Il Volo Dell'angelo Di Pietra
- Автор: О'Коннелл Кэрол
- Язык: итальянский
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «Il Volo Dell'angelo Di Pietra». Краткое содержание книги:
A volte la violenza esplode quando e dove meno te l'aspetti. Come a Dayborn, graziosa cittadina sprofondata nella calda, languida atmosfera della Louisiana. E' lа che, diciassette anni fa, la dottoressa Cass Shelley и morta sotto i colpi di una folla inferocita, lapidata senza pietа per una colpa immaginaria. Da allora, tutti a Dayborn hanno fatto del loro meglio per dimenticare. Tutti tranne Tom Jessop, lo sceriffo che da quasi vent'anni si interroga sul destino della piccola Kathy Shelley, scomparsa subito dopo l'omicidio della madre. Quella bambina oggi и una donna, a tutti nota con il nome di Kathy Mallory, detective della Crimini Speciali di New York. Messo da parte il distintivo e la sua nuova vita, Kathy torna a Dayborn decisa a ottenere non semplice giustizia, ma 'vendetta'. Per stanare gli assassini di sua madre deve affrontare un'indagine intricata e rischiosa, ai margini della legalitа. Solo quando la veritа verrа a galla in tutto il suo orrore, Cass Shelley potrа riposare in pace nella tomba vegliata dall'angelo di pietra.
Una O'Connell in splendida forma per un thriller da non perdere. (Booklist)
Ancora una volta Carol O'Connell avvince il lettore fino all'ultima pagina. (Publishers Weekly)
Brava da morire. (Richard North Patterson)
Senza preavviso, una mano bianca e affusolata scattò a bloccare quella di Augusta in una stretta sorprendentemente salda.
La gatta balzò ai piedi del letto con un brontolio. Augusta la zittì e fissò gli occhi rabbiosi della sua giovane paziente.
«Cosa mi hai dato per farmi dormire?»
«Nulla che non sia cresciuto nel mio orto» disse Augusta. «Ora ti spiace se continuo?» Si chinò sulla ferita, ignorando la stretta al braccio, e dopo un po' Mallory mollò la presa. «Doveva essere una pallottola a punta tonda. Questo foro d'uscita è stato perfetto per il drenaggio.»
La paziente di Augusta guardò il nuovo tampone sulla sua pelle. «È quel che credo che sia?»
L'anziana donna annuì. «La tela di ragno resiste ai batteri. Vi avvolgo le erbe in modo che il medicamento sia rilasciato nel modo più graduale possibile. Sono necessarie un bel po' di ragnatele per fare un tampone efficace, ma non preoccuparti: la mia casa è il paradiso dei ragni.»
Augusta srotolò una lunga striscia di garza e la tagliò con un paio di forbici. «Sei stata fortunata. La ferita ha interessato solo i tessuti molli, non l'articolazione né l'osso. Non c'è alcun danno permanente.» Avvolse la garza sulla spalla nuda a coprire tutte e due le ferite. «Questa fasciatura ti farà un po' male perché preme sulla ferita, ma serve a impedire l'ulteriore fuoriuscita di sangue.»
«Quanto ci vorrà prima che possa alzarmi?»
«Non molto, adesso che il sanguinamento è sotto controllo. In effetti, prima cominci a muovere la spalla, meglio è. Ma vacci piano se non vuoi che riprenda a sanguinare.»
«Perché mi stai aiutando?»
Augusta guardò gli occhi più verdi che avesse mai visto: la stavano studiando a fondo. Strana ragazza.
«Per via di Casa Shelley» disse Augusta, curvandosi a stendere un altro strato di garza sulle ferite.
«Non perdo mai l'occasione di fare un buon affare sul mercato immobiliare. Se muori senza aver fatto testamento, ci potrebbero volere più anni di quelli che mi rimangono per strappare la casa di tua madre allo Stato.» Arrischiò un'altra occhiata alla sua paziente.
Non se l'era bevuta.
«A suo tempo, cercai di comprare la casa da tuo nonno a un prezzo onesto, ma lui non volle vendere. Dopo la sua morte, quando tua madre tornò a stare a Dayborn, non ne volle sapere neppure lei. Ma adesso ho te, no? E credo che la mia offerta ti piacerà, Kathy.»
«Chiamami Mallory.» Non era un suggerimento, ma un ordine.
«Tua madre non rivelò mai l'identità di tuo padre. Il nome che hai preso, Mallory, è forse il suo?»
La giovane la fissò, impassibile.
Forse sapeva chi fosse suo padre; sicuramente sapeva tenere un segreto.
Augusta ruppe il silenzio. «Le tue borse sono qui.» Le aveva recuperate dal bosco ed era rientrata in casa dieci minuti prima dell'arrivo di Tom Jessop.
«Che ne è del mio cane?»
«L'ho sistemato nella palude proprio all'inizio del Finger Bayou, insieme a Fred Laurie. Non rimarranno laggiù per sempre, ma di loro ci occuperemo più avanti. Spero che non ti dispiaccia se il cane fa compagnia a Fred. Certo, meritava una sorte migliore, ma era l'unica sepoltura che potessi organizzare con un preavviso così breve. Povero cane pazzo, la morte per lui è stata un sollievo» disse, glissando sulla morte dell'uomo.
Augusta continuava ad avvolgere stretta la benda. E per tutto il tempo Mallory e la gatta continuarono a scambiarsi sguardi sospettosi, due esseri diffidenti che si misuravano a vicenda.
«Come si chiamava il mio cane?»
«Lo battezzasti con le tue prime parole» disse Augusta, annodando la fasciatura e bloccandola con del cerotto. «Avevi già tre anni, e il fatto che ancora non parlassi preoccupava tua madre.»
Augusta buttò le fasciature usate nel sacco dell'immondizia. «Un giorno ero venuta a parlare della casa con Cass, quando arrivò Tom Jessop con un regalo di compleanno per te. Ti mise fra le braccia quel piccolo cucciolo nero e ti chiese che nome gli avresti dato. Tu e il cane vi guardaste e vi innamoraste all'istante.
Ma tua madre se la prese con Tom, che ti aveva regalato un animale senza prima discuterne con lei. Cass era furiosa e Tom confuso. Gli uomini sanno sempre quando fanno qualcosa di sbagliato, ma di solito non sanno cos'è. Tutto quello che riuscì a dire fu: "Ma, Cass, è davvero un bel cane; è buono, sano, vaccinato e tutto il resto". Tua madre lo mise con le spalle al muro, spiegandogli perché avesse sbagliato a farti quel regalo. E allora tu, con voce squillante come una campana, dicesti "Cane Buono" e Cass rimase a bocca aperta. Era la prima volta che sentiva il suono della tua voce. Tom rise e disse: "E Cane Buono sarà". Da quel momento non la smettesti più di parlare.»
Augusta si alzò e voltò la schiena a Mallory mentre sistemava boccette e vasetti sul tavolo accanto al letto. «So perché sei tornata. Vuoi farli fuori tutti, vero? Tutti i componenti di quella folla.» Tornò a voltarsi verso Mallory. «Hai mai ucciso un uomo prima? Non contare Fred. Voglio dire una persona vera.»
Mallory tacque e girò la faccia verso il muro.
Augusta interpretò quella reazione come una risposta negativa. Evidentemente, ammettere apertamente di non aver ucciso nessuno, a parte Fred Laurie, era troppo umiliante per Kathy.
«Ti parlerò come farebbe tua madre se fosse qui. Lei ti direbbe che fare una strage non sarebbe giusto. Tuttavia, per come la vedo io, una certa dose di vendetta è raccomandabile.»
Si piegò su Mallory e con tenerezza le scostò dal viso le punte dei riccioli biondi. «Puoi sempre far loro delle cattiverie, ragazza. Se è quello che vuoi, ti farò vedere come divertirti davvero. Ti dirò chi ha paura del buio e chi della luce. Quando saprai quali sono i punti deboli di ognuno, potrai tormentarli a tuo piacimento. Non ti sembra un bel programma?»
Mallory annuì. In quei gelidi occhi verdi c'era una terribile determinazione, ma non v'era traccia di anima.
«Tua madre ti disse mai che fui io a farti venire al mondo?»
Silenzio.
«No? Be', Cass si diede troppo da fare il giorno del trasloco a Casa Shelley. Sollevare pesi troppo pesanti le fece anticipare le doglie. Il telefono non era collegato e non c'era tempo per andare a chiedere aiuto. Tu avevi fretta di nascere.»
Solo silenzio.
«Be', sei una di poche parole, vero, Kathy?»
«Mallory» la corresse.
«Ho capito subito che eri dotata di un carattere particolare. Quando sei nata, avevi i pugnetti serrati, eri arrabbiata per l'aria fredda e la luce accecante che avevi trovato nel mondo. Ma eri testarda e non volevi piangere. E questo terrorizzò tua madre. Cass era distesa sul letto, in un bagno di sudore e sangue, e urlava: "Perché non piange?" Ma respiravi normalmente, così non sculacciai il tuo sederino appena nato. Sebbene, tra me e me, pensassi che te lo saresti meritato.»
Alla fine Augusta era riuscita a strapparle un sorriso che presto si dileguò come un'ombra. Era la dimostrazione che la figlia di Cassandra era ancora umana. La ferita non era stata troppo profonda.
E ora si poteva pensare all'anima: forse volteggiava nelle vicinanze, in cerca di una via per ricongiungersi a Kathy.
15
Quando il detective Riker entrò nella sala d'attesa dell'ufficio dello sceriffo, non c'era nessuno. Dalla stanza vicina si udiva la voce di un uomo. Riker sbirciò attraverso la porta aperta, ma vide soltanto una bella donna dai lunghi capelli rossi fasciata in un abito aderente.
Riker si sedette su una panca di legno. Uno sciacquone scrosciò nel bagno adiacente. La porta si spalancò e ne emerse un ragazzino di sei o sette anni, che si stava infilando la T-shirt nei blue-jeans. Aveva gli stessi capelli rossi della donna, e occhi piccoli, scuri e indagatori.