L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it]
- Автор: Вулф Джин Родман
- Серия: Libro del Nuovo Sole #2
- Год: 1983
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0493-7
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'artiglio del Conciliatore [The Claw of the Conciliator - it]». Краткое содержание книги:
Nel primo romanzo della serie avevamo fatto la conoscenza di Severian, il giovane torturatore mandato in esilio per essersi innamorato di una delle sue vittime e aver disobbedito alle ferree regole della corporazione cui apparteneva. Entrato per caso in possesso dell’Artiglio del Conciliatore, una gemma dai poteri miracolosi appartenuta a una leggendaria figura di proporzioni mitiche, Severian continua il suo viaggio verso Thrax, la città del suo esilio, in compagnia della sua spada Terminus Est. Molte sono le meraviglie che l’attendono sul suo cammino: creature scimmiesche dotate di intelligenza umana e di corpi pelosi e lucenti; un bizzarro rituale cannibalesco che gli riporterà le memorie e i pensieri della sua amata e scomparsa Thecla; la stanza delle superfici specchianti in cui svanirà Jonas, il suo compagno strano e non del tutto mortale.
Evocativo, profondo, ipnotico nella sua lirica potenza, L’artiglio del conciliatore si rivela un vero capolavoro di grandiosa e raffinata maestria letteraria.
Vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo in 1981.
Vincitore del premio Locus per il miglior romanzo fantasy in 1982.
Nominato per i premi Hugo e World Fantasy in 1982.
La STATUA passa vicino a JAHI, che le accarezza la guancia con la mano libera.
JAHI: Amore… amore… amore? Non mi saluti?
STATUA: E-e-e-y!
SECONDO SOLDATO: Cosa stai facendo? Fermati! Donna, hai detto di non avere alcun potere, finché ti avessi tenuta stretta.
JAHI: Guarda il mio schiavo. Sei in grado di batterti con lui? Forza… spezza la tua lancia contro quel petto robusto.
La STATUA si inginocchia e bacia il piede a JAHI.
SECONDO SOLDATO: No, ma sono in grado di correre più velocemente.
Si getta JAHI sulla spalla e corre via. La porta nella collina si apre. Il SECONDO SOLDATO entra e la porta si chiude al suo passaggio. La STATUA colpisce vigorosamente l’uscio ma non riesce ad aprirlo. Il suo volto è rigato di lacrime. Infine si scosta e inizia a scavare con le mani.
GABRIELE: (Fuori scena.) In tal modo le immagini di pietra mantengono la fedeltà a un giorno del passato. Sole nel deserto, dopo la fuga dell’uomo.
La scena si oscura sulla STATUA intenta a scavare. Quando ritorna la luce, l’AUTARCA è seduto sul trono. È solo, ma le sagome proiettate sugli schermi laterali mostrano la presenza della corte.
AUTARCA: Eccomi qui, come se fossi il signore di cento mondi. E invece non sono nemmeno padrone di questo.
Fuori scena si distingue il passo di molti uomini in marcia. Si sente impartire un ordine.
AUTARCA: Generalissimo!
Compare un PROFETA. Indossa una pelle di capra e stringe un bastone sul quale è stato rozzamente inciso uno strano simbolo.
PROFETA: Stanno avvenendo cento prodigi. A Incusus è nato un vitello senza testa e con due bocche al posto delle ginocchia. Una donna nota a tutti per la sua onestà ha sognato di essere gravida di un cane; ieri notte sui ghiacci meridionali è caduta una pioggia di stelle e i profeti vagano sulla terra.
AUTARCA: Anche tu sei un profeta.
PROFETA: Li ha visti l’Autarca in persona!
AUTARCA: Il mio archivista, che è molto esperto nella storia di questo posto, mi ha detto che qui sono stati uccisi più di cento profeti… lapidati, bruciati, dilaniati dalle bestie feroci e annegati. Alcuni addirittura sono stati inchiodati alle nostre porte. Adesso parlami un po’ dell’avvento del Nuovo Sole, tanto profetizzato. Come accadrà? Cosa significa? Parla, o il mio vecchio archivista avrà un altro nome da aggiungere al lungo elenco e il pallido fiordiluna crescerà avvinto a quel bastone.
PROFETA: Non spero certo di soddisfarti, ma ci proverò.
AUTARCA: Non sai?
PROFETA: Io so. Ma so che tu sei un uomo pratico e che ti interessi solo delle questioni materiali, mentre difficilmente innalzi gli occhi oltre le stelle.
AUTARCA: Sono trent’anni che mi vanto di questo.
PROFETA: Comunque sono sicuro che sei al corrente del cancro che rode il vecchio sole. La materia nel suo centro si sta ripiegando in se stessa, come se si trovasse in un abisso senza fondo.
AUTARCA: I miei astronomi mi hanno informato molto tempo fa.
PROFETA: Pensa a una mela malata fin dal germoglio. Esternamente appare bella fino a quando si disfa nella putredine.
AUTARCA: Ogni persona che si rende conto di essere ancora forte nella seconda metà della sua vita ha pensato a un simile frutto.
PROFETA: Questo riguarda il vecchio sole. E il suo cancro? Cosa ne sappiamo noi se non che priva Urth del calore e della luce e dell’ultimo sprazzo di vita?
Rumori di lotta fuori scena. Un urlo di dolore e uno schianto, come se un grosso vaso fosse caduto dal piedestallo.
AUTARCA: Ben presto sapremo che cosa ha provocato tutto questo chiasso, profeta. Vai avanti.
PROFETA: Noi però sappiamo che si tratta di un fenomeno molto più esteso, perché ha provocato una discontinuità nel nostro universo, una frattura nella sua trama, spinto da una legge a noi ignota. Non esce niente… tutto entra in esso e vi rimane per sempre. Eppure, potrebbe generare qualsiasi cosa, dato che fra tutti i fenomeni che abbiamo conosciuto è l’unico che non sia schiavo della propria natura.
Sopraggiunge NOD, sanguinante, pungolato da picche che sono guidate da dietro la scena.
AUTARCA: Che mostro è questo?
PROFETA: È la prova vivente dei prodigi che stanno accadendo. Un domani, come è già stato annunciato, la morte del vecchio sole provocherà la fine anche di Urth. Ma dalla sua tomba nasceranno dei mostri, un popolo nuovo, e il Nuovo Sole. Allora la vecchia Urth sarà come una farfalla che fuoriesce dalla crisalide secca e prenderà il nome di Ushas.
AUTARCA: E tutto quello che conosciamo sarà distrutto? Anche questa antica casa nella quale ci troviamo? Tu? Io?
NOD: Io non possiedo sapienza. Ma ho ascoltato un saggio, che fra breve diventerà mio parente per mezzo di un matrimonio, mentre diceva che tutto andrà per il meglio. Secondo lui noi non siamo altro che sogni e i sogni non hanno una vita propria. Guarda, io sono ferito. (Allunga la mano.) Quando sarà guarita, la ferita svanirà. Forse dovrebbe dire che le dispiace guarire? Sto solo tentando di spiegarvi il pensiero di un altro, ma credo che volesse dire proprio questo.
Fuori scena, profondi rintocchi di campane.
AUTARCA: Di che cosa si tratta? Tu, profeta, vai a vedere chi è l’artefice di tanto frastuono e per quale motivo lo ha fatto. (Il PROFETA esce.)
NOD: Sono certo che le tue campane stanno dando il benvenuto al Nuovo Sole. Anch’io sono venuto con lo stesso scopo. È nostra abitudine, all’arrivo di un ospite di riguardo, urlare e batterci il petto e colpire il terreno con tronchi d’albero, lietamente, e sollevare i massi più grandi per lanciarli nel burrone in segno di omaggio. Io lo farò questa mattina, se mi permetterai di andare, e sono certo che anche Urth si unirà a me. Le stesse montagne si getteranno nel mare quando all’alba sorgerà il Nuovo Sole.
AUTARCA: E tu, da dove vieni? Dimmelo e io ti restituirò la libertà.
NOD: Vengo dalla mia terra, a est del Paradiso.
AUTARCA: E dove si trova?
NOD mostra l’est.
AUTARCA: E dove si trova il Paradiso? Nella stessa direzione?
NOD: Il Paradiso è qui… noi siamo in Paradiso, o per lo meno, siamo sotto di esso.
Arriva il GENERALISSIMO, che avanza a passo di marcia fino al trono e saluta.
GENERALISSIMO: Autarca, come mi hai ordinato, abbiamo cercato in tutto il territorio sovrastante la Casa Assoluta. La Contessa Catarina è stata trovata e, dal momento che le sue ferite non sono gravi, è stata condotta nei suoi appartamenti. Abbiamo trovato anche il colosso che vedi davanti a te, la donna ricoperta di gioielli che ci avevi descritto e due mercanti.
AUTARCA: E gli altri due? L’uomo nudo e la moglie?
GENERALISSIMO: Non c’è traccia di loro.
AUTARCA: Continuate le ricerche e fate più attenzione.
GENERALISSIMO: (Saluta.) Come desideri, Autarca.
AUTARCA: E mandami la donna ingioiellata.
NOD fa per uscire di scena ma viene bloccato dalle picche. Il GENERALISSIMO estrae la pistola.
NOD: Non posso andarmene?
GENERALISSIMO: Assolutamente no!
NOD: (All’Autarca.) Ti ho spiegato dove si trova la mia terra. A est.
GENERALISSIMO: C’è ben altro che la tua terra, là. Conosco bene quella zona.
AUTARCA: Sono convinto che colui che sei venuto a ricevere arriverà, che tu sia libero o meno. Ma c’è una possibilità… e comunque le persone come te è meglio che non abbiano il permesso di aggirarsi dove vogliono. No, non sei libero e non lo sarai mai più.
NOD esce a precipizio dalla scena, inseguito dal GENERALISSIMO. Spari, grida e tonfi. Le sagome che circondano l’AUTARCA scompaiono. Nel frastuono si distinguono nuovamente le campane. NOD rientra con una guancia ustionata da un laser. L’AUTARCA lo colpisce con lo scettro. Ogni colpo provoca un’esplosione e una pioggia di scintille. NOD afferra l’AUTARCA e sta per farlo cadere a terra ma sopraggiungono due DEMONI travestiti da mercanti che lo scaraventano al suolo e rimettono l’AUTARCA sul trono.