La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]
- Автор: Пенгборн Эдгар
- Год: 1977
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Franco Storchi
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La compagnia della gloria [The Company of Glory - it]». Краткое содержание книги:
Il punto di vista di Demetrios (adesso il lettore può farsi un’esegesi sua, poiché la romanziera è scomparsa di nuovo) si sta annebbiando a causa dell’oblio, quella cateratta mentale. E c’era anche il verme del dolore, che più spesso viaggiava su e giù nel suo ventre e sondava in modo più odioso, e la presenza di quell’essere finiva per colorare i suoi pensieri.
Venne un mattino in cui cadde una pioggia leggera. Non avrebbe impedito alla Compagnia di viaggiare, ma Angus decise che quel giorno avrebbero riposato, e così si misero al riparo di uno splendido granaio di pietra, rimasto ben saldo dove non c’era più la casa. La pioggia cessò e nel primo pomeriggio si affacciò il sole, ma Angus disse che era troppo tardi per muoversi, e pensava che Brand zoppicasse un po’ per l’inseguimento del giorno prima, quando Bosco non era riuscito ad abbattere un cervo con la prima freccia. Bosco aveva adoperato un arco nuovo che gli aveva fatto Garth — Garth faceva sempre qualcosa, e Frankie era sempre presente con la sacra Accetta — e aveva tirato troppo in fretta per prendere bene la mira.
— Perciò oziamo per il resto della giornata e mangiamo cacciagione, — disse Angus. — L’oceano occidentale ci aspetterà.
Demetrios non pensò mai che quel riposo era stato voluto per lui, e non si accorse che, quando proseguirono, il giorno dopo, l’avanzata fu lenta, con numerose soste.
Egli si godeva quell’andatura nuova, si godeva il sostegno del bastone di noce, amava riposare al sole con la schiena appoggiata a un albero. Qualcuno era sempre con lui, notò… Solitaire, molto spesso Wynken con la sua vocina e i curiosi occhi verdi, talvolta Frankie che non aveva mai molto da dire, ma più spesso di tutti Angus, che non era mai lontano, anche quando era qualcun altro che gli teneva compagnia.
Un giorno il Professore e Angus dividevano con lui il tronco soleggiato d’una grossa quercia quando Demetrios notò Solitaire in conversazione con Blynken, e vide che Solitaire era turbata. Ma non era uno dei suoi momenti di crisi. Anzi, a meno che la sua stanca memoria lo tradisse (e si era accorto che già gli rendeva difficile raccontare le storie), Solitaire non aveva più avuto crisi dopo quel piccolo episodio sulla strada per Trottersville. E adesso era solo eccitata, come chi ha trovato qualcosa di gradevole (una moneta che luccica sulla strada, una faccia amica in una folla di sconosciuti) e Demetrios la sentì dire: — Oh, sì, Blynken, mettiamoli al mondo insieme, e tu darai al tuo bambino il nome del mio, e io darò al mio il nome del tuo, ma Blynken, amore, non chiamarmi più Solitaire! Chi era, quella Solitaire? Non è mai esistita, ci sono solo io, e io sono io, io sono io, e mi chiamo Eve.
CAPITOLO 14
QUANDO COSTRUISCO SONO CONTENTO DI ME STESSO
Ma noi siamo spiriti di un’altra sorta.