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La soglia [The Beginning Place - it]

Электронная книга - «La soglia [The Beginning Place - it]». Краткое содержание книги:

Gli osservatori è la versione di una storia sugli UFO fatta da uno scrittore di talento come Robert Silverberg: una vicenda in apparenza trita e banale diventa nelle sue mani un racconto avvincente i cui protagonisti spiccano con figure vive e reali dalla carta stampata.
In una notte illune del 1982 il cielo del Nuovo Messico viene vivacemente illuminato da un’improvvisa esplosione: una stella lucente fiorita in un lampo biancazzurro che si muove da nordest verso sudovest, sopra la valle del Rio Grande ed i polverosi piccoli puebli, va a spegnersi dopo l’ultima accecante vampata nei pressi di Albuquerque.Ma soltanto tre esseri umani scopriranno che la stella cadente apparsa in cielo è in realtà un disco volante precipitato sulla Terra per un’avaria ai motori, soltanto Charley Estancia, il giovane messicano del pueblo di San Miguel dalla sveglia intelligenza, Kathryn Mason, la vedova melanconica e solitaria di Albuquerque, e Tom Falkner, colonnello delle forze aereeamericane, vedranno con i loro occhi gli alieni venuti dalle stelle, gli osservatori extraterrestri che studiano e controllano lo sviluppo della civiltà umana. Soltanto loro sapranno del pericolo che corre la Terra e potranno impedire lo scoppio di un conflitto galattico. Una storia umana e affascinante che solo un maestro come Silverberg poteva.
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Il ruscello, suo compagno e sua guida: che poteva pensarne? Doveva gettarsi in un fiume o diventare un fiume, più a valle, e grande o piccolo che fosse doveva finire per raggiungere il mare.

Hugh trattenne il respiro. Fissò stordito il suo fuoco, con la mente pervasa da quel pensiero: il mare che si estendeva oltre le coste della sera. L’oscurità verso la quale correva quell’acqua viva. Frangenti bianchi nell’ultimo crepuscolo, e al di là di quelli, gli abissi, la notte. La notte, e tutte le stelle.

Quella visione era così immensa e tenebrosa, il pensiero delle stelle era così terribile che quando lo abbandonò e Hugh tornò a guardare le solite rocce, le barene di sabbia, gli alberi, i rami, gli intrichi di foglie del luogo dov’era accampato, tutto gli parve piccolo e fragile, come un ninnolo, e il cielo piatto e chiaro era stranissimo.

Spesso, mentalmente, chiamava quel luogo «la terra della sera», a causa del crepuscolo eterno; ma ora pensava che quel nome fosse inesatto. La sera è il tempo del mutamento, la soglia della notte.

Il vento dolce che spirava lungo la valle del ruscello smosse la superficie del minuscolo lago. La visione lo sfiorò di nuovo: l’ampio gradino semibuio, la terra che era una soglia, e quel ruscello argenteo che l’attraversava e discendeva nella tenebra da chissà quali altezze, da quali monti orientali di un giorno inimmaginabile.

Hugh sedette di nuovo, frastornato, nel crepuscolo, certo di aver compreso per un momento perché considerava sacra quell’acqua.

— Dovrei proseguire — disse sottovoce. Ogni tanto parlava da solo, a mezza voce, una parola o una frase soltanto ad ogni visita.

Aveva incominciato a radersi, e continuò a farlo. Quel che lì sembrava durare un giorno e una notte poteva essere meno di un’ora nel mondo della luce diurna; ma la sua barba seguiva il suo tempo, non quello dell’orologio. Gli avrebbe semplificato la vita, lasciarla crescere (anche se a diciotto anni se ne era preoccupato, perché era folta, vigorosa, di colore bronzeo, e sua madre diceva continuamente che doveva radersi) ma i dipendenti di Sam’s Thrift-E-Mart non erano autorizzati a portare la barba. Aveva già dovuto discutere abbastanza per poter tenere i capelli come piaceva a lui, lunghi fino al colletto. Perciò l’ultimo rito nel luogo dei salici, prima di riporre la sua roba e di nasconderla, era radersi. Qualche volta scaldava l’acqua, ma se il fuoco s’era spento usava l’acqua fredda, stringeva i denti e si radeva; anche allora il contatto dell’acqua era gentile.

Sabato sera, disse a sua madre che sarebbe rimasto assente tutta la mattinata di domenica, per fare una lunga passeggiata «in campagna». Lei si lamentò ancora del chiasso che lui faceva quando si alzava presto, ma non mostrò altro interesse. Hugh uscì alle cinque del mattino, tenendo sotto il braccio un pacco di costosi viveri liofilizzati e congelati da trasferire nello zaino. Aveva intenzione di restare un po’ nella terra crepuscolare, di lasciare le zone che conosceva, di andare più oltre.

Aveva trovato un unico sentiero che sembrava una vera strada: quello che conduceva fuori dal luogo dell’inizio, nella direzione direttamente opposta alla porta. Passò da una pietra all’altra, al guado, superò i cespugli scuri dai quali era uscita la ragazza, molto tempo prima, settimane prima, e incominciò a salire il pendio, lasciando la valle del ruscello. Il sentiero saliva, piuttosto tortuosamente, ma mantenendosi sull’asse perpendicolare al ruscello, la direzione che Hugh sperava di poter mantenere. Aveva scoperto che, anche quando si sentiva momentaneamente disorientato nei boschi, verso monte, se si fermava e lasciava che la sensazione giungesse fino a lui, intuiva in modo generico dov’era la porta… dietro di lui, sulla sinistra, oltre quel dosso, o altrove; e quel senso non l’aveva ancora tradito. Adesso non aveva altra intenzione che tenere la porta direttamente dietro di sé, se poteva, e andare avanti fino a quando si fosse stancato.

Sulla cresta del dorsale, l’aria sembrava più leggera. Sull’altro versante gli alberi erano alti e sparsi, e il terreno in mezzo era sgombro, senza sottobosco. Appena accennato, ma abbastanza visibile all’occhio attento, il sentiero continuava a scendere. Quando lo seguì, oltre la cresta, perse per la prima volta il suono del ruscello, la voce che benediceva il suo sonno.

Camminò a lungo, con regolarità e con una certa ostinazione, traendo motivo d’orgoglio e di piacere dalla pronta resistenza del suo corpo. Il sentiero non diventò più nitido, ma neppure meno nitido. Altri viottoli se ne diramavano, probabilmente piste aperte dai cervi, ma quello principale restava sempre inconfondibile. Hugh sapeva che se fosse ritornato indietro, quel viottolo l’avrebbe ricondotto diritto al luogo dell’inizio. La sensazione dell’ubicazione della porta sembrava quasi acuirsi via via che se ne allontanava, come se la sua legge psichica di gravità fosse l’opposto di quella fisica.

Dopo aver attraversato un ruscello un po’ più piccolo di quello accanto alla porta, sedette in riva all’acqua rumorosa e mangiò un boccone; e quando proseguì si sentiva allegro, deciso a fidarsi della sua fortuna.

Tutti i corrugamenti del terreno erano situati trasversalmente al suo percorso. Le valli erano semibuie; nel profondo della semioscurità c’era sempre la voce di una sorgente o di un ruscello. Non era difficile salire i pendii, ma diventavano sempre più imponenti e più alti, via via che lui avanzava, e le ascese erano sempre più lunghe dei declivi, come se tutto il terreno fosse inclinato. Quando giunse al terzo grande ruscello, si fermò per fare una nuotata; e dopo aver nuotato decise di concedersi un giorno di vacanza. Quella frase gli piacque. Era assolutamente esatta. Poteva prendere qualunque segmento di tempo volesse e chiamarlo un giorno; un altro segmento e chiamarlo notte, e dormire. Non aveva mai fatto l’esperienza del tempo, prima, pensò mentre sedeva accanto alle braci del fuoco di arbusti, sulla riva del ruscello. Aveva lasciato che lo facessero gli orologi, per lui. Erano gli orologi che facevano funzionare tutto, là dall’altra parte: le ore di lavoro, i semafori, gli orari degli aerei, gli appuntamenti degli innamorati, gli incontri al vertice, le guerre mondiali… era impossibile andare avanti senza orologi; ma il tempo degli orologi stava più o meno al tempo senza orologi come una tavoletta di legno o una scatola di stuzzicadenti stava a un abete. Lì era inutile chiedere: — Che ora è? — perché non c’era nulla che ti rispondesse, non c’era il sole che dicesse — Mezzogiorno — non c’erano orologi che dicessero — Le sette e trentotto e quarantadue secondi. — Dovevi rispondere tu stesso alla domanda, e la risposta era: — Adesso.

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