Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]
- Автор: Мартин Джордж Рэймонд Ричард
- Серия: Cronache del ghiaccio e del fuoco #2
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-49654-1
- Переводчик: Sergio Altieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il regno dei lupi. La regina dei draghi. [A Clash of Kings - it]». Краткое содержание книги:
«Lui non… Tu non faresti mai pace con Stannis, vero? Non faresti atto di sottomissione?…»
«Ti dirò la verità, Brienne. Non lo so. Mio figlio sarà anche re, ma io di certo non sono una regina… Sono semplicemente una madre che cerca di tenere al sicuro i proprì figli, in tutti i modi possibili.»
«Io non sono fatta per essere madre. Io voglio combattere.»
«E allora combatti… Ma per i vivi, non per i morti. I nemici di Renly sono anche i nemici di Robb.»
Brìenne guardò a terra, spostando il peso del corpo da un piede all’altro. «Non conosco tuo figlio, mia signora» tornò ad alzare gli occhi. «Ma potrei servire te. Se me lo permetterai.»
E per Catelyn Stark questa fu una sorpresa. «Perché proprio me?»
La domanda parve turbare Brienne. «Perché tu sei stata l’unica ad aiutarmi. Nel padiglione di Renly… Quando tutti avevano pensato che io… che io…»
«Eri innocente.»
«Ma non eri tenuta a schierarti per me. Avresti potuto lasciare che mi uccidessero. Io non significavo niente per te.»
“Forse non volevo essere la sola a conoscere l’oscura verità di quello che era accaduto là dentro.” Un pensiero che Catelyn respinse. «Brienne, nel corso degli anni, ho avuto molte fanciulle di lignaggio al mio servizio, ma mai una come te. Non sono un comandante di soldati…»
«No, ma hai coraggio. Forse non il coraggio di un soldato, ma… non so… il coraggio che è proprio di una donna. Per questo penso che, quando il momento arriverà, tu non cercherai di trattenermi. Prometti, mia lady. Promettimi che non mi impedirai di andare contro Stannis.»
Nella memoria di Catelyn le parole di Stannis continuavano a riecheggiare: sarebbe venuto anche il turno di Robb. Era come un alito gelido lungo la schiena. «Quando il momento arriverà, non ti tratterrò.»
«E allora sono tua, mia lady.» Goffamente, la donna guerriera s’inginocchiò. Sfoderò la spada lunga di Renly e la collocò ai piedi di Catelyn. «Uomo d’arme che ti ha giurato fedeltà… o qualsiasi altra cosa tu vorrai che io sia. Io ti guarderò le spalle e vorrò il tuo consiglio e darò la mia vita per la tua, se sarà necessario. Lo giuro nel nome dei nuovi dei e di quelli antichi.»
«E io giuro che tu sempre avrai un posto presso il mio focolare, che sempre avrai carne e desco alla mia tavola e che mai t’imporrò un compito che possa arrecarti disonore. Lo giuro nel nome dei nuovi dei e di quelli antichi. Alzati, Brienne.»
Stringendo le mani della donna guerriera tra le sue, Catelyn non poté evitare di sorridere. “Quante volte ho visto Ned accettare giuramenti come questo?” Si domandò che cosa lui avrebbe pensato se avesse potuto vederla in quel momento.
Superarono la Forca Rossa del Tridente nel tardo pomeriggio del giorno dopo. Passarono a monte di Delta delle Acque, dove il corso del fiume faceva un’ampia curva, e la corrente era lenta e fangosa, il fondale basso. Il guado era sorvegliato da una schiera di arcieri e picchieri, tutti con lo stemma dell’aquila dei Mallister. Quando videro i vessilli di Catelyn, emersero da dietro le trincee irte di spuntoni e inviarono un uomo sulla sponda opposta perché li facesse attraversare.
«Piano e con attenzione, mia signora» avvertì il soldato, prendendo le briglie del suo cavallo. «Abbiamo piantato rostri di ferro nel fondale. E ci sono palle chiodate sparse un po’ ovunque. Lo stesso vale anche per tutti gli altri guadi, ordine di tuo fratello.»
“Edmure pensa di combattere qui.” Un’idea che a Catelyn fece attorcigliare le viscere. Ma evitò comunque di fare commenti.
Tra la Forca Rossa e il Tumblestone, si unirono a una lunga colonna di profughi che cercavano di raggiungere la salvezza a Delta delle Acque. Alcuni spingevano davanti a loro gli armenti. Altri trascinavano carretti pieni di masserizie. Quando la colonna di Catelyn li superò, venne accolta da grida e ovazioni: «Tully!», «Stark!». A meno di un chilometro dal castello, superarono un grosso accampamento. Sulla tenda del comandante sventolava lo stendardo scarlatto dei Blackwood. Fu qui che Lucas Blackwood si staccò dal gruppo, andando a ricongiungersi con suo padre, lord Tytos. Il resto continuò a muoversi.
Catelyn individuò un secondo accampamento che si allungava lungo la sponda nord del Tumblestone. Altri vessilli conosciuti garrivano nel vento: la fanciulla danzante di Marq Piper, l’uomo con l’aratro dei Darry, i serpenti intrecciati, uno rosso e l’altro bianco, dei Paege. Erano i lord del Tridente, alfieri del lord suo padre. La maggior parte di loro aveva lasciato Delta delle Acque prima di lei, decisi a difendere le loro terre. Ma adesso erano tornati. Poteva significare una sola cosa: Edmure li aveva richiamati. “Che gli dei ci aiutino. È vero… Edmure intende davvero affrontare lord Tywin in campo aperto.”
Forme scure erano appese alle mura di Delta delle Acque. Da lontano, Catelyn non capì immediatamente che cosa fossero. Ma non le ci volle molto per rendersene conto. Corpi. Uomini impiccati ai merli della fortezza. Macabri pendagli appesi a lunghe funi, facce gonfie, annerite dalla morsa del nodo scorsoio. I corvi banchettavano da un pezzo, ma il color porpora delle cappe sulle spalle dei cadaveri era perfettamente riconoscibile contro lo sfondo grigio della pietra d’arenaria.
«Hanno impiccato un po’ di Lannister» constatò Hallis Moìlen.
«Niente male come spettacolo» si rallegrò ser Wendel Manderly.
«I nostri amici hanno cominciato il festino senza di noi» scherzò ser Perwyn Frey.
Gli altri risero. Tutti tranne Brienne. La donna guerriera si limitò a osservare la fila dei cadaveri appesi, senza parlare, senza sorridere.
“Se hanno ucciso lo Sterminatore di re, allora anche per le mie figlie è la fine.” Catelyn diede di speroni, portando il suo cavallo a un rapido trotto. Hal Mollen e Robin Flint la superarono al galoppo, gridando in direzione del corpo di guardia. Era certo che gli armati sulle mura avessero individuato i loro vessilli da un pezzo. La grata era già sollevata quando il gruppo di Catelyn arrivò.
Edmure Tully uscì ad accoglierli a cavallo. Lo circondavano tre degli uomini che avevano giurato fedeltà a lord Hoster: ser Desmond Grell, maestro d’armi dal ventre prominente, Utherydes Wayn, attendente di Delta delle Acque, e ser Robin Ryger, il grosso capitano calvo della guardia della fortezza. Uomini che avevano la stessa età di lord Hoster, che avevano passato tutta la loro vita al servizio del padre di Catelyn e di Edmure. “Uomini vecchi” pensò lei.
Edmure indossava una cappa a strisce rosse e blu su una tunica ornata di pesci argentati. Sembrava avesse cessato di radersi a partire dal giorno in cui Catelyn era andata a sud. La sua barba pareva un cespuglio in fiamme.
«Sono lieto che tu sia di nuovo qui con noi, Cat. Quando ci è pervenuta la notizia della morte di Renly, abbiamo temuto per la tua vita. Anche lord Tywin è in marcia.»
«Ne sono stata informata. Come sta nostro padre?»
«Un giorno sembra più in forze, il giorno dopo…» Edmure scosse il capo. «Ha chiesto di te. Non ho saputo che cosa dirgli.»
«Andrò presto da lui» dichiarò Catelyn. «Dopo la morte di Renly, hai avuto altre notizie da Capo Tempesta? O da Ponte Amaro?»
Mentre erano in viaggio, nessun corvo messaggero le aveva raggiunte. Catelyn era ansiosa di conoscere eventuali sviluppi.
«Da Ponte Amaro, nulla. Da Capo Tempesta, abbiamo ricevuto ben tre uccelli, tutti da ser Cortnay Penrose, il castellano, e tutti con la medesima richiesta. Stannis circonda la fortezza da mare e da terra. Ser Cortnay offre solenne alleanza a chiunque arrivi a spezzare l’assedio. Teme per il ragazzo, dice. Ma di quale ragazzo parla, tu lo sai?»
«Edric Storm» fu Brienne a fornire la risposta. «Figlio bastardo di Robert Baratheon.»