Giove chiama Terra [Voyagers - it]
- Автор: Бова Бен
- Серия: Viaggiatori #1
- Год: 1982
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Giove chiama Terra [Voyagers - it]». Краткое содержание книги:
Ma queste non sono praticamente le stesse parole con cui abbiamo presentato nello scorso numero Segnali da Giove di Zach Hughes?
Il fatto è che Ben Bova e Zach Hughes per una straordinaria coincidenza hanno scritto e pubblicato contemporaneamente due romanzi che partono dalle stesse premesse pur arrivando a conclusioni diversissime. Veda dunque il lettore quali delle due preferisce e tenga conto d’altra parte che il complesso, ricchissimo romanzo di Bova è quasi tre volte più lungo di quello di Hughes e negli USA costa più del doppio, mentre in URANIA costa naturalmente lo stesso. Un’occasione da non perdere.
Tyuratam.
Sembrava il paesaggio di Manhattan, con l’unica differenza che lì non c’erano grattacieli, ma torri di lancio. Strutture d’acciaio per ospitare e far partire missili. Per chilometri e chilometri! Una dopo l’altra, un’intera città fatta di torri di lancio. Al confronto, Cape Canaveral sembrava una modesta periferia, di dimensioni minime e poco solida. Quel posto, invece, era destinato a durare per l’eternità. Come Pittsburgh, come Gary, come le distese interminabili di fabbriche nei maggiori centri industriali. Tyuratam era un complesso massiccio, operoso di edifici giganteschi, grandi macchine, e persone instancabili.
Il loro mestiere era lanciare razzi. Il loro lavoro era l’astronautica. Sì, quello era un vero porto, come la favolosa Basra delle Notti d’Arabia, come Marsiglia o New York o Shanghai. Da quel porto, su lunghe lingue di fiamma, partivano navi dirette nello spazio, e tornando riportavano tesori di nuove conoscenze.
“E un giorno o l’altro” rifletté Stoner “riporteranno energia, e materie prime, e si comincerà a costruire fabbriche in orbita.”
Per adesso, però, sondavano i mari ignoti dello spazio per conoscere di più, per individuare le orbite più sicure per i satelliti che dovevano ritrasmettere le informazioni a terra.
L’aereo si abbassò. Stoner vide le luci che circondavano una piattaforma di lancio, dove un razzo argenteo era immobile nella morsa di una torre scintillante.
Una torre di lancio per Soyuz, comprese. “Io volerò su quel missile.”
Non notò, sul lato opposto del grande complesso di torri e razzi, due altri missili allineati fianco a fianco. Erano dipinti di verde, e avevano testate capaci di seminare molti megaton di morte.
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O siamo soli nell’universo, o non lo siamo. Entrambe le prospettive sono sconvolgenti.