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La lama dei sogni

Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:

Elayne si ritrova invischiata nella lotta per la successione al trono di Andor, ma le Sorelle dell’Ajah Nera che si nascondono a Caemlyn sono pronte a far scattare su di lei una trappola mortale, mentre Egwene, caduta nelle mani delle Aes Sedai e ridotta al rango di novizia, non può far altro che sopportare con tenacia le punizioni inflitte per tentare di sgretolare dall’interno il controllo che Elaida esercita sulla Torre Bianca e gli intrighi delle Sorelle. Intanto Rand al’Thor, il Drago Rinato, impegnato nei preparativi per una tregua con i Seanchan, deve vedersela con i Reietti che cercano in ogni modo di ostacolarlo. Mat e Tuon, al seguito della carovana di Valan Luca, sono diretti al confine del territorio controllato dai Seanchan; la giovane Figlia delle Nove Lune è sul punto di completare la formula di nozze, ma sta per essere raggiunta da un’inattesa e sconvolgente notizia da Ebou Dar. Allo stesso tempo Perrin, dopo l’inaspettata alleanza con i Seanchan, si reca a Malden per sconfiggere gli Shaido e liberare l’amata Faile, intenta a pianificare la fuga dalla prigionia. Questi e altri coinvolgenti avvenimenti si intrecciano a nuovi e imprevedibili eventi corali che annunciano come Tarmon Gai’don, l’Ultima Battaglia, sia ormai alle porte...
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«Perlomeno l’Amyrlin è viva» replicò l’altra Grigia «e da ciò che mi è stato raccontato, rimarrà viva e... in salute. Sia lei che Leane.» Nemmeno il fatto che Nynaeve avesse Guarito Siuan e Leane poteva far sì che qualcuno parlasse dell’essere quietale con facilità.

«Viva e prigioniera è meglio che decapitata, suppongo. Ma non di molto.» Quando Morvrin l’aveva svegliata per dirle le novità, era stato difficile condividere l’eccitazione della Marrone. Recitazione per Morvrin, perlomeno. La donna aveva avuto un sorrisetto sulla faccia. Beonin non aveva mai meditato di cambiare i propri piani, però. Bisognava affrontare i fatti, Egwene era prigioniera: questo era un fatto. «Non sei d’accordo, Phaedrine?»

«Ma certo» replicò la Marrone seccamente. Seccamente! Ma quella era Phaedrine, sempre così immersa in qualunque cosa attirasse la sua attenzione che si dimenticava le buone maniere. E non aveva finito. «Ma non è questo il motivo per cui ti abbiamo cercato. Ashamanaille dice che tu sei al corrente di molte cose sugli omicidi.» Un’improvvisa folata di vento sferzò i loro mantelli, ma Beonin e Ashamanaille afferrarono agilmente i loro. Phaedrine lo lasciò mulinare dietro di sé, i suoi occhi fissi su Beonin.

«Forse hai avuto modo di ripensare agli omicidi, Beonin» disse Ashamanaille in tono pacato. «Vuoi condividere le tue ipotesi con noi? Phaedrine e io ci abbiamo riflettuto assieme, ma non ne abbiamo cavato nulla. La mia esperienza riguarda più questioni civiche. So che tu hai risolto parecchi casi di morti non naturali.»

Ma certo che aveva pensato agli omicidi. Quale Sorella nell’accampamento non l’aveva fatto? Lei stessa non avrebbe potuto evitarlo nemmeno se ci avesse provato. Trovare un assassino era una soddisfazione, molto più che risolvere una disputa sui confini. Era il più atroce dei crimini, il furto di qualcosa che non poteva essere recuperato, tutti gli anni che non sarebbero mai stati vissuti, tutto ciò che si sarebbe potuto fare con quel tempo. E quelle morti erano di Aes Sedai, il che di certo le rendeva una questione personale per ogni Sorella nel campo.

Attese che un ultimo gruppetto di donne in bianco, un paio delle quali con i capelli grigi, rivolgesse le proprie riverenze per poi procedere. Il numero di novizie sulle passerelle si stava finalmente assottigliando. I gatti sembravano seguire loro. Le novizie erano più disposte a coccolarli di molte Sorelle.

«L’uomo che pugnala per cupidigia,» disse una volta che le novizie furono fuori portata d’udito «l’uomo che avvelena per gelosia, quelli sono una cosa. Questa è del tutto diversa. Ci sono due omicidi, probabilmente da parte dello stesso uomo, ma a distanza di oltre una settimana. Questo implica sia pazienza che pianificazione. Il movente è incerto, tuttavia è mollo improbabile che abbia scelto le sue vittime per caso. Non sapendo su di lui altro a parte il fatto che è capace di incanalare, dovete cominciare cercando quello che lega assieme le vittime. In questo caso, Anaiya e Kairen erano entrambe dell’Ajah Azzurra. Dunque mi chiedo, che connessione esiste tra l’Ajah Azzurra e un uomo in grado di incanalare? La risposta che ne deriva è Moiraine Damodred e Rand al’Thor. E anche Kairen era in contatto con lui, sì?»

L’espressione accigliata di Phaedrine divenne quasi uno sguardo torvo. «Non starai insinuando sia lui l’assassino?» Davvero, stava proprio esagerando.

«No» disse Beonin in tono freddo. «Sto dicendo che dovete seguire la connessione. Che conduce agli Asha’man. Uomini in grado di incanalare. Uomini che possono incanalare, che sanno come Viaggiare. Uomini che hanno alcuni motivi per temere le Aes Sedai, forse certe Aes Sedai in particolare più di altre. Una connessione non è una prova,» ammise con riluttanza «ma è indicativa, sì?»

«Perché mai un Asha’man verrebbe qui due volte uccidendo in ogni occasione una Sorella? Sembra come se l’assassino volesse quelle due e nessun’altra.» Ashamanaille scosse il capo. «Come poteva sapere quando Anaiya e Kairen sarebbero state sole? Non penserai che se ne stia in agguato travestito da operaio. Da tutto ciò che ho udito, questi Asha’man sono troppo arroganti per una cosa del genere. A me pare più probabile che ci sia qui un operaio in grado di incanalare e con un rancore di qualche tipo.»

Beonin arricciò il naso con disprezzo. Poteva percepire Tervail avvicinarsi. Doveva aver corso per essere di ritorno così in fretta. «E perché avrebbe atteso fino a ora? Abbiamo preso con noi gli ultimi operai più di un mese la, nel Murandy.»

Ashamanaille aprì la bocca, ma Phaedrine si inserì, rapida come un passero che afferra una briciola.

«Potrebbe aver appena appreso come. Un selvatico, per così dire. Ho sentito per caso alcuni operai parlare. Ve ne sono altrettanti che ammirano gli Asha’man quanto quelli che li temono. Ho perfino udito alcuni dire che vorrebbero avere il coraggio per andare loro stessi alla Torre Nera.»

Il sopracciglio sinistro dell’altra Grigia si contrasse allo stesso modo in cui entrambi sarebbero scattali all’insù per un’altra donna. Le due erano amiche, tuttavia lei non poteva essere lieta che Phaedrine le togliesse le parole di bocca a quel modo. Però tutto quello che disse fu: «Sono certa che un Asha’man potrebbe trovarlo.»

Beonin fece in modo di percepire Tervail, che ora attendeva pochi passi dietro di lei. Il legame portò un flusso costante di calma e pazienza incrollabili quanto le montagne. Desiderava poter attingere a quello, almeno quanto poteva contare sulla sua forza fisica. «E molto improbabile che questo accada, sono certa che sarete d’accordo» disse debolmente. Romanda e altre potevano essersi pronunciate a favore di quella insensata ‘alleanza’ con la Torre Nera, ma da quel momento in poi avevano dibattuto come carrettieri ubriachi su come realizzarla, su come formulare l’accordo, come presentarlo, avevano sezionato ogni singolo dettaglio, poi rimesso assieme il tutto e sezionato di nuovo. Quell’idea era condannata a fallire, che fosse ringraziata la Luce.

«Devo andare» disse loro, e si voltò per prendere le redini di Winterfinch da Tervail. Il suo alto castrone baio era lucido, vigoroso e veloce, un cavallo da guerra addestrato. La giumenta marrone di Beonin era robusta e lenta, ma lei aveva sempre preferito la resistenza alla velocità. Winterfinch poteva proseguire molto tempo dopo che animali più alti e teoricamente più forti avevano ceduto. Mettendo un piede nella staffa, si soffermò con le mani sull’alto pomolo e sull’arcione. «Due Sorelle morte, Ashamanaille, ed entrambe Azzurre. Trovate delle Sorelle che le conoscevano e apprendete cos’altro avevano in comune. Per individuare l’assassino, dovete seguire le connessioni.»

«Dubito fortemente che condurranno agli Asha’man, Beonin.»

«La cosa importante è che l’assassino venga trovato» replicò lei, montando in sella, e fece voltare Winterfinch prima che le altre donne potessero proseguire. Una brusca conclusione e pure scortese, ma non aveva altra saggezza da offrire e il tempo sembrava incalzarla. Il sole si era sollevato dall’orizzonte e continuava a salire. Dopo quella lunga conversazione il tempo la incalzava davvero molto.

La cavalcata fino al terreno di Viaggio usalo per le partenze fu breve, ma quasi una dozzina di Aes Sedai stavano aspettando in fila fuori dall’alta parete di tela, alcune che conducevano cavalli, altre senza mantello come se si aspettassero di trovarsi all’interno entro poco tempo e una o due che indossavano i loro scialli per qualche motivo. Circa metà di loro era accompagnata da Custodi, diversi dei quali avevano i loro mantelli cangianti. L’unica cosa che accomunava le Sorelle era che tutte risplendevano del bagliore del Potere. Tervail non espresse alcuna curiosità per la loro destinazione, naturalmente, ma, cosa più importante, il legame del Custode continuò a trasmettere una calma costante. Si fidava di lei. Un lampo argenteo apparve all’interno delle pareti e, dopo il tempo necessario per contare lentamente fino a trenta, un paio di Verdi che non erano in grado di creare un passaggio da sole entrarono assieme a quattro Custodi che conducevano dei cavalli. L’usanza della segretezza si era abbinata al Viaggiare. A meno che qualcuna permettesse ad altri di vederla intessere un passaggio, cercare di apprendere dove stava andando era considerato alla stregua di porre domande dirette sui suoi affari personali. Beonin attese paziente su Winterfinch, con Tervail che torreggiava sopra di lei su Martello. Almeno le Sorelle qui rispettarono il suo cappuccio sollevato. O forse avevano le proprie ragioni per rimanere in silenzio. A ogni modo, non dovette parlare con nessuno. In questo momento le sarebbe risultato insopportabile.

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