Appuntamento nel tempo [Bid Time Return - it]
- Автор: Мэтисон Ричард
- Год: 1997
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Ужасы
Электронная книга - «Appuntamento nel tempo [Bid Time Return - it]». Краткое содержание книги:
Sarebbe un momento eccitante anche se la mia unica prospettiva fosse quella di poter vedere all’opera un gigante del teatro americano. Non ha ancora raggiunto l’apice della carriera, ma sul palcoscenico deve essere splendida. Il fatto che questa donna mi abbia scritto il tenero messaggio che termina con le parole “Ti amo” mi riempie di tanta gioia da spingermi a urlare. Le mie emozioni sono parallele alle sue. Da un lato, vorrei fermare ogni sconosciuto e raccontargli tutto; dall’altro, voglio tenere il segreto per me, custodirlo gelosamente.
Ho dovuto chiudere gli occhi, lasciare che tutto questo mi scorresse in corpo in uno spasmo di gioia. È possibile essere così felici? Deve esserlo, perché io lo sono. Nemmeno le minacce di Robinson significano qualcosa.
Il pubblico comincia ad arrivare, e io mi guardo attorno. Lì, vedo una donna che scruta, con un binocolo da teatro, la piccola galleria sopra il palco, apparentemente non usata. Là, vedo (e mi viene da sorridere) un uomo che di nascosto beve un sorso da una fiaschetta. Poi se la infila in tasca, accarezza la barba con dita nervose. Adesso smetto di scrivere.
Lo spettacolo sta per iniziare. Le luci si attenuano; l’orchestra si interrompe. Il mio cuore è appeso a un filo, a un tamburo che batte lentamente. Non vedo quasi più nulla; mi è difficile scrivere.
Ecco! Il sipario si alza. L’orchestra riprende a suonare; il programma dice che il brano è Una sera di luna in aprile. Oltre alla stenografia, ricorrerò a frasi concise, per poter trascrivere immediatamente le mie impressioni.
Una macchia d’alberi. Chiaro di luna. Il falò finto di cui parlava Robinson: non troppo convincente. Due uomini che dormono accanto al fuoco. Un terzo uomo fa la guardia. Un quarto uomo scende da un albero. Parlano del “piccolo ministro”. — Nessuna tentazione che sia di questa terra spingerà Gavin… — Ho perso il resto. Dio, che accenti stretti!
Parlano, parlano. Fra quanto entrerà in scena Elise? Sto ribollendo…
Arriva il ministro. Vuole che gli altri partano. Quelli ribattono con lamentele sul lavoro. La trama si complica. (“Dov’è Elise”?)
Grande fermento di truppe. Con loro ci sono Lord Rintoul e il capitano Halliwell. Veloce occhiata al programma. Lord Rintoul è il padre di Babbie, che Halliwell vuole sposare. Per questo il capitano lavora con Lord Rintoul per acciuffare i capi della rivolta. Gli uomini in scena hanno intenzione di dare l’allarme all’arrivo dei soldati, per permettere la fuga ai capi. Finalmente comincio a seguire i dialoghi, nonostante gli accenti assurdi.
Una donna che canta fuori scena. È “lei”? Sa anche cantare? Che voce sublime. Dio, quanto la amo. Tremo, nell’attesa.
Elise è in scena! E “balla”! Dio, come è bella, aggraziata. Vestita da zingara. I capelli che scendono liberi, una camicia bianca, uno scialle a frange che dalla spalla sinistra arriva all’orlo della gonna scura. Una lunga sciarpa a frange indossata a mo’ di grembiale, una catena di perline nere al collo. Cosa dicevano i libri che ho letto? “Eterea? Guizzante?” Oh, sì.
Ha i piedi nudi! (Non uso mai i punti esclamativi! Tradiscono la mia eccitazione.) Com’è possibile che la vista dei suoi “piedi” mi ecciti? Su tante spiagge, ho visto donne praticamente nude. Niente. Ma quei piedi senza scarpe… I “suoi” piedi. Incredibile. La ammiro, incantato. Non riesco più a seguire la trama.
Lei è uscita di scena, lanciando un bacio al ministro. Tutto qui? No, certo che no; Elise è la star. Ma che delusione. Il palcoscenico sembra vuoto, senza lei.
Adesso è vuoto sul serio. Se ne sono andati tutti. Entra un uomo e comincia ad arrampicarsi su un albero. Ah! È tornata Elise.
Parlano. La sua voce è meravigliosa; uno strumento sopraffino. Cosa stanno dicendo? Ah. Lui sa chi è lei. L’ha vista al castello dei Rintoul l’ultima volta che è andato a caccia di… “talpe”? Devo avere capito male.
Lei gli chiede di non svelare la sua identità. È lì per avvertirli dell’arrivo dei soldati; ha sentito parlare suo padre e Halliwell, ha deciso di prevenirli. Ma il cammino è sbarrato dalle Giubbe Rosse. L’unico modo per avvertire i capi dei ribelli è suonare tre volte il corno dell’uomo. L’uomo ha paura. Le Giubbe Rosse lo “acchiapperanno”, se sentono quel suono.
L’uomo se ne va. Elise (Babbie) cerca di suonare il corno. Splendida. Non ci riesce. Le sue guance si gonfiano nello sforzo. Deliziosa. Può davvero essere la stessa donna che mi ha guardato con tanta serietà? Sul palco, è tutta champagne e luce.
Arriva il ministro. Le fa la predica; pensa che sia una zingara. Lei gli dice… Dio onnipotente, cosa sta dicendo? Anche il suo accento è incomprensibile, adesso. E le sottigliezze di dialogo, in scena, non si sprecano. Non che io presti troppa attenzione ai dialoghi, quando recita lei. Sono troppo rapito dallo spettacolo di Elise, dalla grazia dei suoi movimenti, dalla musica della voce.
Insomma, stai attento. Qualcuno si è perso? Ah! Lei sta chiedendo al ministro di soffiare tre volte nel corno, in modo che suo padre la possa ritrovare.
E lui soffia! Strano. Vede gente raccolta sulla piazza della città (fuori scena). È confuso. Lei gli dice che è stato dato l’allarme. — Dopo che io l’ho proibito? — chiede lui.
L’espressione del ministro! Elise gli ha appena detto che è stato lui a dare l’allarme. Lui è furibondo. Scaraventa il corno a terra e fa fuggire Babbie.
Entrano in scena Lord Rintoul e il capitano Halliwell. L’attore che interpreta Rintoul è l’uomo che ho conosciuto a colazione. Jepson, giusto? Guardano la città e dicono di vedere il ministro che esorta la folla a deporre le armi. Una zingara li sta incitando a combattere. Halliwell promette a Rintoul di sbattere in galera la donna prima dell’alba. Ne dubito.
Torna Gavin. Rintoul lo ringrazia. Appare un soldato. I capi della rivolta sono fuggiti. Rintoul e Halliwell escono di scena, rabbiosi. Il ministro è solo.
Di nuovo, la mia adorabile Elise. Guardandola, perderò altri brandelli di trama. Sa dove sono seduto? Non importa. È troppo presa dalla parte. Adesso non è Elise, è Babbie, “in maniera totale”. Deve essere questo il suo segreto: l’identificazione completa coi personaggi.
Dove eravamo? Indossa un berretto e un lungo mantello, avevo dimenticato di dirlo. La inseguono. Aiutami! chiede implorante al ministro. Fatevi avanti! urla lui. Entrano in scena due soldati.
Bizzarro. Lei ha afferrato il ministro per il braccio e, in un inglese impeccabile, ha detto: — Presentami, tesoro. — Il ministro, Dishart, la fissa a bocca aperta. Lei sta raccontando al sergente che, in una sera come quella, una donna dovrebbe essere solo “a fianco del marito”. Il ministro è senza parole. Adesso si è liberato. — Sergente, devo informarla…
— Sì, sì, amore — lo interrompe lei. — Parlagli della zingara vestita con quello strano costume.
Il ministro è confuso. Elise punta il dito fuori scena. — Si è insinuata fra noi da quella parte e poi è corsa via di là — dice al sergente.
Dishart ritenta. — Sergente, devo…
— Tesoro, torniamo a casa! — lo interrompe lei.
— Tesoro! — urla lui. Lei sorride. Come adoro quel sorriso.
— Sì, amore — dice lei.
I soldati se ne vanno. — Hai detto di essere mia moglie — dice Dishart. — Tu non mi hai smentita — ribatte lei. — No — borbotta lui.
Lei dice che si assumerà tutte le colpe, se i soldati dovessero scoprire la “terribile condotta” del ministro. Lui obietta. Non vuole vederla finire in carcere. Si sta già innamorando. C’è da meravigliarsi? Non solo io sono innamorato di lei, ma l’intero pubblico. I mormorii d’affetto per Babbie percorrono la sala come onde. Il suo fascino è irresistibile. Balza fuori dal palcoscenico. Elise è magnetica.
Toglie un fiore dalla cintura e lo porge al ministro. Esce di scena. Non andartene, Elise.