Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]
- Автор: Симмонс Дэн
- Серия: Canti di Hyperion #4
- Год: 1999
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-45610-8
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]». Краткое содержание книги:
Ma i Chitchatuk non conoscevano la comunione di Aenea e non ne avevano provato l’empatia, perciò calavano sulla Pax come una piaga biblica. Avvezzi da millenni a cacciare i terribili spettri delle nevi e a esserne vittime, ora spingevano verso le regioni equatoriali quelle bianche belve rintanate in cunicoli nel ghiaccio e le scatenavano contro i coloni della Pax e i missionari. Il costo in vite umane era spaventoso. Unità militari della Pax, chiamate per uccidere i primitivi Chitchatuk, mandarono pattuglie sul ghiacciaio e nei tunnel, ma non le rividero mai più.
Sul pianeta-città Vettore Rinascimento, la parola di Aenea si era diffusa tra milioni di seguaci. Ogni giorno migliaia di fedeli della Pax prendevano la comunione da quelli già cambiati (il crucimorfo moriva e si staccava in meno di ventiquattro ore) e sacrificavano l’immortalità per… che cosa? La Pax e il Vaticano non capivano e a quel tempo nemmeno io capivo.
Ma la Pax sapeva di dover contenere il virus. Soldati spalancavano a calci le porte e fracassavano finestre per entrare nelle case, giorno e notte, in genere nei quartieri più poveri, veteroindustrializzati, della città estesa sull’intero pianeta. Chi aveva rigettato il crucimorfo non opponeva grande resistenza: lottava con durezza, ma evitava di uccidere, se solo ce n’era il modo. I soldati della Pax non si facevano scrupolo di uccidere pur di eseguire gli ordini. Migliaia di seguaci di Aenea morirono della vera morte, ex immortali che non sarebbero mai più risuscitati, e decine di migliaia furono catturati, inviati in centri di detenzione e sistemati in celle di crio-fuga in modo che il loro sangue e la loro filosofia non contaminassero altri. Ma per ogni singolo seguace di Aenea ucciso o arrestato, decine — centinaia — rimanevano nascosti al sicuro e trasmettevano gli insegnamenti di Aenea, offrivano la comunione del proprio sangue mutato e a ogni occasione facevano resistenza in gran parte non violenta. La grande macchina di Vettore Rinascimento non si era ancora rotta, ma perdeva colpi e si inceppava in un modo mai visto da quando l’Egemonia aveva fatto di quel pianeta il centro industriale della Rete dei Mondi.
Il Vaticano inviò altre truppe e discusse sui passi da compiere.
Su Tau Ceti Centro, un tempo il punto focale politico della Rete dei Mondi, ma ora un semplice, popoloso e popolare pianeta giardino, la ribellione assunse una forma diversa. Visitatori di altri pianeti vi avevano portato il contagio anticrucimorfo, ma il problema principale del Vaticano riguardava l’arcivescovo Achilia Silvaski, una donna intrigante che più di due secoli prima aveva assunto il ruolo di governatore e di autocrate di Tau Ceti Centro. Era stata lei a tentare di far fallire la rielezione del papa, mediante intrighi fra i cardinali; e ora, dopo l’insuccesso, aveva semplicemente inscenato la propria versione della Riforma pre-Egira, annunciando che la Chiesa cattolica su Tau Ceti Centro avrebbe d’ora in avanti riconosciuto lei come pontefice e si sarebbe separata per sempre dalla "corrotta" Chiesa interstellare della Pax. Avendo prudentemente stabilito un’alleanza con i vescovi locali incaricati delle cerimonie e dei macchinari per la risurrezione, poteva controllare quel sacramento e di conseguenza la Chiesa locale. Cosa ancora più importante, aveva corteggiato le locali autorità militari della Pax offrendo terre, ricchezze e potere, e aveva provocato un evento senza precedenti: un colpo di mano che aveva deposto quasi tutti gli ufficiali anziani dell’esercito e della flotta della Pax nel sistema di Tau Ceti, sostituendoli con fautori della Nuova Chiesa. Non furono catturate navi classe Arcangelo, ma diciotto incrociatori e quarantuno navi torcia si misero alla difesa della Nuova Chiesa e del suo nuovo pontefice.
Decine di migliaia di leali membri della Chiesa protestarono. Furono arrestati, minacciati di scomunica (in altre parole, immediato ritiro del crucimorfo) e rilasciati sulla parola sotto l’occhio attento delle forze di sicurezza della Nuova Chiesa dell’arcivescovo neopontefice. I membri di vari ordini ecclesiastici, in particolare dei gesuiti di Tau Ceti Centro, si rifiutarono di cedere. Molti furono quietamente arrestati, scomunicati e giustiziati. Alcune centinaia tuttavia fuggirono e usarono la propria rete per organizzare la resistenza, all’inizio non violenta, poi sempre più aspra. Molti gesuiti avevano servito come preti ufficiali nell’esercito della Pax prima di tornare alla vita ecclesiastica civile e sfruttarono le loro abilità militari per creare devastazioni sul pianeta e intorno al pianeta.
Papa Urbano XVI e i suoi consiglieri della Flotta della Pax presero in esame le varie possibilità. Il colpo finale nella grande crociata contro gli Ouster era già stato ritardato dalle continue manovre di disturbo del capitano de Soya, dalla necessità di inviare unità della Flotta in una ventina di pianeti per soffocare le ribellioni provocate dal contagio di Aenea, dalle richieste logistiche per l’imboscata nel sistema T’ien Shan e ora da questa e altre ribellioni. Scartata la proposta dell’ammiraglio Marusyn — trascurare l’eresia dell’arcivescovo finché non fossero state raggiunte altre mete politico-militari — papa Urbano XVI e il suo segretario di Stato cardinale Lourdusamy decisero di inviare nel sistema di Tau Ceti venti navi classe Arcangelo, trentadue incrociatori vecchio tipo, otto navi da trasporto e cento navi torcia, anche se sarebbero occorse varie settimane di debito temporale per l’arrivo delle navi a propulsione Hawking. Una volta radunata nel sistema solare di Tau Ceti, quella task force doveva sopraffare ogni resistenza di naviglio ribelle, porsi in orbita intorno a Tau Ceti Centro, esigere la resa immediata dell’arcivescovo e di tutti i suoi sostenitori e — in caso contrario — scorificare tanta parte del pianeta quanto occorreva per distruggere le infrastrutture della Nuova Chiesa. Dopo di che, decine di migliaia di marines sarebbero scesi sul pianeta per occupare i restanti centri urbani e per ristabilire il governo della Pax e della Santa Madre Chiesa.
Su Marte, nel sistema solare della Vecchia Terra, la ribellione era peggiorata, malgrado gli anni di bombardamento dallo spazio e di continue incursioni militari dall’orbita. Due mesi standard prima, il governatore Clare Palo e l’arcivescovo Robeson erano morti della vera morte in un attacco nucleare suicida contro la loro sede in esilio su Phobos. La risposta della Pax era stata terrificante: asteroidi spostati dalla vicina fascia e scagliati su Marte, bombardamento a tap peto con esplosivi al plasma, attacchi notturni con lance d’energia che, come micidiali proiettori che intersecassero il deserto ghiacciato, tagliavano la nuova tempesta di sabbia planetaria provocata dagli asteroidi usati come bombe. I raggi della morte sarebbero stati più efficienti, ma gli ideatori di piani della Flotta volevano fare di Marte un esempio e volevano che fosse un esempio visibile.
I risultati non furono esattamente ciò che la Pax si augurava. L’ambiente marziano in fase di terraforming, già precario dopo anni di scarsa manutenzione, crollò. L’atmosfera respirabile rimase nel bacino Hellas e in poche altre sacche. Gli oceani evaporarono — l’acqua bolliva per la caduta di pressione — o si congelarono di nuovo intorno ai poli e nella subcrosta di permagelo. Le ultime grosse piante e gli ultimi alberi morirono, finché non rimasero solo l’autoctono cactus da brandy e i frutteti di bradburie, aggrappati alla vita in un vuoto quasi assoluto. Le tempeste di polvere duravano anni e rendevano in pratica impossibile ai marines della Pax il pattugliamento del pianeta rosso.
Ma gli abitanti del pianeta, soprattutto i marziano-palestinesi militanti, erano abituati a simili condizioni di vita e pronti a quella evenienza. Si tennero al coperto, uccisero i soldati della Pax che scendevano sul pianeta e aspettarono. Missionari dell’ordine dei templari dislocati nelle altre colonie marziane chiesero di essere adattati alle condizioni planetarie d’origine. Migliaia e migliaia corsero il rischio della nanotecnologia irreversibile e consentirono alle macchine molecolari di alterare il loro corpo e il DNA, adattandolo al pianeta.