Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Криминальные детективы » Сибирское воспитание
Сибирское воспитание - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Сибирское воспитание

Электронная книга - «Сибирское воспитание». Краткое содержание книги:

В 1938 году по приказу Иосифа Сталина из Сибири в приднестровский город Бендеры ссылают общину урок. Урки — это не обычные воры или бандиты, а древний сибирский клан благородных преступников, фактически отдельная малая народность. Они живут в строгом соответствии с собственным моральным кодексом, в котором, в частности, говорится, что настоящие урки обязаны презирать власть, какой бы она ни была, царской, коммунистической или капиталистической. Урки грабят сберкассы, товарняки, корабли и склады, но живут очень скромно, тратя награбленное лишь на иконы и оружие. Они зверски расправляются с милиционерами, но всегда приходят на помощь обездоленным, старикам и инвалидам. Чуть ли не с пеленок учатся убивать, но уважают женщин.
В 1980 году в одной из наиболее авторитетных семей этой общины рождается мальчик Николай (позже ему дадут прозвище Колыма). Книга написана от его лица. На обложке говорится, что это автобиография, а Николай Лилин — «потомственный сибирский урка». Первое оружие, первая сходка, первая отсидка, парочка убийств, гибель друзей, вторая отсидка, обучение ремеслу тюремного татуировщика — вот и вся канва.
1 ... 64 65 66 67 68 69 70 71 72 ... 88
Перейти на страницу:

Tomba era un ragazzino con tanti problemi, ma nonostante tutto s’inseriva bene nella nostra compagnia, ed era come un fratello per tutti noi. La sua tendenza suicida era un fantasma nascosto dentro la sua mente, nessuno di noi poteva sapere con precisione quando usciva fuori, e cosi a badare a lui c’era sempre un ragazzo pili grande, Vitja, soprannominato «Gatto» perché sua madre raccontava che quando era appena nato, la loro gatta Lisa aveva partorito quattro gattini e di notte entrava nella sua culla e lo allattava, e cosi — sempre secondo il racconto di sua madre — lui era diventato per metà gatto. Quei due, Tomba e Gatto, giravano sempre insieme e la loro occupazione principale era la pesca e i furti delle barche a motore; erano gli esperti del fiume, conoscevano tutti i punti particolari — dove l’acqua era ferma о veloce, dove la corrente girava al contrario, dove il fondale era più profondo — e sapevano sempre con esattezza assoluta dove trovare il pesce in ogni periodo dell’anno. Non sono mai tornati da una pesca con le barche vuote, mai.

Nelle feste, e ogni volta che si beveva insieme, il pianto improvviso di Tomba era un segnale sicuro che in breve tempo lui avrebbe cercato di fare i conti con la propria esistenza: allora, secondo un regolamento da noi stabilito e approvato da Tomba stesso (che da sobrio nonostante tutti i suoi problemi psicologici aveva una grande voglia di vivere), gli toglievamo l’alcol, e in casi estremi arrivavamo anche a legarlo con una corda alla sedia.

Cosi anche quella volta, al Fischietto, mentre Tomba cercava di smettere di piangere pulendosi la faccia con un fazzoletto, Gagarin ha fatto un gesto al Gatto, che ha subito sostituito la bottiglia di vodka di fronte a Tomba con una bevanda dolce frizzante chiamata Burattino, una specie di Coca-Cola sovietica. Tomba ha smesso di piangere e si è scolato la bottiglia di Burattino, facendo alla fine un lungo e triste rutto.

Gagarin stava parlando con i nostri autisti, Makar chiamato «Lince» e Ivan detto «la Ruota». Avevano poco più di vent’anni, e tutti e due avevano appena terminato di scontare una condanna di cinque anni. Erano amici per la pelle, come si dice in Italia. Insieme avevano fatto molte rapine, e nell’ultima, dopo una sparatoria con la polizia, la Ruota era rimasto ferito e Lince non aveva voluto abbandonarlo: si era fatto arrestare anche lui, pur di restargli a fianco. Nella nostra missione, secondo le regole, loro non potevano aiutarci a comunicare con i criminali delle varie zone della città, ed era un peccato: sarebbe stato molto utile visto che eravamo tutti minorenni, e i criminali che non abbracciavano la nostra fede siberiana prendevano come un’offesa personale l’idea di trattare con i minori. Però Lince e la Ruota potevano consigliarci come muoverci, come trattare con gente che seguiva regole diverse dalle nostre, come sfruttare le particolarità di ogni persona e delle differenti comunità. Era importante, faceva parte della nostra educazione questo rapporto continuo tra giovani e adulti che spiegavano ogni singola situazione secondo la legge seguita dai nostri vecchi.

Mentre Gagarin ascoltava quello che avevano da dirgli Lince e la Ruota, gli altri hanno cominciato a parlare tra di loro: forse il pianto di Tomba ci aveva risvegliati tutti, e in qualche modo ci era servito per tornare a essere uniti e presenti.

All’improvviso Mei si è messo a raccontarmi una storia che ripeteva da quando aveva dieci anni ogni volta che era ubriaco; una sua fantasia infantile. Aveva conosciuto — sosteneva lui — una ragazza in riva al fiume, e le aveva promesso di portarla al cinema. Poi avevano fatto l’amore, e quando arrivava a quel punto della storia commentava sempre con le parole:

«Era come scopare una principessa». Poi partivano le descrizioni dettagliate del loro rapporto sessuale, dove Mei si presentava come un amante vigoroso ed esperto. La storia finiva con lei che piangeva sulla sua spalla e gli chiedeva di restare ancora un po’, e lui che, suo malgrado, doveva abbandonarla, perché faceva tardi per la pesca.

La balla più incredibile e stupida del mondo, ma dato che Mei era un amico lo ascoltavo con finto interesse e vera pazienza.

Mi parlava con tale trasporto che il suo unico occhio diventava sottile come una cicatrice. Accompagnava quel racconto con ampi gesti delle sue gigantesche mani, e ogni volta che una sua mano passava sopra la bottiglia di vodka io dovevo tenerla, per non farla cadere.

Osservando la nostra cena, mi sentivo come poteva sentirsi Giuda stando alla stessa tavola con Gesù Cristo. Anzi, no, mi sentivo inutile, un demente, un buono a nulla. Ero anch’io abbastanza ubriaco.

La cena, come succedeva sempre, si è trasformata in una specie di riunione di ubriachi. Non la smettevamo più di bere, e nonna Masa, per non farci ubriacare troppo, continuava a portarci i piattini con i cibi che da noi si usano come accompagnamento alla vodka.

Verso mezzanotte è tornato Begunok, con una notizia: un gruppo di ragazzi del quartiere Caucaso, proprio nelle ore in cui Ksjusa era stata violentata, aveva visto girare in Centro degli sconosciuti.

— Gente che, vicino alle cabine telefoniche, — ha detto Begunok serio, — dava fastidio a una ragazza.

Senza aspettare altro, siamo corsi alle macchine.

Caucaso era un quartiere vecchio quasi quanto il nostro. Si chiamava cosi perché molti dei suoi abitanti venivano dal Caucaso, ma anche per la sua posizione: stava su una serie di colline. I criminali di Caucaso appartenevano a diverse comunità, ma a governare su tutte era la cosiddetta «Famiglia Georgiana». Poi venivano gli armeni, che formavano il Kamascatoj, la criminalità organizzata armena, e infine gente di molte regioni: Azerbaigian, Cecenia, Daghestan, Kazakistan e Uzbekistan.

Georgiani e armeni andavano d’accordo, uniti anche dal fatto di essere due popoli caucasici di religione cristiana ortodossa, invece gli altri abitanti della zona erano musulmani о atei, ma di tradizione islamica. La comunità criminale dei georgiani e degli armeni aveva una struttura famigliare: per diventare un’autorità non c’era bisogno di guadagnarsi il rispetto degli altri come tra noi siberiani, bastava nascere nella famiglia giusta. I clan erano composti dai membri delle famiglie, e si occupavano di vari affari criminali, traffici illeciti, racket, piccoli furti e omicidi.

Per il loro modo di gestire le cose i georgiani non erano ben visti dalla nostra comunità: spesso i nostri criminali rifiutavano di comunicare con loro solamente perché quelli si presentavano come figli о parenti di qualche persona autorevole. Tra i siberiani un comportamento così è inaccettabile, perché da noi ognuno è valutato per quello che rappresenta come persona, le sue radici vengono al secondo posto; in Siberia ci si appella alla protezione della famiglia quando proprio non puoi farne a meno, solamente in caso di vita о di morte.

Insomma, per questi e altri motivi noi avevamo parecchie grane con la gente di Caucaso: se ci beccavamo da qualche parte in città, finiva in rissa e ogni tanto ci scappava qualche morto.

Due anni prima un nostro amico, Mitja detto «Giulie», che in gergo significa «piccolo criminale», ha accoltellato un georgiano perché quello lo aveva offeso parlando la lingua georgiana in sua presenza. Giulie lo aveva avvertito, dicendogli che stava comportandosi in maniera oltraggiosa, e quello gli aveva fatto capire che intendeva continuare a parlare georgiano perché disprezzava i russi, che aveva chiamato «occupanti». Era una provocazione di tipo politico, Giulie ha reagito accoltellandolo e lui più tardi è morto in ospedale. Dopo la sua morte i georgiani si sono rivolti ai vecchi criminali di Seme nero per ottenere giustizia, però il verdetto è stato contro di loro, perché secondo la legge criminale il georgiano aveva commesso due gravi errori: primo, si era dimostrato scortese con un altro criminale senza nessun motivo; secondo, si era permesso di fare un discorso politico, condannato dal regolamento criminale come una grave forma di offesa all’intera comunità criminale, perché la politica è roba da sbirri, e i criminali non devono avere niente a che a fare con quella merda.

1 ... 64 65 66 67 68 69 70 71 72 ... 88
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)