Giove chiama Terra [Voyagers - it]
- Автор: Бова Бен
- Серия: Viaggiatori #1
- Год: 1982
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Giove chiama Terra [Voyagers - it]». Краткое содержание книги:
Ma queste non sono praticamente le stesse parole con cui abbiamo presentato nello scorso numero Segnali da Giove di Zach Hughes?
Il fatto è che Ben Bova e Zach Hughes per una straordinaria coincidenza hanno scritto e pubblicato contemporaneamente due romanzi che partono dalle stesse premesse pur arrivando a conclusioni diversissime. Veda dunque il lettore quali delle due preferisce e tenga conto d’altra parte che il complesso, ricchissimo romanzo di Bova è quasi tre volte più lungo di quello di Hughes e negli USA costa più del doppio, mentre in URANIA costa naturalmente lo stesso. Un’occasione da non perdere.
«Questa tua ossessione. Il bisogno di allontanarti da tutto, da tutti…»
Lui la circondò con le braccia. «Non voglio allontanarmi da te, Jo. Te lo giuro.»
Lei si lasciò stringere, si appoggiò al suo corpo forte, saldo. Tutta la rabbia, tutti i dubbi, tutti i timori scomparvero come foglie morte trascinate via da un torrente.
Stoner le alzò il mento, la baciò sulle labbra. Lei chiuse gli occhi, gli si strinse contro.
Le loro labbra si staccarono. «Sei così bella, Jo. Bella in un modo impossibile…»
Quando la ragazza aprì gli occhi per guardare Stoner, vide il cielo. «Keith… Cos’è?»
Lui alzò lo sguardo, s’irrigidì un attimo. La lasciò andare e girò su se stesso, rovesciò la testa all’indietro. A bocca spalancata, fissò il cielo, distese le braccia per non perdere l’equilibrio, continuò a roteare, scrutando il cielo che scintillava.
«Cos’è, Keith?» ripeté Jo, fissando la cortina di luci che solcava il cielo da orizzonte a orizzonte.
Lui rise. «Cos’è? Guarda! È la nostra rivoluzione! È lo scherzo cosmico più gigantesco! Guarda! Ma guarda!»
Il cielo era vivido di colori, rossi cangianti e verdi e gialli pallidi, cortine di luce che sfilavano lassù in alto come per magia, facendo impallidire le stelle, lanciando riflessi nelle acque calme della laguna.
Jo si trovò senza fiato. Era meraviglioso, spaventoso, assolutamente bello.
«L’aurora boreale! Le luci del nord!» Stoner rideva, ballava sulla sabbia come un ragazzino, s’imbeveva di quello spettacolo meraviglioso. «O forse le luci del sud. Chi se ne frega? Se le vediamo qui, così vicino all’equatore, si vedranno da per tutto. Su tutto il pianeta! Certo. Guardale! Non sono stupende?»
Lei lo raggiunse di corsa. «L’aurora boreale? Ma perché…?»
Circondandola con un braccio: «È il nostro visitatore, Jo. Non capisci? Ha interferito con la magnetosfera di Giove, e adesso sta facendo la stessa cosa col campo magnetico terrestre. È la sua risposta, il suo segnale per noi! “Magnifico!”»
31
Il pianeta ruota. La linea di divisione tra notte e giorno si sposta lungo mari e continenti. È quando l’oscurità scende sull’uomo.
Nei grandi viali e negli stretti vicoli di Pechino, milioni di cittadini stupefatti scrutano il cielo, guardano i draghi di fuoco che danzano in alto. All’unisono, corrono verso la Città Proibita, si affollano nell’antica piazza in cerca di una risposta, di una spiegazione, delle parole dei loro capi che sappiano scacciare i draghi e allentare la paura che stringe i loro cuori.
A Teheran, i muezzin salgono sulle balconate dei loro minareti a proclamare la gloria di Allah, l’Onnisciente, il Benevolo. Gli uomini abbassano il viso nella preghiera, lanciando occhiate impaurite al cielo infiammato di luci. Le donne si stringono assieme e piangono. Sanno che la fine del mondo è molto vicina.
A Varsavia e a Cape Town, a Dublino e a Dakar, a Buenos Aires e in Nuova Scozia, il cielo risplende e la gente non capisce e urla e implora dei o scienziati per una parola di salvezza, per una speranza, per qualcosa che allontani la paura che ghiaccia il sangue.
E le luci in cielo danzano, ovunque, nella notte del pianeta Terra.
Nulla è tanto meraviglioso da non poter essere vero.