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Universo senza luce [Dark Universe]

Электронная книга - «Universo senza luce [Dark Universe]». Краткое содержание книги:

Anche pubblicato come “Percezione infinita”, tradutto da Antonietta Mazarino.

Dopo una guerra nucleare che ha devastato e reso inabitabile la superficie del pianeta, l’umanità è costretta a vivere in caverne sotterranee dove non arriva nessuna luce: sono generazioni ormai che nessuno l’ha più vista, tanto che su di essa si è formata una vera religione, una leggenda. Solo l’eccezionale sviluppo del senso dell’udito e del tatto permette ai pochi superstiti di sopravvivere ai gravi pericoli che minacciano la loro precaria esistenza e i pochi beni loro rimasti: pipistrelli giganti e altri mostri delle tenebre, i Veggenti, esseri misteriosi dotati di poteri sovrumani, e soprattutto la mancanza d’acqua, l’esaurimento dei pozzi. Iared, uno dei superstiti, non si lascerà tuttavia intimorire e, sfidando i mostri notturni, i demoni della Radioattività, le credenze della comunità e le accuse di blasfemia, si addentrerà nelle regioni ignote che si trovano al di là della Barriera, alla ricerca del mitico e remoto Mondo Originario.

Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1962.
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Le sue mani si poggiarono sulle spalle di Jared, e lui, ricordando il suo corpo sodo e allo stesso tempo morbido, stretto al proprio in quell’altra galleria, l’attirò a sé e la baciò. La risposta della ragazza fu dapprima appassionata, ma poi svanì rapidamente in una chiara freddezza.

Jared si chinò a raccogliere la lancia rimasta. — D’accordo, Della. Che c’è?

La giovane non perse tempo a formulare la domanda che aveva trattenuto fino ad allora: — Cos’è tutta questa storia di cercare la… la Luce? Ti ho sentito mentre gridavi all’Uomo Eterno, facendogli domande anche sul Buio. E l’hai spaventato a morte.

— È semplice — rispose lui, scrollando le spalle. — Come mi hai già sentito affermare, io sto cercando la Luce e il Buio.

Sentì la sua fronte corrugata mentre si incamminavano per il passaggio. Un guscio di manna sbatteva contro il fianco della bisaccia di Della ad ogni passo che faceva e quel suono era sufficiente a dargli impressioni della strada di fronte a loro.

— Non è qualcosa di teologico — l’assicurò Jared. — Sono abbastanza convinto che il Buio e la Luce non siano quello che crediamo.

Si accorse che la perplessità della ragazza si era ora trasformata in dubbio moderato, in un rifiuto a credere che la spiegazione fosse tanto semplice.

— Ma ciò non ha senso — protestò lei. — Tutti sanno che cos’è la Luce, e che cos’è il Buio.

— Allora, pur ammettendo che sia così, diciamo che io sono di parere diverso.

Della tacque per qualche attimo. Poi disse: — Non capisco.

— Non preoccupartene.

— Ma l’Uomo Eterno… il Buio significava qualcosa di differente per lui. Non aveva paura del «male» che lo circondava. Era terrorizzato da qualcos’altro, vero?

— Suppongo di sì.

— Ma cosa?

— Non lo so.

Della tacque di nuovo, a lungo stavolta, finché ebbero oltrepassato molti incroci con corridoi laterali minori. — Jared, tutto questo ha qualcosa a che fare con il raggiungere il Mondo dei Veggenti?

Il giovane si rese conto che poteva parlare francamente, almeno fino a un certo punto, senza offrire di nuovo il fianco ad aperti sospetti sulla sua natura di Veggente. — In un certo senso, sì. Proprio come la percezione riguarda gli occhi, io credo che anche il Buio e la Luce siano in qualche modo connessi con gli occhi. E…

— E tu pensi di poter scoprire di più su di loro nel Mondo dei Veggenti?

— Esatto. — La condusse oltre un’ampia curva.

— È quella l’unica ragione per cui ti stai dirigendo lì?

— No. Come te, anch’io sono un Veggente; quello è il mio mondo.

Sentì l’immediato respiro di sollievo della ragazza, il rilassarsi dei suoi nervi tesi, l’acquietarsi dei battiti del suo cuore. Il candore della sua risposta aveva calmato l’apprensione di Della, che adesso era pronta a considerare la sua ricerca soltanto un capriccio che non rappresentava nessuna particolare minaccia ai suoi interessi.

Lasciò scivolare la mano in quella di Jared, e continuarono a percorrere assieme la curva. Ma il giovane si fermò di scatto, avvertendo davanti a loro l’odore dei mostri. E, contemporaneamente, si allontanò con un balzo dalla parete sinistra della galleria. Infatti, proprio mentre ascoltava la sua superficie priva di particolari caratteristiche, una chiazza quasi indiscernibile di echi silenziosi s’era spostata sulla roccia umida.

Questa volta, era quasi preparato per la sensazione misteriosa. Provò, come esperimento, a chiudere gli occhi, e subito la danza del rombo muto s’interruppe. Li aprì di nuovo e i riflessi senza suoni tornarono immediatamente, simili alla lieve carezza di un urlo appena sussurrato, che si allargasse sulla superficie levigata di una pietra.

— I mostri stanno arrivando! — l’avverti Della. — Percepisco le loro impressioni… là contro quella parete!

Jared si voltò a metà verso di lei. — Tu li percepisci?

— È quasi come se li percepissi. Jared, andiamo via di qui!

Il giovane rimase invece lì immobile, a concentrarsi sullo strano rumore silenzioso che si spostava lungo la parete, avanti e indietro, senza raggiungere mai i suoi orecchi ma facendogli sentire gli occhi come se qualcuno vi avesse gettato dell’acqua bollente. Della aveva detto che aveva percepito le impressioni. Ciò stava forse a significare che percepire era qualcosa di simile a quanto stava accadendo a lui adesso?

Poi ascoltò le impressioni puramente uditive che gli arrivavano da dietro la curva. Soltanto un mostro si stava avvicinando. — Tu torna indietro e aspetta nel primo corridoio laterale.

— No, Jared. Non puoi…

Ma lui la spinse nella galleria, e si appiattì in una nicchia nella parete. Quando si accorse che non c’era spazio sufficiente per poter scagliare la lancia, l’appoggiò a terra. Quindi chiuse gli occhi, cancellando le inquietanti impressioni che il mostro proiettava dinanzi a sé, per evitare di rimanerne distratto.

La creatura aveva ormai raggiunto la curva, e Jared poteva sentirla sfiorare la parete vicina. Si appiattì ancor più nella rientranza della roccia.

Il fetore terribile e alieno del mostro misterioso lo sopraffaceva totalmente, adesso che era così vicino. Avvertiva con chiarezza, inoltre, le numerose pieghe della carne… se pur di ciò si trattava… che svolazzavano attorno al suo corpo. Se il respiro ed il battito cardiaco erano della stessa intensità e frequenza di un individuo normale, allora doveva trovarsi all’altezza del suo nascondiglio proprio… adesso!

Sporgendosi nella galleria, Jared avventò il pugno contro quella che, a suo giudizio, era la parte mediana del corpo del mostro.

L’aria sfuggì in un ansito dai polmoni della creatura, mentre cadeva in avanti e gli piombava addosso. Preparandosi a un contatto con qualcosa di viscido e disgustoso, Jared sferrò un altro pugno contro il viso dell’essere.

Con ansia, aprì gli occhi mentre sentiva il mostro crollare al suolo. Si era quasi aspettato che dalla creatura, adesso che era svenuta, non si proiettasse più il suono strano e silenzioso. E infatti era proprio così.

Inginocchiandosi, il giovane cominciò a tastare il mostro, esplorandone il corpo. Scoprì subito che non era coperto da pieghe della carne, attaccate come festoni: le braccia, le gambe, il torace e la schiena erano tutti ricoperti da un vestito poco aderente, di una stoffa ancor più sottile del brandello che aveva trovato all’ingresso del Livello Inferiore. Non c’era da meravigliarsi che avesse ricevuto l’impressione di pelle cascante, fatta a pieghe! Chi aveva mai sentito parlare di abiti e fasce per il petto e i fianchi che non fossero aderenti alla carne?

Le sue mani si arrampicarono più in alto e incontrarono un duplicato del tessuto più rozzo e ruvido che aveva sepolto nel corridoio subito al difuori del suo mondo. Era teso sul volto del mostro ed era trattenuto da quattro nastri legati dietro la nuca.

Jared lo strappò via e fece scorrere le dita su… una normale faccia umana! Era molto simile a quella di una donna, o di un bambino, liscia e totalmente priva di barba. Ma la proiezione dei lineamenti era mascolina.

Il mostro era umano!

Jared si alzò e il suo piede incontrò un oggetto duro. Prima di toccarlo, si chinò e fece schioccare molte volte le dita. E non ebbe nessuna difficoltà a riconoscere cosa fosse. Era identico ai congegni tubolari abbandonati dai mostri sia al Livello Superiore che a quello Inferiore.

La creatura si agitò e Jared lasciò cadere l’oggetto, affrettandosi a prendere la lancia.

Proprio in quell’istante Della arrivò di corsa nella galleria. — Altri mostri… stanno venendo dall’altra parte!

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