Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Альтернативная история » Fuga dal pianeta degli umani [Humans - it]
Fuga dal pianeta degli umani [Humans - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Fuga dal pianeta degli umani [Humans - it]

Электронная книга - «Fuga dal pianeta degli umani [Humans - it]». Краткое содержание книги:

La porta tra gli universi è stata chiusa e rischia di non riaprirsi più. Ponter Boddit, lo scienziato Neanderthal, è tornato nella propria dimensione lasciando un solo rimpianto nella nostra: la genetista Mary Vaughan. Per questo convince il consiglio a tentare un pericoloso esperimento: invitare Mary in visita ufficiale sulla Terra parallela in cui sono i Neanderthal, non l’Homo sapiens, la razza dominante. Mary accetta e si avventura fra le sorprese di un mondo capovolto, in cui tra uomini e donne non può esistere il minimo contatto. Ma è solo l’inizio dell’odissea in un altro spazio, un altro tempo.
1 ... 12 13 14 15 16 17 18 19 20 ... 78
Перейти на страницу:

Mary era ancora stupefatta. — Jock, lei è responsabile di una colossale fuga di cervelli. — Si rivolse di nuovo a Louise, chiedendosi come facesse una a essere un tale splendore senza nemmeno truccarsi. — Felice di rivederti, Louise. — Poi, lasciando affiorare una malignità: — E Ruben? Come sta?

Ruben Montego era il fisico di stanza alla miniera di Creighton. Louise aveva avuto una storia breve ma bollente con lui mentre tutto il gruppo, inclusi Mary e Ponter, era stato messo in quarantena a Sudbury. Mary supponeva che i due se la fossero solo spassata, perciò restò sorpresa quando Louise rispose: — Bene. Mi ha aiutata nel trasloco, ci rivedremo nel fine settimana.

— Ah — disse Mary, rendendosi contro di essere stata messa in riga. — Di che cosa ti occupi, qui?

Rispose Kriegen — La dottoressa Benoit è a capo della Squadra operativa varco.

— Infatti — spiegò Louise. — Stiamo cercando di ricostruire la tecnologia per aprire un varco tra i due universi paralleli.

Mary annuì. Louise non aveva trascorso tutta la quarantena a letto con Ruben: anche lei aveva fatto lunghe conversazioni notturne con Ponter Boddit, e senz’altro sulle nozioni neanderthaliane di fisica ne sapeva di più di qualunque altro gliksin. Mary si vergognò di se stessa: Louise non le aveva mai fatto nulla, il suo unico reato era di essere bellissima. — Sono contenta che passeremo altro tempo insieme — le disse.

— Anch’io — rispose Louise. — Ho posto per un ospite nel mio alloggio. Che ne dici? Mi sembra che andassimo d’accordo, nel periodo trascorso a casa di Ruben.

— Eh… n-no… — disse Mary. — No, ti ringrazio molto. Ma io, be’, tengo molto alla mia privacy.

— Okay, comunque non avrai problemi a trovare una sistemazione a Rochester.

Krieger confermò: — Negli ultimi anni sia la Xerox che la Kodak hanno licenziato molto personale, ed erano le aziende con maggior numero di impiegati. Adesso le case te le tirano dietro, e si può scegliere tra centinaia di appartamenti.

— Buono a sapersi — disse Mary.

— Prova al Bristol Harbour Village — suggerì Louise.

— Si trova solo a un’ora da qui, ma con vista su uno dei Finger Lakes. Un posto da favola, con un sacco di cervi, e di notte un magnifico cielo stellato.

— A proposito di cieli notturni — disse Mary, ricordandosi che Louise poteva essere la persona adatta — l’ultimo giorno in cui ero a Sudbury ho visto un’aurora boreale mozzafiato. Che cos’è che la provoca?

Louise rimase per un secondo a fissarla, come se non si capacitasse della domanda. — Non l’hai letto sui giornali?

Mary scosse la testa. — I preparativi per venire qui mi hanno assorbita completamente.

— Il campo magnetico terrestre sta subendo degli spostamenti erratici. Lo confermano dati provenienti da tutto il pianeta: si registrano pesanti fluttuazioni all’interno della geo-dinamo.

— Causate da cosa?

Louise fece spallucce. — Nessuno lo sa.

— Ed è pericoloso?

— Probabilmente no.

— Probabilmente?

— Be’ — rispose Louise — non era mai stato registrato un fenomeno del genere. Secondo un certo numero di esperti, il campo magnetico terrestre starebbe collassando in prospettiva di un’inversione dei Poli.

Mary aveva qualche vaga nozione del fenomeno, ma fu lieta che fosse Krieger a sbottare: — Cosa?

— Il campo magnetico terrestre — spiegò Louise — è soggetto di tanto in tanto a inversioni di polarità… in pratica, il polo nord magnetico diventa il polo sud e viceversa. In base ai dati geologici dev’essere già successo 300 volte, ma mai in epoca storica, per cui il processo resta in gran parte ignoto. Si presume che avvenga con un collasso del campo magnetico, seguito da un suo ripristino.

— E lei ritiene che non ci sia di che preoccuparsi? — chiese Krieger. — Non è legato a estinzioni di massa, vero?

Louise scosse la testa. — No. È vero che il campo magnetico era invertito all’epoca della scomparsa dei dinosauri, ma prima della fine del Cretaceo aveva mantenuto senza danni quella polarità per oltre un milione di anni. — Esibì il suo sorriso radioso. — Il peggio che capiterà sarà di dover cambiare le lettere sulle bussole.

— Ora respiro meglio — disse Mary.

Louise annuì. — E potrebbe addirittura non essere necessario. Per quanto ne sappiamo, la posizione dei poli magnetici nord e sud è determinata dalla meccanica quantistica, il che significa che è completamente casuale… per cui abbiamo solo un 50 percento di probabilità che alla fine del processo il campo si trovi invertito.

Krieger sollevò un sopracciglio. — Così, però, se all’epoca dell’estinzione dei dinosauri si fosse verificato un collasso magnetico, noi non saremmo in grado di determinarlo,, in caso il campo si fosse riformato con la stessa polarità di prima.

— Si sta preoccupando per niente, Jock — disse Louise. — I collassi di campo magnetico su cui abbiamo informazioni non sono associati a estinzioni. Perciò non ha senso ipotizzare che quelli che ignoriamo, dato che il campo magnetico alla fine tornò identico a prima, abbiano avuto effetti biologici. — Sorrise a Krieger che, a quanto pareva, era ancora perso nei propri pensieri. — Niente paura — gli ribadì. — Sono sicura che ne usciremo sani e salvi.

9

— Avevi detto — notò Jurard Selgan — che il tuo solo interesse, nel promuovere la riapertura del varco, era costituito dai benefici che ne avrebbe ricavato il nostro popolo.

Ponter annuì seccamente. — Infatti.

— E siccome la possibilità di entrare in contatto con quell’altra Terra dipendeva dal computer quantistico che avevi sviluppato insieme ad Adikor Huld, in caso di successo tu saresti rimasto da questa parte del varco, per aiutare nella supervisione dell’apparecchiatura.

— Be’… — disse Ponter, ma s’interruppe subito.

— Hai detto che non avevi interessi personali nella faccenda, non è così?

— No, ma…

— Ma hai di nuovo dato l’assalto al Gran Consiglio, dico bene? Insistendo affinché ti concedesse l’autorizzazione a tornare personalmente sull’altra Terra.

— Era l’unica soluzione sensata — disse Ponter. — Nessun altro di noi era mai stato dall’altra parte. Io conoscevo qualcuno dei gliksin, e avevo scoperto molte cose sul loro mondo.

— Hai rifiutato di rendere noto a chiunque il dizionario della lingua gliksin messo insieme dal tuo Companion, a meno che non ti venisse garantito il diritto di fare parte della prossima spedizione.

— Non è così — rintuzzò Ponter. — Mi sono limitato a suggerire che la mia presenza poteva essere utile.

Selgan rispose in tono cortese: — Qualcosa in più di “limitarsi a suggerire”. Ho visto tutto sul mio voyeur… come gran parte della popolazione. Se il tuo ricordo degli eventi si è un po’ appannato, sarà facile dare un’occhiata nel tuo archivio degli alibi. Del resto, è proprio questo il motivo per cui il mio studio è situato così vicino al Padiglione degli archivi degli alibi. Se ti va, possiamo andare anche adesso a…

— No — disse Ponter. — Non sarà necessario.

— Perciò: hai usato qualche… “forma di coercizione” forse è troppo… per poter tornare nell’altro mondo?

— Intendevo fornire il massimo apporto possibile alla missione. Un dovere richiesto dallo stesso Codice di civiltà.

— È vero — concordò Selgan. — E se quel massimo contributo… il massimo bene comune… può essere realizzato meglio commettendo un reato, be’, allora…

— Ti sbagli! — disse Ponter. — In quel momento nemmeno pensavo a quel reato. Il mio unico scopo… — Fece una pausa, poi continuò: — I miei unici scopi erano dare una mano alla prosecuzione dei contatti e, sì, va bene, rivedere la mia amica Mèr Vaughan. Ma non ci sarei mai andato, se avessi previsto che cosa avrei fatto…

1 ... 12 13 14 15 16 17 18 19 20 ... 78
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)