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Notturno per la morte [Gold Coast Nocturne - it]

Электронная книга - «Notturno per la morte [Gold Coast Nocturne - it]». Краткое содержание книги:

Casey Morrow, un giovane intento ad annegare nel whisky i suoi dispiaceri, viene abbordato nel bar da una bella sconosciuta che gli chiede di sposarla offrendogli in compenso una cospicua somma.
L’indomani Casey si sveglia con la sensazione di aver sognato, ma i cinquemila dollari che si trova in tasca gli dicono che il ricordo è reale. E su un quotidiano trova una notizia sensazionale: “Finanziere ucciso! Ereditiera scomparsa!”, con una foto dell’ereditiera in prima pagina: è proprio la ragazza del bar!
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Disse: — Casimir…

Una sola parola che ne racchiudeva tante. “Sei tornato, sei qui, e un poliziotto ti aspetta, come avevo temuto. Sapevo che c’era qualche guaio.”

— Ciao, mamma — le rispose cercando di assumere un tono noncurante. — Che succede? La madre si mordicchiava il labbro inferiore, tenendo d’occhio il tenente, ma questo aveva il viso nascosto dalla tazza.

— Tua moglie…

Phyllis! Mio Dio! Per un pelo non esclamò ad alta voce quel nome. Attese che mamma finisse, non osando aprire bocca.

— … vuole vederti disopra.

Ormai toccava a Johnson dare ordini, e Casey esitò dopo avere mosso un passo verso le scale. — Andate pure — concesse il tenente — e ditele di scendere con voi. Vorrei conoscerla.

“Non ne dubito” pensava Casey, salendo le scale con quanta rapidità gli era permessa da mamma che lo precedeva con il suo passo strascicato. Se non fosse scesa, mettendosi a parlare di Phyllis, chissà, forse ce l’avrebbe fatta a recarsi alla polizia da solo. Adesso era troppo tardi, proprio mentre si delineava la soluzione.

Dopo aver aperto la porta della camera, mamma lo fece entrare e la richiuse, appoggiandovisi contro. Poi disse, con voce afona: — Mi avevi mentito. Avevi detto di non essere nei guai. Mentivi.

— Lascia perdere il predicozzo — sbottò Casey. — Dov’è mia moglie?

— È andata via.

La fissò per un attimo a bocca aperta, stentando a crederle. — Andata via? Dove? Quando?

Di fronte a quel fiotto di domande, mamma scrollò la testa. — Come posso saperlo? A me nessuno dice mai niente. Sono dovuta uscire, e al mio ritorno non c’era più. Se n’è andata nel primo pomeriggio, e ormai è quasi buio.

— Non ha detto niente?

— No.

— Non ha lasciato un biglietto?

Nessun biglietto. Nulla, come aveva detto mamma. Casey dimenticò l’uomo che aspettava in cucina, per un lungo momento dimenticò tutto: Gorden, Vanno, tutto quanto. La scomparsa di Phyllis era l’unica cosa importante al mondo. Non aveva detto nulla, era semplicemente andata via.

— Che cosa vuole quel poliziotto?

Mamma era sempre stata brava a tornare sul piano della realtà. — È qua da mezz’ora a chiedere di te. Sapevo che c’era qualche guaio; mio figlio se non è nei guai non torna a casa.

Il suo sguardo però non corrispondeva alle parole, e lei lo fissava in modo strano, imbarazzante. I suoi occhi non accusavano, come la sua voce, non erano proprio ironici, parevano quasi tradire la paura. A questo pensiero Casey si sentì serrare la gola.

Disse con voce strozzata: — Eppure hai detto che mia moglie voleva vedermi.

— Io volevo vederti, senza la presenza di quel poliziotto.

La udì chiudere a chiave la porta e restare in ascolto. Se Johnson avesse udito avrebbe fatto le scale a quattro gradini per volta, ma tutto taceva, quindi non aveva sentito.

— Sono guai grossi, Casimir?

— La polizia crede che io abbia ucciso un uomo.

— È vero?

— No.

Se non avesse urlato, forse gli avrebbe creduto. Del resto, dato come stavano le cose, stentava a credere a se stesso e per un attimo rimpianse di avere detto la verità. Sciocchezze, non occorreva dire certe cose a mamma, le sapeva già. Lo fissò a lungo, quindi riapri la porta senza voltarsi.

— Mamma! — Vedendo che esitava, Casey insistette: — Non l’ho ucciso, te lo giuro su Dio. Se avessi tempo potrei provarlo, soltanto un po’ di tempo…

Mamma non mutò espressione e, continuando a stringere la maniglia, si voltò verso la porta. — Vado a vedere se il tenente vuole dell’altro caffè. Il tempo non gli manca, perché a una ragazza come Paula occorre un bel po’ per prepararsi, prima di scendere… vero, Casimir?

Casey non riusciva a parlare. D’un tratto provava il desiderio di piangere, di posare il capo sulla spalla di mamma e piangere come un bambino, ma non c’era tempo. Le parole di lei significavano che doveva affrettarsi, scendere le scale esterne senza fare rumore, chinare la testa passando davanti alla finestra della cucina e soprattutto filare a grande velocità.

— Ti occorre denaro? — gli chiese.

— No, non mi occorre niente. Se Paula torna…

Parlava al muro, perché mamma si era già richiusa l’uscio alle spalle e scendeva le scale col suo passo strascicato.

Casey sapeva che era necessario andare via subito, ma prima doveva accertarsi. Tornò in camera da letto, ma di Phyllis erano rimasti soltanto gli abiti. Nessun biglietto. Se n’era andata, ma dove? La sera prima lo aveva supplicato di portarla via e adesso era scomparsa come se fosse stata spinta da un grande terrore. Casey fissava il vuoto e cercava di trovare una risposta, ma era necessario rimandare il problema a un altro momento. Ora si trattava di affrontare nel miglior modo quella scala sul retro.

Per andare dalla taverna di Big John, alla fattoria nei dintorni di Arlington Heights, il percorso era lungo, specie in una rigida notte di novembre, ma Casey non lo trovava affatto lungo, visto che arrivava a mani vuote. Nei pressi della Milwaukee Avenue si fermò per telefonare a Maggie, pur sapendo che non sarebbe servito a nulla. No, non aveva visto Phyllis e, per di più, non ci teneva affatto a vedere né lei né Casey Morrow, grazie! Eppure, mentre parlava una vaga inflessione della sua voce lasciava intendere che condivideva le sue ansie, e per Casey era già un conforto. Si sentiva meno solo.

Per il resto del viaggio poté riflettere e gli pareva di avere ormai un quadro chiaro della situazione. Doveva per forza essere stato Gorden — oppure Vanno, ma in fondo era lo stesso — a uccidere Brunner. Questi doveva in qualche modo avere scoperto che tipo fosse Gorden, mettendogli poi alle costole Groot per ottenere le prove. Casey lo trovava un modo di agire logico, perché sarebbero occorse prove di ferro per convincere la signora Brunner che Gorden non era una perla d’uomo. Appena questi si era accorto di quanto stava accadendo, doveva avere capito che occorreva ricorrere all’omicidio per salvare la possibilità di sposare il patrimonio Brunner.

Tutto collimava. Occorreva soltanto la dichiarazione della signora che Gorden non era stato con lei la notte del delitto. Questa affermazione, abbinata a quanto gli aveva raccontato sull’acquisto del terreno, avrebbe convinto anche un tipo ostinato come il tenente Johnson; però c’era un incaglio. La signora Brunner probabilmente non sarebbe stata d’umore adatto ad agevolarlo, vedendolo comparire senza Phyllis.

In questo turbinìo di pensieri aveva svoltato nel viale della villa cintata dalla palizzata bianca e si stava inoltrando nel sentiero inghiaiato per andare a suonare il campanello.

L’uomo che la volta precedente indossava calzoni di cotone e camicia a scacchi, ora vestiva di nero, ma a parte quello non era mutato. Aprì la porta, accigliato come sempre, e lo fece entrare. Evidentemente Casey era atteso, ma l’atmosfera non pareva troppo cordiale, e prima di entrare in biblioteca intuì che qualcosa non andava. Il suo presentimento non valse tuttavia a preparargli l’animo allo choc che l’attendeva oltre la soglia.

La stessa stanza chiara a lui già nota, un fuoco che crepitava allegramente nel camino, luci artisticamente diffuse, ambiente caldo e accogliente. Molto accogliente. La signora Brunner che si alzava dalla poltrona a fiorami per riceverlo. Lance Gorden sdraiato comodamente su uno dei larghi divani, e Phyllis, proprio Phyllis, rannicchiata in posa affettuosa contro il braccio di lui.

Accogliente e piacevole come un pugno nello stomaco.

Sarebbe stato difficile stabilire quanto durò il silenzio, e fu la signora Brunner che si decise a romperlo. (Casey aveva quasi dimenticato la sua presenza. Vedeva soltanto la posa da gatta di Phyllis contro il braccio di Gorden. Gli pareva quasi di sentirla fare le fusa.)

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