Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 978-88-04-33638-9
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il pianeta del miraggio [Job: A Comedy of Justice - it]». Краткое содержание книги:
Nominato per il premio Nebula per il miglior romanzo in 1984.
Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1985.
Io non appiopperei una moglie come Abigail nemmeno al mio peggiore nemico. (Nel caso di Graham, però, non provavo alcun senso di colpa, dato che non ero stato consultato.)
(Chissà come si sarebbe divertito, a trovarsi a letto una donna che per riferirsi agli abbracci del marito li chiamava “doveri familiari”?)
Ho davanti a me un’enciclopedia in venti volumi: milioni di parole contenenti i principali fatti di un intero mondo… fatti che devo conoscere in fretta. Ma cosa cercare? Non mi interessano né l’arte greca né la storia dell’Egitto, e nemmeno la geologia; che cosa mi interessa davvero?
Be’, cos’hai notato per prima cosa, quando hai visto la nave? La nave stessa. La sua aria vecchia e superata, rispetto alla linea elegante della N/M Konge Knut. Poi, salito a bordo, la mancanza del telefono in cabina. La mancanza delle scale mobili. E la presenza di tante piccole cose che ricordavano i piroscafi di lusso dell’epoca di tuo nonno.
Perciò, va’ a leggere la voce “Navi”.
Trovato. Tre pagine di fotografie… e tutte le navi hanno un’aria da Belle-époque. La nave a vapore Britannia, il transatlantico più grande e più veloce, duemila passeggeri, solo sedici nodi! E ne dimostra ancor meno.
Vediamo la voce “Trasporti”.
Bene, bene! Come ti aspettavi, vero? Non si parla di dirigibili. E la voce “Dirigibile” non c’è neppure, mentre “Aeronautica” ti rimanda ad “Aerostato”.
Sì, una bella voce sui palloni, con Montgolfier e gli altri pionieri… perfino il coraggioso quanto sfortunato tentativo di Andrée di raggiungere il Polo. Ma il Conte von Zeppelin, in questo mondo, non è mai esistito, o non si è occupato di aeronautica.
Forse, dopo avere preso parte alla Guerra di secessione, è ritornato in Germania e laggiù l’idea di viaggiare per via aerea non ha trovato sostenitori, diversamente da quanto gli è successo nell’Ohio del mio mondo. Sia come sia, in questo mondo non ci sono viaggi aerei. Alex, se pensi di stabilirti qui, che ne diresti di “inventare” il dirigibile? Essere un pioniere e un magnate, diventare ricco e famoso?
Pensi di esserne capace?
Be’, ho fatto il primo volo in dirigibile quando avevo solo dodici anni! So tutto su di essi; se mi dai un foglio, ti disegno il progetto in quattro e quattr’otto!
Sì? Bene, allora fammi un progetto quotato di un diesel leggero, non più di mezzo chilo per cavallo vapore. Definisci le leghe usate, dà i trattamenti termici, traccia i diagrammi dei cicli del motore, definisci i combustibili, elenca i fornitori e indica i lubrificanti adatti…
Tutte queste cose si possono risolvere!
Sì, ma sei in grado di risolverle tu? Anche se sai che la cosa è fattibile. Ricordi perché hai lasciato ingegneria e ti sei dato alla carriera religiosa? Religione comparata, etica, critica, apologetica, ebraico, latino, greco richiedono studio e memoria… ma l’ingegneria richiede cervello.
Dunque, sarei uno stupido?
Avresti camminato sui carboni accesi se non fossi stato talmente stupido da farti incastrare?
Perché non mi hai fermato tu?
Fermarti? E quando mai ti sei degnato di darmi retta? Non sfuggire alla domanda… quanto hai preso all’esame di termodinamica?
Va bene! Ma, anche supponendo di non poterlo fare di persona…
Grande ammissione.
Piantala. Quando sai che una cosa si può fare, la battaglia è già vinta al settanta per cento. Potrei essere il direttore del progetto, e avere sotto di me qualche ingegnere giovane e capace. Lui metterebbe il cervello, io il ricordo insostituibile di come sono fatti i dirigibili e di come funzionano. Ti va?
Mi sembra la giusta divisione del lavoro: loro ci mettono il cervello, tu la memoria. La cosa potrebbe funzionare. Ma sarebbe un progetto lungo e costoso. Come pensi di finanziarlo?
Potrei vendere delle partecipazioni…
Ricordi l’estate che ti sei messo a vendere aspirapolvere?
Be’, c’è sempre quel milione di dollari.
Ah, briccone!
«Signor Graham?»
Lasciai i miei sogni a occhi aperti, e vidi una delle segretarie del commissario di bordo, ferma davanti a me. «Sì?»
Mi porse una busta. «Da parte del signor Henderson, signore. Mi ha detto di aspettare la risposta.»
«Grazie.» Il messaggio diceva:
Gentilissimo signor Graham,
si sono presentati in plancia tre uomini che affermano di avere un appuntamento con lei. A me non piacciono né il loro aspetto né il loro modo di parlare… e una parte dei frequentatori di questo porto sono alquanto discutibili. Se lei non aspettava nessuno o se non vuole vederli, dica alla mia incaricata di riferire che non è stata in grado di rintracciarla. Io dirò loro che è sceso a terra. A.P.H.
Per alcuni (atroci) istanti non seppi cosa decidere: ero diviso tra la curiosità e la cautela. Quella gente non voleva vedere me: voleva vedere Graham… e qualsiasi cosa volesse da lui, io non potevo venire loro incontro.
Oh, sai benissimo cosa vuole quella gente!
Suppongo di sì. Ma anche se avessero una ricevuta firmata dal san Pietro in persona, non posso dare loro — o a chicchessia — il milione di dollari. Lo sai.
Certo. Volevo solo assicurarmi che avessi le idee chiare. Però, dato che non intendi consegnare a tre estranei i soldi di Graham, che t’importa di vederli?
Perché devo sapere! Adesso sta’ zitto.
Dissi alla ragazza: «Riferisca pure al signor Henderson che scenderò subito. E grazie di essere venuta ad avvertirmi».
«È stato un piacere. Ah, signor Graham… l’ho vista camminare su quei carboni. Lei è stato magnifico!»
«Dovevo essere un po’ fuori di testa. Comunque, grazie del complimento.»
Mi fermai in cima alla scaletta per dare un’occhiata ai tre uomini che mi aspettavano. Sembravano scelti appositamente per impersonare qualche scena intitolata “Tre loschi figuri”. Un tizio sovradimensionato, sul metro e 95, che a giudicare dalle mani e dalla mascella pareva affetto da gigantismo acromegalico; un tipetto nervoso che doveva pesare circa la quarta parte del gigante; un tizio indefinibile, con gli occhi vacui. Muscoli, cervello e rivoltella, li battezzai… o era solo la mia immaginazione?
Una persona intelligente si sarebbe affrettata a fare dietrofront e a nascondersi da qualche parte.
Ma, come si sarà già capito, io non sono affatto una persona intelligente.
6
Scesi la rampa di scale e mi recai direttamente allo sportello del commissario di bordo, senza guardare i miei tre visitatori. Il signor Henderson mi disse a bassa voce, quando mi avvicinai a lui: «Questi tre. Li conosce?»
«No. Non li conosco. Vado a vedere cosa vogliono. Ma ci tenga d’occhio, per favore.»
«Giusto!»
Mi voltai e feci per allontanarmi dai tre simpaticoni. Ma Cervello disse: «Graham! Fermo! Dove crede di andare?»
Io, senza fermarmi, dissi: «Zitto, idiota! Vuole rovinare tutto?» Muscoli mi bloccò la strada, come una torre, e Rivoltella si mise alle mie spalle. In stile “ora d’aria nella prigione di stato”, parlando dall’angolo della bocca, dissi: «La pianti di fare la scena, e faccia scendere dalla nave questi scimmioni! Noi due dobbiamo parlare».