La Bambina Dagli Occhi Di Ghiaccio
- Автор: О'Коннелл Кэрол
- Язык: итальянский
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «La Bambina Dagli Occhi Di Ghiaccio». Краткое содержание книги:
Si fissarono in silenzio, per troppo tempo.
«Dopo che Warwick se n'è andato,» riprese Heller «sono tornato al laboratorio e ho dato un'occhiata alla cenere e ai frammenti. Alcune riviste erano intatte, ma non c'era traccia del libro. È strano… Di solito, rimane qualcosa almeno del dorso. Posso fare dei test, se vuoi.»
Riker scosse la testa, stava confessando la sua colpevolezza.
Heller annuì, poi strappò il foglio dal taccuino e lo buttò nel cestino. «D'accordo, questo è tutto.» Senza salutare, si alzò dalla sedia e si diresse alla porta.
Riker sapeva che non sarebbe stato radiato perché mancavano le prove, ma l'amicizia con Heller era finita. Ed era esattamente quello che era venuto a dirgli.
Il caffè Regio, a McDougal Street, era pieno di gente che parlava ogni tipo di lingua straniera. Charles Butler esaminò la sala da pranzo affollata, quadri e mobili eclettici. Vide una persona che conosceva a un tavolo d'angolo. Anthony Herman era un folletto, alto poco meno di un metro e mezzo, naso carnoso e orecchie a sventola, quasi perpendicolari alla testa. I capelli castani erano pettinati all'indietro e mettevano in mostra una fronte appuntita, segno palese di stregoneria, anche se la sua vera professione sarebbe stata giudicata noiosa dai più. L'omino si aggiustò il nodo della cravatta rossa cercando di nascondersi dietro un menu, nonostante l'ora di cena fosse passata da un pezzo.
Quando Charles lo raggiunse al tavolo, il commerciante di libri antichi gli passò un pacchetto di carta marrone. «È tutta la collana. Non aprirlo qui.»
Un assegno molto generoso attraversò il tavolo e andò a finire nella tasca di Herman. L'omino si guardava intorno come se tutti i presenti fossero lì per osservare quello scambio, prendere appunti e scattare fotografie compromettenti. La punta dei piedi sfiorava nervosamente il pavimento e le mani tamburellavano sul tavolo. «Se dici ad anima viva che mi sono messo a cercare questa…»
«Mi ucciderai» disse Charles. «Non preoccuparti. La tua reputazione è salva.» Appoggiò il pacco di libri. «Come hai fatto a trovarli così in fretta?»
«Un collezionista» borbottò Herman. «Possiede tutti i western che siano mai stati scritti. Sono dovuto andare fino in Colorado, ecco perché il conto è salato. I libri non mi sono costati nulla, li ho vinti a biliardo giocando contro un cowboy convinto che quella roba fosse arte.»
Mentre Charles si sforzava d'immaginarselo con la stecca da biliardo in mano, Herman continuò: «Quel collezionista ha anche altri libri rari, ma se li vuoi, questa volta vai tu a giocare a biliardo con quello stronzo».
«Immagino che tu non li abbia neppure aperti…» Charles osservò Herman che abbassava lo sguardo. «Oppure mi sbaglio?»
«Solo un'occhiata sull'aereo.» La bocca dell'omino prese una piega disgustata, come per dire Che razza di domande! Charles avrebbe dovuto saperlo, Herman non apprezzava il ciarpame.
Aprì il pacchetto, ignorando le proteste di Herman che lo supplicava di non farlo in un luogo pubblico. Dopo aver sfogliato un capitolo del primo volume, Charles sorrise. Herman evidentemente era un altro avido lettore: la lettura rapida è un talento che accomuna i collezionisti. «Roba leggera, vero? Un sacco di spazi bianchi. Quanto è durato il viaggio, tre o quattro ore?»
«E va bene.» Herman abbassò lo sguardo. «Li ho letti tutti e dodici.»
«Eppure, sicuramente ti eri portato qualcos'altro da leggere…»
«È colpa tua, Charles. Dovevo capire perché li volessi a tutti i costi, e poi mi sono lasciato coinvolgere.»
«Non sono un granché.»
«Lo stile è pessimo, la trama debole. Sono brutti libri, davvero molto brutti.»
«Ma li hai letti tutti?»
«Perché insisti?»
«Che mi dici dell'episodio in cui lo sceriffo sfugge all'imboscata?»
«Oh, quella è la parte migliore.» Il sarcasmo di Herman era sorprendentemente soave, e il sorriso arguto. «No, aspetta! Il meglio comincia con Una capanna ai confini del mondo. Nel libro precedente, Wichita Kid viene morso da un lupo rabbioso. L'animale ha la schiuma alla bocca e tutto il resto…»
«Ma non esisteva un vaccino contro la rabbia all'epoca di Wichita.»
«Lo so» disse Herman, che conosceva la storia, quella con la "S" maiuscola. «Allora la rabbia era una condanna a morte.»
«Dunque è stato curato con un rimedio naturale o qualcosa del genere?» chiese Charles.
Herman sorrideva evasivo. «Sbagliato.»
«So che nell'ultimo libro è ancora vivo, quindi la rabbia non può averlo ucciso…» Charles si allungò sulla sedia e sorrise della propria curiosità, un'altra vittima di Jack Swain.
Poi sparse i libri sul tavolo per avere una visione d'insieme, e studiò le copertine colorate, pistole e cavalli lanciati al galoppo, per l'orrore di Anthony Herman. «Conosco qualcuno che adorava questi libri. Li leggeva e rileggeva. Ora che hai avuto la possibilità di conoscerli, riesci a immaginare il perché?»
«Non saprei…» Herman era allibito. «L'unica ragione per leggere questa robaccia è scoprire che cosa succede nel libro successivo. Ma leggerli più di una volta…»
«Eppure dev'esserci una spiegazione.» Charles impilò i libri, poi guardò Herman. «Allora?»
«Allora,» disse Herman, solenne «forse la spiegazione sta nella redenzione finale di Wichita Kid.»
Riker aveva finito il primo drink mentre leggeva la trascrizione dell'interrogatorio. Quel rapporto esprimeva una cura maniacale per i dettagli, compresi i piedi sporchi di Alan Parris. «È tutto quello che vi siete detti, parola per parola?»
«Sono capace di prendere appunti.» Deluthe sorseggiò la birra, poi, con fare casuale, domandò: «Allora, quante possibilità ho di entrare nella Crimini Speciali?».
«In questo momento? Nessuna. Non hai esperienza, ragazzo.» Solo pochi detective erano promossi al primo grado, e solamente dieci venivano ammessi nella Crimini Speciali. «Non prendiamo reclute alle prime armi. E poi tu hai… venticinque, ventisei anni? Qui siamo tutti sulla quarantina. C'è solo una persona della tua età.»
«E guarda caso Kathy Mallory è figlia dell'ex capo…»
«Sei fuori strada, Deluthe. Mallory è cresciuta alla Crimini Speciali. Quando era ancora alle elementari aveva più esperienza di te in questo momento.»
«D'accordo.» La barista era stata presentata a Ronald Deluthe come ex collega di Riker. Peg Baily riuscì a intromettersi nella conversazione mentre serviva al detective un bicchiere di bourbon. «Quella ragazzina era il nostro tecnico informatico. A quei tempi, avevamo computer scassati di seconda mano. Il più delle volte non funzionavano. Mallory li ha riparati quando non aveva ancora tredici anni.» Peg diede una birra a Deluthe: «Se ti stai chiedendo come abbia raggiunto il primo grado, la risposta è che ha catturato l'assassino di suo padre. Non è da tutti».
Peg Baily si allontanò per riempire un altro bicchiere e Riker finì la storia, soppesando le parole. «Nessuno ha mai messo in dubbio il suo diritto di far parte della Crimini Speciali.» Riker si avvicinò a Deluthe e la sua faccia si distese. Addirittura sorrideva. «Ora, visto che sei il genero del vice procuratore, dovrai fare ancora meglio per meritarti la promozione.»
«E se divorziassi?»
«Sarebbe già qualcosa.» Riker prese alcuni fogli dalla tasca della giacca e li sbatté sul bancone. «Questo è il tuo rapporto sui poliziotti coinvolti nel caso di Natalie Homer. Avevamo già queste informazioni. Mallory le ha scaricate dal computer, le ci sono voluti due minuti.»
«Volevate solo tenermi impegnato.»
Riker ignorò la protesta e allargò i fogli sul bancone. «Non servono a niente, perché sono solo la versione ufficiale. Un'occhiata ai documenti originali sarebbe stata molto più utile. Comunque si può imparare parecchio dalle dichiarazioni ufficiali. Adesso t'insegno a leggere fra le righe.» Mise da parte il primo foglio: «C'erano cinque poliziotti sulla scena del delitto, tre detective e due agenti. Quattro di loro hanno lasciato il distretto contemporaneamente. Un fatto strano».