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Padrone della vita, padrone della morte [Master of Life and Death]

Электронная книга - «Padrone della vita, padrone della morte [Master of Life and Death]». Краткое содержание книги:

Soprapopolazione globale, nuovo siero d’immortalità ed un ambasciatore extraterrestre ostile sono soltanto alcuni problemi di Roy Walton, recentemente nominato dal governo alla carica del Padrone della vita e della morte.
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— Ci avevo pensato. Quando la crisi dirnana sarà finita… quando avremo ottenuto quel che vogliamo… farò dei passi opportuni per assicurarmi che nessuno possa usare nuovamente quest'arma. Farò in modo che qualcuno cerchi di mettere in opera un piano simile, e venga sorpreso proprio in flagrante. Questo dovrebbe essere sufficiente a informare sul da farsi la Commissione.

— In altre parole — disse Percy — tu sei pronto a usare questa tecnica "adesso". Ma siccome non vuoi che altri la usino, sei pronto a rinunciare tu stesso a farne uso in futuro, non appena la crisi dirnana sarà finita.

— Esattamente. — Walton mostrò i volumi all'esperto di P.R. — Leggi questi libri, prima. Abituati all'idea e ai possibili sviluppi. Poi acquista un'ora di caleidovortici e metti al lavoro un gruppo di tecnici, per preparare gli inserti speciali. D'accordo così?

— È sgradevole, ma mi piace. Quando vuoi che cominci il programma?

— Domani. Stasera, se ci puoi riuscire. E prepara anche un sondaggio di opinioni attendibile, per controllare l'efficacia del programma. Voglio due messaggi trasmessi alternativamente: uno a sostegno di Poppy, l'altro con la richiesta di un accomodamento pacifico con gli stranieri. Il sondaggio dovrà annotare i sentimenti della popolazione su questi due argomenti, e riferirmi ogni fluttuazione di opinione immediatamente.

— Capito.

— Oh, un'altra cosa. Sospetto che da domani avrai delle nuove responsabilità, Lee.

— Eh?

— Il tuo ufficio avrà un altro mezzo di comunicazione da controllare. Un giornale. Sto comprando il Citizen e devo trasformarlo in un baluardo a favore di Poppy.

Percy spalancò la bocca, sbalordito; poi si mise a ridere. — Sei un portento, Roy. Un vero portento.

Qualche minuto dopo l'uscita di Percy, Noel Hervey, l'agente di cambio e operatore di borsa, chiamò Walton.

— Ebbene? — chiese il direttore di Poppy. Hervey aveva l'aria preoccupata.

— Ho speso con successo un duecento milioni di denaro di Poppy nell'ultima mezz'ora, Roy. Adesso tu possiedi il pacchetto azionario singolo più consistente del Citizen.

— Quante azioni sono?

— Centocinquantaduemila. Approssimativamente il trentatré per cento.

— Il trentatré per cento! E l'altro diciotto per cento?

— Pazienza, ragazzo, pazienza, conosco il mio mestiere. Ho ramazzato le azioni di tutti i piccoli azionisti che sono riuscito a raggiungere, senza fare rumore. Mi è costato un bel po' di denaro anche distribuire opportunamente le azioni tra nuovi nominativi.

— Perché hai fatto questo? — chiese Walton.

— Perché si tratta di una questione molto delicata. Conosci com'è la situazione esatta delle azioni del Citizen, e chi possiede il giornale?

— No.

— Bene, le cose stanno così: l'Amalgamated Telefax possiede il ventisei per cento delle azioni, e Horace Murlin possiede il venticinque per cento. Dato che Murlin possiede anche l'Amalgamated, con i suoi voti ha il cinquantuno per cento del pacchetto, anche se ufficialmente non è registrato come maggiore azionista. L'altro quarantanove per cento non conta, secondo Murlin. Così sono occupato a radunare tutte le azioni che riesco a trovare per te… sotto una mezza dozzina di diversi nomi di copertura. Dubito di ottenere tutto il quarantanove per cento, ma penso di avvicinarmi a quella cifra. Allora, mi presenterò a Murlin con un Grosso Affare e lo convincerò a vendermi il sei per cento delle sue azioni del Citizen. Lui farà un controllo, troverà che il resto del pacchetto è diviso in novantasette modi diversi, e probabilmente mollerà una piccola parte delle sue azioni, pensando di conservare il controllo della testata in ogni modo.

— E se non cede? — domandò Walton.

— Non ti preoccupare — disse Hervey, fiducioso. — Cederà. Ho un miliardo di dollari da mettere sul tappeto verde, no? Cucinerò per lui un affare così succulento che non potrà fare a meno di abboccare… e in cambio di un affare mai visto dovrà solo rinunciare a una piccola fetta delle sue azioni del Citizen. Nel preciso momento in cui lo farà, trasferirò tutte le azioni acquistate a tuo nome. Quando avrai il controllo del cinquantuno per cento delle azioni, caccerai a calci Murlin dal Consiglio di Amministrazione, e il giornale sarà tuo! Semplice? Chiaro?

— Perfetto — disse Walton. — Va bene. Ricorda di tenermi informato.

Tolse il contatto e camminò verso la finestra. La strada era piena di gente che andava in tutte le direzioni, come tante formiche che si muovevano a casaccio sul terreno. Quasi tutti avevano in mano un giornale… e il giornale più popolare era il Citizen. E quasi tutti, a sera, sarebbero rimasti di fronte al televisore, a guardare i caleidovortici con espressione ebete e sognante.

Walton improvvisamente strinse i pugni. In quello stesso modo, pensò, Poppy stava stringendo la morsa che aveva preso il pubblico, impadronendosi dei mezzi di comunicazione di massa. Se la fiducia di Hervey era giustificata, avrebbero posseduto il più importante giornale ostile a Poppy, il giorno dopo. Manovrando sottilmente, nel corso di diversi giorni, avrebbero spostato l'atteggiamento del Citizen a una vera campagna in sostegno di Poppy, facendolo così abilmente che nessuno avrebbe ricordato che il giornale aveva avuto in passato una politica editoriale diversa.

In quanto al sotterfugio dei caleidovortici… quello, pensò Walton, era un colpo sotto la cintura, era evidentissimo. Ma lui aveva deciso che tutti i mezzi dovevano essere leciti, nel corso dell'attuale crisi. Ci sarebbe stato tempo per la morale, dopo, quando ogni pericolo di guerra fosse stato scongiurato.

Verso le quattordici e trenta della stessa giornata, Walton approfittò di un momento di stanca nel lavoro per andare a consumare la colazione alla Sala di Bronzo. Pensava che, uscendo dalle pareti dell'ufficio, almeno per qualche tempo, il suo sistema nervoso ne avrebbe guadagnato grandemente.

La Sala di Bronzo aveva adottato, come base cromatica, un bel rosa ciliegia. Walton scelse una stanza privata, consumò un pranzo leggero a base di chlorella arrostita e rum, e formò, sul disco, l'ordine per un sonnellino di venti minuti. Quando il sistema di allarme del divano lo svegliò, Walton si stirò, allegramente, scoprendo che buona parte della tensione soffocante che lo aveva tenuto prigioniero era scomparsa.

Meditabondo, accese il caleidoscopio elettroluminescente, e lo guardò. Funzionava in base allo stesso principio sul quale si fondavano i programmi dei caleidovortici della televisione, solo che nella Sala di Bronzo i caleidoscopi privati funzionavano entro un circuito chiuso; gli spettacoli erano di livello estetico assai più alto, certamente, che le esibizioni di colori violenti e un po' pacchiani preferite dal grosso pubblico durante gli spettacoli serali.

Ma ora Walton non fissava i colori mutevoli con tranquillità o ammirandone semplicemente il valore estetico e cromatico, bensì con una certa dose di nervosismo e di preoccupazione. Adesso sapeva che quei colori potevano costituire un'arma assai pericolosa; e come faceva a sapere che i proprietari della Sala di Bronzo non stessero lanciando nella sua direzione degli impulsi subliminali, in quello stesso momento?

Spense l'apparecchio, con un gesto brusco.

"Il fine giustifica i mezzi". Una bella giustificazione, pensò, che gli permetteva di fare quasi tutto. Gli veniva in mente la fredda, logica conclusione di Ivan Karamazov: senza Dio, ogni cosa è permessa.

Ma oggi Dio e Dostoievski sono cose superate, o almeno lo sembrano, si ricordò. Dio è oggi un giovanotto magro, con un ufficio al ventinovesimo piano del Cullen Building… e in quanto a Dostoievski, sapeva soltanto scrivere dei libri, e perciò non avrebbe mai potuto essere di grande importanza, lui.

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