L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Elayne salì la scala con calma, eppure la donna del Popolo del Mare parlò a bassa voce senza voltarsi non appena Elayne fu abbastanza vicina da sentire. «Durante il mio lavoro ho pensato che mi stessi osservando. Allora non potevo fermarmi; avrebbe potuto scatenarsi un uragano al quale nemmeno il Danzatore delle onde sarebbe sopravvissuto. Il nome Mare delle Tempeste è ben meritato; scatenerebbe brutti venti anche senza il mio aiuto. Non intendevo farlo, ma Coine mi ha detto che dovevamo andare veloci. Per te e il Coramoor.» Sollevò lo sguardo per scrutare il cielo. «Il vento durerà fino al mattino, se la Luce vuole.»
«Questo è il motivo per cui il Popolo del Mare non trasporta le Aes Sedai?» chiese Elayne, prendendo posizione accanto alla donna. «Per non consentire alla Torre di scoprire che le Cercavento possono incanalare. Ecco perché è stata tua la decisione di lasciarci salire a bordo, e non di tua sorella. Jorin, la Torre non cercherà di fermarti. Non c’è nessuna legge nella Torre che ordina di bloccare le donne che incanalano, anche se non sono Aes Sedai.»
«La tua Torre Bianca interferirà. Cercherà di raggiungere le nostre navi, dove siamo liberi dalla terra e dagli uomini di terra. Cercherà di legarci a essa, portandoci lontane dal mare.» Sospirò profondamente. «L’onda che è passata non può essere richiamata.»
Elayne desiderava poterle dire che non era così, ma la Torre era alla ricerca di donne e ragazze che potessero imparare a incanalare, sia per rinforzare il numero di Aes Sedai, che adesso stava diminuendo in confronto a quello di una volta, sia per il pericolo celato nell’imparare senza guida. In verità se a una donna poteva essere insegnato a toccare la Vera Fonte, si ritrovava nella Torre indipendentemente dalla sua volontà, almeno fino a quando non veniva addestrata a sufficienza per non uccidersi, o uccidere altre persone inavvertitamente.
Dopo un momento Jorin proseguì. «Non vale per tutte. Solo alcune. Abbiamo mandato alcune ragazze a Tar Valon in modo che le Aes Sedai non venissero a cercarci. Nessuna nave su cui si trovi una Cercavento che può intessere i venti darebbe un passaggio a un’Aes Sedai. La prima volta che vi siete qualificate, ho pensato che dovevate sapere di me, ma non avete parlato e invece avete chiesto un passaggio, così ho sperato che forse non foste Aes Sedai malgrado gli anelli. Una speranza vana. Potevo percepire la forza di entrambe. E adesso la Torre Bianca verrà a sapere.»
«Non posso promettere di mantenere il tuo segreto, ma farò quello che posso.» La donna meritava di più. «Jorin, ti giuro sull’onore della Casata Trakand di Andor che farò del mio meglio per nascondere il tuo segreto a chiunque potrebbe danneggiare te o la tua gente e, se dovessi rivelarlo a qualcuno, farò tutto il consentito per proteggere il tuo popolo da qualsiasi interferenza. La Casata Trakand è influente, anche nella Torre.» E farò in modo che mia madre usi la sua influenza, se dovesse servire. In qualche modo, pensò.
«Se la Luce vuole» rispose con tono fatalista Jorin «tutto andrà bene. Tutto andrà di bene in meglio, come ogni altra cosa, se la Luce vuole.»
«C’era una Damane su quell’imbarcazione seanchan, vero?» La Cercavento la guardò con aria interrogativa. «Una delle donne prigioniere che possono incanalare.»
«Vedi molto profondamente per essere così giovane. Questa è la ragione per cui all’inizio ho pensato che forse non eri Aes Sedai, perché sei così giovane. Ho figlie che sono più grandi di te, credo. Non sapevo che fosse una prigioniera; questo mi fa rimpiangere di non averla salvata. Il Danzatore delle Onde ha superato la nave seanchan con molta facilità all’inizio — avevamo sentito parlare dei Seanchan, e del loro veliero con le vele a righe, che chiedevano strani giuramenti e punivano quelli che non volevano prestarli — ma poi la... Damane? ha spezzato due alberi e hanno fatto arrembaggio con le spade in pugno. Sono riuscita ad avviare qualche fuoco sul veliero seanchan — intessere Fuoco per me è molto difficile se non per accendere una lampada, ma grazie alla Luce ne ho generato abbastanza — e Toram ha guidato la ciurma contro i Seanchan per farli ritirare sui loro ponti. Abbiamo tagliato gli uncini da abbordaggio e il loro veliero è andato alla deriva in fiamme. Erano troppo presi nel tentativo di salvarsi per occuparsi di noi mentre ci allontanavamo. Mi dispiace di averlo visto andare in fiamme e affondare; era un bel veliero, credo fosse stato costruito per il mare forte. Ma adesso lo rimpiango perché avremmo potuto salvare quella donna, la Damane. Anche se ci ha danneggiati, forse se fosse stata libera non lo avrebbe fatto. Che la Luce illumini la sua anima e le acque la custodiscano in pace.»
Raccontare quella storia l’aveva rattristata. Elayne doveva distrarla. «Jorin, perché gli Atha’an’ Miere si riferiscono alle imbarcazioni sempre usando il maschile? Chiunque altro usa il femminile. Non credo che faccia alcuna differenza, ma perché?»
«Gli uomini ti daranno una risposta diversa» iniziò la Cercavento sorridendo «parlando di forza, grandiosità e cose da uomini, ma questa è la verità: una nave è viva ed è come un uomo, con il cuore di un uomo vero.» Accarezzò con dolcezza la ringhiera come se carezzasse un essere vivente, qualcosa che poteva sentire quelle carezze. «Trattalo bene, curati di lui come si deve e combatterà per te contro il mare peggiore. Combatterà per mantenerti in vita anche dopo che il mare gli avrà inferto il colpo mortale. Trascuralo, ignora i piccoli avvisi di pericolo che lancia, e ti farà annegare in un mare calmo sotto un cielo privo di nuvole.»
Elayne sperava che Rand non fosse così volubile. Allora perché balza da tutte le parti, felice di vedermi andare via e mandandomi appresso Juilin Sandar subito dopo? si chiese. Si disse di smetterla di pensare a lui. Era molto lontano. Adesso non poteva farci nulla.
Guardò oltre la spalla verso il ponte. Thom era andato via. Era certa di avere trovato la chiave del suo mistero, proprio prima di aver percepito la Cercavento che incanalava. Qualcosa a che fare con il sorriso dell’uomo. Era sparita, qualunque cosa fosse. Be’, intendeva scoprirlo nuovamente prima di raggiungere Tanchico, a costo di doversi sedere sull’uomo. Ma sarebbe ancora stato lì la mattina seguente. «Jorin, quanto ci vorrà prima di raggiungere Tanchico? Mi è stato detto che i perlustratoli sono le imbarcazioni più veloci del mondo, ma quanto?»
«Tanchico? Per servire il Coramoor non ci fermeremo in nessun porto intermedio. Forse dieci giorni, se riesco a tessere bene i venti e se la Luce vuole che trovi le correnti giuste. Forse anche setto o otto, con la grazia della Luce.»
«Dieci giorni?» esclamò Elayne. «Non è possibile.» Aveva visto le mappe, dopotutto.
Il sorriso dell’altra donna era parzialmente di orgoglio e per metà indulgente. «Come hai detto, sono le imbarcazioni più veloci del mondo. La seconda in velocità ci impiegherebbe poco meno del doppio e la maggior parte più del doppio. Imbarcazioni costiere che veleggiano sottocosta e si fermano ogni notte nei fondali bassi...» tirò su con il naso con disprezzo «richiedono dieci volte questo tempo.»
«Jorin, mi insegneresti a fare ciò che stavi facendo prima?» La cercavento la fissò, con gli occhi scuri sgranati e brillanti nella luce morente. «Insegnarti? Ma sei un’Aes Sedai.»
«Jorin, non ho mai intessuto un flusso spesso la metà di quelli che maneggiavi. E lo scopo! Sono sbalordita, Jorin.»
La Cercavento la fissò un altro momento, non più stupita, ma come se cercasse di imprimersi il viso di Elayne in mente. Alla fine si baciò le dita della mano destra e le premette sulle labbra di Elayne. «Se la Luce vuole, impareremo entrambe.»