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La pietra della Luna [Moon - it]

Электронная книга - «La pietra della Luna [Moon - it]». Краткое содержание книги:

John Child è riuscito a sfuggire al terrore del suo passato. Sì è rifatto una nuova vita, ha riscoperto l’amore. Gli manca disperatamente sua figlia ma di certo non sente la mancanza dell’atroce incubo che si è lasciato alle spalle.
Poi, all’improvviso, tutto ricomincia.
Orribili visioni gli invadono la mente. Una cosa, una creatura incredibilmente forte ha invaso la sua coscienza e lo rende testimone, attraverso i suoi oechi, di assassinii brutali, di mutilazioni orrende.
Senza dubbio John ha un grande potere psichico, ma anche la cosa lo ha. E la cosa lo ha fiutato, è sulle sue tracce sempre più famelica...
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Childes ne seguì il lento avanzare con la mente altrove ed Amy dovette prendergli il viso e girarlo verso di sé. «Siamo qui per parlare, per favore dimmi cosa ti è accaduto sabato sera.» Si sporse in avanti e lo baciò accorgendosi con sollievo che il tremore gli era passato.

«Farò di meglio, ti mostro qualcosa!» disse lui allungando la mano per raccogliere il giornale sul sedile posteriore. «Guarda qui!» disse, indicando il foglio.

«DISSACRATA LA TOMBA DI UN BIMBO» lesse lei ad alta voce, ma poi si zittì continuando a leggere incredula. «Oh, Jon! Ma è terribile. Chi può fare cose del genere, fare a pezzi il corpicino di un bimbo, ma…» Ebbe un fremito e distolse lo sguardo dalla pagina. «È una cosa oscena.»

«È quello che io ho visto Amy!»

Lei lo guardò senza capire, i capelli biondi mossi dalla brezza.

«Ero lì, accanto alla tomba. Ho visto quel corpo mentre veniva violato, ero quasi partecipe in qualche modo.»

«No! Tu non potresti mai…»

Lui le strinse un braccio. «Ho visto tutto, a un certo punto ero in contatto con la mente della persona che lo stava facendo.»

«Ma come?». La domanda rimase sospesa a mezz’aria.

«Come prima. Proprio come l’altra volta. La sensazione di essere dentro l’altra persona, di vedere tutto con i suoi occhi. Ma io non c’entro. Non ho controllo. Non posso fermare quello che succede.»

Amy era spaventata dal suo improvviso sguardo di terrore e lo abbracciò parlandogli dolcemente. «Va tutto bene Jon, non ti può accadere niente, tu non ne fai parte, ciò che succede non ha nulla a che fare con te.»

«Avevo dei dubbi in merito l’altra sera» disse lui riprendendosi. «Mi chiedevo se per caso non stessi ricordando qualche violenza che avevo commesso io, certi fatti che poi il cervello aveva provveduto a cancellare.» Indicò col dito il giornale. «Poi questo mi ha fatto ricredere: è accaduto in Inghilterra la sera che ero a casa vostra. Per lo meno questo è un sollievo.»

«Se solo fossi stata con te, ieri, te l’avrei fatta passare io quella stupida idea.»

«No, parlare non sarebbe servito, avevo bisogno di stare solo.»

«Condividere i problemi serve sempre.»

«Il problema è qui dentro», disse lui toccandosi la fronte.

«Tu non sei pazzo.»

Lui sorrise amaramente. «Questo lo so. Ma riuscirò a rimanere sano di mente se le visioni continuano? Dovresti saperlo, com’è, per capire che cosa vuol dire Amy, per capirne la paura. Quando passa mi sento lacerato dentro, come se mi avessero mangiato un pezzo di cervello.»

«È così che ti sentivi l’altra volta? In Inghilterra, intendo.»

«Già. Forse era peggio, era una cosa completamente nuova allora.»

«Quando trovarono l’uomo che aveva commesso i delitti, che cosa hai provato?»

«Sollievo, un incredibile sollievo. Come se avessero sollevato una coltre nera, come se ad un tratto mi avessero messo degli occhiali da sole dopo un lungo periodo in un deserto assolatissimo. Ma stranamente il sollievo arrivò prima che la polizia rintracciasse l’assassino; vedi, io ho avvertito l’esatto momento in cui lui si tolse la vita, perché in quel momento la mia mente fu come liberata, è stata la sua morte a rendermi libero.»

«Ma perché proprio lui. Perché quell’assassino, solo lui? Te lo sei mai chiesto?»

«Certo, ma non sono mai arrivato ad una risposta soddisfacente. Ho avuto altri presentimenti ma niente di speciale, niente che si potesse definire ESP, percezioni extrasensoriali, niente di quel genere. Tutte cose normali, che tutte le persone hanno: tipo quando suona il telefono sapere chi chiama prima ancora di rispondere, oppure quando ci si perde sapere qual’è la direzione giusta. Cose semplici, che capitano a tutti, niente d’eccezionale.» Si girò sul sedile seguendo con gli occhi un gabbiano librarsi controvento. «I veggenti dicono che la nostra mente è come una radio sintonizzata di continuo sulla stessa lunghezza d’onda di altre menti: ebbene si vede che lui stava trasmettendo su di una frequenza che solamente io potevo ricevere, l’eccitazione che sentiva nell’uccidere esaltava la trasmissione, ne aumentava la potenza al punto che la ricevevo bene.» Il gabbiano ora planava, le ali tese al sole biancheggiavano nel sole.

Childes guardò di nuovo Amy. «È una teoria stupida però. Ma non riesco a trovarne un’altra di migliore.»

«Non è stupida affatto, stranamente mi sembra logica. Una forte emozione, uno shock può indurre ad una comunicazione di tipo telepatico tra le persone, questo è risaputo. Ma adesso cos’è che succede? Cos’è che ha dato il via a queste comunicazioni psichiche, stavolta?»

Childes ripiegò il giornale e lo gettò sul sedile posteriore. «Dev’essere come prima, ho captato un’altra frequenza.»

«Devi andare alla polizia.»

«Stai scherzando! Ciò che è successo l’altra volta ha distrutto il mio matrimonio e mi ha fatto scappare come un coniglio. Pensi veramente che abbia voglia di riprovarci?»

«Non hai alternative.»

«Certo che ne ho, posso starmene zitto e pregare che non succeda più.»

«L’altra volta non fu così!»

«Per quello che ne so non ha ammazzato ancora nessuno.»

«Per quello che ne sai tu! Cos’è successo l’altra settimana quando hai visto qualcosa che ti ha sconvolto al punto tale che quasi annegavi?»

«Era solo un ammasso confuso di cose, non lo so proprio cos’era.»

«Forse era un omicidio?»

«Non posso rovinare tutto andando alla polizia. Che possibilità avrei al La Roche o nelle altre scuole se si venisse a sapere che c’è una specie di pazzoide veggente che insegna sull’isola? Victor Platnauer mi sta già prendendo di mira e non voglio proprio dargli il pretesto per spararmi.»

«Platnauer?»

Lui le spiegò per sommi capi l’incontro con Estelle Piprelly.

«Ho paura che ci sia lo zampino di papà in questa faccenda.» disse lei quando ebbe finito di raccontare.

«E gliene hai parlato tu a tuo padre? Scusa, non volevo essere brusco, non c’è motivo che tu abbia dei segreti in famiglia, non voglio rimproverarti se è così.»

«Ha chiesto alla polizia di indagare sul tuo caso. Io non c’entro per nulla.»

Childes sospirò. «Avrei dovuto saperlo. Purché noi ci separiamo. Vero?»

«No, Jon. È solo preoccupato del mio avvenire, di chi frequento.» rispose lei con una mezza bugia.

«Beh, non posso dargli torto se si preoccupa.»

«Non ti si adatta la parte del mediatore». Gli carezzò il bavero della giacca, una smorfia le indurì l’espressione. «Penso sempre che dovresti andare alla polizia. L’ultima volta hai potuto dimostrare di non essere un mitomane, no?»

Lui le strinse le dita agitate. «Aspettiamo un pochino ancora, eh? Queste visioni… potrebbero non essere nulla, potrebbero scomparire.»

Amy si voltò e mise in moto. «Dobbiamo tornare» disse; poi aggiunse: «E se non andassero via? Se peggiorassero? Jon, e se ammazza qualcuno?»

Lui non trovò alcuna risposta.

* * *

Quando sentì la voce squillante di Gabby, Childes assunse nella voce un tono fintamente normale. «Pronto.» disse lei.

«Con chi parlo, scusi?» giocò lui, allontanando i pensieri cupi.

«Ma papàaa!» rispose lei, abituata al gioco. «Indovina che è successo a scuola oggi.»

«Vediamo un po’… avete sparato alla maestra?»

«Noo!»

«La maestra ha sparato a voi?»

«Sii serio, su.»

Lui sorrise della piccola frustrazione, la vedeva in piedi accanto al telefono col ricevitore attaccato all’orecchio, gli occhiali scesi sul naso come sempre.

«Allora dimmelo tu, saputella.»

«Beh! Abbiamo portato le nostre ricerche del trimestre e la signorina Hart ha fatto vedere la mia a tutta la classe perché era proprio bella.»

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