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Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]

Электронная книга - «Quellen, guarda il passato! [The Time Hoppers - it]». Краткое содержание книги:

Ai suoi colleghi che non hanno fatto carriera il poliziotto Quellen sembra un uomo molto fortunato. Non tanto per il prestigio del grado, o per lo stipendio più alto, quanto perchè dopo l’ultimo avanzamento Quellen ha diritto a una stanza tutta sua. Ma a lui questo lusso non basta ancora. Quellen trova che al mondo c’è troppa gente. E nel mondo dove vive Quellen sono in molti a pensarla come lui.
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«Oh, il Sovrintendente Criminale! È molto tempo che non ci onorate della vostra presenza. Incominciavo a pensare che aveste traslocato. Ma è impossibile, vero? Mi avreste avvertito, se foste stato promosso.»

«Certo, Greevy, avete ragione. Ho avuto molto da fare in questi ultimi tempi. Investigazioni.» Quellen era preoccupato. Non voleva che nel vicinato si spargesse la voce delle sue frequenti assenze. Si affrettò a prendere nervosamente il catalogo e cominciò a scegliere i numeri. Poi esaminò la lista che aveva preparato, e l’infilò nella scanalatura, sotto lo sguardo benevolo del custode.

«Ieri è stata qui vostra sorella» disse Greevy.

«Helaine? È un po’ che non la vedo.»

«Ha una brutta cera, Sovrintendente. Magrissima. Sono sicuro che il signor Pomrath sarebbe felice di lavorare più spesso. Sicurissimo. A nessuno piace stare in ozio. Vostra sorella dice che ne soffre. In effetti» proseguì il custode chinandosi per parlargli all’orecchio, «in effetti non dovrei dirvelo… ma credo che nella famiglia di vostra sorella ci sia un po’ di risentimento contro di voi. Pensano che forse, con la vostra influenza politica…»

«Non posso fare niente per loro! Niente!» Quellen si rese conto che stava gridando. Che cosa interessava a quel bottegaio se Norman Pomrath era disoccupato? Come osava intromettersi a quel modo? Quellen dovette fare uno sforzo per calmarsi; si scusò e, dopo aver salutato, se ne andò in fretta.

In strada, si soffermò a osservare la folla dei passanti, c’erano vestiti di tutte le fogge e colori. Tutti parlavano di continuo. Il mondo era un alveare sovrappopolato e, nonostante il controllo delle nascite, la situazione si aggravava di giorno in giorno. Quellen provava una dolorosa nostalgia per il tranquillo rifugio che si era costruito a così alto prezzo e con tanta trepidazione. Più stava con i coccodrilli, meno sentiva il desiderio di mescolarsi alla folla che sciamava per le strade della città.

Naturalmente l’ordine regnava sovrano. Tutti erano numerati, etichettati, schedati, per non dire anche che tutti erano costantemente sorvegliati. In quale altro modo si poteva governare una popolazione di dodici, tredici o addirittura trenta miliardi di persone, se non imponendo un ordine rigoroso? Tuttavia, data la sua particolare posizione, Quellen sapeva che sotto quell’apparente superficie di ordine, si verificavano ogni sorta di reati, anche i più vergognosi, ben più gravi del suo che, dopo tutto, non era altro che un tentativo giustificabile di sfuggire a un’esistenza insopportabile. Si trattava di crimini turpi, imperdonabili, dannosi. Le droghe, per esempio. Nei cinque continenti, c’erano fabbriche che sfornavano nuove droghe appena veniva vietato l’uso di quelle in commercio. Proprio in quei giorni, si producevano degli alcaloidi dagli effetti mortali, che venivano smerciati nel modo più sfacciato. Uno, per esempio, andava in una casa dei sogni deciso a comperarsi un’ora di innocenti allucinazioni, e invece gli somministravano una droga infernale. Oppure, a bordo di un taxiespresso, un uomo sfiorava una donna, e quella che in apparenza poteva sembrare solo una carezza audace, provocava nella donna degli effetti così gravi, che la costringevano a sottoporsi alla disintossicazione.

, pensava Quellen, succedono cose di questo genere. Cose orribili, disumane. Siamo gente priva di umanità. Ci facciamo del male a vicenda per il semplice gusto di farlo. E se ci rivolgiamo ai nostri simili per chiedere aiuto, troviamo per tutta risposta paura e rifiuto. Sta’ lontano, lasciami in pace!

Prendiamo per esempio questo Lanoy, continuava a pensare Quellen, tormentando la scheda che si era messo in tasca. Qui c’è sotto qualche imbroglio, e tuttavia sono riusciti a tenersi così ben nascosti da non attirare l’attenzione del Segretariato di Polizia. Cosa dicono gli archivi dei calcolatori, a proposito di questo Lanoy? Com’è riuscito a nascondere la sua attività illegale alla famiglia e ai coinquilini? Certo non vive solo. Un fuorilegge di questo stampo non può appartenere alla Settima Classe. Lanoy dev’essere un astuto prolet, che agisce di sua iniziativa, nel proprio interesse.

Quellen provava una strana simpatia per quello sconosciuto Lanoy, sebbene gli ripugnasse di ammetterlo. Come lui, Lanoy violava la legge, anche se, probabilmente, in modo infame. Doveva essere un uomo molto scaltro. Forse valeva la pena di conoscerlo. Perplesso, Quellen si mise a camminare in fretta verso casa.

6

Peter Kloofman era steso in un’enorme vasca di fluido nutritivo, mentre i tecnici gli stavano cambiando il polmone sinistro. Il pannello del torace era aperto e sospeso sulle sue giunture, come se Kloofman fosse un robot in riparazione. Ma non era un robot. Era fatto per la maggior parte di carne e sangue mortali, ma non poi così mortali. A centotrentadue anni, Kloofman era stato sottoposto tante volte alla sostituzione di qualche organo, che era rimasto ben poco della sua costituzione originale, fatta eccezione per il cervello estremamente acuto; e anche quello aveva conosciuto i laser del chirurgo. Kloofman si sottoponeva di buon grado a quel genere d’interventi, per continuare a vivere e a conservare, con la vita, il potere. Era un uomo vero, mentre Danton non lo era. Kloofman preferiva che le cose restassero così.

«C’è David Gogan che vuole parlarvi» bisbigliò una voce, proveniente dalla sonda inserita all’interno del suo cranio.

«Che entri» disse Kloofman.

Circa vent’anni prima, si era fatto ricostruire in modo da potersi occupare degli affari di stato anche quando era sottoposto a un intervento di chirurgia rigenerativa… Altrimenti gli sarebbe stato impossibile conservare il potere. Kloofman era l’unico membro in carne ed ossa della Prima Classe, il che significava che tutto il potere era riunito nelle sue mani. Ne delegava gran parte a quell’assortimento di camme e relè che andava sotto il nome di Benjamin Danton, ma, dopo tutto, Danton era un essere artificiale, e poteva essere considerato come un’estensione dell’infaticabile Kloofman. Le cose non erano sempre state così. Prima dell’affare di Flaming Bess, i membri della Prima Classe erano tre, e, prima ancora, Kloofman aveva condiviso quel privilegio con altri quattro.

Tuttavia non poteva andare meglio. E non c’era motivo per cui non fosse in grado di continuare a portare da solo il fardello per altri sei o settecento anni. Nessun uomo, nella storia, aveva goduto del potere di Peter Kloofman. Nei rari momenti in cui era sopraffatto dalla stanchezza, bastava questo pensiero a rianimarlo.

Gogan entrò, e si fermò accanto alla vasca. Kloofman lo stimava molto, come stimava tutti i circa duecento appartenenti alla Seconda Classe, che costituivano l’indispensabile appoggio dell’Alto Governo. Fra la Seconda e la Terza Classe c’era un abisso qualitativo. La Seconda Classe sapeva come era governato il mondo; la Terza, invece, godeva di grandi privilegi, ma non era al corrente di tutto. Un amministratore o un chirurgo di Terza Classe, pensavano che Danton fosse una persona vera, e credevano anche all’esistenza di altri membri della Prima Classe. Gogan, che condivideva i privilegi della Seconda Classe, conosceva la verità.

«Ebbene?» chiese Kloofman, osservando con distaccato interesse i chirurghi che sollevavano la massa grigia e spugnosa del polmone di ricambio e la inserivano nella cavità toracica. «Cosa c’è oggi, David?»

«Saltati.»

«Hanno già scoperto come va la cosa?»

«Non ancora, ma stanno già muovendosi, e non ci vorrà molto.»

«Bene, bene» mormorò Kloofman. La questione dei viaggi illegali nel tempo lo turbava più di quanto fosse disposto ad ammettere. Prima di tutto, la cosa continuava nonostante tutti gli sforzi del governo per risalire ai responsabili, e questo era seccante. Tuttavia bisognava ammettere che Kloofman aveva ordinato solo da pochi giorni di occuparsi a fondo della faccenda. Ma ciò che lo seccava di più era il fatto che, malgrado tutto il suo potere, lui non era in grado di usufruire della possibilità di tornare indietro nel tempo. Il procedimento era stato inventato e attuato senza l’appoggio dell’Alto Governo. E questo era un grave monito per Kloofman. Nemmeno lui era onnipotente.

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