Il Volo Dell'angelo Di Pietra
- Автор: О'Коннелл Кэрол
- Язык: итальянский
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «Il Volo Dell'angelo Di Pietra». Краткое содержание книги:
A volte la violenza esplode quando e dove meno te l'aspetti. Come a Dayborn, graziosa cittadina sprofondata nella calda, languida atmosfera della Louisiana. E' lа che, diciassette anni fa, la dottoressa Cass Shelley и morta sotto i colpi di una folla inferocita, lapidata senza pietа per una colpa immaginaria. Da allora, tutti a Dayborn hanno fatto del loro meglio per dimenticare. Tutti tranne Tom Jessop, lo sceriffo che da quasi vent'anni si interroga sul destino della piccola Kathy Shelley, scomparsa subito dopo l'omicidio della madre. Quella bambina oggi и una donna, a tutti nota con il nome di Kathy Mallory, detective della Crimini Speciali di New York. Messo da parte il distintivo e la sua nuova vita, Kathy torna a Dayborn decisa a ottenere non semplice giustizia, ma 'vendetta'. Per stanare gli assassini di sua madre deve affrontare un'indagine intricata e rischiosa, ai margini della legalitа. Solo quando la veritа verrа a galla in tutto il suo orrore, Cass Shelley potrа riposare in pace nella tomba vegliata dall'angelo di pietra.
Una O'Connell in splendida forma per un thriller da non perdere. (Booklist)
Ancora una volta Carol O'Connell avvince il lettore fino all'ultima pagina. (Publishers Weekly)
Brava da morire. (Richard North Patterson)
«Tu non farai proprio un bel niente!» urlò una voce di donna.
Tutte le teste si girarono a fissare la vicesceriffo, in piedi sul tetto della macchina del suo capo. Aveva la faccia lucida di sudore, il petto ansante e la pistola puntata alla testa di Malcolm. «Spara!» la incitò Mallory.
La gente era ammutolita, guardava, aspettava.
Il volto di Malcolm era torvo, gli occhi fissi sullo sceriffo. «Metti giù quella pistola, ragazza, se non vuoi che lo ammazzi.» Arrischiò un'occhiata in direzione della vicesceriffo. «Mettila giù! Subito! Fa' quel che…»
Lilith sparò e la pallottola centrò la fronte di Malcolm. Sangue e frammenti di ossa schizzarono tutt'intorno.
Lui ebbe solo un attimo per registrare la sorpresa, poi stramazzò al suolo.
In quel preciso momento si sentirono le sirene.
Un convoglio di macchine della polizia rombava sulla statale, una ventina di lampeggianti nella notte. La folla si disperse, fuggendo lontano dalla luce di Owltown che bruciava.
Lilith Beaudare scese dal tetto della macchina. Si muoveva a scatti, senza la grazia fluida che normalmente la caratterizzava. Si avvicinò al cadavere e guardò stranita la propria pistola, chiedendosi a chi appartenesse quella mano assassina.
Mallory dovette chiamare il suo nome due volte per riuscire a riscuotere Lilith dal suo stordimento. Le due donne si fissarono. Il lampeggiante dell'auto dello sceriffo colorava di rosso i loro volti.
28
«Sarà meglio caricarlo in macchina» disse lo sceriffo. «Quella maledetta fabbrica continua a vomitare feriti. Se chiamassimo un'ambulanza, dovremmo aspettare tutta notte.»
Il giovane agente della polizia di Stato richiuse la sua valigetta di pronto soccorso: «Nessun problema. È meno malridotto di quel che sembra».
Charles pensò che Riker avrebbe potuto stare peggio solo da morto.
Aveva le costole spezzate, un braccio rotto e buona parte del viso bendata.
L'agente diede una mano a sistemare Riker sul sedile posteriore, accanto a Mallory. Lei lo coprì con una coperta, rimboccandogliela come fosse un bambino. Era ancora incosciente, e sbatteva le palpebre di continuo.
L'agente si accostò al finestrino aperto. «Ho avvisato l'ospedale del vostro arrivo. Non vi faranno attendere.»
«Grazie» disse Mallory.
Quando furono soli, con Riker assopito fra di loro, Charles disse: «Hai visto Augusta che dava fuoco a Owltown?».
«Faceva pulizia» rispose Mallory.
«Come, scusa?»
«La terra è sua, adesso. Può farne quello che vuole.»
«Vuoi dire che è stata Augusta a comprare le proprietà terriere della New Church?»
Mallory annuì. «La zona commerciale e tutto il lungofiume sono suoi. Vuole farne un'oasi per i gufi. Ah, guarda laggiù.» Alle loro spalle un edificio crollava tra le fiamme. «Un'altra notifica di sfratto.»
Lo sceriffo e la suo vice salirono a bordo. Un attimo dopo la macchina si mosse, costeggiando i resti fumanti di Owltown.
Charles si rivolse ancora a Mallory. «Non credi che dovremmo cercare di fermar…»
«Non è rimasto molto, Charles, a parte il negozio là in fondo» e indicò l'unico edificio superstite.
«Ops!» si corresse, mentre le fiamme ingoiavano anche quello. «Tutto andato.» Guardò Charles e sorrise. «Accidenti!»
Lo sceriffo imboccò la statale, diretto verso l'ospedale. Nello specchietto retrovisore brillava l'incendio di Owltown. Rivolto alla sua vice, che non aveva più aperto bocca, disse: «Anche oggi ti sei meritata lo stipendio».
Dal sedile posteriore Mallory fece notare che era stata un tantino lenta.
«La mira era perfetta» replicò lo sceriffo.
«Hai ragione» concesse Mallory. «Non c'è male, per una novellina.»
«Dove… che cosa è successo?» Riker aveva finalmente aperto gli occhi. Girò adagio la testa, da un finestrino all'altro, cercando un punto di riferimento.
«È tutto finito» disse Mallory. «Torna a dormire.»
«Non proprio» sottolineò Charles. «Non sappiamo ancora chi abbia ucciso Babe Laurie.»
«E forse non lo sapremo mai» esclamò lo sceriffo, come se quella possibilità non lo turbasse affatto. Ma Charles decise che Jessop doveva aver risolto quel piccolo mistero, perché, riflesso nello specchietto, sorrideva compiaciuto.
Mallory sembrava indifferente, imperturbabile.
«Ehi, bimba» fece Riker.
«Sta' tranquillo» disse Mallory. «Siamo quasi arrivati.»
«Ti ricordi quando eri alta poche spanne e potevo ancora chiamarti Kathy?»
«Certo che me lo ricordo. Ora riposa. Chiudi gli occhi.» Era un ordine, anche se impartito in tono gentile,
Riker, però, non voleva obbedire. Ora aveva gli occhi ben aperti. «Quante ne abbiamo passate insieme, eh?»
«Sì, Riker.»
«Quindi, posso chiamarti Kathy, adesso?»
«No.»
Riker sorrise e chiuse gli occhi e mormorò una rispostaccia. Mallory non era disposta a lasciargli l'ultima parola. Avvicinò la testa alla sua e sussurrò: «Dormi».
Charles fece l'inventario dei danni subiti dai suoi compagni. Lo sceriffo aveva una benda sopra l'occhio destro, ma pareva di ottimo umore. Riker stava tornando in sé. Mallory aveva ferito tutta quella gente, eppure sembrava solo un po' stanca, come dopo una lunga giornata. Ma Lilith era un'altra storia.
Charles ne osservò il profilo: guardava fuori dal finestrino, le labbra serrate in una linea dura e sottile. Gli occhi, tanto tristi, sembravano sul punto di chiudersi.
Aveva appena ucciso un uomo, e un penoso senso di perdita la consumava.
Il finestrino incorniciava la luna sospesa sui campi di canna da zucchero.
Il mento di Lilith si rialzò appena. Charles colse il suo sguardo nel riflesso del finestrino: apparentemente fissava la luna, ma a lui sembrò che stesse guardando un panorama completamente diverso.
La morte aveva cambiato tutto.
29
Mallory aveva abbandonato gli stivali per un nuovo paio di scarpe da corsa.
Era vicina alla finestra, isolata dal resto del gruppo, e fissava lo stemma di Casa Shelley inciso sul calice che aveva in mano.
La sala da pranzo era elegante e formale. Per l'occasione era stato scelto il servizio più bello. Il lungo tavolo di palissandro era apparecchiato con argenti, cristalli e pizzi d'antiquariato.
Charles osservò Mallory che si spostava nella sala adiacente, una biblioteca dagli scaffali vuoti. L'avrebbe seguita se Augusta non gli si fosse parata davanti.
«Sta dicendo addio alla casa» gli disse la donna.
Charles assentì. Levò il bicchiere e sorrise. «A un altro vantaggioso affare immobiliare.»
Fecero tintinnare i bicchieri, e alle spalle di Augusta Henry Roth mimò: «Temo che presto o tardi toccherà a casa mia».
Charles rise. «Spero tu non abbia intenzione di bruciare questa casa o di lasciare che vada in rovina.»
«C'è una clausola restrittiva nel contratto che me lo impedisce.» Augusta sogghignò e andò a controllare il bicchiere di Riker, che rischiava di rimanere vuoto.
Il detective era seduto in una poltrona ben imbottita. L'ingessatura del braccio riportava le firme di alcune graziose infermiere, oltre a quelle degli agenti della polizia di Stato e di Lilith Beaudare. Il sergente si stava godendo la sua condizione di invalido: gli bastava uno sguardo alla tavola per vedere esaudito ogni suo desiderio. Augusta aveva sviluppato una gran simpatia per lui. Mentre lo sceriffo e la sua vice si servivano da bere, Augusta e Riker fumavano e chiacchieravano amabilmente.
Attraverso la porta aperta della biblioteca, Charles vide Mallory in piedi davanti al camino. Il vento scuoteva i vetri delle finestre in tutta la casa. Una folata entrò dalla canna fumaria e sollevò un po' di polvere dal camino.
Così sei finalmente a casa, Mallory. È andato tutto come t'aspettavi? Hai avuto la tua vendetta, ciò che più desideravi. Cosa provi adesso?