Vagabondi del sogno [Gypsies - it]
- Автор: Уилсон Роберт Чарльз
- Год: 1989
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Marco Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Vagabondi del sogno [Gypsies - it]». Краткое содержание книги:
Willis rimase lì impalato a lungo, guardando l’automobile che scompariva su per la strada.
Un vento gelido soffiava da nord e spazzava la valle del Polger, le sue guance erano rosse e bruciavano, ma Willis non ci fece caso. Osservò la macchina che scompariva dietro l’angolo di Riverside, e rimase lì anche dopo, con una mano sollevata a proteggersi gli occhi dal sole, fissando lo sguardo oltre le vecchie case a schiera, fino al lontano nastro marrone del Monongahela.
Fu sorpreso quando sentì le mani di Jeanne sulle sue braccia, che lo conducevano dolcemente su per la veranda.
— Vieni dentro a scaldarti — disse lei.
La sua voce era dolce. Ma l’aria gelida rimaneva, le stanze erano tutte troppo grandi, e le ombre erano affollate di voci e di tempo.
INTERLUDIO
Novus Ordo
18
Il cardinale Palestrina venne presentato ai rappresentanti più in vista della comunità diplomatica di Washington, alcuni dei quali erano a conoscenza del compito che era venuto a svolgere: l’inviato tedesco Max Vierheller e un uomo di nome Korchnoi, della Corte dello Zae.
Durante un ricevimento alla residenza di un senatore repubblicano in Virginia, Korchnoi lo condusse fuori su una veranda vetrata, mentre la neve cadeva al di fuori della serra.
— Naturalmente saprà già — iniziò il russo parlando in inglese — che non si tratta semplicemente della questione di un’arma piuttosto che un’altra — e fece un gesto ampio con un calice di vino azteco in mano. — Ciò che gli americani stanno offrendo è il loro coinvolgimento in questa guerra. Ha veramente importanza il dono che scelgono per legittimarlo? È una cerimonia. Teatro. La cosa importante è la prospettiva di un’alleanza fra Roma e l’America. Gli infedeli ne sono terrorizzati.
— Fino a poco tempo fa — osservò il cardinale — erano gli Americani ad essere considerati infedeli.
— Non proprio — disse Korchnoi. — Eretici, forse. Una nazione ibrida di massoni e protestanti… non è forse questo che dice il clero? Ma la potenza industriale, il benessere, la forza militare… queste sono cose che lei stesso ha potuto constatare di persona.
— Chiaramente — ammise Palestrina — io non ho niente incontrario a un’alleanza. E neanche Roma. Il Vaticano e il Senato sono già d’accordo su questo. Ma non c’è in gioco solo il vantaggio di un’alleanza. Dovrebbe aver letto De Officiis Civitatum. Adriano è un pontefice realista, ma non esattamente un pragmatista. Se diamo la nostra approvazione ecclesiastica a questo progetto in particolare…
— Mi perdoni — disse Korchnoi — ma comincia a parlare come un ideologo… un Gesuita.
“No”, pensò il cardinale. I Gesuiti avevano una visione molto più rigida della realtà politica. “Io sono invece un vescovo di provincia coinvolto in faccende che vanno al di là delle sue competenze. Non avrei mai dovuto andare a Roma. Forse sarei stato felice in qualche parrocchia di paese; vigne, semplici contadini, e così via.” Avrebbe potuto mantenere il suo livello d’istruzione a un livello più basso. Era l’insavio amore per la conoscenza che l’aveva condotto alla politica ecclesiastica; un peccato di orgoglio o di presunzione. Palestrina soffriva di una forte nostalgia di casa.
— Roma e l’America — disse Korchnoi, e nei suoi occhi si scorse un bagliore. — L’America e l’Europa. Ci pensi… ci pensi.
Il mattino seguente, Palestrina spedì un messaggio Marconi attraverso il consolato Vaticano. Essenzialmente, comunicò che era arrivato, e che le congetture del settore spionaggio della Congregazione degli Affari Ecclesiastici Straordinari erano state fondamentalmente corrette. Dopodiché prese un taxi, che lo portò all’IRD.
Odiava quell’edificio. Ora aveva una tessera d’identificazione ufficiale, una fotografia appuntata sull’abito. Camminò sulla neve dal cancello principale fino all’edificio interno, o per lo meno a quella piccola parte di edificio nella quale aveva imparato a navigare. Si recò direttamente all’ufficio di Carl Neumann.
— Camminatore è ancora qui?
— Per il momento sì — disse Neumann. — Ma credevo che aveste finito con lui.
— Ho ancora qualche domanda da porgli.
— Be’, se lo ritenete necessario. Noi siamo felici di cooperare, Vostra Eminenza, finché le circostanze lo permetteranno. Tuttavia dovete capire che stiamo raggiungendo quello che si può definire il punto cruciale di questo nostro sforzo. Siete in grado di trovare la stanza degli interrogatori da solo?
— No — confessò Palestrina. Era umiliante, ma vero.
— Vi accompagnerò io — disse Neumann. — E farò sì che Camminatore sia già lì ad aspettarvi.
Ancora una volta, il cardinale Palestrina s’incontrò con l’Uomo Grigio nel cubicolo freddo e senza finestre. Camminatore lo fissò con uno sguardo paziente, di attesa. L’ecclesiastico estrasse un blocchetto per appunti. Aveva buttato giù alcune domande. Inoltre, il notes serviva a tenergli occupate le mani… una scusa per evitare gli occhi di Camminatore.
Sentì il rigido contorno della sedia sotto di lui. Sentì uno sgradevole rimescolio nel suo stomaco.
— Voglio essere sicuro — iniziò — di avere una comprensione corretta e accurata di quanto mi ha detto. Voglia quindi scusarmi se mi ripeterò. Lei era uno dei, uh, prodotti originali di questa ricerca?
— Eravamo in tre — specificò Camminatore.
— E gli altri due sono fuggiti.
— Sì.
— E avevano dei figli.
— Sì.
— E lei ha ucciso quei due, ma i figli sono sopravvissuti.
La domanda sembrò mettere Camminatore a disagio. — L’uccisione — disse — è stata un errore. Questo l’ho ammesso. Mi hanno punito per questo. Avevo degli incantesimi per riportare Julia e William, ma erano i bambini che ci interessavano. Ma i bambini non c’erano! E William non voleva dire dove li avevano nascosti! Così, ho allungato le mani…
L’Uomo Grigio esitò.
— Li ha uccisi entrambi… con le sue mani? — chiese Palestrina.
— Li ho rimandati a casa — disse Camminatore con aria affettata. — Alcune parti di loro. Ma naturalmente non si può stare in due posti allo stesso momento — scosse il capo. — È stata una cosa molto sanguinosa.
Palestrina chiuse gli occhi per un attimo.
— E le era stato detto di fare questo?
— No — disse Camminatore. — Gliel’ho detto… mi hanno punito.
— E non poteva semplicemente recuperare i bambini e basta?
— Erano troppo giovani perché potessi trovarli. Non avevano… — sembrò cercare la parola. — Non avevano il canto. Non riuscivo a sentirli.
— Ma immagino che ne abbia avuto la possibilità in seguito.
— Quando iniziarono ad esercitare i loro talenti.
— Eppure non li ha riportati indietro.
— Volevamo essere sicuri. Non più errori. Capimmo… lo spiegò il dottor Neumann… che per lavori come questo ci vuole tempo. Vi sono incantesimi che si sviluppano meglio in un certo arco di tempo. Maturano. Ma noi abbiamo piantato il seme — disse Camminatore — quando i bambini erano molto giovani.
— Il seme? — chiese il cardinale.
— Incantesimi vincolanti — disse Camminatore.
— Che genere di vincoli?
— Vanità, rabbia e paura — L’Uomo Grigio sorrise soddisfatto. — Uno specchio, i regni della terra, e il figlio primogenito…
— Incantesimi che avrebbero dato risultati in seguito — interpretò Palestrina.
— Esatto.
— È in grado di prevedere il futuro?
— No. Ma in questo edificio ci sono persone che sono in grado di farlo. È un altro dei nostri progetti. “Come attraverso il vetro, in maniera oscura”. Conosce questa espressione? Ci basiamo sui loro consigli. Non sono infallibili, ma in questo caso sembrano piuttosto validi.