La figlia di Elminster
- Автор: Гринвуд Эд
- Год: 2004
- Язык: итальянский
- Год: Armenia
- ISBN: 9788834417829
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La figlia di Elminster». Краткое содержание книги:
Le pergamene si sollevarono all’unisono e fluttuarono verso Huldyl sulla scia delle noccioline dolci, che il Mago della Guerra si stava affrettando a trangugiare, pulendosi poi le mani sporche di zucchero sul davanti della tunica con gesti nervosi.
«In questa sede», continuò Harnrim Starangh, protendendosi in avanti sul tavolo con lo stesso impaziente entusiasmo dimostrato dal Mago della Guerra, «ribadisco la mia precedente promessa: un’altra, uguale quantità di denaro e altri sette incantesimi molto utili saranno tuoi quando avrò raggiunto sano e salvo Vangerdahast e me ne sarò andato dal suo rifugio».
Rauthur raccolse le pergamene con una risata, gli occhi che ardevano di luce intensa.
«Sono il tuo uomo, Lord Starangh, puoi esserne certo. Questa è… una ricompensa principesca.»
«Principe», rifletté il Mago Rosso, con voce mielata. «Quello è un titolo a cui vale la pena di aspirare. Sai, potresti farlo tuo, se saprai muoverti con adeguato tempismo e usare i giusti incantesimi per domare Alusair e soggiogarla alla tua volontà, nel tuo letto. Una volta che ti avrà dato un erede, non avrai più bisogno di sopportare oltre la sua lingua tagliente. Un piccolo incantesimo esplosivo, un adeguato periodo di lutto, e poi potrai fare come ha fatto il padre della principessa, e scegliere quella che preferisci fra tutte le donne del regno.»
Questa volta, la risatina del Mago della Guerra suonò più debole, e lui scosse il capo.
«Signore», ribatté, scrollando le spalle, «tu sei più audace di me». Poi scosse ancora il capo con aria piena di ammirazione, e aggiunse: «Però è una cosa su cui varrebbe la pena di riflettere…».
Incantesimi Oscuri gli concesse un paio di momenti di riflessione.
«Per consolidare il legame di fiducia instauratosi fra noi», affermò quindi, in tono gentile, «adesso completerò l’incantesimo di collegamento… se tu sei d’accordo».
«S… sì», assentì Rauthur, a bassa voce, passandosi una mano fra i radi capelli. «Lord Starangh», aggiunse poi, d’impeto, «ricordami le specifiche di quell’incantesimo. Non vorrei muovere un passo nel modo sbagliato, se capisci cosa intendo».
«Certamente», convenne in tono grave il Mago Rosso, osservando l’ultima nocciolina scomparire nel ventre di Rauthur. «Le cose che succederanno a uno di noi accadranno anche all’altro, nello stesso momento. Le cose così condivise saranno l’ubriachezza, le ferite, gli incantesimi ostili… ma non quelli da noi stessi scagliati… e la morte. Non condivideremo i pensieri, le emozioni, i sogni o altre cose da me non elencate. Solo quelle che ti ho detto, e nessun’altra. L’incantesimo si esaurirà fra un anno. Questo», proseguì in tono asciutto, catturando con il proprio lo sguardo del Mago della Guerra, «ti dovrebbe dare tutto il tempo di celarti agli occhi della giustizia cormyriana e dei Thayani».
«Ti ringrazio, signore», grugnì Huldyl Rauthur, con un sorriso alquanto incerto. «Procedi pure.»
Annuendo, Starangh gli segnalò di avvicinarglisi, poi si alzò dalla sedia e sollevò entrambe le mani con il palmo girato verso l’esterno e le dita unite. Con esitazione, Rauthur posò le pergamene e protese le mani, assumendo la stessa posizione.
Quando i loro palmi si toccarono, il Thayano annuì con approvazione e mormorò un breve incantesimo, generando in entrambi un formicolio che fece tremare loro gli avambracci mentre si ritraevano uno dall’altro.
«Sono pronto a procedere quando riterrai che sia giunto il momento giusto», disse ancora Starangh. «Puoi contattarmi in qualsiasi momento del giorno o della notte, e sarò più contento se mi farai da guida attraverso le difese del rifugio di Vangerdahast al più presto possibile.»
«S… sì, ho capito», si affrettò a garantire Rauthur.
«Ancora una cosa, Futuro Principe Huldyl», sorrise Harnrim Starangh. «Se questo incantesimo di collegamento instaurato fra noi dovesse essere infranto, io me ne accorgerò all’istante e sarò informato della tua esatta posizione in quel momento… e in quel caso potrei essere costretto, per prudenti e diplomatiche ragioni che non faticherai a comprendere, a colpire da lontano con una magia letale, per cancellare dalla faccia di Faerûn sia Huldyl Rauthur, sia chiunque lo abbia aiutato a rimuovere l’incantesimo.»
Mentre parlava il suo sorriso si fece sempre più ampio e minaccioso, e nel frattempo la sua figura svanì silenziosamente, lasciando Huldyl Rauthur solo nella torretta di guardia della Torre del Porto, tremante di paura e con La ragazza vogliosa disse si che giaceva capovolto ai suoi piedi.
14.
Narnra si assume un incarico
Ebbene, noi tutti dobbiamo lavorare a QUALCOSA… perfino gli dei, quindi prendi quel secchio e smettila di tergiversare.