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Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]

Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:

Vincitore del John W. Campbell Memorial Award, ambito premio statunitense riservato agli autori più promettenti, Il sogno di Lincoln (1987) è il primo romanzo importante di Conie Willis, un’autrice che si è poi segnalata con opere di tutto rispetto.
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
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— Mi ha detto cose molto, molto interessanti — intervenne Broun. — Siediti, ragazzo. Voglio che senta anche tu. Avevo chiamato per strada di ritorno da New York, lasciandoti un messaggio e dicendoti che il dottore sarebbe venuto, ma penso che tu non l’abbia sentito. — Accennò all’unica altra sedia dello studio, una seggiola zoppicante, di legno, che lui usava di solito per arrivare agli scaffali più alti. La sedia era completamente occupata da un’alta pila di libri, sulla cui sommità dormiva profondamente il suo gatto.

— Sono stato in biblioteca a cercare qualcosa sui sogni senza ricavarne nulla — dissi allora, rilassandomi un poco — e così nemmeno io so ancora che cosa significano i sogni di Lincoln. — O perché tu ti trovi qui, aggiunsi fra me. Broun si era incuriosito per lo strano comportamento di Richard la sera del ricevimento. Forse aveva invitato il dottor Stone per cercare di capire perché Richard avesse reagito così violentemente alle sue domande su Lincoln; o forse stava semplicemente tentando di “andare fino in fondo in questa faccenda dei sogni”.

— Dica a Jeff quello che mi stava spiegando prima su Freud — fece impaziente Broun.

Il dottor Stone sprofondò nelle comodità della poltrona di cuoio, posò tranquillamente le mani sui braccioli e sorrise. — Come stavo dicendo al signor Broun, l’interpretazione dei sogni non è una scienza, nonostante Freud abbia tentato di farla apparire tale. Egli sosteneva che i sogni rappresentano il livello in cui le persone tentano simbolicamente di rivivere i traumi e le emozioni che non riescono ad affrontare da svegli. Un freudiano direbbe che il sogno di Lincoln è la rappresentazione simbolica dei segreti desideri e delle paure di Lincoln, che non solo la bara ma anche le scale, la guardia e qualsiasi altra cosa nel sogno sono simboli che ne nascondono il reale significato.

Andai verso la sedia, feci smontare il gatto e iniziai ad appoggiare i libri per terra. Il gatto si avvicinò alla poltrona di cuoio, esaminò con aria critica il grembo del dottor Stone e poi sdegnosamente si diresse verso il fuoco.

— Che sarebbe? — chiesi.

— Sono uno scienziato, non uno psichiatra. Non credo che i sogni abbiano un “reale” significato. Essi costituiscono un processo fisico e qualsiasi “realtà” abbiano si trova nel fisico. Freud non ha fatto nessun tentativo per comprendere questo aspetto. Riteneva che la chiave per capire i sogni fosse nel loro contenuto e costruì un elaborato sistema di simboli per spiegarne le immagini. Nel sogno di Lincoln, per esempio, le scale rappresentano la discesa nell’inconscio, da cui Lincoln è contemporaneamente attratto e spavantato, come ci indica il pianto che ode. La guardia e il panno sul viso del cadavere sono entrambi simboli della sua non volontà di scoprire il segreto che il suo inconscio custodisce.

Pensai ad Annie in piedi nella neve che diceva: “Richard dice che il foglio bianco sulla manica del soldato simboleggia il messaggio che il mio inconscio mi sta mandando, solo che io ho troppa paura per leggerlo”.

— E il cadavere e la bara? — chiesi.

— Be’, la bara è l’utero, naturalmente. L’intero sogno simboleggia il desiderio di Lincoln di ritornare nella sicurezza dell’utero — sorrise. — Secondo quanto direbbero i freudiani.

— Ma questa non è affatto la sua interpretazione — intervenne Broun.

— No — rispose il dottor Stone. — A mio parere l’interpretazione dei sogni, così com’è praticata dalla maggior parte degli psichiatri freudiani, inclusi quelli del mio Istituto, non è nulla di più di un metodo per indovinare, valido come qualunque altro. Io penso che tentare di capire il “’reale” significato di un sogno senza riferimento allo stato fisico del paziente sia incoerente così come tentare di capire ciò che “significa” una febbre senza studiare il corpo.

Nonostante pensassi ancora che poteva essere stato Richard a mandarlo, mi ritrovai ad apprezzare il dottor Stone. Egli diceva “io penso’” e “a mio parere”, senza dare l’impressione di conoscere automaticamente e inequivocabilmente le risposte su quella faccenda dei sogni. Se Annie gli avesse raccontato il proprio sogno, almeno lui non le avrebbe detto che era pazza, e avrebbe magari potuto aiutarla. Forse se l’avessi chiamata per dirle che lui era tornato dalla California, lei avrebbe cambiato medico e si sarebbe sottratta alle grinfie di Richard.

— I sogni sono il sintomo di processi fisici — stava dicendo il dottor Stone. — Essi non “significano” nulla. Lincoln avrebbe potuto fare quel sogno per le più varie ragioni. Avrebbe potuto essere andato a un funerale, quel giorno, oppure aver visto un carro funebre. Oppure poteva essergli tornato in mente qualcuno morto di recente.

— Willie — disse Broun. — Il figlio di Lincoln. Era morto alla Casa Bianca. La sua bara era stata messa nella Sala Orientale.

— Esattamente — fece il dottor Stone, con aria compiaciuta. — Avrebbe potuto essere un sogno su Willie. La persona nella bara avrebbe potuto rappresentare sia Willie che le paure di Lincoln di venire assassinato. La combinazione di due persone in una è molto frequente nei sogni. È chiamata condensazione.

Pensai ad Annie e al fatto che aveva combinato i due generali, A P. Hill e D.H. Hill, in uno solo.

— Oppure — proseguì, appoggiandosi indietro sullo schienale, — avrebbe potuto essere qualcosa che aveva mangiato.

— Così lei non potrebbe affermare che una persona è psicologicamente disturbata semplicemente esaminando i suoi sogni?

— Difficilmente — rispose il dottor Stone. — Se fosse così, saremmo tutti ben classificabili. Ricordo un sogno che usavo fare in cui mi vedevo adoperare un pungolo da animale sui miei pazienti. — Si mise a ridere. — No, i sogni da soli non possono costituire una prova sufficiente di disturbo psicologico. Perché?

Mi resi conto, troppo tardi, che non avrei dovuto arrivare a questo. — Qualcuno ha detto a Broun che i sogni di Lincoln indicano che questi stava per avere un collasso psicologico.

— Davvero? Dev’essere stato un profano, perché uno psichiatra non avrebbe mai tentato una diagnosi sulle sole basi di un sogno.

E invece uno psichiatra — uno dei suoi psichiatri, tra l’altro — l’aveva fatto, e mi sarebbe piaciuto raccontargli che il dottor Richard Madison, quel valido studioso che stava facendo ricerche sull’insonnia, aveva fatto ancora di più, ma dirgli questo significava dirgli di Annie, e io non ero ancora pronto a farlo, almeno non finché non l’avessi conosciuto un po’ meglio.

— Ha detto che i sogni possono essere anche causati dal cibo? — mi affrettai a dire, prima che Broun potesse raccontargli chi era stato a diagnosticare la pazzia di Lincoln. — È davvero così? Ci si possono procurare incubi mangiando cibo messicano prima di andare a letto?

— Certamente. Il cibo libera alcuni enzimi, e ciò dà l’avvio a…

Il telefono squillò. Mi voltai a fissare la segreteria. Broun mise giù la penna. Il dottor Stone si piegò in avanti, sulla poltrona, guardandoci entrambi.

— Vuoi sentire? — chiese Broun.

— No — feci io. Premetti il pulsante per ricevere il messaggio senza voce. — Sarà solo la bibliotecaria. Mi ha promesso di cercare informazioni sui sogni di Lincoln. La richiamerò più tardi.

Il telefono squillò una seconda volta e là luce rossa si accese. Udii il clic quando il nastro iniziò a girare, comunicando allo sconosciuto interlocutore che non c’era nessuno in casa e che lo si pregava di lasciare un messaggio dopo il segnale acustico. Chi poteva essere? Annie che diceva “ho fatto un altro sogno”? Oppure Richard, che mi ordinava di smetterla di interferire con il suo trattamento? La luce rossa si spense.

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