimente un altro di una Vergine che tiene il Figliuolo in collo con dua teste di Santi apresso allo eccellentissimo Messer Lelio Torelli, segretario maggiore dello illustrissimo Duca Cosimo, il quale lo tiene carissimo sì per virtù di fra' Bartolomeo come anche perché egli si diletta et ama e favorisce non solo gli uomini di questa arte, ma tutti i belli ingegni. In casa Pier del Pugliese oggi di Matteo Botti cittadino e mercante fiorentino fece al sommo d'una scala in un ricetto un San Giorgio armato a cavallo che giostrando amazza il serpente molto pronto; e lo fece a olio di chiaro e scuro, che si dilettò assai tutte le cose sua far così prima nell'opere a uso di cartone innanzi che le colorisse o d'inchiostro o ombrate di aspalto e come ne apare ancora in molte cose che lassò di quadri e tavole rimase imperfette doppo la morte sua; e come anche molti disegni che di suo si veggono fatti di chiaro scuro oggi la maggior parte nel monasterio di Santa Caterina da Siena in sulla piazza di San Marco, apresso a una monaca che dipigne di cui se ne farà al suo luogo memoria, e molti di simil modo fatti che ornano in memoria di lui il nostro libro de' disegni che ne ha Messer Francesco del Garbo, fisico eccellentissimo.