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La Bambina Dagli Occhi Di Ghiaccio

Электронная книга - «La Bambina Dagli Occhi Di Ghiaccio». Краткое содержание книги:

Un'anziana ex prostituta viene aggredita, ferita e poi impiccata in uno squallido monolocale di New York. Candele e barattoli pieni di insetti ne circondano il corpo senza vita. La polizia pensa al sinistro rituale di un folle, ma Kathy Mallory, agente della omicidi dai trascorsi misteriosi e dalla mente contorta non è convinta. Comincia a scavare negli archivi della centrale, a caccia di indizi su un delitto avvenuto anni prima. E scopre che da quel momento qualcuno aspetta che venga l'ora della giustizia. Della vendetta.
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«In Ritorno a casa si scopre che il primo cowboy morto era un assassino. Faceva parte di una banda che aveva ucciso il padre di Wichita e rubato il suo bestiame.»

«Per questo la madre era finita a fare la ballerina in un saloon. Era una donna tutta casa e chiesa.»

«In effetti» disse Charles. «Fu costretta a scegliere: accettare il lavoro al saloon o morire di fame, e lei aveva un figlio a carico. Bene, in questo libro Wichita ha quasi concluso la sua missione. E riuscito a scovare l'ultimo membro della banda degli assassini del padre, un uomo che si nascondeva a Franktown, e lo uccide.»

«Lo sceriffo arresta Wichita Kid?»

«No.»

«Wichita lascia la città, giusto? Scappa di nuovo?»

«No, non in questo libro.» A quel punto Charles si rese conto che la donna non sapeva che quello era l'ultimo libro della collana.

«Non dirmi che Wichita si costituisce?» Lesse nel volto di Charles un destino ben peggiore per Wichita Kid. «No» disse. «Non dirmi che muore, non osare dirmi una cosa del genere!» Urlò: «Come è possibile che Wichita muoia?».

La conversazione si interruppe bruscamente. Dieci prostitute entrarono, in lutto per la morte di Wichita Kid.

Mallory sedeva al buio, gli occhi chiusi, la testa che dondolava lentamente. Non ricordava il libro intitolato Ritomo a casa.

C'era un'altra questione irrisolta.

«Raccontami cosa succede al cavallo» disse Minnie. «Il vecchio Blaze rotola da un dirupo alla fine di un libro. Dimmi che almeno il cavallo non è morto.»

«Dunque,» disse Riker «sembra che il cavallo non possa salvarsi, ma poi ricompare nel libro successivo. La ragazza indiana…»

«Uccello Grigio? Quella che amava Wichita Kid? Ne parla in quasi tutti i libri.»

«Sì, proprio lei. Cura il cavallo con la magia e delle erbe. La ragazza muore, ma il cavallo è sano come un pesce.»

«Non è romantico?»

«Già.»

Mallory era diretta all'ufficio della Butler & Company. Quella sera ritiravano l'immondizia e la strada era piena di sacchi maleodoranti. Qualcosa sgusciò nell'oscurità, vicino ai bidoni. Mallory chiuse gli occhi e premendosi le mani sulle orecchie cercò di scacciare il rumore dei topi sul legno marcio, mille zampe che correvano intorno al corpo sanguinante. Non riusciva a dimenticare l'odore di cherosene, fumo e carne bruciata.

Si fermò a un telefono pubblico, compose tre numeri a caso, poi i quattro che conosceva a memoria. Da quando era bambina non aveva più usato quel rito. Il telefono squillava, e Mallory era eccitata esattamente come allora. Ma perché? Si aspettava si trovare conforto dall'altra parte del filo?

Una donna rispose: «Pronto?».

Mallory non aveva dimenticato la formula: "Sono Kathy, mi sono persa", ma non riuscì a pronunciarla.

«Pronto?» La voce della sconosciuta si fece allarmata.

Signora, non sente il rumore dei topi?

Charles abbandonò la sua teoria. La bambina non aveva mai creduto agli eroi, né credeva che i personaggi del libro fossero reali. Era riuscita a legare un gruppo di prostitute a una storia. Una tecnica antica. Aveva puntato sul bisogno delle persone di sapere come andrà a finire. La bambina era intelligente.

Era la volta di Gloria e Maxine. Non erano sorelle, ma si assomigliavano e si vestivano allo stesso modo, pantaloncini e top rosso. Erano più giovani delle altre. Il trucco era più sobrio e il tempo non era stato crudele con loro. Avevano insistito per essere interrogate insieme.

«Facciamo tutto insieme» aveva detto Gloria. «Proprio tutto, tesoro.»

Charles si accinse a raccontare la fine di un altro libro, Una capanna ai confini del mondo.

«E non venirci a raccontare che il predicatore ha fatto piovere» disse Gloria.

«No, niente di simile. Quando a Wichita passa la febbre, la capanna è ancora in fiamme. Se vi ricordate quello che succede nel libro precedente…»

«Certo» disse Gloria. «I contadini credevano che la donna fosse una strega e che avesse provocato la siccità. Avanzavano con le fiaccole accese verso la casa. Tutto bruciava e Wichita stava morendo. Almeno è quello che pensò la donna. Allora si inginocchiò e chiese pietà a Dio.»

«Giusto» disse Charles, ripetendo la frase finale: «"Un urlo che straziò le stelle nel cielo". Nel libro dopo, Wichita si sveglia e bagna la donna con un secchio d'acqua. Se la carica sulle spalle ed esce dalla porta principale, camminando tra le fiamme». Poi stupì le prostitute con un'altra citazione: «"A torso nudo, i lunghi capelli biondi che volavano nel vento tra le scintille, la pelle bollente per il fuoco e per la febbre." A quella vista, il finto predicatore si pente e si converte: cade in ginocchio dichiarando che Wichita è un angelo. I contadini rimangono interdetti. Poi Wichita estrae la pistola e loro si ricredono, non vogliono più bruciare la strega».

Le prostitute erano attente: «Wichita cammina attraverso le fiamme».

«Sì,» disse Charles «ma poi, verso la fine del libro, spara a un uomo.»

«Oh, fa sempre così» disse Gloria. Il fatto che fosse una specie di serial killer non le disturbava affatto. «Dunque cammina attraverso le fiamme.»

«Veniamo a noi» disse Charles. «Avete detto di aver incontrato Sparrow di recente.»

«La settimana scorsa» disse Gloria. «Io e Maxine eravamo a caccia di clienti a Columbus Circle, c'era un congresso. C'era anche Sparrow, vero Maxine?»

«Sì.» Maxine continuò a masticare il suo chewing gum.

«Stava lavorando, esattamente come noi» disse Gloria. «Ma non sembrava una puttana. Era davvero in forma, vero Maxine?»

«Sì, davvero.»

«Scusatemi» disse Charles. «Avete notato niente di strano quel giorno? Qualcosa di diverso…»

«Ti riferisci al naso rifatto? O al tipo che le ha ferito il braccio col rasoio?»

Deluthe sedeva accanto a Maxine concentrata sul monitor del computer. Stavano creando il loro mostro assemblando nasi, occhi, orecchie con un programma fotografico dell'FBI. Poche scrivanie più in là, un disegnatore lavorava con Gloria: «Potrebbe descriverlo meglio?».

«Un tipo freddo» rispose Gloria.

«Ma cosa…» L'esasperato disegnatore d'identikit colse il segnale di Riker – Chiudi la bocca - e lasciò la protesta a metà. «Il colore dei capelli» intervenne Riker. «Chiari o scuri?»

«Biondi» disse Gloria, alzando la voce perché tutti la sentissero. «Aveva i capelli biondi, vero Maxine?»

«No» rispose l'amica. «Erano scuri, castano scuro.»

«Maxine, sei scema. Era biondo, te lo dico io. Biondo naturale.» La prostituta guardò la testa di Ronald Deluthe: «Non erano decolorati».

Sperando di arrivare a un compromesso, Riker disse: «Forse era quel biondo che si scurisce quando si diventa adulti».

«Sì, giusto» approvò Maxine osservando le radici dei capelli di Gloria. Si voltò verso Deluthe: «Facciamoli castani».

«No, non va» sentenziò Gloria osservando il disegno. «Ricominciamo, disegnalo di profilo… come le foto segnaletiche, l'ho visto solo così. Maxine l'ha guardato in faccia.» Consultò l'amica: «Vero, Maxine?».

«Sì» confermò l'altra.

Gloria continuò a raccontare. «Stavo salutandola quando si è avvicinato uno strano tipo. Era rigido, camminava come un robot. Sono rimasta dov'ero, zitta. Sparrow non l'aveva notato. Poi quel tipo ha tirato fuori un taglierino dalla borsa da ginnastica.»

Gloria studiò Charles e pensò che quell'uomo elegante non s'intendeva di taglierini. «Un affare di metallo con una lama.» Si rivolse di nuovo a Riker. «Le ha sfregiato il braccio. Non potevo crederci, con tutta quella gente intorno. Freddo come il ghiaccio. Poi si è allontanato, tranquillo, come se lo facesse tutti i giorni. Ha rimesso il taglierino nella borsa. A quel punto ho fatto notare a Sparrow che sanguinava, non se n'era neanche accorta… Non è vero Maxine?»

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