Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il cuore dell’inverno
Il cuore dell’inverno - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il cuore dell’inverno

Электронная книга - «Il cuore dell’inverno». Краткое содержание книги:

Il cuore dell’inverno
1 ... 35 36 37 38 39 40 41 42 43 ... 189
Перейти на страницу:

Ascoltami, cucciolo! pensò Hopper feroce, rivolto a lui. La tua mente è sviata dalla paura! Lei non è qui, e tu morirai se resti ancora. Trovala nel mondo della veglia. Puoi trovarla solo lì. Torna indietro e trovala!

Gli occhi di Perrin si aprirono di scatto. Era stanco fin nelle ossa e si sentiva vuoto, ma la fame era un’ombra accanto al senso di vuoto nel suo petto. Era tutto vuoto e lontano perfino da sé stesso, come se fosse un’altra persona che osservava Perrin Aybara soffrire. Sopra di lui, il soffitto di una tenda a strisce blu e oro si increspava al vento. L’interno della tenda era fioco e ombroso, ma la tela vivida rifulgeva alla tenue luce del sole. E ieri non era stato un incubo più di quanto lo era stato Hopper. Per la Luce, aveva cercato di uccidere Hopper. Nel sogno dei lupi, la morte era... definitiva. L’aria era calda, ma lui tremava. Era disteso su un materasso di piume, in un grande letto con una pesante intelaiatura fittamente intarsiata e dorata. Attraverso l’odore del carbone che bruciava nei bracieri, avvertì un profumo muschiato e la donna che lo portava. Nessun altro era presente. Senza alzare la testa dal cuscino, lui disse: «Non l’hanno ancora trovata, Berelain?» Si sentiva la testa troppo pesante per sollevarla. Una delle sue sedie da campo stridette debolmente mentre lei vi si sistemava. Lui era stato spesso qui, con Faile, per discutere i piani. La tenda era grande abbastanza da ospitare una famiglia, e gli elaborati mobili di Berelain non sarebbero parsi fuori posto in un palazzo, tutto intagli intricati e dorature, anche se — tavoli, sedie e il letto stesso — erano tenuti insieme con dei pioli, che pur potendo essere smontati per essere stipati su un carro, non garantivano una vera robustezza. Sotto il profumo, Berelain odorava di sorpresa per il fatto che lui sapesse che si trovava lì, tuttavia la sua voce era calma. «No. I tuoi esploratori non sono ancora tornati, e i miei... Quando non sono tornati al crepuscolo, ho inviato un’intera compagnia. Hanno trovato i miei uomini morti in un’imboscata, uccisi prima di poter percorrere più di cinque o sei miglia. Ho ordinato a lord Gallenne di mantenere una stretta sorveglianza attorno agli accampamenti. Anche Arganda ha disposto una forte guardia, ma ha inviato delle pattuglie. Contro il mio consiglio. Quell’uomo è uno sciocco. Pensa che nessuno possa trovare Alliandre tranne lui. Non sono certa che creda che gli altri ci stiano davvero provando. Di certo non gli Aiel.»

Le mani di Perrin si serrarono sulle soffici coperte di lana che lo coprivano. Gaul o Jondyn non si sarebbero fatti cogliere di sorpresa, nemmeno dagli Aiel. Erano ancora a caccia e questo voleva dire che Faile era viva. Sarebbero tornati da un bel pezzo se avessero trovato il suo corpo. Doveva crederlo. Sollevò un poco una delle coperte azzurre. Sotto, era nudo. «C’è una spiegazione per questo?»

La voce di lei non cambiò, ma balenò la cautela nel suo odore. «Tu e il tuo armigero sareste morti congelati se non fossi venuta a cercarti quando Nurelle è tornata con notizie dei miei esploratori. Nessun altro aveva il coraggio di disturbarti; a quanto pare ringhiavi come un lupo contro chiunque lo facesse. Quando ti ho trovato, eri tanto insensibile che non potevi sentire quello che ti dicevano, e l’altro uomo stava per cadere a faccia in giù. Quella tua donna, Lini, si è occupata di lui — gli occorrevano solo coperte e una zuppa calda — ma io ho fatto portare qui te. Come minimo avresti potuto perdere qualche dito del piede, senza Annoura. Lei... sembrava aver paura che tu potessi morire perfino dopo che ti aveva Guarito. Dormivi come un uomo già morto. Ha detto che parevi quasi come qualcuno che avesse perso l’anima, freddo pur con tutte le coperte che ti venivano messe addosso. Anch’io l’ho avvertito, quando ti ho toccato.»

Troppe spiegazioni, e non abbastanza. La rabbia avvampò, una rabbia lontana, ma lui la represse. Faile era sempre gelosa quando lui alzava la voce con Berelain. Non avrebbe urlato contro quella donna. «Grady o Neald avrebbero potuto fare tutto ciò che era necessario» disse in tono piatto.

«Anche Seonid e Masuri erano più vicine.»

«La mia consigliera è stata la prima a venirmi in mente. Non ho pensato neanche alle altre finché non sono quasi arrivata qui. Comunque, cosa importa chi ti ha Guarito?»

Talmente plausibile. E se avesse chiesto perché la stessa Prima di Mayene lo stava vegliando in una tenda semibuia invece di una sua servitrice, o qualcuno dei suoi soldati o perfino Annoura, lei avrebbe trovato un’altra risposta plausibile. Non voleva sentirla.

«Dove sono i miei vestiti?» chiese, tirandosi su sui gomiti. La sua voce non lasciava ancora trasparire alcuna espressione.

Una singola candela su un tavolino accanto alla sedia di Berelain era l’unica fonte di luce nella tenda, ma era più che sufficiente per i suoi occhi, per stanchi che fossero. Lei era abbigliata in modo piuttosto modesto, un abito verde scuro per cavalcare con un alto collo che le accoccolava il mento in una spessa gorgiera di merletto. Attribuire modestia a Berelain era come mettere una pelle di pecora su un gatto di montagna. Il suo volto era leggermente in ombra, affascinante e indegno di fiducia. Avrebbe fatto ciò che aveva promesso, ma come una Aes Sedai, per le proprie motivazioni, e tutto ciò su cui non faceva promesse poteva pugnalarti alle spalle.

«Sulla cassapanca laggiù» disse, facendo un gesto con una mano aggraziata seminascosta da pallido merletto. «Li ho fatti pulire a Rosene e Nana, ma hai bisogno di riposo e di cibo, più che di indumenti. E prima di arrivare al cibo, e agli affari, voglio che tu sappia che nessuno più di me spera che Faile sia viva.» La sua espressione era così aperta e onesta che lui avrebbe potuto crederle, se fosse stata un’altra persona. Riusciva perfino a odorare di onestà!

«Mi occorrono i miei vestiti ora.» Ruotò per sedersi su un lato del letto con le coperte tirate attorno alle gambe. I vestiti che indossava erano piegati con cura su una cassapanca da viaggio dorata e intarsiata quasi da sembrare viva. Il suo mantello bordato di pelliccia era drappeggiato a un’estremità della cassapanca, e la sua ascia era appoggiata accanto agli stivali sui vividi tappeti a fiori che facevano da pavimento. Luce, era stanco. Non sapeva quanto a lungo era stato nel sogno dei lupi, ma essere sveglio lì per il corpo era come essere sveglio nel mondo della veglia. Il suo stomaco brontolò rumorosamente. «E del cibo.»

Berelain emise un suono esasperato con la gola e si alzò, lisciandosi le gonne, il suo mento sollevato in alto per la disapprovazione. «Annoura non sarà contenta con te quando tornerà dal colloquio con le Sapienti» disse con fermezza. «Non puoi semplicemente ignorare le Aes Sedai. Non sei Rand al’Thor, come ti dimostreranno presto o tardi.»

Però lasciò la tenda, facendo entrare un refolo di aria fredda. Nel suo disappunto, non si era nemmeno presa la briga di mettersi un mantello. Attraverso la momentanea apertura nei lembi di ingresso, lui vide che stava ancora nevicando. Non forte come la scorsa notte, ma bianchi fiocchi cadevano costanti. Anche Jondyn avrebbe avuto difficoltà a trovare tracce dopo la scorsa notte. Cercò di non pensarci.

Quattro bracieri riscaldavano l’aria nella tenda, ma il gelo gli penetrò nei piedi non appena toccarono i tappeti, e lui si affrettò verso i suoi vestiti. Barcollò verso di essi, in effetti, anche se non indugiò. Era così stanco che avrebbe potuto stendersi sui tappeti e tornare a dormire. Per di più, si sentiva debole come un agnellino appena nato. Forse anche il sogno dei lupi aveva qualcosa a che fare con quello — andandoci con tanto vigore come aveva fatto, abbandonando il suo corpo — ma era probabile che la Guarigione avesse aggravato le sue condizioni. Non avendo mangiato nulla dalla colazione di ieri e dopo una notte passata nella neve, non aveva forze residue a cui attingere. Ora le sue mani brancolavano per il semplice compito di mettersi i suoi indumenti intimi. Jondyn l’avrebbe trovata. O l’avrebbe fatto Gaul. Trovata viva. Nient’altro al mondo importava. Si sentiva intorpidito. Non si aspettava che Berelain tornasse di persona, ma una folata fredda entrò portando il suo profumo mentre lui si stava ancora tirando su le brache. Lo sguardo di lei sulla sua schiena era come una carezza, ma lui si costrinse a continuare come se fosse solo. Non le avrebbe dato la soddisfazione di vederlo affrettarsi perché lo stava osservando. Lui non la guardò.

1 ... 35 36 37 38 39 40 41 42 43 ... 189
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)