Giove chiama Terra [Voyagers - it]
- Автор: Бова Бен
- Серия: Viaggiatori #1
- Год: 1982
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Giove chiama Terra [Voyagers - it]». Краткое содержание книги:
Ma queste non sono praticamente le stesse parole con cui abbiamo presentato nello scorso numero Segnali da Giove di Zach Hughes?
Il fatto è che Ben Bova e Zach Hughes per una straordinaria coincidenza hanno scritto e pubblicato contemporaneamente due romanzi che partono dalle stesse premesse pur arrivando a conclusioni diversissime. Veda dunque il lettore quali delle due preferisce e tenga conto d’altra parte che il complesso, ricchissimo romanzo di Bova è quasi tre volte più lungo di quello di Hughes e negli USA costa più del doppio, mentre in URANIA costa naturalmente lo stesso. Un’occasione da non perdere.
«Nossignore» disse Tuttle. «L’osservatorio continuerà a funzionare come al solito. Tutto il personale ha firmato un impegno alla segretezza, e tutti sono stati informati della necessità di tenere queste notizie assolutamente segrete. Deve firmare anche lei.»
«No, non firmerò» ribatté Stoner. «All’osservatorio io sono un semplice consulente. È la NASA che mi paga lo stipendio, non la marina.»
«Dottor Stoner, lei fa parte della riserva dell’aviazione. Potrebbe essere richiamato in servizio attivo. Ci troviamo in una circostanza straordinaria. Un’emergenza vera e propria.»
McDermott sorrise. «Probabilmente la spediranno in Groenlandia. O forse al Polo Sud.»
«Se è disposto a collaborare» continuò Tuttle «la sistemeremo qui, in questa casa. Per un po’ non deve avere contatti col mondo esterno, finché l’intero progetto non sarà trasferito a una base più sicura, sotto il controllo diretto del governo.»
Stoner capì in quel momento di essere completamente nelle loro mani. Era inutile discutere.
Con un’occhiata all’orologio, Tuttle disse: «Devo tornare a Washington. Ho un sacco d’impegni. Dottor Stoner, spero che comprenda la serietà della situazione.»
Senza attendere risposta, il piccolo ufficiale della marina uscì dalla stanza. McDermott si alzò e lo seguì.
Stoner sprofondò sul divano, assalito da punte gelide di rabbia. Chiese a Thompson: «Jeff, sono pazzo io o sono pazzi loro?»
Con una scrollata di spalle, l’astronomo rispose: «Né l’uno né gli altri, forse. O forse siamo tutti pazzi. Non so; dati insufficienti.»
«McDermott è un fesso. Non può manipolare la gente a questo modo. Sta “usando” quel tizio. Quando la marina scoprirà cosa stanno effettivamente facendo…»
Thompson ebbe un sorriso stanco. «Quel tizio è la marina. E Big Mac non sta manipolando nessuno, a parte te. Noialtri abbiamo tutti firmato, tranquilli come agnellini.»
«Anche tu?»
«Sì, anch’io. Non posso permettermi di perdere il posto. Lo sai quante possibilità ha un radioastronomo di seconda categoria? Dovrei ricominciare da capo, e dal fondo.» Scosse la testa.
«E sei disposto a rinunciare alla libertà di pubblicare solo per conservare il posto all’università?»
«Senti, Keith, io ho tre figli da mantenere. E una moglie. E un cane che mangia quanto mia moglie.»
Stoner non disse nulla, ma pensò: “Io avevo una moglie e due figli, e se smetto di lavorare perderanno gli alimenti”.
Thompson gli diede una pacca sulla schiena. «Non fare quella faccia! Sono inconvenienti normali. Vedrai che la situazione si aggiusterà. Prima o poi, pubblicheremo.»
«Ma come diavolo ha fatto Big Mac a sapere tutto di me?» si chiese Stoner. «Chi lo ha informato del mio viaggio a Washington?»
«Hai chiesto a una delle segretarie di prenotarti il posto sull’aereo?»
«No. Mi sono tenuto alla larga da quelle. Lo sapevo già che l’avrebbero raccontato a McDermott. Ho fatto prenotare i posti da una studentessa… Come si chiama? È una alta, bella.»
«Jo Camerata?»
«Sì. Jo. Lei.»
Thompson fischiò piano. «Allora deve averlo detto a Big Mac. O, come minimo, a una segretaria.»
«Ma le avevo ordinato di non dire niente.»
Thompson scrollò le spalle, «E io che pensavo che ti stesse dando la caccia.»
«Cosa?»
«Ti ha messo addosso gli occhi da un pezzo. Sta sempre all’osservatorio, salta le lezioni, cerca di farsi notare da te.»
«Non fare lo scemo» disse Stoner. «È solamente una ragazzina.»
«Sì, una ragazzina» sorrise Thompson. «Ma stravede per te.»
7
E per quanto concerne gli occupanti degli UFO? Sembrano dividersi in due categorie, grandi e piccoli, con prevalenza per i primi. Gli umanoidi di Hopkinsville e molti di cui abbiamo testimonianza… sono molto simili, all’aspetto, al “piccolo popolo” della leggenda e della storia: elfi, folletti, eccetera. Vengono spesso descritte teste grosse, piedi affusolati e in genere, teste che s’innestano direttamente sulle spalle senza che appaia evidente la presenza del collo. Stando alle testimonianze gli umanoidi più grandi sono di dimensioni umane o leggermente maggiori, e in genere sono armoniosamente formati. Qualcuno li ha definiti belli. I più piccoli sono in genere descritti come alti poco più d’un metro…
Debbo quindi lasciare che sia il lettore a giudicare quale peso attribuire agli incontri ravvicinati del terzo tipo in rapporto all’intero problema degli UFO, sempre tenendo presente che in futuro potremmo scoprire che i casi di apparizioni di umanoidi sono la chiave dell’intero problema.