Incontro con Rama [Rendezvous with Rama - it]
- Автор: Кларк Артур Чарльз
- Серия: Рама #1
- Год: 1973
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 1120-4966
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Incontro con Rama [Rendezvous with Rama - it]». Краткое содержание книги:
L'iniziativa, il beneficio del dubbio, e oltre, pensava Norton, che non voleva esser ricordato dalla storia come colui che era stato la causa della prima guerra interspaziale.
Nel giro di poche ore comparvero centinaia di ragni, tutti sulla pianura. Al cannocchiale si poteva vedere come anche la zona del Polo Sud ne fosse infestata, ma non l'isola di New York.
I ragni non badavano agli esploratori, e dopo un po' nemmeno gli esploratori badarono più a loro, sebbene di tanto in tanto Norton cogliesse un'espressione vogliosa negli occhi della dottoressa. Si capiva che sarebbe stata felicissima se uno dei ragni fosse rimasto vittima di un incidente, ed era capace di favorirne uno nell'interesse della scienza.
Pensandoci bene, era impossibile che quelle creature fossero intelligenti. I corpi erano troppo piccoli per contenere un cervello abbastanza sviluppato, ed era anche difficile capire dove prendessero tutta l'energia necessaria per muoversi di continuo e così velocemente. Eppure, il loro comportamento non sembrava casuale ed era coordinato. Andavano dappertutto, ma non tornavano mai due volte nello stesso posto. A volte, Norton aveva l'impressione che cercassero qualche cosa. Ma di qualsiasi cosa si trattasse, non la trovavano mai.
Salirono fino al mozzo superando come se niente fosse le estenuanti gradinate. Come poi riuscissero a salire le scale a pioli, dove non esisteva forza di gravità, restò un mistero. Laura disse che forse erano dotati di ventose.
E poi, finalmente, la dottoressa riuscì ad avere il tanto desiderato esemplare. Il Controllo riferì che un ragno era caduto dalla scala a pioli, e ora giaceva, morto o impossibilitato a muoversi, sulla prima piattaforma. Laura fece la salita a una velocità record.
Arrivata alla piattaforma scoprì che il ragno aveva tutte e tre le zampe spezzate, nonostante l'esigua velocità della caduta. Aveva gli occhi aperti, ma non reagì a nessun tentativo di rianimazione. Un cadavere umano avrebbe un aspetto più vivo, pensò la dottoressa. Non appena ebbe portato il suo trofeo a bordo della Endeavour si accinse a sezionarlo.
Il ragno era così fragile che si spezzava senza bisogno di strumenti. Laura disarticolò le zampe, poi si accinse ad aprire il delicato carapace che si spaccò in tre cerchi concentrici aprendosi come un'arancia sbucciata.
Dopo un primo momento in cui si fermò incredula, perché non aveva sotto gli occhi niente che potesse riconoscere o identificare, la dottoressa scattò una serie di fotografie. Poi prese lo scalpello.
Da dove doveva cominciare a tagliare? Decise di farlo a caso chiudendo gli occhi e abbassando di colpo lo strumento, ma non sarebbe stato un sistema propriamente scientifico. Si chinò e tagliò delicatamente. La lama penetrò senza incontrare resistenza. Un attimo dopo il colonnello medico Laura Ernst si mise a strillare così forte che il suo urlo riecheggiò per tutta la Endeavour.
Il sergente McAndrews impiegò venti minuti buoni per calmare gli scim che si erano spaventati.
34
— Come tutti voi sapete, signori — disse l'ambasciatore marziano, — dall'ultima volta che ci siamo riuniti sono accadute molte cose. Quindi abbiamo parecchio da discutere e numerose decisioni da prendere. Per tutto questo mi rammarico ancora di più che il nostro egregio collega di Mercurio non sia presente.
L'ultima frase era alquanto ambigua. Al dottor Bose non dispiaceva per niente che l'ambasciatore hermiano fosse assente. Però era preoccupato. L'istinto diplomatico gli diceva che qualcosa bolliva in pentola, e sebbene le sue fonti d'informazioni fossero eccellenti, non era riuscito a scoprire niente in proposito.
La lettera di scusa dell'ambasciatore era gentile ma non spiegava niente. Sua eccellenza si rammaricava che un affare urgente e inderogabile gli impedisse di partecipare alla seduta, sia di persona sia per video. Ma il dottor Bose non riusciva a pensare a niente di più importante e urgente di Rama.
— Due persone hanno dichiarazioni da fare. Vorrei che parlasse per primo il professor Davidson.
Un mormorio di eccitazione e di sorpresa si levò dai presenti. Quasi tutti erano del parere che l'astronomo, con le sue vedute cosmiche, non era l'uomo adatto a presiedere il Consiglio di Vigilanza Spaziale. Spesso lasciava capire che secondo lui le forme di vita erano un disgraziato e irrilevante incidente nel maestoso universo di stelle e galassie, e che non valeva la pena di occuparsene troppo. Questo lo rendeva antipatico agli esobiologi come il dottor Perera, che avevano un punto di vista diametralmente opposto. Secondo loro, l'unico scopo dell'universo era la produzione dell'intelligenza, e non davano peso ai fenomeni astronomici. Tutta materia morta si compiacevano di ripetere.
— Signor ambasciatore — esordì lo scienziato, — ho analizzato il singolare comportamento di Rama nel corso degli ultimi giorni, e vorrei esporre le mie conclusioni. Oserei dire che alcune sono sbalorditive.
Il dottor Perera rimase dapprima sorpreso, poi s'imbronciò. Diffidava di tutto quello che poteva sbalordire Davidson.
— In primo luogo si verificò quella straordinaria serie di eventi quando il tenente sorvolò l'emisfero meridionale. Le scariche elettriche, per quanto spettacolari, non rivestono particolare importanza. È facile dedurre che contenevano una quantità relativamente scarsa di energia. Però coincisero con una variazione del moto rotatorio di Rama e del suo assetto, cioè con il suo orientamento nello spazio. Questo ha senza dubbio richiesto un enorme quantitativo di energia. Le scariche che per poco non hanno ucciso il tenente erano un sottoprodotto, forse un eccesso che doveva essere minimizzato da quei giganteschi conduttori del Polo Sud.
«Da tutto questo ho tratto due conclusioni: quando un'astronave, e Rama è un'astronave, sebbene di proporzioni gigantesche, esegue una variazione di assetto, questo generalmente significa che sta per cambiare rotta. Perciò dobbiamo prendere sul serio le ipotesi di coloro che sostengono che probabilmente Rama si prepara a incontrare un pianeta del nostro Sole, invece di allontanarsi nello spazio. «Se è così, la Endeavour deve tenersi pronta a decollare in qualsiasi momento. Finché si trova fisicamente unita a Rama può correre gravi pericoli. Suppongo che il Comandante Norton ne abbia già tenuto conto, ma non sarà male avvertirlo ugualmente.»
— Grazie, professor Davidson. Sì, professor Solomons?
— Vorrei fare un commento — disse lo storico della scienza. — A quanto risulta, Rama ha cambiato la velocità di rotazione senza ricorrere a razzi o altri sistemi di reazione. E questo, secondo me, lascia due sole possibilità. La prima è che disponga di giroscopi interni, o del loro equivalente. Però dovrebbero essere enormi. Dove sono? La seconda, che sconvolge tutta la nostra fisica, è che disponga di un sistema di propulsione non a reazione. La cosiddetta spinta spaziale, di cui il professor Davidson nega l'esistenza. Ma se le cose stanno così, Rama è in grado di fare qualunque cosa. Noi non potremmo in nessun modo prevedere le sue mosse, anche approssimativamente.
I diplomatici rimasero un po' confusi da questo scambio di opinioni, e l'astronomo si rifiutò di lasciarsi trascinare in una discussione. Aveva abbastanza carne al fuoco, per quel giorno.
— Se non vi spiace, continuerò ad attenermi alle leggi della fisica, finché non sarò costretto a negarle. Se non abbiamo trovato giroscopi su Rama, può darsi che sia perché non abbiamo guardato bene, o non nel posto giusto.
Bose notò che Perera dava segni d'impazienza. Perciò si affrettò a dire: — Molto bene. Se non ci sono altri commenti, do la parola al dottor Perera che ha un'informazione importante.
— Grazie, signor ambasciatore. Come voi tutti avete visto, abbiamo finalmente trovato un esemplare di vita ramana, e ne abbiamo osservato altri da vicino. L'ufficiale medico della Endeavour, colonnello Ernst, ci ha inviato un rapporto dettagliato della creatura che ha sezionato. Dirò subito che i risultati ci lasciano interdetti, e che, in circostanze diverse, mi rifiuterei di accettarli.