Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]
- Автор: Уиллис Конни
- Год: 1994
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Carla Meazza
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il sogno di Lincoln [Lincoln's Dream - it]». Краткое содержание книги:
Che accadrebbe se una donna dei nostri tempi scoprisse di poter viaggiare nel tempo grazie ai suoi poteri mentali, in particolare a una specie di ponte psichico stabilito con il generale Robert Lee, il grande sconfitto della guerra civile? Da questa premessa parte un romanzo appassionante, una cruda e realistica ricostruzione della guerra civile americana e del suo mondo, ma anche un’avventura ricca di imprevisti: per esempio; che ruolo ha nella vicenda il cavallo di Lee, Traveller? E perché un uomo dei nostri glomi sembra inspiegabilmente identificarsi con lui? Lo scoprirete con Connie Willis.
Era in piedi in mezzo alla strada, lo sguardo fisso su niente di particolare, una staccionata e un campo arato, in distanza una casa dall’ampio porticato. Aveva le mani strette a pugno. — Che cos’è questo posto? — chiese. — Lo conosco.
Dannazione. Dannazione. Avevo pensato che saremmo stati al sicuro venendo da questa parte, evitando Chancellorsville e Spotsylvania e Wilderness. L’avevo portata apposta da questa parte perché pensavo che fosse sicura.
— L’hai sognato? — chiesi, temendo la risposta.
— Non so — disse lei. — Ho la sensazione precisa di esserci già stata prima. Dove siamo?
— Non lo so — risposi. — Abbiamo appena superato Remington. Tornai alla macchina e presi la carta. Spensi il motore che era ancora acceso. Non poteva essere Culpepper. Avevo visto la freccia per Culpepper a Remington. Eravamo ancora almeno a dieci miglia a est. Aprii la carta con furia e cercai Remington, non riuscendo nemmeno a trovarlo subito.
Eravamo solo poche miglia dopo Remington. La prossima città… La prossima città era Brandy Station, a due miglia. Non c’era alcun simbolo, monumento o croce, vicino al nome sulla carta, ma avrebbe dovuto esserci. Quell’intero dannato stato era un cimitero. Quel campo incolto era probabilmente pieno di ragazzi dai capelli gialli e di veterani grigi e di cavalli.
— Ho la sensazione di essere già stata qui — ripeté lei, attraversando la strada. Non guardò nemmeno a destra e a sinistra, ed ero sicuro che non vedesse nemmeno la strada. Una macchina azzurra sbucò da dietro la curva e passò fra di noi, mancando Annie per poco ma facendole ondeggiare il vestito per il risucchio d’aria. Lei non saltò di lato e nemmeno ebbe un fremito. Semplicemente non la vide.
Attraversai la strada a mia volta, corsi accanto a lei. — È Brandy Station — dissi. — Ci fu uno scontro di cavalleria qui vicino. Il figlio di Lee, Rooney. fu ferito. Lee lo vide mentre lo trasportavano via. Mi dispiace. — La presi per il braccio. — Non avrei dovuto portarti qui. Torniamo alla macchina e andiamo via.
Non si mosse. Ma non fece nemmeno resistenza. Semplicemente rimase là, immobile, in mezzo alla strada. — Morì? — chiese.
— Rooney? Non lo so. Non credo. Era una ferita alla gamba. — La tirai per il braccio. — Possiamo scoprirlo quando arriveremo a Luray.
Scosse la testa. — Voglio tornare a Fredericksburg.
— Perché? Ci sarà una biblioteca a Luray. Possiamo cercare là notizie di Rooney. Non morì. Adesso mi ricordo che non morì. Era presente al funerale di suo padre.
Annie fissava il campo come se vedesse tutto, Rooney in barella, la sua gamba squarciata, le bende inzuppate di sangue. — Nessuno dei figli di Lee rimase ucciso in guerra — aggiunsi.
— Io devo ritornare — ripeté lei. — Non posso disertare e abbandonarlo.
Sentii il rumore di un’auto che si avvicinava, il motore che ruggiva prima di affrontare la curva in salita. — Disertare? — dissi irritato e praticamente la spinsi di peso nella macchina. — Tu non sei uno dei suoi soldati, Annie. Non ti sei arruolata volontaria in questa guerra.
Una jeep passò con frastuono, proprio sulla riga centrale. Girai attorno all’auto e salii. Avviai il motore e con frastuono, come la jeep di prima, mi rimisi in carreggiata e presi velocità, desiderando far sparire il campo, far sparire Rooney sulla barella. — Non dovevo portarti qui!
— Non è colpa tua — disse Annie.
— E allora di chi è la colpa? Sono io che ti ho portata a Fredericksburg. Fredericksburg, in nome del cielo, dove rimasero così tanti cadaveri che dovettero seppellirli a gruppi! Sono io che ti ho letto ad alta voce un libro sull’Antietam! E poi, giusto per essere sicuro che stanotte sognassi di Brandy Station, ti ho portata qui perché potessi vedere il campo di battaglia anche da sola. E poi mi chiedo come mai i sogni stanno peggiorando.
Apparve un grande cartello. VISITATE IL PARCO NAZIONALE DELLA BATTAGLIA DI MANASSAS. Schiacciai il piede sull’acceleratore. — Perché non andare fino a Manassas? E poi domani arriveremo a Richmond, così tu potrai sognare la battaglia dei Sette Giorni. Stavo tentando di portarti via da questo dannato posto, di portarti dove non ci fosse un dannatissimo campo di battaglia!
Le luci rosse del camion davanti a noi si accesero. Premetti di scatto sui freni. Annie alzò le mani e queste finirono un po’ troppo forte contro il parabrezza.
— Stavo solo tentando di fare qualcosa.
— Lo so — disse Annie. — Lo so che stavi tentando di fare qualcosa.
Rallentai fino a raggiungere un’andatura decente. — Stavo tentando di prendere strade secondarie per non finire a Wilderness. Ti sei fatta male alla mano? — le chiesi con apprensione.
— No — rispose, tastandosi il polso.
— Andremo da un dottore, a Luray, a fargli vedere quel polso. E poi…
— Non serve, Jeff — mi fermò lei. — Io non posso lasciarlo. Devo vedere i sogni fino alla fine.
Accostai da un lato della strada e mi fermai. — La fine? La fine di che cosa? E se Lee continuerà a sognare per cento anni? Se deciderà di sognare l’intera maledetta Guerra Civile? — dissi amaramente. — La sognerai tu al suo posto?
— Se dovrò.
— Perché? Non sono sogni tuoi. Sono di Lee. È lui quello che ha mandato tutti quei ragazzi in battaglia. Lascia che li sogni lui. Lascia che sua figlia Annie li sogni per lui, se vuole; si tratta di suo padre. Ma non tu.
— Devo.
— Perché?
— Perché non posso sopportarlo — disse, e iniziò a piangere. — Pover’uomo, pover’uomo, devo aiutarlo. Non posso rimanere a vederlo soffrire in quel modo.
Le presi la mano fra le mie e sfregai delicatamente il polso. — E io non posso restare a vedere quello che ti stanno facendo — dissi. Portai la mano al petto e la tenni lì. — «Vorrei essere ferito al posto tuo» — aggiunsi. — Lee mandò a dire questo quando gli riferirono che Stonewall Jackson era stato ferito a Chancellorsville.
Lei alzò il viso a guardarmi, con le lacrime che scorrevano. Le sue lacrime, non quelle di Lee. non quelle della figlia di Lee. Ed era me che guardava questa volta.
— Vorrei, sai — le dissi. — Se ci fosse un modo per farlo, vorrei sognare io al tuo posto.
Lo dissi senza rendermene conto. Guardavo il suo caro visetto solcato dalle lacrime. — È quello che tu stai facendo, vero? Sognare al posto di Lee, in modo che lui non soffra.
— Sì — rispose.
— Va bene — dissi. Lasciai la sua mano e invertii la macchina. — Il pollo fritto andremo a cercarlo a Fredericksburg. E ci limiteremo a sperare che tu non sogni di Brandy Station.
Non la sognò. Sognò il pollo. E la tomba di Annie Lee.
12
Durante la battaglia di Wilderness, Lee gridò alla divisione del Texas di mettersi in formazione di attacco e poi spronò Traveller attraverso un varco fino a portarsi in testa. — Tornate indietro, generale Lee! — gridarono i soldati. — Tornate indietro — Un sergente riuscì ad afferrare le briglie di Traveller e il generale Gregg arrivò al galoppo per condurlo indietro. I soldati fermarono l’attacco e gridarono — Noi non andremo avanti se voi non tornerete indietro — ma Lee sembrava non sentirli.
Quando fummo di nuovo in albergo ci mettemmo a leggere le bozze, io seduto nella poltrona verde con i piedi sul letto, Annie appoggiata ai cuscini con il manoscritto sulle ginocchia. Broun era arrivato finalmente alla fine della battaglia e ora ci trovavamo in un ospedale da campo vicino a Winchester, dove Ben era stato portato a causa del piede ferito e dove veniva accudito da un’infermiera di sedici anni, di nome Nelly.
In questi capitoli Broun aveva introdotto molti personaggi nuovi: un chirurgo stremato dal lavoro e sempre ubriaco, che era stato dottore di cavalli prima della guerra, una arcigna infermiera professionale chiamata signora Macklin, un soldato chiamato Caleb che aveva poco più di quindici anni.