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La torre proibita [The Forbidden Tower - it]

Электронная книга - «La torre proibita [The Forbidden Tower - it]». Краткое содержание книги:

Darkover è un pianeta gelido e ostile, illuminato da un fioco sole rosso-sangue, su cui hanno fatto naufragio, agli inizi del volo interstellare, alcuni coloni terrestri. Col passare degli anni gli abitanti di Darkover hanno imparato a usare le “pietre matrici” per sviluppare i loro poteri psi, e sul pianeta si è formata una cultura di tipo feudale basata sull’uso delle matrici. Queste pietre, tenute in torri austere e isolate, sono oggetto di un rituale mistico: solo le Custodi, donne che hanno fatto voto di castità, hanno il diritto di adoperarle. Contrapposta alla cultura dei “clan” di Darkover, si trova la civiltà dei terrestri, i quali, dopo vari millenni, hanno riscoperto il pianeta, e vorrebbero portare ai suoi abitanti risorse tecnologiche e armi più moderne. Ma i fanatici guardiani che proteggono la verginità delle Custodi vigilano affinché il pianeta del sole rosso non cada sotto l’influenza dei materialistici terrestri.
La torre proibita è la storia di due uomini e due donne che hanno osato sfidare il potere dei guardiani e la tradizione delle Torri.

Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1978.
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— Ma — disse Leonie, — l’addestramento che hai ricevuto dev’essere usato in una Torre. Quando sei stato allontanato…

— Quando sono stato allontanato, dovevo forse trascorrere il resto della vita senza la conoscenza e le capacità della mia preparazione? Se quella conoscenza non poteva essere affidata a me, perché mi era stata data? Dovevo vivere il resto della vita come un bimbo sorretto per le briglie, senza muovermi a meno che la bambinaia mi guidasse? — Damon guardò Leonie negli occhi. Non lo disse a voce alta, ma tutti i presenti poterono captarlo: Non dovevo essere allontanato da Arilinn. Sono stato scacciato con un falso pretesto, come adesso so con certezza. A voce, replicò: — Quando sono stato allontanato ho ricevuto la libertà di agire sotto la mia responsabilità, come qualunque figlio dei Comyn.

E anche adesso, Leonie, tu non vuoi affrontarmi.

Come osi! La donna sollevò il velo. Aveva perso gli ultimi resti della sua straordinaria bellezza, pensò Damon con distacco. Leonie si erse in tutta la sua statura (era più alta di lui) e disse: — Non intendo ascoltare queste chiacchiere!

Damon ribatté, con voluta insolenza: — Non ho invitato qui nessuno di voi. Il reggente di Alton deve ascoltare e tacere, come un bambino cattivo che viene rimproverato e mandato in camera sua?

Leonie aggrottò la fronte. — Preferiresti che portassimo questi problemi davanti a tutti i Comyn, nella Camera di Cristallo?

Damon scrollò le spalle. — Allora parlate. — Indicò con un cenno del capo le sedie. — Volete accomodarvi? Non mi va di discutere cose importanti dondolandomi sui piedi come un Cadetto in corvée di punizione. E posso offrirvi qualche rinfresco?

— No, grazie. — Ma si sedettero, e Damon si lasciò cadere su una poltrona. Andrew restò in piedi. Senza saperlo, aveva assunto la posa tradizionale di uno scudiero dietro il suo signore, un passo dietro il seggio di Damon. Gli altri lo notarono e aggrottarono la fronte, mentre Leonie incominciava a parlare.

— Quando hai lasciato Arilinn, noi avevamo fiducia che avresti rispettato le leggi, e in generale non abbiamo avuto motivo di lamentarci. Di tanto in tanto abbiamo seguito la tua matrice mediante gli schermi di controllo, ma quasi tutto ciò che avevi fatto era poco importante e del tutto legittimo.

— Magnifico — disse Damon, con enfasi sarcastica. — Mi rallegra sapere che giudicavi lecito se usavo la mia matrice per chiudere la cassaforte, per ritrovare la strada in un bosco, o per arrestare l’emorragia della ferita di un amico!

Rafael Aillard fece una smorfia. — Se sei disposto ad ascoltarci senza tentare di fare lo spiritoso, porteremo prima a termine questo compito spiacevole.

— Non mi manca certo il tempo per ascoltarvi. Però mia moglie è incinta e sofferente, e mio suocero è alle soglie della morte, quindi potrei trascorrere il resto della giornata in modo più utile che ascoltando le cose ignobili che mi rovesciate addosso.

— Mi dispiace che Ellemir non stia bene — disse Leonie. — Ma Esteban è davvero così grave? Oggi, al Consiglio, sembrava in buone condizioni.

Stringendo le labbra, Damon rispose: — La rivelazione del tradimento commesso dal figlio bastardo che amava tanto l’ha distrutto. Può darsi che sopravviva, per ora, ma non è probabile che veda le nevi di un altro inverno.

— Quindi tu ti sei incaricato di vendicarti e di giustiziare Dezi — disse Leonie. — Non mi rammarico per lui. Era ad Arilinn da meno di dieci giorni quando gli ho scoperto tali difetti di carattere da rendermi conto che non poteva restare.

— Eppure, sapendo questo, ti sei assunta la responsabilità di addestrarlo? Chi sceglie un utensile inadatto a un compito, non deve lamentarsi se poi quello taglia la mano che l’impugna. — Vagamente, Damon pensò che ancora al solstizio d’inverno non si sarebbe neppure sognato di porre in discussione i moventi e le decisioni di una Custode, soprattutto della Dama di Arilinn.

Margwenn disse, spazientita: — Cos’avresti voluto che facessimo? Tu sai che non è facile trovare figli e figlie dei Comyn dotati di laran; e nonostante i torti di Dezi, i suoi doni erano grandi.

— Avreste fatto meglio a istruire una persona comune, con meno sangue nobile e maggiore onestà!

Rafael disse: — Tu sai che nessuno, se non è Comyn, può varcare il Velo di Arilinn.

— E allora, maledizione — ribatté Damon, pensando al tocco delicato di Ferrika mentre controllava Ellemir, — forse è venuto il momento di strappare il Velo e di apportare qualche cambiamento ad Arilinn!

Leonie aggricciò le labbra, disgustata. — Dove hai preso queste idee, Damon? È questo che succede, quando si accoglie in famiglia un terrestre? — Ma non gli lasciò il tempo di rispondere. — Non abbiamo protestato quando hai usato la tua matrice in modo lecito. Neppure quando hai tolto la matrice a Dezi. Ma a te non è bastato. Hai commesso molte azioni illecite. Hai insegnato a questo terrestre alcuni rudimenti della tecnologia delle matrici. Ricorderai che Stefan Hastur ha ordinato, quando i terrestri sono giunti qui, che nessuno di loro doveva essere autorizzato neppure ad assistere a un’operazione con le matrici.

— Riposi in pace — disse Damon, — ma non darò a un morto il diritto di essere custode della mia coscienza.

Rafael esclamò, irosamente: — Dovremmo rinnegare la saggezza dei nostri padri?

— No: ma loro hanno vissuto come volevano, quando erano vivi, e non mi hanno chiesto quali fossero i miei desideri e le mie esigenze; perciò farò altrettanto con loro. Certo non li porrò sugli altari come se fossero dèi, e non tratterò ogni loro parola con la stessa reverenza con cui i cristoforos trattano le sciocchezze del loro Libro delle Afflizioni.

— Come giustifichi il fatto di aver addestrato questo terrestre? — chiese Margwenn.

— Che giustificazione mi serve? Possiede il laran, e un telepate non addestrato rappresenta un pericolo per se stesso e per tutti coloro che lo circondano.

— Ed è stato lui a indurre Callista a venir meno alla parola data? Si era impegnata a rinunciare per sempre al proprio lavoro.

— Non sono neppure il guardiano della coscienza di Callista — disse Damon. — La conoscenza è racchiusa nella sua mente, e io non posso sottrargliela. — Ancora una volta, con immensa amarezza, lanciò la domanda a Leonie: — Dovrebbe passare la vita a contare i buchi delle tovaglie e a preparare le spezie per il pane alle erbe?

Margwenn fece una smorfia di disprezzo. — Sembra che la scelta di Callista fosse questa. Non è stata costretta a rendere il giuramento. Non è stata neppure violentata. Ha compiuto una scelta libera, e deve rassegnarsi.

Siete tutti sciocchi, pensò stancamente Damon, senza curarsi di celare quel pensiero. Lo vide riflesso negli occhi di Leonie.

— Una delle accuse è così grave che al suo confronto tutte le altre appaiono banali, Damon. Tu hai costruito una Torre nel sopramondo. Operi con un cerchio di meccanici illegittimo, al di fuori di una Torre eretta per decreto dei Comyn, al di fuori dei giuramenti e delle protezioni imposti dopo le epoche del caos. La punizione per questo è terribile. Esito a infliggertela. Perciò sei disposto a sciogliere i vincoli del tuo cerchio, a distruggere la Torre proibita che hai costruito e a giurarci che non lo farai mai più? Se mi farai questa promessa, non chiederò altre punizioni.

Damon si alzò, teso come quando aveva fronteggiato il violentissimo attacco di Dezi. Questo, pensò, devo affrontarlo in piedi.

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