Padrone della vita, padrone della morte [Master of Life and Death]
- Автор: Силверберг Роберт
- Год: 1970
- Язык: итальянский
- Год: Casa Editrice La Tribuna
- Переводчик: Maurizio Cesari
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Padrone della vita, padrone della morte [Master of Life and Death]». Краткое содержание книги:
Era stato uno sporco trucco, ma FitzMaugham si era reso conto che bisognava fare così. Qualcuno l'aveva ucciso per questo, ma quando l'aveva ucciso già era stato troppo tardi.
E Walton capì di avere preso la strada sbagliata, cercando di essere ragionevole. La descrizione intelligente che Percy aveva dato dell'umanità, "sette miliardi di idioti", era scomodamente vicina alla verità. Walton avrebbe dovuto rivolgere il suo appello a un livello molto più sublimale.
Forse, pensò, al livello dei caleidovortici, quegli schemi interminabili di luce colorata che erano la principale forma di divertimento degli Immensi Idioti.
"Arriverò a convincerli" promise. "Non può esserci né dignità né nobiltà nella vita umana, quando tutti sono racchiusi in una scatola di sardine. Così li tratterò come sardine, come le sardine che sono in realtà, e spero di poterli nuovamente trasformare… trasformare negli esseri umani che potrebbero essere se solo ci fosse spazio".
Si alzò, spense la luce, si preparò ad andarsene. Si chiese se il defunto direttore FitzMaugham si fosse mai trovato di fronte a una crisi interna di questo genere, o se FitzMaugham avesse conosciuto queste grandi verità interiormente fin dall'inizio.
Probabilmente era vera la seconda ipotesi. FitzMaugham era stato un genio, una specie di superuomo. Ma FitzMaugham era morto, e l'uomo che portava avanti il suo lavoro non era certo un genio. Era soltanto un uomo.
Le notizie cominciarono a filtrare il mattino dopo. E le cose andarono come Percy aveva predetto.
Il Citizen era il più virulento. Sotto un titolo cubitale, ma chi ce lo vuol mettere nel… il foglio voleva sapere cosa avesse tentato di dire al mondo il direttore di Poppy "dalla lingua mielata" la sera prima. Non ne erano ben certi, dato che Walton, secondo il Citizen, aveva parlato in una "prosa ingarbugliata e padronale, scelta a bella posta per infinocchiare la massa dei cittadini e dei lavoratori". Ma l'impressione generale era che Walton avesse proposto una specie di resa ai dirnani con l'intenzione più o meno scoperta di vendere la Terra e i suoi cittadini a "oscuri interessi".
L'idea della capitolazione prevaleva in quasi tutti i giornali popolari.
"Dietro una nube di parole, lo zar di Poppy, Walton, ha deciso di vendere tutto il mondo all'ingrosso ai pelliverdi" diceva un giornale. "Il suo discorso di ieri sera era una massa di parole senza senso. Le sue chiacchiere da 'santificetur' e il suo viso torvo avrebbero dovuto dimostrare qualcosa, ma non ci facciamo fregare… e neppure tu fatti fregare, amico!"
I commentatori televisivi erano un po' più gentili, ma non troppo. Uno chiedeva una indagine completa sulla situazione dei rapporti tra la Terra e Dirna. Un altro voleva sapere perché Walton, un direttore provvisorio di un progetto ufficiale, si era preso la libertà di intavolare simili trattative ad alto livello. Le Nazioni Unite parevano un po' preoccupate di questo particolare, benché Ludwig avesse fatto un discorso appassionato nel quale si dimostrava che le trattative con i dirnani facevano parte dei compiti di competenza di Poppy.
Questo provocò un nuovo pandemonio. "Quanto potere ha Walton?" domandò il Citizen in una edizione successiva. "È il padrone del mondo? E se lo fosse, allora, chi diavolo accidenti è questo Walton?"
Questo colpì Walton più di tutti gli altri colpi. Gradualmente si era reso conto di controllare, in realtà, una somma di cose che gli davano poteri dittatoriali su tutto il mondo. Ma non l'aveva ancora ammesso di fronte a se stesso, e venirne accusato pubblicamente faceva male.
Una cosa era chiara: il suo tentativo di essere sincero e chiaro era stato un fallimento totale. Il mondo era abituato ai sotterfugi e alle esibizioni pirotecniche degli equilibrismi verbali, e quando non gli veniva fornito il genere che si aspettava di ricevere, cominciava a insospettirsi. La sincerità non aveva alcun valore di mercato. Presentandosi al pubblico e facendo un appello diretto, Walton aveva fatto nascere il sospetto di tenere qualcosa nascosto nella manica.
Quando la terza edizione del Citizen chiese pubblicamente una dichiarazione di guerra contro Dirna, Walton si rese conto che era venuto il momento di piantarla di giocare un gioco pulito. Da quel momento in avanti, sarebbe andato per la sua strada, a qualsiasi costo.
Strappò un foglio di carta dal suo blocco d'appunti e scrisse un breve motto: "Il fine giustifica i mezzi"!
Con questo motto come guida, si preparò a iniziare il lavoro.
14
Martinez, responsabile della sicurezza per l'intero settore del Nord-America, era un uomo piccolo ed esile, con i capelli perennemente scompigliati e occhi profondi e indagatori.
— Sellors è nella sicurezza da vent'anni. È assurdo suggerire che egli possa essere sleale.
— Ha commesso troppi errori — disse Walton. — Io suggerisco, semplicemente, che se non si tratta di un individuo incompetente, deve trovarsi sul libro paga di qualcun altro.
— E lei desidera che noi roviniamo un uomo in base alla sua parola, direttore Walton? — Martinez scosse ostinatamente il capo. — Temo di non poter essere d'accordo. Naturalmente, se lei vuole seguire i normali canali burocratici, può chiedere per fondati motivi un cambiamento di personale in questo distretto. Ma non vedo come altrimenti…
— Sellors se ne deve andare — disse Walton. — Ci sono troppe falle nella nostra organizzazione. Avremo bisogno di un uomo nuovo qui, immediatamente, e io voglio che sia lei a controllarlo personalmente, e con estrema cura.
Martinez si alzò. Le narici dell'ometto vibrarono minacciosamente.
— Rifiuto tassativamente di farlo. La sicurezza è estranea ai capricci e alle fantasie. Se io esonerassi Sellors, farei perdere la fiducia che gli uomini della Sicurezza provano nei confronti dell'organizzazione.
— D'accordo — sospirò Walton. — Sellors rimane. Però farò richiesta di un trasferimento.
— Farò in modo che sia respinta. Io posso garantire personalmente l'assoluta competenza di Sellors — disse seccamente Martinez. — Poppy è in ottime mani, signor Walton. La prego di convincersene.
Martinez se ne andò. Walton fissò rabbiosamente la figura dell'ometto che si allontanava. Sapeva che Martinez era onesto… Ma il capo della sicurezza era un uomo testardo, e piuttosto che ammettere una falla nel sistema di sicurezza che lui stesso aveva organizzato, Martinez avrebbe permesso a un debole di continuare a occupare una posizione vitale. Cosa che si era puntualmente avverata, nel corso di quell'insoddisfacente colloquio.
Ebbene, questa macchia nera nella personalità di Martinez doveva essere cancellata, e lui doveva trovare un rimedio alla situazione, pensò Walton. In un modo o nell'altro, lui doveva liberarsi di Sellors, e sostituirlo con un agente della sicurezza del quale potesse fidarsi.
Scribacchiò un appunto frettoloso, e lo lasciò cadere nel condotto pneumatico diretto all'ufficio di Lee Percy. Come Walton aveva previsto, l'uomo delle pubbliche relazioni lo chiamò pochi minuti dopo.
— Roy, cos'è questa notizia che mi vuoi far diffondere? È fantastica. Sellors una spia? Come? Non è stato nemmeno arrestato. L'ho visto proprio adesso nell'edificio.
Walton fece una smorfia.
— Da quando in qua hai tanto rispetto per la precisione e la veridicità delle notizie? — chiese. — Fa' come ti ho detto, e vedremo cosa succede.
Il notiziario delle 11 e 40 fu il primo a dare la notizia. Walton ascoltò, senza allegria, la voce dell'annunciatore che rivelava come il capo della sicurezza Sellors fosse stato arrestato sotto l'accusa di tradimento. Secondo fonti bene informate, diceva il notiziario, Sellors era adesso sotto custodia e aveva acconsentito a rivelare la natura della congiura segreta i cui emissari l'avevano ingaggiato.