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Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]

Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:

Vincitore del John W. Campbell Memorial Award, ambito premio statunitense riservato agli autori più promettenti, Il sogno di Lincoln (1987) è il primo romanzo importante di Conie Willis, un’autrice che si è poi segnalata con opere di tutto rispetto.
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
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— No.

Alzò finalmente lo sguardo su di me, e i suoi occhi acuti mi esaminarono, come la sera del ricevimento. — Perché no?

Suonò il telefono. Mi slanciai ad afferrare il ricevitore, facendo volar via la tazza del caffè, sperando che fosse Annie e insieme sperando che non lo fosse. Non volevo parlarle di fronte a Broun. Un minuto prima avevo desiderato dirgli tutto. E ancora lo volevo, ma non potevo. Lui pensava che il dottor Stone avesse “cose interessanti da dire” sul fatto che i sogni erano una serie di immagini separate. Pensava che sarebbe stato meraviglioso “per il libro” se io avessi fatto i sogni di Lincoln.

Non è come il dottor Stone, dissi a me stesso, o come Richard. Non è mai stato altro che gentile con te. Se gli racconti di Annie si preoccuperà per lei quanto te e farà qualsiasi cosa in suo potere per aiutarla. Forse, o forse, pensai, la guarderà con i suoi piccoli occhi lucenti e dirà “Questo è quello che ogni scrittore ha sempre desiderato”. Non potevo rischiare. Non con Annie.

— Pronto — dissi cauto nel ricevitore.

— Salve, sono Kate dalla biblioteca. Come si scrive “prodromico”? Ho fatto passare tutto il nostro materiale e non ho trovato assolutamente nulla, quindi sto per chiamare la Biblioteca del Congresso, ma volevo accertarmi sul termine. Si scrive… — Sillabò lettera per lettera e io rimasi con il ricevitore all’orecchio, ascoltando a malapena.

Non potevo raccontargli di Annie, ma avrei dovuto dirgli qualcosa. Qualcosa per impedirgli di mandarmi a tremila miglia di distanza quando lei avrebbe potuto chiamarmi in ogni momento, aver bisogno di me.

— È proprio così — dissi a Kate, senza sapere se dicevo il vero. — Grazie. — Riappesi e iniziai ad asciugare il caffè con un tovagliolo di carta preso dal vassoio.

— Sono deciso a scoprire che cosa causava i sogni di Lincoln — disse Broun, sempre guardandomi. — C’è una persona a San Diego che lavora sui sogni profetici.

Gli appunti di Broun erano inzuppati. Tentai di asciugarli.

— Voglio che tu vada in aereo domani e gli parli dei sogni di Lincoln — disse ancora.

— E il tempo? Hanno detto alla radio stamattina che l’aeroporto è chiuso.

— Allora dopodomani.

— Ascolta, io davvero non capisco la ragione di tutto questo correre in giro. Voglio dire, allora perché non lo chiami, quel tipo? Non c’è nulla che potrebbe dire a me di persona e che non potrebbe dire a te al telefono, o no?

— Tu potrai guardarlo in faccia mentre parla — disse Broun, osservandomi trafficare con i fogli. — Potrai capire se dice la verità oppure no.

— E che differenza farebbe, in ogni caso? — ribattei, irritato. — Lincoln è morto, e questa persona non saprà dire che cosa ha causato i suoi sogni, non più del dottor Stone o di Richard. Non importa quanti esperti riuscirai a scovare, non saprai mai che cosa ha provocato quei sogni. Hai già avuto un sacco di spiegazioni. Che differenza farebbe?

— Ha fatto differenza per Lincoln — disse lui lentamente. — Fa differenza per me.

— La stessa differenza di sapere quando esattamente Lee aveva comprato Traveller? Non ti è servito saperlo. Non contava quando l’avesse comperato, in ogni caso era stato prima dell’Antietam. E invece mi hai mandato a frugare tutto il West Virginia a cercare ricevute, e ora vuoi buttarmi su un’altra inutile falsa pista, in California.

— Lascia perdere — fece lui, — Andrò io.

Abbassai gli occhi sui fogli di Broun, per paura che il sollievo mi si leggesse in faccia. I fogli inzuppati erano appiccicati insieme. Tentai di togliere la prima pagina e mi si lacerò a metà in mano. L’inchiostro era talmente dilavato che faticavo a leggere ciò che c’era scritto.

— Ascolta, io vorrei solo che riuscissi a conservare una certa prospettiva sulle cose. Ti sei lasciato totalmente prendere dal Legame del Dovere e guarda che cosa è successo. E ora ti stai facendo ossessionare da questo.

— Ho detto che ci andrò io, dannazione. — Si alzò. — Dammi quelle dannate pagine prima di rovinarle del tutto. E chiama Mc Laws e Herndon. Digli di aspettare con le bozze. Devo cambiare un’altra scena.

— Non puoi farlo — dissi. — Hanno già sistemato la stampa. Che cosa dovrei dirgli?

— Non mi interessa che cosa gli dici. Digli che sono ossessionato dal Legame del Dovere. — Afferrò gli appunti, che si lacerarono a metà senza rumore. Mi strappò di mano la metà che vi era rimasta. — Digli che pensi che io sia un po’ tocco, proprio come Lincoln dopo la morte di Willie. Digli che voglio riesumare il corpo per dargli un ultimo sguardo prima che vada in stampa. Come quel pazzo di Lincoln.

Quando scesi in cucina per chiamare Mc Laws e Herndon sentii sbattere la porta dello studio, e subito dopo il picchiettare irregolare della sua macchina da scrivere, che assomigliava al rumore delle scariche dei cecchini da oltre il fiume.

5

Attorno al Natale del 1861, durante la campagna di Carolina, Robert E. Lee comperò Traveller per centosettantacinque dollari, più venticinque dollari per bilanciare la svalutazione della moneta confederata. “Da allora è stato la mia ombra paziente” scrisse a Markie, “mi ha portato durante la battaglia dei Sette Giorni a Richmond, Sharpsburg, Fredericksburg e fino a Chancellorsville, e poi in Pennsylvania, a Gettisburg e poi ancora indietro, a Rappahannock… fino agli ultimi giorni ad Appomattox Court House.”

Questa volta Broun non mi chiese di dettare la scena da aggiungere. La dettò lui stesso il mattino successivo e poi uscì per andare a parlare con un esperto di Lincoln a Georgetown. — Partirò per la California domani — mi disse con fare bellicoso. — Hai scoperto dove fu sepolto Willie Lincoln?

— No — risposi. — Sto andando proprio adesso in biblioteca. Vuoi che vada prima a prenderti il biglietto?

— Puoi andarci questo pomeriggio — disse lui.

— Benissimo — feci, e purtroppo non riuscii ad aggiungere nulla che potesse smussare un poco la sua irritazione. Non potevo chiedergli scusa perché avrei dovuto dargli una spiegazione, cosa che non potevo fare. In fin dei conti forse era meglio così, perché dal momento che lui non mi parlava io non rischiavo nessuna domanda. — E le bozze?

— Le bozze cosa?

— Mc Laws e Herndon hanno chiamato questa mattina, prima che ti alzassi. Hanno detto che le stavano inviando con il Federal Express, che le vogliono indietro al massimo fra due settimane e senza grossi cambiamenti.

— Puoi leggerle tu la prima volta e la seconda lo farò io non appena ritornato.

— Il che sarà quando?

— Non so. Una settimana, può darsi.

Aspettai finché non fu uscito, poi andai di sopra e mi accertai che la segreteria fosse posizionata su “messaggi”. Andai in macchina a ritirare il biglietto di Broun all’agenzia e poi mi diressi alla biblioteca.

Kate non aveva ancora la bibliografia, ma le dissi che non c’era fretta, che tanto sarei dovuto rimanere lì. Passai il resto della giornata in biblioteca, a cercare notizie su Willie Lincoln e a pensare ad Annie.

Non aveva chiamato la sera prima. Broun era uscito a cena e io avevo passato l’intera serata nel suo studio, aspettando che il telefono squillasse, ma era rimasto muto. Alle dieci ero giunto alla conclusione che Richard in qualche modo le stava impedendo di usare il telefono; ora però non ne ero più così convinto.

Richard aveva detto chiaramente che non voleva che io le parlassi, ma non sarebbe arrivato a staccare il telefono o a legarla per impedirle di rispondere. Era sua paziente, non sua prigioniera, e già prima aveva trovato modo di disobbedirgli. Non era riuscito a impedirle di venire ad Arlington. Non sarebbe riuscito a impedirle di telefonarmi, se lei avesse davvero voluto farlo.

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