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Il Volo Dell'angelo Di Pietra

Электронная книга - «Il Volo Dell'angelo Di Pietra». Краткое содержание книги:

Le parole della O'Connell sono lucide e affilate come un bisturi. (Carlo Lucarelli)
A volte la violenza esplode quando e dove meno te l'aspetti. Come a Dayborn, graziosa cittadina sprofondata nella calda, languida atmosfera della Louisiana. E' lа che, diciassette anni fa, la dottoressa Cass Shelley и morta sotto i colpi di una folla inferocita, lapidata senza pietа per una colpa immaginaria. Da allora, tutti a Dayborn hanno fatto del loro meglio per dimenticare. Tutti tranne Tom Jessop, lo sceriffo che da quasi vent'anni si interroga sul destino della piccola Kathy Shelley, scomparsa subito dopo l'omicidio della madre. Quella bambina oggi и una donna, a tutti nota con il nome di Kathy Mallory, detective della Crimini Speciali di New York. Messo da parte il distintivo e la sua nuova vita, Kathy torna a Dayborn decisa a ottenere non semplice giustizia, ma 'vendetta'. Per stanare gli assassini di sua madre deve affrontare un'indagine intricata e rischiosa, ai margini della legalitа. Solo quando la veritа verrа a galla in tutto il suo orrore, Cass Shelley potrа riposare in pace nella tomba vegliata dall'angelo di pietra.
Una O'Connell in splendida forma per un thriller da non perdere. (Booklist)
Ancora una volta Carol O'Connell avvince il lettore fino all'ultima pagina. (Publishers Weekly)
Brava da morire. (Richard North Patterson)
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«Bene, posso dirle come arrivare all'ufficio dello sceriffo. Attraversi il cimitero, prenda la strada del ponte e…»

«Ho già incontrato lo sceriffo. Mi ha detto che l'altroieri la prigioniera è evasa.»

«Oh, Signore mio!» Augusta si girò lentamente e ritornò al tavolo con passo incerto. Allarmato, Charles si mosse verso di lei. In piedi alle spalle di Riker, Henry Roth gli fece segno di stare indietro.

Augusta si lasciò cadere su una sedia accanto al tavolo, e le mani di Henry volteggiarono in una spiegazione silenziosa: «È la tipica strategia della donna del Sud. È più forte di te e me messi insieme, ma in questo momento vuol dare a intendere di essere fragile».

Sembrava riuscirci piuttosto bene. Il volto di Riker esprimeva genuina preoccupazione. Lui vedeva solo i capelli grigi, il volto rugoso, gli occhi azzurri e smarriti di una donna che doveva essere mezza cieca per aver bisogno di lenti così spesse.

«Sono spiacente, signora» esclamò Riker. «Non era mia intenzione spaventarla.»

Augusta mosse debolmente una mano, come se le mancasse il respiro. «Acqua!»

Riker si fiondò al lavandino e le riempì un bicchiere. Glielo portò, poi prese una sedia e si sedette dall'altro lato del tavolo.

«Oh, grazie.» Lei afferrò il bicchiere con tutte e due le mani e sorseggiò un po' d'acqua. «Non posso pensarci. Un'assassina in giro per Dayborn.»

«Non so se abbia veramente ucciso qualcuno» puntualizzò Riker. «E comunque credo che lei non corra alcun pericolo.»

«Ciò mi conforta molto. Riuscirà a catturarla presto?»

«Non ho l'autorità di arrestare nessuno, signora. Sono solo un turista, qui in Louisiana.»

Augusta sbatté le ciglia con civetteria «Oh, ma che bello!»

«Io penso che questa tizia, Mallory, potrebbe darmi una mano» disse Riker. «Vede, mi sto occupando di un vecchio omicidio.»

Augusta atteggiò la bocca in una smorfia inorridita.

«Ho sentito che sua madre fu uccisa da una folla inferocita. Lei ha qualche idea su…»

Augusta gemette premendosi la fronte col dorso della mano. «Non ho la forza di rivangare quel terribile episodio.»

«Mi spiace insistere, signora» continuò Riker. «Ma ho davvero bisogno del suo aiuto.»

«Sono lusingata che lei mi ritenga in grado di aiutarla.»

Charles guardò Henry, che scosse il capo. «Non offrirebbe mai aiuto e conforto al nemico, nemmeno se Riker stesse morendo dissanguato.»

Quando Augusta afferrò un foglio di carta e cominciò a farsi vento alzando gli occhi al soffitto, fu chiaro che era andata troppo in là nel recitare la parte. Lo sguardo di Riker ebbe un lampo improvviso, quasi a dire: "Ora capisco!". Aveva compreso di avere di fronte non già una vecchietta sconvolta, ma una temibile avversaria.

Riker osservò attentamente la cucina, passando con lo sguardo da una superficie all'altra. Trasse un respiro profondo, inalando l'odore dei detergenti. Allora anche Charles si guardò attorno con maggior attenzione.

Il giorno precedente la cucina era abbastanza in ordine, ma oggi era immacolata. Il vetro della credenza era invisibile adesso, senza il velo giallo lasciato dal tabacco dei sigari di Augusta. Negli armadietti i cibi in scatola e gli altri barattoli erano perfettamente allineati. Le pentole di rame erano lucide e splendenti. Perfino i vasi delle erbe aromatiche sul davanzale della finestra erano stati lustrati e sistemati in bell'ordine. Un lavoro di pulizia ben al di là della norma, addirittura maniacale.

Riker aveva trovato Mallory.

«Signora, capisco perfettamente il suo turbamento, dopo tutto Dayborn è una cittadina tranquilla» commentò Riker, adesso molto sicuro di sé.

«Vede, a New York saranno almeno un migliaio gli evasi e i latitanti pronti a tagliare la gola a chiunque per qualche spicciolo. Nella metropoli tutto gira più in fretta. È un posto infernale.» Si sporse verso di lei e sorrise. «Per sopravvivere bisogna usare il cervello» concluse con un vago accento di sfida.

Augusta ricambiò il sorriso e piegò appena la testa come per segnalare che le regole del gioco erano cambiate. Coltelli e pistole non erano ammessi, ma poco ci mancava.

«Crede forse che solamente New York sia pericolosa, detective Riker?» Si tolse gli occhiali. «Noi abbiamo cinque varietà di serpenti velenosi, e ragni dal morso mortale. I nostri alligatori sono più lunghi di due newyorchesi messi in fila, e le nostre zanzare potrebbero reggere il peso di una sella.»

«A New York abbiamo ratti grandi come puledri, ingorghi di macchine da Harlem a Battery e due fiumi traboccanti di pesci morti e di contribuenti assassinati.»

Augusta batté una mano sul tavolo. «Noi siamo più inquinati e più assassini di voi. Ha notato le industrie chimiche lungo il fiume? Sono lì grazie a un formale contratto sottoscritto da Satana in persona. Producono veleni e in più appestano aria e acqua. Un bell'affare, eh? Qui in Louisiana noi non tolleriamo la corruzione, la esigiamo. Tutto quel che voi avete, Riker, è un'isoletta insignificante con un grave problema di traffico. Io so tutto di New York.»

«Signora Trebec, credo di essermi innamorato di lei.»

«Allora mi devi chiamare Augusta.» Sorrise con squisita insincerità.

Riker si sciolse un po'. Aveva gli occhi colmi di ammirazione, ma questo non gli impedì di sferrare il colpo finale.

«Augusta, sei una dura, devo riconoscerlo. Quindi, quando Mallory si è presentata alla porta, le hai tirato un sasso e lei è fuggita via, è andata così?»

Riker si appoggiò allo schienale della sedia e si accese una sigaretta. La stanza era così silenziosa che il suo fiammifero spento fece un udibile ping nel centrare il portacenere di vetro. «Ho bisogno di parlare con Mallory. È importante. Diglielo.» Soffiò una nuvola di fumo e fissò una porta laterale come se potesse visualizzare Mallory nell'altra stanza.

Augusta tamburellò con le dita sul tavolo. «Non credo che verrà. Mi piace credere che la mia reputazione di spietata brutalità mi preceda. Ma se la vedo, le sparerò certamente da parte tua.»

«Mi può trovare nell'albergo della piazza.»

«O nell'ufficio dello sceriffo» disse Augusta in tono accusatorio.

«Appunto. Ma per ora non ho intenzione di riferirgli di questa nostra chiacchierata» aggiunse Riker.

«Non ho segreti per lo sceriffo» replicò Augusta, senza fare una piega. «Qualche volta, quando era più giovane, mi è toccato sculacciarlo o soffiargli il naso. Magari glielo dirò io stessa. Oh, scusa. Non ci pensavo. Ti creerebbe dei problemi, se Tom pensasse che non gli dici tutto?»

Riker si alzò e abbozzò un beffardo inchino, concedendo la vittoria ad Augusta. Poi fece un gesto così lontano dalla sua natura che Charles trasalì. Si piegò sull'anziana donna, le prese la mano e gliela baciò.

Charles uscì con lui. «Hai trovato pane per i tuoi denti, mi sembra.»

«Una donna eccezionale.» Riker guardò la porta fra le due scalinate. Mise una mano sulla spalla di Charles e insieme a lui si allontanò un po' dalla casa. Il suo tono era confidenziale. «Ho dato uno sguardo a quella cappella, lo studio del tuo amico. Charles, non ti sembra che quell'uomo abbia una fissazione per Mallory e sua madre? Una fissazione potenzialmente pericolosa?»

«Assurdo. È un tipo molto pacifico.» Un tipo che teneva un macabro elenco di presunti assassini e partecipava allegramente a un piano per torturare gli abitanti di Dayborn, ma, ciononostante, un'anima mite. Si liberò della mano di Riker. «Non riesco a immaginarmi Henry che uccide…»

«Calmati, Charles. Ti ho fatto una semplice domanda. Non mi guardare con tanta ostilità. Sei fuori di te e la colpa è di Mallory.»

«Non sai quel che dici. Non le ho parlato da quando sei arrivato. Credi di conoscerla tanto a fondo e te ne stai qui a calunniare…»

«Ieri mi hai chiesto se sapessi che suonava il piano. L'ho sentita suonare una volta. A una festa a sorpresa per Lou Markowitz. I musicisti se ne erano andati e anche i familiari. Eravamo rimasti solo noi poliziotti, ma la festa non accennava a finire.»

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