Le Fasi del Caos
- Автор: Андерсон Пол Уильям, Хабер Карен
- Год: 1993
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Le Fasi del Caos». Краткое содержание книги:
L’immagine ormai familiare del Naxiano apparve; la trasmissione tridi era incredibilmente reale dopo la piattezza bidimensionale di Casablanca.
— Cortesi saluti formali, Arren Eksher — disse il Naxiano.
— Anche a te, Infrarosso — rispose Eksher.
— Devo parlarti privatamente — disse Ovoide Infrarosso. Eksher sollevò lo sguardo. -
Se non ti dispiace, figliolo…
Mesto, Jomo si alzò. — D’accordo. Vado in cuccetta.
Quando la porta della cabina del giovane si chiuse, Eksher si girò di nuovo verso lo schermo. — Di che si tratta? — domandò.
— Arren Eksher, devo chiederti se esistono prove a conferma delle teorie del tuo compagno, a parte quelle citate da lui.
— Cioè, a parte il messaggio telepatico di d’Chakko?
— Sì.
— Che io sappia, no. Quella che lui predica è religione, non scienza.
— Arren Eksher — disse mestamente Ovoide Infrarosso — devo informarmi sulla sanità mentale del tuo compagno. Eksher lo fissò, poi sorrise.
— Pensi che sia matto?
— Dopo avere ascoltato le sue presunte notizie, e avere esaminato la registrazione con parecchi studiosi dello Scopo Comune, sono convinto che il tuo compagno abbia accettato come verità incontestabile una teoria alquanto vaga e illogica che non è confermata in pratica da alcuna prova. Anche se non abbiamo familiarità con i processi mentali della tua specie, tra i Naxiani questo sarebbe considerato un segno di cattiva salute psicologica.
Eksher si grattò la barba. — Noi Erthumoi siamo un po’ più disordinati mentalmente, meno rigorosi, credo — disse. — Non mi risulta che la fede religiosa sia mai stata considerata una forma di pazzia.
— Questo termine che usi… la traduzione che riceviamo non può essere corretta. Che cos’è?
— La fede religiosa?
— Sì.
Eksher rifletté bene prima di rispondere.
— Non penso proprio di poterlo spiegare — disse. — Però, ne hai appena visto un esempio perfetto.
— Questo fenomeno è normale tra gli Erthumoi?
— Più o meno — ammise Eksher.
— Assomiglia all’usanza cephalloniana di costruire modelli filosofici — commentò Ovoide Infrarosso — ma il contenuto emozionale è completamente diverso. Un Cephalloniano crea modelli filosofici come esercizio intellettuale e li modifica in continuazione, confrontando varianti differenti con i dati disponibili, mentre a quanto pare il tuo compagno prova un’intensa soddisfazione personale nel conoscere una cosa che probabilmente non è vera, e non gli interessa minimamente svilupparla oltre. Anzi, a quanto pare crede che sia completa e onnicomprensiva e non modificabile. Eksher si strinse nelle spalle. — Non guardare me — disse. — Io sono agnostico. Nemmeno io capisco.
— Agnostico?
— Chiedi alla nave — suggerì Eksher.
— Uno senza fede religiosa — spiegò la nave.
— Questa fede, allora, è qualcosa che alcuni Erthumoi hanno e altri no?
— Esatto — annuì Eksher. — Proprio così.
Ovoide Infrarosso rifletté un istante, poi domandò: — Cos’è che il tuo compagno desidera fare su Carter-Carter IV?
Eksher si mordicchiò un labbro, cercando di decidere se fosse possibile mentire in modo convincente a un Naxiano.
Decise che era impossibile.
— Vuole convincere il maggior numero possibile di Naxiani che le sue credenze sono vere — disse.
Ovoide Infrarosso meditò in silenzio per parecchi secondi prima di chiedere: — Perché?
— Per dividere con gli altri la sua gioia — rispose Eksher.
Le scaglie facciali del Naxiano si incresparono. — Capisco.
— Io no, se devo essere sincero — borbottò Eksher.
— Permetteremo a Jomo Li-Sanch di sbarcare — annunciò Ovoide Infrarosso.
Sorpreso, Eksher chiese: — Davvero?
— Sì. Gli permetteremo di parlare liberamente alla nostra gente.
— Se è lecito saperlo, perché? — domandò Eksher.
— Perché la sua intensità di fede è piacevole da osservare — spiegò Ovoide Infrarosso. — Perché troviamo che le sue complicate spiegazioni, e la delizia che prova quando spiega, siano… — Il Naxiano, con un gesto stranamente erthuma, cercò la parola giusta.
— Affascinanti? — suggerì Eksher.
— Divertenti — disse Ovoide Infrarosso.
— Cioè buffe?
— Sì. Buffissime.
Eksher rifletté alcuni istanti.
— Se scopre che lo considerate buffo, rimarrà malissimo — disse infine.
— Ce ne rendiamo conto. Faremo in modo che non lo scopra. La conoscenza di questo fatto potrebbe anche danneggiare il valore ricreativo della sua… predicazione, vero?
— Predicazione, giusto. — Eksher fissò l’immagine del Naxiano.
Ovoide Infrarosso lo fissò a sua volta.
— Dunque — disse infine Eksher — è per questo che volevi parlare con me, e non con lui.
— Sì, per questo — rispose il Naxiano. — E c’è anche un’altra cosa.
— Quale altra cosa? — chiese Eksher circospetto.
— Tu sei un commerciante di spettacoli ricreativi, vero?
— Sì. E allora?
— Allora — disse Ovoide Infrarosso, l’espressione aliena assolutamente indecifrabile — noi ti pagheremo bene perché trovi altri divertimenti del genere. Stando alle banche dati della Comunione di Sapienza dello Scopo Comune, le religioni attive della tua specie sono più di duemila…
Janet Kagan
METTERE LE ALI
Titolo originale: Winging it
— Harriet, ho bisogno di te — disse El Presidente appena lei rispose, senza accennare all’ombra di un saluto.
Harriet Kingsolver conosceva sufficientemente bene Wanwadee Li da considerare una richiesta d’aiuto da parte sua come la cosa più folle da accettare; l’aveva già messa in una serie di situazioni incredibilmente assurde sufficienti per una vita intera. Studiò il viso sullo schermo, e rimase in silenzio.
Wanwadee s’era fatto dipingere le rughe d’espressione del viso con un colore scuro e insolitamente molto grosso per un’occasione come quella, ma c’era anche vera ansietà in lui. E, man mano che il tempo ticchettava via senza una risposta da parte di Harriet, quelle rughe s’andavano approfondendo. Poiché aveva fatto una lunga pratica col suo gatto, Harriet riusciva sempre a prevenirlo.
Alla fine, come lei ben sapeva, non ce la fece più e sbottò. — Harriet, tu hai già lavorato coi Crotoniti…
— Ho lavorato coi Crotoniti di Pssstwhit — disse, pronunciando quel nome che stava a metà fra un sibilo e uno sputo. Ammetterlo non comportava nulla per lei, e in più la divertiva pronunciare parole in quella lingua, anche dopo così tanto tempo.
Ne fu divertito anche il siamese che teneva in grembo. Sua Altezza degnò Harriet di un lungo sguardo che l’ammoniva a ricordarsi delle buone maniere e a tenere a bada la bocca.
— Pastwit — disse Wanwadee, macellando la pronuncia com’era costume della maggior parte degli Erthumoi. — M’accorgo che ho molto più bisogno di te di quanto pensassi. Da Pastwit ci mandano un ambasciatore.
Harriet si chinò in avanti. — Mi scusi?
— Mi hai sentito bene. Per qualche ragione che loro solo conoscono, i Crotoniti di Pastwit hanno deciso di mandare un ambasciatore con tutte le credenziali qui a RosePasse.
Più stravagante del solito. Si appoggiò allo schienale, immersa in meditazione.
RosePasse era abitata da cinquemila Erthumoi, cento più cento meno. Le uniche merci che esportava erano due tipi di spezie e la galla di una foglia che, tagliata e ripulita, produceva un’essenza minerale dal cui profumo il pianeta prendeva il nome. Nel momento in cui avvenisse un cambiamento nella moda galattica o nei gusti, RosePasse si sarebbe trasformato in un mondo fantasma.